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25 maggio: HO SETTANT’ANNI MA NON LI DIMOSTRO

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 22, 2015

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Argomenti: archivio storico, CGIL, Liberazione, Resistenza |

Cig: Cgil a Renzi, basta mistificazioni, rispettare lavoratori in difficoltà

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 22, 2015

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21/05/2015 da www.cgil.it

“I dati ‘dimezzati’ a cui fa riferimento il presidente del Consiglio si riferiscono alla cassa in deroga e non al complesso della cassa integrazione, e l’Inps stesso certifica che il calo è dovuto al mancato rifinanziamento di tale ammortizzatore da parte del governo. La campagna elettorale non giustifica la mistificazione”. Con queste parole Serena Sorrentino, segretario confederale della Cgil, ribatte alle dichiarazioni di Matteo Renzi, che vorrebbe maggiore soddisfazione da parte dei sindacati per l’andamento della cassa.

“Dalle rilevazioni dell’Istituto sul mese di aprile 2015 – spiega la dirigente sindacale – risulta infatti una diminuzione del 36,9%, e non del 50%, della cassa integrazione guadagni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sono gli interventi in deroga – continua – che hanno subito un crollo verticale del 77,3%, in quanto, come dichiara l’Inps, ‘risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti'”.

“Chi ha una carica di responsabilità istituzionale così alta dovrebbe avere sensibilità per il dramma che vivono migliaia di lavoratori e aziende senza alcun sostegno. Il presidente – conclude Sorrentino – forse non ricorda che qualche giorno fa ha rifinanziato la cassa in deroga proprio perché le esigenze per i settori non coperti dalla cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono ancora molto elevate”.


Argomenti: CGIL |

Ocse: Cgil, disuguaglianza cresce, necessaria patrimoniale su grandi ricchezze

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 21, 2015

SoldiOcse: Cgil, disuguaglianza cresce, necessaria patrimoniale su grandi ricchezze

21/05/2015 da www.cgil.it

“Il nostro Paese detiene il primato europeo della disuguaglianza, soprattutto patrimoniale, come la Cgil sostiene da tempo”. Così il segretario confederale di corso d’Italia, Danilo Barbi commenta il rapporto Ocse diffuso quest’oggi, secondo cui l’1% più ricco della popolazione italiana detiene il 14,3% della ricchezza nazionale netta, ossia il triplo rispetto al 40% più povero, che detiene solo il 4,9%.

La forbice così ampia tra ricchi e poveri, secondo Barbi, è conseguenza di due fattori: “l’altissima evasione fiscale, che per sua natura non produce investimenti ma incrementa solo le rendite, e un’irrisoria tassa di successione che è la più bassa tra i trentaquattro paesi dell’Ocse”.

“La Cgil – prosegue il dirigente sindacale – è curiosa di sapere come il governo commenterà questi dati e quali iniziative vorrà intraprendere per ridurre le disparità che la crisi in questi anni ha ulteriormente accentuato”. “Quanto fotografato dall’istituto parigino conferma la necessità di una patrimoniale sulle grandi ricchezze di tipo progressivo. Una misura efficace e giusta – conclude Barbi – per reperire le risorse finalizzate a finanziare un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile”.

Argomenti: CGIL |

Alleanza contro la povertà: oggi incontro con Poletti su Reddito di Inclusione Sociale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 21, 2015

Soldi_2Alleanza contro la povertà: oggi incontro con Poletti su Reddito di Inclusione Sociale

20/05/2015 Appuntamento a Roma, ore 17.00, in P.zza della Pilotta, 4

L’Alleanza Contro la Povertà in Italia questo pomeriggio incontrerà il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti. L’appuntamento è alle ore 17.00 presso la Sala Carducci, Roma Eventi, P.zza della Pilotta 4,  Roma.

La Cgil è tra le 33 associazioni che compongono l’Alleanza contro la povertà in Italia e che promuovono il Reis (Reddito di Inclusione Sociale), una proposta organica di Piano nazionale contro la povertà. Il Reis ha come obiettivo il contrasto alla povertà assoluta ed è uno strumento di politica sociale fondato sulla necessità di integrare un intervento di sostegno al reddito con un’adeguata politica dei servizi (lavoro, istruzione, salute, integrazione, etc.).

Con questo incontro l’Alleanza intende ribadire la richiesta al governo di assumere come centrale il tema della povertà assoluta, che riguarda sei milioni di nostri concittadini al di sotto della soglia di povertà, e di dedicare impegno e risorse su questo problema in vista della prossima legge di stabilità.

Il programma dell’iniziativa prevede l’introduzione di Francesco Marsico, responsabile Area Nazionale Caritas, e una tavola rotonda dal titolo “Lotta alla povertà e all’impoverimento: Reddito di Inclusione Sociale”, a cui parteciperanno i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Vera Lamonica, Maurizio Bernava e Silvana Roseto; Rita Visini della Confederazione delle Regioni e Province Autonome; Pietro Barbieri del Forum del Terzo Settore; il sindaco di Pisa e Presidente di Legautonomie Marco Filippeschi e Maurizio Ottolini di Confcooperative. Seguiranno l’intervento del Ministro Giuliano Poletti e le conclusioni di Gianni Bottalico, Presidente nazionale delle Acli.

In allegato la locandina dell’evento.

Per maggiori informazioni: www.redditoinclusione.it


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Lo Statuto dei lavoratori compie 45 anni: va rinnovato, non abolito

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 20, 2015

11245507_10153316397488988_4980653539947991901_nOggi lo Statuto dei lavoratori compie 45anni. Una delle grandi leggi che hanno dato attuazione alla Costituzione. Noi pensiamo che vada rinnovato, non abolito. Anche perché 45 anni sono un tempo breve e ci ricorda che i diritti nel e del lavoro sono così giovani e vanno rafforzato ed estesi. In alcune aree del Paese, a Ravenna, Bologna, in Liguria, a Imola, oggi la Cgil sciopera proprio per protestare contro la sottrazione dei diritti e per chiedere attenzione ai temi del lavoro. Intanto la Cgil sta lavorando a una proposta di legge popolare per un Nuovo Statuto che riconosca un nucleo di diritti fondamentali a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale o dalla forma di lavoro. Susanna Camusso lo spiega bene in un intervento pubblicato oggi su Fatto Quotidiano
http://www.ow6.rassegnestampa.it/…/201…/2015052030320587.pdf

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Lavoro: Cgil, dati Inps di aprile confermano urgenza riforma universale degli ammortizzatori sociali

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 19, 2015

lavoratoreLavoro: Cgil, dati Inps di aprile confermano urgenza riforma universale degli ammortizzatori sociali

18/05/2015 da www.cgil.it

“In questi anni di crisi il sistema di ammortizzatori sociali ha tutelato oltre un milione di lavoratori e migliaia di aziende, che in assenza di questi strumenti avrebbero visto la perdita del posto di lavoro e il fallimento d’impresa. Se i dati del primo trimestre (si vedano i rapporti dell’Osservatorio Cig Cgil su cig marzo 2015 e Causali aziende cigs marzo 2015) dimostrano che il volume delle ore di Cig conferma l’assenza di attività produttiva, essendo in presenza di autorizzazioni a zero ore per potenziali 330 mila posizioni lavorative dalle prospettive sempre più incerte, i dati di aprile diffusi oggi dall’Inps segnano un nuovo rialzo (+ 3,6%) delle ore autorizzate, nonostante il crollo della deroga. Le riforme se fatte in stagioni di crescita hanno una loro efficacia, fatte nella crisi rischiano di determinare solo tagli ed esclusione”. Così Serena Sorrentino, segretario confederale della Cgil, a seguito della diffusione dei dati Inps.

“Siamo tuttavia ad un punto cruciale – prosegue Sorrentino – in ragione di alcune questioni aperte: la fine della deroga e la mancata sostituzione di uno strumento che copra i settori scoperti da Cig; il mancato rifinanziamento dei contratti di solidarietà difensivi; l’approssimarsi della scomparsa della mobilità ed il suo assorbimento nella Naspi”.
“Ad oggi – spiega – siamo ancora in attesa dei pagamenti per la deroga del 2014 in molte regioni, per le quali anche il recente decreto di sblocco dei fondi non sarà sufficiente a coprire il fabbisogno reale, producendo il fatto che molti lavoratori, seppur coperti da accordi di cassa in deroga, non si vedranno riconosciute le indennità. E questo giustifica il dato diffuso oggi di un – 77,3% delle autorizzazioni per la Cig in deroga”.

“Ancora incerto – aggiunge la dirigente sindacale – è il destino degli accordi del 2015 e, in assenza dei contratti di solidarietà, molte aziende si trovano senza nessuno strumento di riorganizzazione che consenta di uscire dalla crisi e agganciare una timida ripresa, che per ora non ha effetti significativi sull’occupazione e sui fatturati aziendali”. “Lo dimostrano i tavoli di crisi aperti presso i ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, le decine di crisi aziendali che ogni giorno sono alla ribalta della cronaca e per le quali, in assenza di strumenti, non c’è altra risoluzione che la fine del lavoro”. Per Sorrentino “occorre considerare che la crisi continua a non pesare su tutti allo stesso modo, e certo non va meglio per chi è in cassa integrazione e continua a perdere salario: ogni lavoratore in Cig a zero ore nel 2015 ha già perso oltre 1.900 euro al netto delle tasse, e si è già determinata una riduzione nel monte salari di oltre 650 milioni di euro netti nelle tasche dei lavoratori coinvolti“.

Come ricorda la segretaria confederale, le richieste della Cgil al governo in vista dell’avvio della discussione del decreto sul riordino degli ammortizzatori sociali, contenuto come delega del Jobs Act, sono chiare e semplici:

  • rifinanziare e generalizzare i contratti di solidarietà espansivi e difensivi;
  • evitare la proliferazione dei fondi di solidarietà previsti dalla legge 92/2012 estendendo la cassa integrazione come forme di tutela in costanza di rapporto di lavoro a tutte le imprese (che dovranno contribuire al nuovo ammortizzatore in misura congrua per settore) e a tutti i lavoratori, garantendo una durata dei trattamenti misurata sulla durata dei piani di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale e dei relativi accordi sindacali;
  • prevedere sempre che alle misure di politica passiva si accompagni una misura di politica attiva;
  • nominare il comitato di gestione del fondo di solidarietà residuale per rendere accessibili le risorse accantonate in questi mesi da gran parte delle imprese, bloccate a causa dell’inadempienza di questo obbligo da parte del ministero del Lavoro, e garantire così la definizione e l’accesso alle prestazioni per chi ha versato in questi mesi al fondo;
  • rifinanziare gli ammortizzatori in deroga fino all’entrata a regime del nuovo sistema, affinché nessun settore, dimensione di impresa e lavoratore rimanga scoperto da forme di sostegno in caso di sospensione dell’attività;
  • correggere il decreto sulla Naspi estendendo a tutti, senza distinzioni, la tutela nei confronti della disoccupazione involontaria.

“Ci sembra che il governo vada nella direzione opposta” commenta Sorrentino, secondo cui “come al solito l’idea di estensione dell’esecutivo, come per le ‘tutele crescenti’ e la ‘Naspi’, è quella di ridurre le coperture dicendo di avere esteso i benefici, ma i lavoratori sono consapevoli che stanno perdendo diritti e tutele”. Per questo, prosegue, “la nostra reazione, oltre che con la contrattazione e la mobilitazione, sarà di una proposta radicalmente alternativa: quella di un Nuovo Statuto dei diritti per tutte le lavoratrici e i lavoratori”. “Sentiamo parlare di riduzione delle durate, di proliferazione di fondi, di meccanismi che penalizzano le imprese che più ricorrono alla cassa integrazione e i lavoratori coinvolti, ma il Ministro – chiede la dirigente sindacale – come pensa che si possano fare le ristrutturazioni aziendali per agganciare la crescita? Se la sua soluzione è quella dei licenziamenti a basso costo – conclude – la nostra è quella degli accordi a tutela dell’occupazione, e pare proprio che il sindacato per il momento sia messo meglio del governo”.

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Lavoro: ABT Cgil, Italia maglia nera in Europa per inattivi

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 18, 2015

safe_imageLavoro: ABT Cgil, Italia maglia nera in Europa per inattivi

18/05/2015 I due terzi di inattivi, nelle forze di lavoro potenziali, si dichiarano disoccupati: sono oltre 2 mln

da www.cgil.it

La dimensione dell’inattività italiana (circa 14,1 milioni di persone in età compresa tra i 15 e i 64 anni) rappresenta l’aspetto peculiare della differenza fra il nostro mercato del lavoro e quello europeo. Il 20% degli inattivi si dichiara disoccupato. E’ quanto rileva uno studio dell’Associazione Bruno Trentin della Cgil realizzato rielaborando i dati Istat-Rilevazione sulle Forze di Lavoro.

Nel nostro Paese, nel 2014 ad un tasso di disoccupazione di circa 1 punto superiore alla media dell’Eurozona (12,7% in Italia contro 11,6%) corrisponde un tasso di occupazione  di oltre 8 punti inferiore (55,7% in Italia contro 63,9%).

Questa anomalia si spiega solo con l’altissima percentuale di popolazione inattiva, che nel nostro Paese è del  36,1% a fronte di una media europea del 27,7%.
Lo studio analizza la composizione dell’inattività italiana. Si tratta di persone che dichiarano condizioni molto diverse: studenti, casalinghe, ritirati dal lavoro ecc., ma anche un’ingente quota di persone che si dichiarano disoccupate, pari ad 1/5 del totale e che si concentrano nella fascia di età tra i 25 e i 54 anni.

Per meglio specificare e delimitare il fenomeno, si sono definite a livello europeo, le Forze di lavoro potenziali, che rappresentano un indicatore di quanto potenzialmente potrebbe crescere la popolazione attiva considerando la quota di inattività più facilmente integrabile nel mercato del lavoro. Dal punto di vista della stretta definizione statistica si tratta di inattivi; ma di inattivi che vorrebbero lavorare pur non soddisfacendo tutte le condizioni necessarie per rientrare nella definizione standard di disoccupazione.

Non è un fenomeno solo italiano, ma è nel nostro Paese che  assume le proporzioni più eclatanti.

Le Forze di lavoro potenziali sono per i 2/3  costituite da persone che si dichiarano disoccupate e che soddisfano almeno una delle condizioni della definizione di disoccupato (ricerca attiva di un lavoro, disponibilità ad iniziarlo a breve). Si tratta nell’ultimo trimestre del 2014 di oltre 2,2 milioni di persone.

Recenti dati europei (CEDEFOP) stimano come scenario di riferimento il ritorno in Europa all’occupazione pre-crisi tra il 2017 e il 2018. Difficile che in Italia sia così, ma in ogni caso questo non ridurrebbero apprezzabilmente il divario del tasso di occupazione italiano, che era di circa 8 punti inferiore alla media dell’Eurozona  anche nel 2007.

Per arrivare ad un mercato del lavoro con un profilo almeno coerente con quello dell’Eurozona, occorre generare in Italia una domanda di lavoro in grado di assorbire gran parte degli attuali disoccupati, e una contestuale emersione di gran parte della disoccupazione potenziale che si trova nell’inattività. Questa sono le vere differenze da colmare tra l’Italia e l’Europa.


Allegati:
 2015.05.18_Ricerca_ABT.pdf

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Lavoratori CNA Toscana: sciopero 22 maggio

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 18, 2015

scioperofilcamsroma15060622 MAGGIO 2015 – SCIOPERO GENERALE DEI DIPENDENTI CNA TOSCANA PER IL MANTENIMENTO DEL CCNL TERZIARIO

Le CNA della Toscana, senza dichiararne le motivazioni, hanno comunicato alle OO.SS. la volontà di NON applicare più ai dipendenti il CCNL del Terziario, ma di voler applicare quello delle Comunicazioni artigiane, che per i lavoratori significherebbe un peggioramento delle condizione economiche e normative, ma soprattutto il disconoscimento delle mansioni, del ruolo e delle professionalità che in quel contratto non trovano il giusto e corretto inquadramento e valorizzazione.

E’ un atto molto grave volto, in realtà, a far pagare il costo della crisi e delle difficoltà delle CNA alle lavoratrici e ai lavoratori, che sono invece il valore aggiunto, la colonna portante dell’Associazione, come ben sanno gli associati CNA.

Le Lavoratrici e i lavoratori e le Organizzazioni Sindacali sono disponibili ad affrontare tutte le problematiche di equilibrio economico che in alcuni territori vengono poste, ma chiedono il rispetto del proprio lavoro attraverso il mantenimento del CCNL del Terziario.

Scioperiamo per il Contratto e per il rispetto della nostra professionalità

IN OCCASIONE DELLO SCIOPERO SI TERRA’ UN PRESIDIO A FIRENZE, IN VIA ALAMANNI DI FRONTE ALLA SEDE CNA DALLE ORE 10 ALLE ORE 13.

FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL E UILTUCS UIL DELLA TOSCANA INVITANO I LAVORATORI E LE LAVORATRICI A PARTECIPARE ALLA MOBILITAZIONE

NO A DISDETTE E ARRETRAMENTI,

SI AL RISPETTO DEI DIRITTI ACQUISITI!

VOGLIAMO IL MANTENIMENTO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEL TERZIARIO!

Le Segreterie Regionali Filcams CGIL, Fisascat CISL, Uiltucs UIL

FIRENZE, 15 MAGGIO 2015

Argomenti: FILCAMS, scioperi |

La Cgil che verrà

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 18, 2015

La Cgil che verrà. L’intervista su RadioParla @RadioArticolo1 di Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil nazionale, che spiega la Conferenza d’organizzazione. La partecipazione degli iscritti, la formazione, la riorganizzazione, la contrattazione inclusiva. Appuntamento a Roma il 17-18 settembre
I dettagli al Al link http://www.rassegna.it/…/2015/05/15/121742/la-cgil-che-verra

Argomenti: CGIL |

Immigrazione: Cgil, Agenda non affronta con energia necessaria fenomeno e drammatici effetti

By Ufficio Stampa CGIL Siena | May 14, 2015

ManifestanteImmigrazione: Cgil, Agenda non affronta con energia necessaria fenomeno e drammatici effetti

13/05/2015 » Cgil, costruire politica comune basata su valori di civiltà e umanità da www.cgil.it

“La proposta di Agenda europea sulla migrazione presentata oggi dalla Commissione Europea, pur avendo il merito di riportare il tema al centro dell’attenzione non mostra la volontà sufficiente per affrontare con l’energia necessaria il fenomeno delle migrazioni e i suoi drammatici effetti, principalmente nell’area sud del Mediterraneo, e non supera l’approccio culturale sbagliato e le tendenze all’egoismo nazionale e alla mancanza di solidarietà che sino a questo momento l’Europa ha mostrato”. E’ quanto affermano in una nota, Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, e Fausto Durante, coordinatore dell’Area politiche europee e internazionali della Cgil.

“La scelta di continuare con le operazioni Triton e Poseidon – prosegue la nota – , non ritornando allo spirito di Mare Nostrum e alla necessità di salvare le vite in mare, conferma un’attenzione del tutto insufficiente rispetto alla vera e propria emergenza umanitaria determinata dal traffico di vite umane e dai sempre più frequenti naufragi di imbarcazioni e dalla conseguente morte di migliaia e migliaia di migranti. Le imbarcazioni vanno portate in sicurezza, non bombardate. E gli esseri umani vanno protetti e salvati, in mare come nei Paesi di origine e di transito”.

“La stessa proposta di un meccanismo temporaneo di distribuzione di migranti bisognosi di protezione internazionale – aggiungono Lamonica e Durante – appare largamente al di sotto dei bisogni effettivi, sia per la previsione di numeri limitati sia per la possibilità per gli Stati membri di sottrarsi a tale compito attraverso la scelta dell’opt-out, non essendo previsti obblighi vincolanti”.

“Tra le poche note positive dell’Agenda – sottolinea la nota – va segnalata la possibilità di procedere alla revisione del Regolamento di Dublino sul sistema di asilo, che la Cgil e il sindacato europeo reclamano da tempo”.

“Siamo, in sostanza, – concludono i due dirigenti sindacali – lontani da quell’impegno e da quella assunzione di responsabilità che la drammatica situazione legata all’emergenza immigrazione richiede all’Unione europea. Un’emergenza sulla quale continueremo a batterci, in Italia e in Europa, per garantire a chi fugge da miseria, fame, guerra, il diritto a un’accoglienza caratterizzata da umanità e rispetto”.

Argomenti: CGIL |

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