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Presidio a Roma dei lavoratori delle Camere di commercio – le foto

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 23, 2014

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Roma, 23 luglio - I lavoratori delle Camere di Commercio manifestano con Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl contro lo smantellamento del sistema camerale.

Ecco alcune foto della delegazione senese.

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Argomenti: Camera di Commercio, FP |

Lavoro: firma contratti di sviluppo; CGIL a Renzi, buona notizia, ‘meglio tardi che mai’

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 23, 2014

sviluppoLavoro: firma contratti di sviluppo; CGIL a Renzi, buona notizia, ‘meglio tardi che mai’

22/07/2014 da www.cgil.it

“Dopo anni di attesa sono stati oggi finalmente firmati i primi contratti di sviluppo della programmazione 2007-2013. Una notizia positiva che, nonostante le attese, permetterà ora di avviare i 24 contratti di sviluppo già cantierati”. Così il sindacato guidato da Susanna Camusso commenta quanto annunciato dal premier Matteo Renzi

La CGIL, “ritiene positiva questa boccata di ossigeno per gli investimenti, vista la  perdurante crisi e il costante calo dell’occupazione”. Sottolinea, però, che “i programmi finanziati da fondi europei erano in programmazione da diverso tempo e finalmente vedono un po’ di concretezza, come dire: ‘meglio tardi che mai’”.

“Il fatto che si concentrino all’80% nelle quattro regioni dell’ex area convergenza (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia) – spiega il sindacato di Corso d’Italia – dipende dalla fonte di finanziamento relativa ai fondi strutturali del ciclo di programmazione precedente. Queste misure sono in realtà accelerazione di spesa della programmazione del ‘piano operativo nazionale ricerca e competitività’ del 2007/13, che a fine mese avrebbero visto una decurtazione in ragione dei ritardi di spesa”.

“Dei 24 contratti di sviluppo oggi annunciati – aggiunge ancora la CGIL -  circa 6/7 sono già in stato di esecuzione, mentre per i rimanenti è indispensabile che sugli impegni presi dai governi precedenti si sblocchi la programmazione evitando il rischio di perdere ulteriori risorse comunitarie”.

“Sicuramente è importante – rimarca la CGIL – che il governo dia corso a programmi a lungo attesi e che questi siano finalizzati a salvaguardare un pezzo di occupazione che rischiava di scomparire. Non a caso alcune delle aziende che hanno sottoscritto o che sottoscriveranno i contratti di sviluppo sono coinvolti in crisi o in processi di riconversione industriale”.

“Visti i tempi di attuazione dei contratti di sviluppo relativamente di medio – lungo periodo, il ‘governo del fare’ – conclude la CGIL – deve ora mettere in campo una vera strategia economica che non si accontenti di attuare quanto i governi passati hanno programmato, ma deve sostenere investimenti e occupazione, promuovendo anche idee nuove di politica industriale in grado di trainare il Paese fuori dalla crisi e dare una ripresa dell’occupazione vera e consistente”.

Argomenti: CGIL |

Sindacati a Montecitorio per ammortizzatori sociali in deroga. Prossimo appuntamento il 24 luglio

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 22, 2014

PresidioMontecitorioSindacati a Montecitorio per ammortizzatori sociali in deroga. Prossimo appuntamento il 24 luglio

da www.cgil.it

22/07/2014 » FOTO

Prima giornata di mobilitazione unitaria in Piazza Montecitorio a Roma dove questa mattina CGIL, CISL e UIL delle regioni del Nord Italia (Piemonte, Lombardia,Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria) hanno dato vita ad un presidio, che proseguirà giovedì 25 luglio con le Regioni del centro, sud e isole, per rivendicare le risorse economiche promesse a copertura degli ammortizzatori in deroga.

Sono 60mila, secondo i sindacati, i lavoratori cosiddetti ‘derogati’ che nel 2014 potrebbero non riuscire a rientrare nei nuovi criteri previsti dalla bozza di decreto interministeriale sugli ammortizzatori sociali in deroga, e quindi licenziabili. “Dei 148 mila lavoratori coperti da questi strumenti sarebbero a rischio tra i 48 e 65 mila” ha spiegato il segretario confederale Cgil, Serena Sorrentino presente al presidio. I principi stabiliti nel decreto, infatti, riducono da 12 a 8 i mesi di copertura e limitano la possibilità di ricorso allo strumento, inserendo vincoli per imprese e lavoratori. Inoltre, ha sottolineato Sorrentino, la platea dei lavoratori coperti attraverso ammortizzatori sociali in deroga è già stata ristretta dagli “accordi presi a livello regionale”.

Sono i leader di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti a lanciare l’allarme da Piazza Montecitorio: “manca ancora 1 mld per coprire il 2014. I 400 mln appena promessi dal ministro Poletti sono solo una piccola tranche”. I sindacati chiedono quindi  al governo, di riportare al centro dell’agenda temi dell’economia per contrastare la disoccupazione e il drammatico calo dei consumi.

Il governo “o mette in agenda, come priorità, il tema della disoccupazione o tutti i ragionamenti sulla crescita sono inutili”. Così Susanna Camusso, parlando dal palco in Piazza Montecitorio. Secondo il Segretario Generale della CGIL si tratta di una scelta da fare subito: “In questi giorni”. E oltre al “problema della Cassa Integrazione e della mobilità in deroga” ci sono anche “le norme previdenziali che impediscono il turnover”. Il vincolo dei 67 anni per chi deve andare in pensione ha detto Camusso “penalizza chi vorrebbe uscire prima e rallenta il turnover, non è razionale puntare a un modello contributivo e spingere l’età pensionabile sempre più avanti”.
Tra gli strumenti che potrebbero aiutare ci sono “i contratti di solidarietà, che andrebbero utilizzati in maniera più espansiva per favorire la staffetta generazionale”. Inoltre, ha aggiunto Camusso, di fronte alle “continue ristrutturazioni aziendali, con il conseguente restringimento della base occupazionale, tra cui anche imprese pubbliche come l’Eni, il governo deve dirci cosa vuole fare, noi proponiamo di utilizzare i dividendi per fare investimenti”. Infine, il Segretario generale della CGIL si è rivolto al Presidente del Consiglio nella qualità di guida del semestre europeo “vada dalla cancelliera Merkel, non possiamo continuare a giocare ad ammazzare le aziende italiane”, ha concluso.

 

Argomenti: CGIL |

CGIL Amiata: “A Floramiata non rimane altro che dichiarare pubblicamente se è in grado di gestire l’impresa in termini esclusivamente imprenditoriali”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 21, 2014

Nell’iniziativa pubblica “Il lavoro in Amiata tra rischi e prospettive” che si è svolta ad Abbadia San Salvatore il 17 giugno scorso abbiamo evidenziato la complicata situazione di Floramiata Servizi, oltre alla sua importanza economica ed occupazionale per il territorio. Non è pensabile che di fronte a condizioni estremamente favorevoli messe a disposizione dalle istituzioni del territorio riguardo all’utilizzo del calore geotermico (l’Azienda paga l’energia il 90% in meno rispetto alla concorrenza) e della risorsa idrica, continuiamo ad avere una situazione economica e finanziaria drammatica.

Non possiamo accettare che il credito d’imposta, che poteva e doveva essere una grande risorsa per il rilancio dell’impresa, sia diversamente utilizzato per coprire i debiti della gestione corrente. Di fatto l’Azienda sta scivolando sempre di più in una gestione assistenziale che senza il contributo pubblico non è in grado di sopravvivere.

L’Amiata ha avuto nella sua recente storia altre esperienze di sistemi assistenziali che invece di creare sviluppo ed occupazione hanno, viceversa, determinato drammaticità sociali.

A questo punto all’Azienda non rimane altro che dichiarare pubblicamente se è in grado di gestire l’impresa in termini esclusivamente imprenditoriali; diversamente, per rispetto del territorio ma soprattutto dei dipendenti, la PROPRIETA’ individui altri scenari per un’onorevole uscita di scena.

Il coordinatore Cgil Zona Amiata Tiziano Lazzarelli

Abbadia San Salvatore, 21 luglio 2014

Argomenti: amiata, CGIL |

Camusso: la crescita ci sarà se si crea occupazione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 21, 2014

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20/07/2014 da www.cgil.it

Intervista del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso al quotidiano ‘l’Unità’

A chi dice «facciamo le riforme e poi arriverà la crescita» Susanna Camusso replica: «creiamo il lavoro e simultaneamente arriverà la crescita». L’unica vera riforma per l’Italia di oggi è quella della creazione di posti di lavoro e della difesa di quelli esistenti. «Per la CGIL c’è l’idea che il compito principale della Repubblica sia abbassare il numero dei tre milioni di disoccupati attuali». Questa dovrebbe essere l’ossessione del governo. Mentre nel Paese si parla d’altro: dalle riforme istituzionali a quella della Pa, per arrivare all’ormai stantio dibattito sull’articolo 18. A chi proclama il rinnovamento, la leader cigiellina chiede tre pilastri: flessibilità per creare lavoro, investimenti delle aziende pubbliche e un diverso atteggiamento nei confronti delle imprese che vendono agli stranieri.
Lei non crede che le riforme servano appunto a questo? «Io credo che sul tavolo del governo dovrebbero esserci le misure e le politiche per dare lavoro. Una proposta keynesiana pura e semplice, nulla di più. L’attività quotidiana dell’esecutivo dovrebbe essere questa, perché continuare ad annunciare rivoluzioni, che dovrebbero portare alla crescita, non sta funzionando». Di cosa ci si dovrebbe occupare? «Al di là della discussione sulle riforme, bisogna mettere sotto la lente del governo il rischio deindustrializzazione del Paese, che oggi è senza precedenti e non ha ragion d’essere. La scelta di Thyssen è una scelta di dislocazione diversa degli impianti, di progressivo disimpegno dal nostro Paese. Un governo dovrebbe parlare di questo con la Germania. C’è un piano sulla siderurgia europeo, noi italiani come ci presentiamo? Alla fine, se da noi continuiamo a tagliare posti e produzioni a soffrirne sarà la nostra bilancia commerciale e l’intera nostra economia. E’ su questo che bisogna alzare i toni in Europa. Aggiungo il caso Eni a Gela. Abbiamo bisogno di utili delle aziende o di vendere quote. Non sarebbe opportuno reinvestire questi utili per creare posti di lavoro? Già sento risuonare l’obiezione: così non si diminuisce il debito. A questo rispondo: il debito sta aumentando ora per colpa della mancanza di lavoro». Ma avete mai parlato con il premier di questa idea da portare in Europa? «Scusi, parlato? E dove? Manca un luogo per fare questo. Ma il punto è un altro. La nostra idea è che il compito della Repubblica è abbassare il numero di 3 milioni di disoccupati. Ormai sta crescendo il numero di famiglie in cui non c’è alcuna occupazione. Per carità: ben vengano le misure di contrasto alla povertà. Ma non si riparte se non si creano posti di lavoro. Ai 3 milioni andrebbero aggiunti poi i 600mi1a in cig in deroga e tutti quei lavoratori delle aziende in crisi». Il governo che ruolo potrebbe avere? «Il governo deve dire, ad esempio, come si risolvono i casi Thyssen e Eni. L’esecutivo ha ben utilizzato la vertenza Electrolux per varare una  norma a difesa dell’occupazione. Si dovrebbe proseguire su quella strada e finanziare i contratti di solidarietà, per allargare la base occupazionale e aumentare la distribuzione del lavoro. Si utilizzino tutte le misure utili a aumentare la domanda di lavoro. La riforma più urgente per noi è questa: mettere al lavoro più persone. Ricordo che grazie a una legge varata da un ministro del lavoro del governo Berlusconi in Italia si decontribuisce lo straordinario. Ecco, finiamola con queste norme che non hanno prodotto nulla e cominciamo a distribuire lavoro a più persone». È la vecchia storia di lavorare meno, lavorare tutti? Continua a leggere questo articolo »

Argomenti: CGIL |

Camusso: le imprese pubbliche investano creando posti di lavoro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 21, 2014

Camusso_4Camusso: le imprese pubbliche investano creando posti di lavoro

20/07/2014 a www.cgil.it

Intervista del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso al quotidiano ‘La Stampa’

Segretario Camusso, lei al premier Renzi ha chiesto di farla finita con le parole e di agire per creare lavoro. Un attacco politico al governo? «Il paese sta scivolando su un piano inclinato molto pericoloso, e i nodi vengono al pettine. Il governo, appena formato, si era posto come obiettivo quello di rimettere in moto il paese. Ma il tempo passa. E combattere la disoccupazione e creare lavoro non c’è proprio nell’agenda politica. Mi pare ci sia solo l’idea che prima o poi qualcuno arriverà e investirà, che prima o poi arriverà la ripresa. Non si fa nulla di concreto. E intanto si sta liquidando l’apparato produttivo del paese». Ha sbagliato Renzi a scommettere sulla ripresa in arrivo? «Mi pare che si contasse troppo sull’esaurimento della crisi, sui primi segnali di ripresa che pure si manifestavano. La verità è che se non ci diamo rapidamente una mossa la crisi rischia di diventare senza uscita. C’è la disoccupazione, e ci sono dieci milioni di famiglie povere. Non risolvi i loro problemi  con le riforme costituzionali. O con negoziati, diciamo, solo ‘teorici’, con l’Europa e che non cambiano nella sostanza i vincoli di bilancio, con una riforma del mercato del lavoro che cambia soltanto le regole e non crea impieghi. Non basta annunciare riforme che non incidono sul lavoro, e sperare che tutto vada bene automaticamente. E allora prima di oltrepassare il punto di non ritorno, meglio mettere in moto delle contromisure». Quali? «Ci sono imprese pubbliche e partecipate, come l’Eni, che fanno utili, non investono e mettono in difficoltà stabilimenti come a Gela. Palazzo Chigi può dir loro che si possono fare meno utili, e si può investire nella chimica? Vogliono licenze e concessioni per gas e petrolio? Va bene, come si è fatto in Basilicata, ma creando posti di lavoro. Tutte le imprese pubbliche pòssorm fare meno dividendi, e creare lata occupazione attraverso investimenti produttivi. Secondo: c’è un’azienda tedesca, la ThyssenKrupp, che vuole ridurre ai minimi termini lo stabilimento di Terni portando lavoro ìn Germania. Si può discuterne con la cancelliera Merkel? Si può lavorare perché il piano siderurgico europeo non finisca con tagli alla produzione soltanto in Italia? Si può imitare la Francia, che ha dimezzato le bollette elettriche alle imprese energivore?» Quindi Renzi ha sbagliato totalmente strategia sul lavoro? Continua a leggere questo articolo »

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Camusso a Renzi, rompa indugi e attui la prima vera riforma che serve al Paese: difendere e creare occupazione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 21, 2014

Camusso_11Camusso a Renzi, rompa indugi e attui la prima vera riforma che serve al Paese: difendere e creare occupazione

18/07/2014 da www.cgil.it

“E’ davvero ora che il governo Renzi rompa gli indugi e agisca per attuare la prima vera riforma che serve all’Italia: difendere e allargare l’occupazione, trovare risorse per investire nel lavoro”. Lo afferma in una nota il segretario generale della CGIL Susanna Camusso

“Da parte dell’esecutivo – aggiunge il leader della CGIL – è ora di cambiare strategia: bisogna che il Presidente del consiglio nelle visite pastorali non porti ai lavoratori delle fabbriche in difficoltà solo parole, televisioni e giornalisti ma provvedimenti, politiche industriali e risorse. Al mondo del lavoro e della produzione serve una maggiore incisività nella difesa e nell’allargamento dei livelli produttivi, dell’occupazione, della capacità competitiva del Paese. Tutto questo non lo vediamo nelle preoccupazioni e nelle azioni di un governo impegnato solo nelle controverse leggi costituzionali e elettorali. Anche gli 80 euro, che abbiamo salutato con interesse, se restano l’unica politica del governo per contrastare la crisi, non avranno efficacia”.

“Oggi sottolinea il segretario della CGIL hanno scioperato i lavoratori delle Acciaierie Speciali Terni, in difesa del loro posto di lavoro, contro le decisioni della ThyssenKrupp di ridurre i volumi produttivi e per chiedere al governo un piano siderurgico nazionale che dia finalmente a questo settore industriale, strategico per il Paese, le condizioni necessarie per svilupparsi, garantire l’occupazione e lo sviluppo dell’insieme dell’industria italiana”.

“Ma non c’è solo Terni – prosegue Camusso – e il settore siderurgico con l’Ilva e Piombino, a risentire dell’inerzia e della sottovalutazione della crisi industriale, della deindustrializzazione, della quotidiana spoliazione del capitale umano, tecnologico e manifatturiero, che sta compiendo il governo Renzi. Non passa giorno senza assistere alla chiusura di aziende grandi e piccole, che la nostra tecnologia e la nostra capacità di innovazione e produttiva venga acquisita e trasferita all’estero, lasciando nel nostro Paese fabbriche chiuse e lavoratori licenziati. Nelle stesse aziende a controllo pubblico, come l’Eni, si scelgono strade di deindustrializzazione invece che di investimento, espansione e internalizzazione: ultimo caso quello della raffineria di Gela. E nel settore metalmeccanico, in quello tessile, delle costruzioni, della chimica, non passa giorno che il sindacato si debba confrontare con la dura realtà di chiusure e la messa in libertà di lavoratori, senza per altro poter garantire gli strumenti che fino ad oggi hanno attutito l’impatto della più grande crisi economica dal dopoguerra. Infatti, ancora mancano le risorse necessarie alla copertura degli ammortizzatori sociali e il governo si limita a denunciare la situazione, quasi che fossero altri a dover provvedere”.

“E’ una situazione diventata insostenibile che non può più continuare” conclude Camusso.

Argomenti: CGIL |

APPALTI SIRAM, LUNEDI’ 28 LUGLIO I LAVORATORI IN PRESIDIO DAVANTI ALLA REGIONE

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 18, 2014

fiom-cgilAPPALTI SIRAM, LUNEDI’ 28 LUGLIO I LAVORATORI IN PRESIDIO DAVANTI ALLA REGIONE

Firenze, 18.07.2014 – I lavoratori Siram annunciano oggi uno sciopero per la mattina di lunedì 28 luglio, con presidio davanti alla Presidenza della Regione, per dire no alla ricaduta solo sulle loro spalle di un dumping sociale che, nella migliore delle ipotesi li vedrebbe ricollocati solo a condizione che rinuncino a parte della retribuzione.

I lavoratori della Siram SPA sono quei lavoratori invisibili che tutti i giorni si occupano da oltre 20 anni degli impianti tecnologici e climatici di molte ASL Toscane.

Sono coloro che si preoccupano che tutto funzioni alla perfezione nell’interesse dei cittadini, a partire dalle sale operatorie, fino all’impianto di riscaldamento o di refrigerazione.

Sono metalmeccanici che hanno alte professionalità, formati specificatamente per poter operare presso i presidi ospedalieri.

Siram nel 2014 ha già perso l’appalto di questi servizi alla Asl di Pistoia, e uscirà dai servizi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (Le Scotte) il 14 agosto, dalla Asl 10 di Firenze il 30 settembre e di Prato a fine anno. Complessivamente vi operano 50 persone che dopo tanti anni di lavoro serio e professionale vedono a rischio il loro futuro sia dal punto di vista del posto di lavoro sia dal punto di vista del loro salario. “Per loro infatti non ci sono garanzie e quindi da mesi oramai come FIOM Cgil, insieme alla Confederazione ci stiamo attivando per cercare di avere in Toscana una norma che possa prevedere il mantenimento del posto e della retribuzione per questi lavoratori” afferma Moreno Razzolini della Fiom Cgil di Firenze. “Alla luce di come è avvenuto il passaggio di alcuni di essi alla Asl di Pistoia, possiamo dire che questi sono lavoratori di serie B: chi li riassumerà infatti, ha preteso di farlo con una retribuzione più bassa di ben 500 euro al mese in meno rispetto a quanto hanno percepito sino ad oggi. Noi riteniamo che questa sia una grande ingiustizia, che le Istituzioni Regionali in primo luogo debbano muoversi per trovare una soluzione dignitosa per questi lavoratori” conclude Razzolini.

Per protestare contro questa incredibile situazione, i lavoratori della Siram scenderanno in sciopero lunedì 28 Luglio per le 4 ore del mattino, durante le quali si riuniranno in presidio alle ore 9.30 in Piazza Duomo, davanti alla sede del Presidente della Regione Enrico Rossi.

FIOM CGIL Firenze

Argomenti: Azienda Ospedaliera, FIOM |

Chiusura estiva sedi CGIL Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 18, 2014

vi informiamo che le nostre sedi rimarranno chiuse

da lunedì 11 AGOSTO a venerdì 15 AGOSTO

riapriranno LUNEDI’ 18/08/2014

Argomenti: camere del lavoro, CGIL |

Il personale della Camera di Commercio di Siena in stato di agitazione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | luglio 17, 2014

fp jpgIl personale della Camera di Commercio di Siena in stato di agitazione

FP CGIL: “La riduzione dei Diritti Camerali è un colpo al cuore dello sviluppo economico dei territori, dei servizi al cittadino e alle imprese e dei posti di lavoro”

Siena, 17 luglio 2014 – FP CGIL, FP CISL e FPL UIL hanno proclamato ieri a livello nazionale lo stato di agitazione del personale delle Camere di Commercio.

“Dopo la mobilitazione del 7 Luglio scorso davanti agli uffici di governo regionali – spiega Simone Pizzichi, Segretario provinciale della FP CGIL – continua la nostra azione rivendicativa a sostegno della piattaforma unitaria sul riordino della PA e a sostegno degli emendamenti presentati al D.L. 90/2014. Vogliamo un cambio di rotta ed evitare che provvedimenti ‘occasionali’ come quelli della riduzione dei diritti camerali (art. 28 del D.L. 90/2014), avulsi da un reale e complessivo progetto di riforma, causino irrimediabili ricadute per i lavoratori, per le imprese e per gli stessi cittadini. Chiediamo con forza agli organi di Rappresentanza Istituzionale e Parlamentare di unirsi a noi e sostenere la nostra richiesta, durante la conversione in legge del decreto, di abrogare l’art. 28, perché questo rappresenta solo un indebolimento concreto ed irreversibile del sistema economico locale e nazionale. Noi vogliamo un progetto di razionalizzazione ed ottimizzazione effettivo ed efficace che rilanci il sistema camerale ed i suoi servizi”.

“Cosa succederà ai 58 dipendenti camerali e delle partecipate di Siena con l’eventuale trasferimento di funzioni?” – chiede Pizzichi – “Come si pensa di garantire i livelli occupazionali? Perché nel decreto non c’è nessuna misura di riorganizzazione della rete dei servizi? Chi assisterà le imprese del territorio?”.

“Serve invece – illustra il sindacalista – una rete di istituzioni e di strutture specializzate che si integrino tra loro e con l’esterno per favorire servizi avanzati ai bisogni di circa 5 milioni di imprese a livello nazionale e di oltre 29.000 realtà a livello locale; il sistema camerale destina già notevoli risorse al territorio sotto forma di servizi alle imprese (promozione della competitività, sviluppo internazionale delle imprese, corretto funzionamento dei mercati, servizi di e-gov, sostegno nell’accesso al credito per le imprese), deve essere solo migliorato per lo sviluppo economico del territorio”.

“Oltre al proclamato stato di agitazione nazionale e locale dei dipendenti – conclude Pizzichi – la mobilitazione dei sindacati si concretizzerà con altre due iniziative: Lunedi 21 luglio a Firenze è stata convocata un’assemblea generale di tutti i dipendenti camerali di tutta la Toscana, Mercoledì 23 luglio a Roma si svolgerà una manifestazione nazionale. Chiederemo al governo di ripensare le scelte normative sul taglio delle risorse e di puntare invece alla riorganizzazione degli Enti e alla razionalizzazione dei costi, facendo leva però sul patrimonio delle competenze esistenti”.

Argomenti: Camera di Commercio, FP |

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