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Lavoro: Cgil a Poletti, nessuna svolta su precarietà

di Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 5, 2015

callcenterLavoro: Cgil a Poletti, nessuna svolta su precarietà

05/02/2015 ‘Si rincorrono fallimenti mai soluzioni che guardino a qualità occupazione’ da www.cgil.it

“Non siamo alla svolta sulla precarietà. Il ministro Poletti chiarisce infatti che la semplificazione sarà un piccolo ritocco, con il rischio, lasciando intatte le tante forme di lavoro precario, che quando verranno meno gli incentivi sul contratto a tutele crescenti, le imprese potranno licenziare a costi bassi e ricorrere a forme di lavoro precario”. Così il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, commenta le parole del titolare del dicastero del Lavoro, Giuliano Poletti, intervistato oggi da ‘Il Messaggero’, in merito al prossimo decreto attuativo del Jobs act che riguarda il codice dei contratti, ovvero la revisione delle tipologie contrattuali.

“Continuiamo a dire – prosegue la dirigente sindacale – che occorre insistere sulla creazione di lavoro e sulle misure di addizionalità della quota di occupazione legata agli incentivi sull’occupazione. Invece, se con la Garanzia Giovani si apre la strada della somma dei bonus, in realtà si fa un’operazione molto semplice ma che non riguarda l’obiettivo di far funzionare la Garanzia Giovani stessa”. Infatti, sottolinea ancora Sorrentino, “il cumulo dei bonus risponde all’esigenza di spendere le risorse europee, che il programma non realizza nei tempi stabiliti, facendo un grande regalo alle imprese”.

Per il segretario confederale della Cgil “siamo alla rincorsa dei fallimenti e mai invece alla ricerca di soluzioni che, oltre a rappresentare un favore alle imprese, si preoccupino anche della qualità dell’occupazione. Anche noi stimiamo che gli effetti di questo grande finanziamento alle imprese faccia aumentare i contratti legati agli incentivi, il tema è però cosa succede quando finisce il ‘doping’ e che tutele avranno quei lavoratori. È’ questa la vera svolta? Meno tutele per tutti? Ma nel programma del governo non c’era affermato il contrario?”, conclude Sorrentino.

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