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Rischio blocco straordinari al Policlinico Le Scotte

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 28, 2015

fp jpgPoliclinico delle Scotte: straordinari non pagati per due milioni di euro

FP CGIL: “La burocrazia blocca le nuove assunzioni e il personale salta riposi, recuperi e ferie”

Siena, 28 gennaio 2015 – La FP CGIL denuncia come al Policlinico delle Scotte di Siena si sia accumulato – dal 2011 al 2014 – un ‘tesoretto’ di orario straordinario non pagato ai lavoratori – infermieri ed OSS – di 140.000 ore, pari a circa 2 milioni di euro.

“Non solo l’orario ordinario è sottopagato dato che alle Scotte si riscuote sotto la media regionale – spiega Patrizia Giuliani della FP CGIL -, ma l’orario straordinario richiesto ai turnisti per garantire i servizi, facendo saltare riposi, recuperi e ferie, non viene assolutamente pagato ormai da molti anni”.

“Con il massiccio ricorso agli straordinari – prosegue la sindacalista – si risponde alle carenze strutturali di organico e al turn over. I giovani che hanno vinto i concorsi aspettano da troppo tempo l’assunzione, bloccata da una burocrazia lenta ed inadeguata ai tempi e alle urgenze della sanità. Invece di caricare di turni estenuanti il personale, oltretutto senza pagarlo, l’Azienda Ospedaliera potrebbe attingere dalle graduatorie che sono ferme ormai da tempo”.

“E’ palese – sottolinea Patrizia Giuliani – come il numero del personale sanitario all’assistenza diretta sia insufficiente per far fronte alle necessità dell’utenza. Lo dimostra, ad esempio, il forte disagio che si sta verificando al pronto soccorso, dove a causa dell’ondata di influenza i turni massacranti del personale mettono a serio rischio sia la salute degli utenti che dei dipendenti”.

“La FP CGIL – conclude la rappresentante sindacale – intima l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese al pagamento immediato dell’orario accumulato dai lavoratori, così come numerose sentenze impongono, ed invita il personale a rifiutare la chiamata a lavoro per lo straordinario, a meno che non venga trasmesso loro un ordine di servizio scritto”.

La sindacalista ricorda che con un eventuale blocco degli straordinari da parte del personale l’Azienda si troverebbe costretta a chiudere interi servizi.

Argomenti: Azienda Ospedaliera, FP, sanità |

Jobs Act: Cgil, con tutele crescenti si liberalizzano licenziamenti

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 27, 2015

Bandiera_CGILJobs Act: Cgil, con tutele crescenti si liberalizzano licenziamenti

27/01/2015 da www.cgil.it

In decreto eccesso di delega su collettivi e illegittimi, su ammortizzatori sociali nessuna universalizzazione e danno previdenziale

Un decreto, quello relativo al contratto a tutele crescenti, “sbagliato e inemendabile, non equilibrato e non corrispondente al mandato della delega”, che ha come solo effetto quello di “liberalizzare i licenziamenti e rendere precario il contratto a tempo indeterminato”. L’altro, sul riordino della normativa degli ammortizzatori sociali, che “non assolve alla funzione di rendere le misure veramente universali, così come da tempo pronunciato e sostenuto da parte del Governo”. È la posizione della Cgil, nelle parole del segretario confederale, Serena Sorrentino, oggi in commissione Lavoro della Camera sui due decreti attuativi della legge cosiddetta Jobs Act.

Per quanto riguarda il decreto attuativo ‘recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti’, la Cgil ha deciso di non presentare ipotesi di emendamenti visto che il provvedimento ridefinisce “la regolamentazione dei licenziamenti e non l’introduzione di una fattispecie contrattuale definita ‘a tutele crescenti’ ancorché a tempo indeterminato”. Per questa ragione preliminare, “che traduce in una secca monetizzazione il diritto alla tutela in caso di licenziamento senza giusta causa, oggettivo o soggettivo, individuale e collettivo”, Sorrentino valuta “sbagliato ed inemendabile il testo. Abbiamo indicato quali sono i temi trattati dall’atto 134 che esulano la delega assegnata dalla legge 183/14 (‘Jobs Act’) in particolare : appalti, licenziamenti collettivi e quelli su cui viene cancellata ogni proporzionalità rispetto alla sanzione e agli effetti sanzionatori nei confronti dei comportamenti irregolari delle imprese, cioè i licenziamenti illeggittimi. A differenza di quanto sostenuto dalla Cisl, non riteniamo che facilitare i licenziamenti sia utile a far aumentare l’occupazione”.

Il provvedimento, di fatto, prosegue la segretaria confederale della Cgil, ”non si attiene al mandato della delega, registrando al contrario un eccesso di quest’ultima: liberalizza i licenziamenti senza che ci siano tracce delle ‘tutele progressive’ o della volontà di generare un aumento dell’occupazione, poiché gli incentivi previsti dalla legge di Stabilità non prevedono che siano addizzionali né tanto meno che l’imprenditore, nel caso in cui licenzi alla fine dell’incentivo sulle tutele crescenti, restituisca l’incentivo venendo meno il contratto”. Tra i diversi rilievi, già sottoposti alla commissione Lavoro del Senato, da sottolineare il punto relativo agli appalti. Sorrentino ha infatti affermato che andrebbe “cancellato l’articolo 7 del decreto e ridisciplinata prima la clausola sociale all’interno del Codice Appalti in discussione. Così com’è la norma, nei processi di subentro negli appalti, si determinerebbe per i lavoratori una discriminazione intollerabile, in palese contrasto con i diritti maturati e conseguiti da quei lavoratori. Come sempre sull’anello più debole si producono gli effetti più regressivi delle norme ingiuste”.

Infine, sul decreto di ‘riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati’, la dirigente sindacale ha rilevato come “la Cgil ha sempre sostenuto la necessità di una riforma universale degli ammortizzatori sociali ma il provvedimento in questione non assolve alla funzione di rendere le misure veramente universali, così come da tempo pronunciato e sostenuto da parte del Governo”. Questo provvedimento, infatti, ha osservato Sorrentino, “nasce per universalizzare l’Aspi ma non assolve a questo obiettivo. Tra i tanti casi emblematici c’è quello degli stagionali, per non parlare dell’assenza di contribuzione per Dis-coll e Asdi che ammazzeranno la carriera previdenziale dei lavoratori discontinui in un sistema tutto contributivo, a cui si aggiunge la cancellazione della contribuzione sulla parte eccedente il massimale dell’indennità Naspi che riguarda tutti i percettori. La Naspi parte in un modo e finisce in un altro, tant’è che dal 2017 durerà solo 78 settimane e non 104, guarda caso proprio quando scomparirà la mobilità”. Infine, ha concluso Sorrentino, “una domanda : perché chi è vittima di un licenziamento illegittimo non può avere un contratto di ricollocazione? Il Presidente del consiglio ha una strana concezione della serie A, sembra più la serie Z”.

Link per i testi consegnati alla commissione Lavoro della Camera su tutele crescenti e ammortizzatori sociali.

Argomenti: CGIL |

Ceramiche di Buonconvento: possibile soluzione dalla Grecia?

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 27, 2015

filctem con scrittaCeramiche di Buonconvento: possibile soluzione dalla Grecia?

Potrebbe venire dalla penisola ellenica, più precisamente da Atene, la risposta ai problemi occupazionali dei lavoratori – una cinquantina – licenziati il 2 dicembre scorso dalle Ceramiche di Siena in liquidazione.

Nelle ultime settimane, dopo tutta una serie di indiscrezioni, finalmente la notizia ha preso consistenza, tanto che il gruppo industriale in questione, già presente in Italia con una propria Società commerciale, nei giorni scorsi ha messo nero su bianco la propria intenzione di rilevare parte delle attività che furono della storica “Ceramital” e poi della “Ceramiche di Siena”.

Per i lavoratori si riaccende il fuoco della speranza, in un contesto quale quello della bassa Val d’Arbia, dove, a seguito della chiusura di una fabbrica, poter ritrovare lavoro diventa un’impresa che ha quasi dell’impossibile.

Non a caso da parte sindacale il problema è stato posto in tutta la sua gravità alle Istituzioni locali e in modo particolare alla Regione Toscana, la quale, attraverso alcuni suoi esponenti che ben conoscono la realtà della provincia senese, ha contribuito per dar vita alla soluzione in esame.

La formale manifestazione di interesse, che dovrà essere valutata da chi di dovere, potrebbe nel giro di poco tempo permettere a buona parte dei lavoratori di riprendere l’attività.

Pur essendo prematura qualsiasi forma di entusiasmo, è certo che in assenza di questa possibilità ulteriori alternative difficilmente potrebbero veder la luce, consegnando definitivamente lo stabilimento – e ciò che questa produzione ha rappresentato nel tempo per la comunità di Buonconvento – agli archivi storici che trattano di archeologia industriale.

FILCTEM CGIL Siena

Siena, 27 gennaio 2015

Argomenti: aziende, FILCTEM |

Crisi: ABT Cgil, 9,41 mln. lavoratori in sofferenza e disagio occupazionale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 27, 2015

Lavoratore_1Crisi: ABT Cgil, 9,41 mln. lavoratori in sofferenza e disagio occupazionale

da www.cgil.it

27/01/2015 Il dato del terzo trimestre 2014 è il più alto dal 2007 rispetto al terzo trimestre di ogni anno

Sono 9milioni e 410mila le persone in grave difficoltà per la mancanza di lavoro o per la precarietà di una posizione lavorativa non scelta ma subita. Si tratta del dato più alto dal 2007 ad oggi riferito al terzo trimestre di ogni anno. E’ quanto emerge dal rapporto periodico “Gli effetti della crisi sul lavoro in Italia – gennaio 2015” a cura dell’osservatorio del mercato del lavoro dell’Associazione Bruno Trentin, relativo al terzo trimestre 2014.

Rispetto al terzo trimestre 2013 – rileva la ricerca – l’aumento riscontrato è del 7,1% (+620mila), mentre rispetto al terzo trimestre 2007 l’aumento è del 65,1% (+3milioni e 712mila).

Lo studio dell’associazione della Cgil, disaggregando il dato, rileva, inoltre, che l’area della sofferenza occupazionale (disoccupati, scoraggiati e cassaintegrati) sfiora i 5 milioni di persone, con un incremento del 101,8% (l’area è raddoppiata) rispetto allo stesso trimestre del 2007; mentre l’area del disagio (lavoro temporaneo involontario e part time involontario) è di 4milioni e 455mila unità, con un aumento del 37,4% (+1milione 212mila) rispetto allo stesso trimestre del 2007.

L’ABT Cgil sottolinea che “le condizioni strutturali del mercato del lavoro italiano   peggiorano anche in un trimestre (luglio – settembre) tradizionalmente favorevole, data la forte presenza di attività stagionali, con un ulteriore aumento di persone in grave difficoltà per la mancanza di lavoro o per la precarietà di una situazione non scelta ma subita”.

La drammatica situazione occupazionale del nostro Paese, a parere dell’associazione è testimoniata anche dal confronto mensile con gli andamenti europei. La disoccupazione italiana continua a crescere e a novembre 2014 raggiunge il 13,4%, circa 2 punti percentuali in più rispetto all’area Euro e ben 3,4% in più rispetto all’Europa a 28 paesi.

Solo Grecia, Spagna, Cipro, Croazia e Portogallo hanno un tasso di disoccupazione maggiore del nostro: ma l’Italia è il paese che nel corso degli ultimi dodici mesi, e in particolare da settembre in poi, ha avuto un incremento più elevato rispetto all’andamento europeo.

In allegato: “Gli effetti della crisi sul lavoro in Italia – gennaio 2015” (a cura dell’osservatorio del mercato del lavoro – Associazione Bruno Trentin)


Allegati:
 TerzoTrimestre2014_rev.pdf

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Giorno memoria: Cgil, mantenere sempre vivi valori fondamentali come dignità e solidarietà

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 27, 2015

Giornata_MemoriaGiorno memoria: Cgil, mantenere sempre vivi valori fondamentali come dignità e solidarietà

26/01/2015 da www.cgil.it

Sono trascorsi 70 anni da quel 27 gennaio del 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa arrivarono ai cancelli del campo di concentramento tedesco di Auschwitz-Birkenau, ad ovest di Cracovia, nel sud della Polonia e liberarono migliaia di persone, sopravvissuti, malati e moribondi. In seguito ad una risoluzione ONU, proprio in questa data viene celebrata la ‘Giornata della memoria’, in ricordo della Shoah e di tutti coloro che persero la vita a causa della folle distruzione perpetuata dai nazisti in nome del razzismo.

Come ogni anno la Cgil è impegnata a celebrare il ‘Giorno della Memoria’, con numerose iniziative sui territori, per mantenere sempre vivi valori fondamentali per il sindacato, quali la dignità degli individui e la solidarietà tra uomini e donne di diversa provenienza culturale. Non solo, il ricordo di quel 27 gennaio, deve essere anche un momento per riflettere sul valore e la dignità del lavoro che è alla base della costruzione di un progetto di libertà personale, collettivo e sociale.

‘La giornata della memoria’ collocandosi in un periodo di profonda crisi per il nostro Paese assume un significato ancora più profondo e richiede a tutti un maggiore sforzo nel segno della solidarietà e della coesione.


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CE.FO.ART.: nuovi corsi di formazione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 26, 2015

volantino era digitaleMassaggio_cinese

Argomenti: CE.FO.ART, formazione |

Tutti gli errori del Jobs Act

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 23, 2015

Tutti gli errori del Jobs Act

23/01/2015 da www.cgil.it

Sorrentino a Radioarticolo1: “Con il decreto sul contratto a tutele crescenti si stanno riducendo i diritti dei lavoratori. Di fatto il contratto a tempo indeterminato diventa precario”. No anche alla nuova Aspi: “Assegni più magri per i disoccupati”

Giovani_ombrelli_JobsActIl Jobs Act, come è noto, è all’esame della commissione Lavoro del Senato, sede in cui vanno avanti anche le audizioni con le parti sociali. Nell’incontro avuto con i parlamentari, la Cgil ha ribadito i suoi rilievi fortemente critici sui primi due decreti attuativi. Continua a leggere questo articolo »

Argomenti: CGIL |

Indennità disoccupazione agricola: forse hai diritto e non lo sai!

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 23, 2015

disoccupati agricoli A4 2015Hai lavorato nel 2014

con un contratto a termine in agricoltura?

Forse hai diritto

all’indennità di disoccupazione

e non lo sai.

Il termine per la domanda scade

il 31 marzo 2015.

Recati presso gli uffici

del Patronato INCA CGIL

della provincia di Siena.

Argomenti: CGIL, disoccupazione agricola, INCA, patronato |

Nuovo Isee, ciò che i cittadini devono sapere e che i Caf possono fare

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 22, 2015

Nuovo Isee, ciò che i cittadini devono sapere e che i Caf possono fare

da www.rassegna.it 22/01/2015 12:28

I centri di assistenza fiscale, tutti insieme, hanno deciso di anticipare i tempi dell’Inps per non penalizzare proprio quella platea di cittadini che riscontra i maggiori problemi di accesso e che più necessita del servizio

Nuovo Isee, ciò che i cittadini devono sapere e che i Caf possono fare
“Ancora un volta i Caf hanno agito con grande senso di responsabilità, nell’interesse primario dei cittadini: hanno avviato il servizio del nuovo Isee (in vigore dal 1° gennaio 2015), ancora prima che l’Inps desse luogo alla convenzione che regola i rapporti tra l’Istituto e i Centri di assistenza fiscale, con tutte le indicazioni operative necessarie”. È quanto si legge sul sito del Consorzio nazionale Caaf Cgil. I Caf, tutti insieme, hanno deciso di anticipare i tempi per non penalizzare proprio quella platea di cittadini che spesso riscontra i maggiori problemi di accesso ai servizi pubblici e che più necessita del servizio. Ricordiamo, infatti, che si tratta di uno strumento fondamentale per accedere alle prestazioni sociali e per usufruire di sgravi, dai bonus energetici a quelli “bebè”, dalle mense scolastiche agli asili nido, dal diritto allo studio a tutte le prestazioni socio-sanitarie.

Va detto che il nuovo Isee, pur rispondendo certamente a criteri di maggiore equità sociale e correttezza fiscale, è nettamente più complesso da gestire. Proprio per questa complessità, spiega la Consulta, “le persone continuano a rivolgersi ai Caf che, a loro volta, si trovano ad operare in una situazione a dir poco paradossale: non hanno a tutt’oggi una convenzione all’interno della quale agire e, a fronte della maggiore complessità del lavoro, non solo non vedono riconosciuto sul piano economico il loro maggiore impegno, ma seguitano a percepire compensi, di fatto bloccati da nove anni e ridotti ulteriormente, due anni fa, dalla spending review”.

Per queste ragioni il sistema dei Caf sta sollecitando il mondo politico e istituzionale a farsi carico del problema dell’avvio di uno strumento così importante, fondamentale nell’economia dei nuclei familiari, come il nuovo Isee, “senza che le maggiori incombenze vengano scaricate sui soli centri di assistenza fiscale che, molto probabilmente, se non vi sarà una convenzione che tenga conto del maggior lavoro richiesto, con un congruo aumento degli attuali compensi, non saranno in grado di garantire a medio termine la continuità del servizio, se non mettendo a rischio la tenuta economica delle società e dello stesso personale che vi opera”.

www.cafcgil.it

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Bce: Cgil, bene Qe, ma ora cambiare politica economica per crescita e occupazione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | January 22, 2015

bandiera_europaBce: Cgil, bene Qe, ma ora cambiare politica economica per crescita e occupazione

22/01/2015 da www.cgil.it

“Finalmente la Bce si è decisa ad intervenire veramente con l’unico strumento che può garantire una certa efficacia contro la stretta recessiva e deflattiva che sta soffocando l’eurozona”. Così il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, commenta il piano sul Quantitative easing illustrato quest’oggi dal presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che prevede un acquisto mensile di titoli di stato pari a 60miliardi di euro fino alla fine di settembre 2016.

Per il dirigente sindacale, l’intervento “conferma gli errori della politica economica europea e della stessa Bce compiuti fino ad oggi” infatti, aggiunge Barbi “si è reso necessario in quanto l’economia dell’eurozona è bloccata, nonostante le false promesse dell’austerità espansiva. L’errore è sempre stato quello di sottovalutare la natura strutturale di questa crisi, rifiutandosi di programmare una vera politica espansiva”.

Il Quantitative easing varato dal consiglio direttivo dell’istituto di Francoforte, comunque, secondo Barbi “si è reso necessario, ma non sarà sufficiente a garantire la crescita e la ripresa dell’occupazione, non sarà in grado, come invece è stato per l’esperienza americana, di promuovere una politica di crescita per l’insieme dell’eurozona”.

Per il segretario della Cgil, dunque, “tocca alla Commissione Europea cambiare la politica economica, passando dall’austerità ad una politica di investimenti pubblici e privati e superando il Fiscal Campact”.

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