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	<title>Commenti a: FILLEA CGIL: una petizione al Presidente della Repubblica da parte dei restauratori</title>
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		<title>Di: roberto nobili</title>
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		<dc:creator>roberto nobili</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:34:53 +0000</pubDate>
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		<description>Il caso mio è simile a quello di molti altri restauratori.Dopo diversi periodi di collaborazione con il laboratorio di restauro presso il Civico Museo della mia città, iniziai come artigiano restauratore l&#039;attività continuativa presso il laboratorio sopra citato lavorando circa 160 ore al mese dal maggio 1989 al maggio 1993, per un totale di circa 7500 ore lavorative documentabili da fatture e contratti di subappalto.Lavorai a stretto contatto con i funzionari della competente sovrintendenza che apprezzarono il mio operato.
Dal maggio 1993 iniziai l&#039;attività da solo.Mi trovai a effettuare un primo importante lavoro di restauro di affreschi su una grande facciata di un palazzo veneto. La soprintendeza inviò una lettera con la quale mi accreditava a eseguire il lavoro viste le mie dimostrate capacità a operare in tal senso.Da allora ho eseguito numerosi lavori da me diretti,per enti pubblici mediante gara di appalto, chiese e per privati in diverse regioni d&#039;italia.Nessun lavoro da me eseguito è mai stato contestato.I rapporti con i funzionari delle soprintendenze sono sempre stati ottimi.Però...non riesco a dimostrare gli otto anni di lavoro previsti dal decreto. E così rischio da un giorno all&#039;altro di non poter svolgere più la mia attività.Ma gli oltre vent&#039;anni di attività di restauro non contano nulla? I funzionari delle Soprintendenze avevano o no le capacità per stabilire se un operatore poteva essere accreditato? E se, come dice il decreto nella sua premessa, il restauro italiano gode di stima in tutto il mondo, penso sia anche grazie a tutti quegli operatori che come me con tanta passione e devozione hanno lavorato per molti anni in questo settore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso mio è simile a quello di molti altri restauratori.Dopo diversi periodi di collaborazione con il laboratorio di restauro presso il Civico Museo della mia città, iniziai come artigiano restauratore l&#8217;attività continuativa presso il laboratorio sopra citato lavorando circa 160 ore al mese dal maggio 1989 al maggio 1993, per un totale di circa 7500 ore lavorative documentabili da fatture e contratti di subappalto.Lavorai a stretto contatto con i funzionari della competente sovrintendenza che apprezzarono il mio operato.<br />
Dal maggio 1993 iniziai l&#8217;attività da solo.Mi trovai a effettuare un primo importante lavoro di restauro di affreschi su una grande facciata di un palazzo veneto. La soprintendeza inviò una lettera con la quale mi accreditava a eseguire il lavoro viste le mie dimostrate capacità a operare in tal senso.Da allora ho eseguito numerosi lavori da me diretti,per enti pubblici mediante gara di appalto, chiese e per privati in diverse regioni d&#8217;italia.Nessun lavoro da me eseguito è mai stato contestato.I rapporti con i funzionari delle soprintendenze sono sempre stati ottimi.Però&#8230;non riesco a dimostrare gli otto anni di lavoro previsti dal decreto. E così rischio da un giorno all&#8217;altro di non poter svolgere più la mia attività.Ma gli oltre vent&#8217;anni di attività di restauro non contano nulla? I funzionari delle Soprintendenze avevano o no le capacità per stabilire se un operatore poteva essere accreditato? E se, come dice il decreto nella sua premessa, il restauro italiano gode di stima in tutto il mondo, penso sia anche grazie a tutti quegli operatori che come me con tanta passione e devozione hanno lavorato per molti anni in questo settore.</p>
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		<title>Di: Fillea CGIL</title>
		<link>http://www.cgilsiena.org/index.php/2009/07/29/fillea-cgil-una-petizione-al-presidente-della-repubblica-da-parte-dei-restauratori/comment-page-1/#comment-13823</link>
		<dc:creator>Fillea CGIL</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:11:06 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Ciao Anna, purtroppo la tua situazione è simile a quella di molte altre restauratrici..., la Fillea Cgil ha cercato di muoversi in molte direzioni costituendo coordinamenti a livello regionale e nazionale, raccogliendo firme ed interagendo con il ministero dei beni culturali. Non posso darti una risposta diversa tranne quella di contattarci e partecipare con noi.&lt;br /&gt;
Ciao, Giulia Bartoli, Fillea Cgil Siena&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Anna, purtroppo la tua situazione è simile a quella di molte altre restauratrici&#8230;, la Fillea Cgil ha cercato di muoversi in molte direzioni costituendo coordinamenti a livello regionale e nazionale, raccogliendo firme ed interagendo con il ministero dei beni culturali. Non posso darti una risposta diversa tranne quella di contattarci e partecipare con noi.<br />
Ciao, Giulia Bartoli, Fillea Cgil Siena</p>
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		<title>Di: anna casaniti</title>
		<link>http://www.cgilsiena.org/index.php/2009/07/29/fillea-cgil-una-petizione-al-presidente-della-repubblica-da-parte-dei-restauratori/comment-page-1/#comment-13814</link>
		<dc:creator>anna casaniti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 10:57:55 +0000</pubDate>
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		<description>opero nel campo del restauro dal 1994, mi sono formata con corso di due anni professionale, con la ditta indiviale ho tutte le attestazioni dei lavori eseguiti a norma,ho sempre pagato le tasse allo stato come restauratrice, ho fatto enormi sacrifici per acquisire professionalita avvalendomi anche delle vecchie botteghe artigianali, ed oggi secondo questo decreto io non sono piu una restauratrice non ho più nessuna professionalità e le sovrindententi con me hanno scerzato.ditemi cosa debbo fare per salvare la mia dignità di lavoratore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>opero nel campo del restauro dal 1994, mi sono formata con corso di due anni professionale, con la ditta indiviale ho tutte le attestazioni dei lavori eseguiti a norma,ho sempre pagato le tasse allo stato come restauratrice, ho fatto enormi sacrifici per acquisire professionalita avvalendomi anche delle vecchie botteghe artigianali, ed oggi secondo questo decreto io non sono piu una restauratrice non ho più nessuna professionalità e le sovrindententi con me hanno scerzato.ditemi cosa debbo fare per salvare la mia dignità di lavoratore.</p>
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