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FP CGIL: Essere RSU-Rappresentanti Sindacali-oggi

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 12, 2015

iniziativa 17 bozzancamartedì 17/02
ore 11,30-13,30

Saletta dei Mutilati –  Siena,Viale Maccari

Essere RSU-Rappresentanti Sindacali- OGGI

presentazione candidate e candidati RSU

Partecipano:

Federico Bozzanca,

Segretario Nazionale FP-CGIL

Debora Giomi,

Segretaria Regionale FP-CGIL

Argomenti: elezioni, FP, RSU |

Cgil, aderiamo manifestazione 14 febbraio “Dalla parte giusta. È cambiata la Grecia, cambiamo l’Europa”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 11, 2015

Manifestazione_EuropeaCgil, aderiamo manifestazione 14 febbraio “Dalla parte giusta. È cambiata la Grecia, cambiamo l’Europa”

10/02/2015 Sabato 14 febbraio a Roma

da www.cgil.it

La Cgil aderisce alla manifestazione di sabato prossimo, 14 febbraio, a Roma, “Dalla parte giusta. È cambiata la Grecia, cambiamo l’Europa”.

“Saremo in piazza, insieme a tante associazioni ed organizzazioni democratiche, – si legge in una nota della segreteria nazionale Cgil – per dire una volta di più che un’altra politica economica e sociale è possibile, che la scelta del rigore e dell’austerità ha fallito e che è tempo che l’Europa cambi verso”.

Per il sindacato guidato da Susanna Camusso, “servono scelte orientate alla crescita ed alla ripresa dell’occupazione, in modo particolare quella giovanile, attraverso investimenti mirati ed il sostegno alla domanda”.

“L’ampio consenso popolare che il nuovo governo greco ha ricevuto alle recenti elezioni sta a testimoniare della volontà di battere la crisi senza abbattere i diritti delle persone e la loro già difficile condizione economica e sociale” conclude la Cgil.

Argomenti: CGIL |

FILCTEM CGIL: ecco la lettera aperta alle istituzioni da parte dei lavoratori Siena Biotech

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 10, 2015

Ffilctem con scrittaILCTEM CGIL: ecco la lettera aperta alle istituzioni da parte dei lavoratori Siena Biotech

Siena, 10 febbraio 2015

Dalla messa in liquidazione della Siena Biotech, lo scorso 22 dicembre, ad oggi, le reazioni di noi lavoratori sono state contenute non perchè rassegnati o in accordo con le scelte maturate dalla Fondazione Monte dei Paschi, piuttosto perchè impegnati a portare avanti le attività in corso, anche nel rispetto delle altre aziende presenti nell’edificio, in completa autogestione per mancanza di chiare e tempestive direttive. Ci siamo fidati delle rassicurazioni della Fondazione e delle Istituzioni, ricevute esclusivamente a mezzo stampa. Purtroppo lo scorso 6 febbraio, con l’apertura della procedura di licenziamento collettivo, le nostre aspettative sono state disattese nuovamente. Come dichiarato dal Presidente della Fondazione MPS Clarich, Siena Biotech rappresenta un progetto ormai insostenibile per motivazioni di ordine economico e giuridico.

Ci domandiamo dunque per quale ragione, dall’inizio della crisi, nel 2012, soltanto i lavoratori della Siena Biotech siano stati oggetto di tagli attraverso misure quali riduzioni di orario di lavoro, cassa integrazione e licenziamenti, mentre nulla è stato fatto per il costo legato alla proprietà dell’edificio, la spesa più ingente.

È altresì difficile credere che il piano industriale presentato dalla Siena Biotech, attentamente valutato e quindi approvato nell’aprile 2014, sia ritenuto ora giuridicamente incompatibile con i fini istituzionali della Fondazione. Il piano prevedeva il raggiungimento della completa autonomia della società entro l’aprile 2016 con una significativa e progressiva riduzione dell’impegno finanziario da parte della FMPS. Noi lavoratori avevamo accettato la sfida, utilizzando tutta la nostra competenza e reputazione scientifica, stringendo accordi di collaborazione nazionali e internazionali ora vanificati dalla messa in liquidazione.

È possibile che a Palazzo Sansedoni si siano accorti di questo “vizio” giuridico soltanto oggi? Queste motivazioni non ci convincono.

Invitiamo quindi la Fondazione MPS e le Istituzioni ad anteporre noi, lavoratrici e lavoratori, al mero interesse per l’edificio fino ad oggi dimostrato. Chiediamo che l’attenzione sia rivolta alle nostre professionalità con proposte concrete, trasparenti e condivise. Noi e le nostre famiglie non vogliamo essere nuovamente vittime della solita strumentalizzazione da campagna elettorale. Non siamo così numerosi da spostare gli equilibri elettorali, ma riteniamo che la realizzazione in Toscana della “Pharma Valley”, punto essenziale del programma elettorale dell’attuale Governatore, non possa partire dalla chiusura di uno dei pochi centri di ricerca sulle malattie rare presenti nel territorio italiano. Quindi chiediamo a voi tutti una seria assunzione di responsabilità volta a costruire e non distruggere quanto fatto sino ad oggi.

Argomenti: aziende, FILCTEM, Fondazione MPS |

Appalti: Cgil, riforma per garantire diritti e tutele a lavoratori

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 10, 2015

Appalti_Firme_bannerAppalti: Cgil, riforma per garantire diritti e tutele a lavoratori

10/02/2015 » FOTO da www.cgil.it

“L’economia che fa riferimento al sistema degli appalti è una parte consistente del mercato del lavoro. Se non rinnoviamo e innoviamo la normativa sugli appalti, anche al cospetto della migliore riforma del mercato del Lavoro, e con il Jobs Act non è questo il caso, il sistema di diritti e tutele finirà risucchiato in un vortice”. E’ quanto affermato dal segretario confederale della Cgil, Franco Martini, oggi al seminario unitario ‘Appalti e Concessioni: lavoro, legalità e trasparenza. Direttive europee e disegno di legge delega di recepimento’.

Per il dirigente sindacale le linee di indirizzo, come emerge dalle proposte presentate oggi dai sindacati in relazione al disegno di legge di recepimento della direttiva comunitaria sugli appalti, sono: “Lotta al massimo ribasso, riduzione del numero delle stazioni appaltanti, ripristino della clausola sociale, applicazione di un contratto di riferimento, quello prevalente nel sito. Punti che sono anche al centro della campagna che come Cgil abbiamo lanciato per una proposta di legge di iniziativa popolare sul tema appalti e che mira, tra le altre cose, al ripristino della norma sulla responsabilità solidale”.

La Cgil, quindi, sia sul versante unitario, che come autonomia iniziativa, ritiene la questione appalti “un aspetto centrale della mobilitazione sindacale – ha spiegato Martini -, un tema molto importante, soprattutto in questa fase di discussione sul Jobs Act e la nuova riforma del mercato del lavoro. È chiaro, infatti, che se non interveniamo sulle attuali normative che regolano gli appalti, rischiamo di allargare ulteriormente l’area del precariato del nostro paese”. Il segretario confederale della Cgil a riguardo ha fatto un esempio: “Nel settore specifico degli appalti la tipologia prevista dal Jobs Act del contratto a tutele crescenti rischia di fare, ad ogni cambio di appalto, sempre nuovi assunti, azzerando così le carriere professionali delle donne e degli uomini che lavorano in questo settore e indebolendo fortemente quello che è il livello delle tutele al loro interno”.

Il settore quindi, secondo Martini, ha bisogno di interventi: “Gli appalti sono un cancro dell’economia. Si stima che l’area dell’illegalità sia pari a 70 miliardi di euro. Una cifra collegata con il contesto attuale e che ci dimostra come, visto che spesso il governo sostiene che non ci siano risorse per rendere, ad esempio, agli ammortizzatori sociali davvero universali, se avessimo una normativa sugli appalti, ispirata a maggiore trasparenza, regolarità e controlli, una parte di questa economia illegale potrebbe essere investita in maggiori tuteli”, ha concluso Martini.

Argomenti: CGIL |

Mezzogiorno: Cgil, Istat fotografa effetti crisi, agire con politiche industriali e di sviluppo

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 10, 2015

MezzogiornoMezzogiorno: Cgil, Istat fotografa effetti crisi, agire con politiche industriali e di sviluppo

09/02/2015 da www.cgil.it

“I dati diffusi oggi dall’Istat fotografano gli effetti drammatici di sei anni di crisi e evidenziano ancora una volta il baratro esistente tra Nord e Sud del Paese. E’ necessario intervenire con strumenti e politiche concrete: gli annunci e la nascita di un ministero per il Mezzogiorno non sono sufficienti”. Così il segretario confederale della Cgil Gianna Fracassi commenta i dati dell’Istituto di statistica sul Pil pro capite nel 2013, da cui emerge che il Prodotto interno lordo per abitante nel Sud Italia è inferiore del 45,8 per cento rispetto a quello del Centro-Nord.

“Risultati coerenti con le analisi elaborate in questi mesi da importanti istituzioni – continua Fracassi – sia per quanto riguarda la trasformazione della struttura produttiva, con una vera e propria desertificazione industriale, sia rispetto all’impoverimento delle famiglie, al calo dei consumi e al crollo dell’occupazione, in particolare dei giovani e delle donne”.

“Come abbiamo già sostenuto in passato, il tema non si affronta solo attraverso una diversa architettura istituzionale. In questo senso – spiega la dirigente sindacale – la discussione aperta dal presidente del Consiglio in merito alla creazione di un dicastero ad hoc per il Sud non affronta compiutamente il vero problema: l’assenza di politiche industriali e di sviluppo”.

“Lo strumento istituzionale – prosegue – può servire per fare sintesi, organizzare meglio le risorse e creare le necessarie sinergie con gli altri ministeri, in particolare con quello dello Sviluppo economico, in un’ottica di coesione territoriale e sociale. Ma alla base – sottolinea Fracassi – devono esserci un progetto complessivo e le risorse necessarie per il Sud”.

“Non occorre attendere ulteriori dati e analisi a conferma di questo quadro: è urgente agire”. Fracassi conclude ribadendo la proposta della confederazione di corso d’Italia: “la Cgil da tempo ha indicato nel Piano del lavoro la strada dell’intervento pubblico come motore dell’economia, per rilanciare e rinnovare profondamente la base industriale e la specializzazione produttiva del Paese e, in particolare, del Sud”.

Argomenti: CGIL |

Polizia Locale: domani presidi dei lavoratori in tutta Italia davanti alle Prefetture

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 9, 2015

2015_01_26_Volantino Polizia Locale unitario 2Polizia Locale: domani presidi dei lavoratori in tutta Italia davanti alle Prefetture

A Siena una rappresentanza di dipendenti si ritroverà in Piazza del Duomo dalle 11.30 alle 13

Siena, 9 febbraio 2015 – “Le condizioni normative e di lavoro della Polizia Locale, sia Municipale che Provinciale, – spiegano FP CGIL, FP CISL e FPL UIL – ci consegnano un quadro di degrado istituzionale e normativo che impone un’azione decisa di tutela delle funzioni e della dignità di questi lavoratori. Di fronte ad un Governo che opera tagli ai diritti del personale e riduce i trasferimenti fondamentali per i servizi dei cittadini, molte Amministrazioni Comunali, anziché opporsi a questa politica e preoccuparsi delle collusioni fra criminalità, malaffare e istituzioni, non trovano di meglio che scaricare responsabilità ed inefficienze sui propri lavoratori e sui cittadini, aumentando le imposte locali e tagliando i servizi”.

Le organizzazioni sindacali hanno organizzato per domani, in tutta Italia, presidi del personale della Polizia Locale davanti alle Prefetture, durante i quali verranno consegnati ai Prefetti documenti per manifestare le rivendicazioni dei lavoratori.

“In particolare – sottolineano FP CGIL, FP CISL e FPL UIL – chiediamo di affrontare una volta per tutte il tema della modifica dell’ormai obsoleta legge sull’ordinamento della polizia municipale n.65 del 1986, il ripristino del riconoscimento della causa di servizio e dell’equo indennizzo, la valorizzazione del ruolo della polizia provinciale in particolare sulle materie ambientali”.

“Riaffermiamo con orgoglio – concludono i sindacati – l’importanza strategica della figura dell’agente e dell’ufficiale di Polizia Locale e ribadiamo che non è assolutamente accettabile che ne sia vilipesa la dignità e l’immagine”.

A Siena il presidio si svolgerà in Piazza del Duomo dalle ore 11.30 alle 13.

Argomenti: FP, polizia locale, presidio, pubblico impiego |

SPI CGIL Siena: “Strage di uffici postali: ancora disservizi, ancora disagi per i meno fortunati”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 7, 2015

SPI SIENA presidio 15 luglio '11 bis (104)SPI CGIL SIENA: “STRAGE DI UFFICI POSTALI: ANCORA DISSERVIZI, ANCORA DISAGI PER I MENO FORTUNATI”

Siena, 7 febbraio 2015 – Con una decisione unilaterale Poste Italiane chiude 63 uffici postali in Toscana – di cui 7 in provincia di Siena – definendola ‘razionalizzazione’.

Come si fa a sopportare questa cosa? Come si può considerare questo Paese moderno, civile? Come si conciliano tali scelte con i promulgamenti del Governo?

Lo SPI CGIL di Siena si schiera contro una decisione che porta ulteriormente indietro l’Italia e che crea disagi, in particolare alle persone anziane, specie se sole; a Poste Italiane non importa nemmeno se molti di loro sono anche titolari del libretto postale per riscuotere la pensione…

Franco Caselli, Segretario provinciale del Sindacato Pensionati SPI CGIL Siena

 

Argomenti: pensionati, Poste, SPI |

10 febbraio: presidio lavoratori polizia locale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 6, 2015

2015_01_26_Volantino Polizia Locale unitario 2POLIZIA LOCALE: Difendiamo la nostra dignità

FACCIAMO CRESCERE IL NOSTRO LAVORO!

10 FEBBRAIO 2015 – PRESIDI DAVANTI ALLE PREFETTURE DI TUTTA ITALIA

PER UNA NUOVA LEGISLAZIONE CHE RICONOSCA RUOLO E FUNZIONI DEL CORPO
PER IL RICONOSCIMENTO DELLE NOSTRE SPECIFICITÀ
PER L’UNIFORMITÀ DELLE CONDIZIONI OPERATIVE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE
PER LA DOTAZIONE DI STRUMENTI E MEZZI NECESSARI A GARANTIRE SICUREZZA E PREVENZIONE
PER ELIMINARE L’INGIUSTA DISCRIMINAZIONE SU CAUSA DI SERVIZIO ED EQUO INDENNIZZO
PER LA TUTELA E L’EQUITÀ DEL TRATTAMENTO ECONOMICO E DELLE CONDIZIONI DI LAVORO
PER LAVORARE MEGLIO AL SERVIZIO DELLE NOSTRE COMUNITÀ

La sicurezza non si improvvisa! La sicurezza è un bene di tutti!

Argomenti: FP, polizia locale, presidio, pubblico impiego |

Siena Biotech: annunciata procedura di licenziamento collettivo.

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 5, 2015

filctem con scrittaSiena Biotech: annunciata procedura di licenziamento collettivo.

FILCTEM CGIL: “Rimuovere quella cortina fumosa che si è artificiosamente addensata intorno all’azienda”

Siena, 5 febbraio 2015 – Procedura di licenziamento collettivo in vista per la Siena Biotech.

“Durante l’incontro sindacale di martedì scorso – spiega Marco Goracci, Segretario Generale della FILCTEM CGIL di Siena – il liquidatore della Siena Biotech, dopo un mese di verifiche e approfondimenti vari sullo stato economico/finanziario, ha preannunciato il de profundis dell’azienda controllata totalmente dalla Fondazione Monte dei Paschi”.

E i lavoratori riuniti in assemblea hanno immediatamente proclamato lo stato di agitazione sindacale permanente, non escludendo di mettere in atto qualsiasi forma di contestazione pur di far ravvedere il liquidatore, ma più che altro l’azionista unico, dalla peggiore delle ipotesi che poteva essere presa.

“Dopo le tante dichiarazioni – denuncia il sindacalista della CGIL – con le quali molti soggetti che ricoprono ruoli istituzionali e politici si sono nel tempo affannati a sostenere l’importanza per Siena di riuscire a mantenere e sviluppare competenze nel campo della ricerca bio-scientifica, questo è il risultato! Sarebbe stato forse preferibile il silenzio e un più appropriato disinteresse, rispetto all’ipocrisia nascosta dietro alla profusione di facili parole di circostanza spese sulla vicenda. Comune, Regione, forze politiche ed illustri scienziati! Nessuno si è voluto risparmiare nello spendere una buona parola a difesa dell’attività di Siena Biotech e di quella cinquantina di lavoratori che nelle intenzioni del liquidatore potrebbero andare ad incrementare la lista dei senza lavoro!”.

“No, i lavoratori non ci stanno! – sottolinea il Segretario della FILCTEM – E con loro la CGIL! Non andremo a caccia delle responsabilità, non perderemo tempo ad additare chicchessia rispetto alle colpe, evidenti, che hanno portato a questa situazione. L’obiettivo è un altro. Rimuovere quella cortina fumosa che si è artificiosamente addensata intorno alla Siena Biotech e che non ha permesso a soggetti esterni ai confini senesi di farsi avanti in maniera propositiva”.

“Solo dopo – conclude Goracci – saremo disponibili a prendere in esame ulteriori soluzioni che vadano nella direzione di una ricollocazione di tutti i lavoratori”.

Argomenti: aziende, FILCTEM, Fondazione MPS |

Lavoro: Cgil a Poletti, nessuna svolta su precarietà

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Febbraio 5, 2015

callcenterLavoro: Cgil a Poletti, nessuna svolta su precarietà

05/02/2015 ‘Si rincorrono fallimenti mai soluzioni che guardino a qualità occupazione’ da www.cgil.it

“Non siamo alla svolta sulla precarietà. Il ministro Poletti chiarisce infatti che la semplificazione sarà un piccolo ritocco, con il rischio, lasciando intatte le tante forme di lavoro precario, che quando verranno meno gli incentivi sul contratto a tutele crescenti, le imprese potranno licenziare a costi bassi e ricorrere a forme di lavoro precario”. Così il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, commenta le parole del titolare del dicastero del Lavoro, Giuliano Poletti, intervistato oggi da ‘Il Messaggero’, in merito al prossimo decreto attuativo del Jobs act che riguarda il codice dei contratti, ovvero la revisione delle tipologie contrattuali.

“Continuiamo a dire – prosegue la dirigente sindacale – che occorre insistere sulla creazione di lavoro e sulle misure di addizionalità della quota di occupazione legata agli incentivi sull’occupazione. Invece, se con la Garanzia Giovani si apre la strada della somma dei bonus, in realtà si fa un’operazione molto semplice ma che non riguarda l’obiettivo di far funzionare la Garanzia Giovani stessa”. Infatti, sottolinea ancora Sorrentino, “il cumulo dei bonus risponde all’esigenza di spendere le risorse europee, che il programma non realizza nei tempi stabiliti, facendo un grande regalo alle imprese”.

Per il segretario confederale della Cgil “siamo alla rincorsa dei fallimenti e mai invece alla ricerca di soluzioni che, oltre a rappresentare un favore alle imprese, si preoccupino anche della qualità dell’occupazione. Anche noi stimiamo che gli effetti di questo grande finanziamento alle imprese faccia aumentare i contratti legati agli incentivi, il tema è però cosa succede quando finisce il ‘doping’ e che tutele avranno quei lavoratori. È’ questa la vera svolta? Meno tutele per tutti? Ma nel programma del governo non c’era affermato il contrario?”, conclude Sorrentino.

Argomenti: CGIL |

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