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Toscana Gen – Apr 2017: -2% tempi indeterminati, +1.7% licenziamenti. Lavoro sempre più precario e meno pagato

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 26, 2017

Toscana Gen – Apr 2017: -2% tempi indeterminati, +1.7% licenziamenti. Lavoro sempre più precario e meno pagato

Nel priodo Gennaio Aprile 2017 secondo i dati dell’Osservatorio sul Precariato dell’Inps In Toscana le assunzioni a tempo indterminato sono diminuite del 2% e i licenziamenti sono aumentati dell’1.7% rispetto allo stesso periodo del 2016. Sono cresciuti al contrario i contratti a termine di apprendistato e stagionali. Nel complesso le asunzioni sono aumentate del 24%. Diminuiscono del 12.7% le trasformazioni dei contratti a termine e del 13.4% il complesso delle trasformazioni. Infine sempre nel periodo in esame rispetto allo stesso periodo dello scorso anno le quota delle assunzioni con una retribuzione mensile inferiore a 1.500 euro è del 35.5% a fronte del 33.6% di un anno fa. La sintesi di tutti questi numeri è che il lavoro in Italia è sempre più pagato e sempre meno pagato. nb

A commento dei dati nazionali che ancorchè precario registrano un aumento del lavoro, così anche in Toscana, Susanna camusso ha così commentato:
“La crescita dei contratti di “somministrazione, tempo determinato e apprendistato conferma che l’alternativa c’è, che esistono forme regolari sostitutive del finto lavoro occasionale”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commentando i dati dell’Inps sul mercato del lavoro, aggiornati ad aprile. Insomma, spiega, “chi ti fa lavoro nero è perché vuole fare lavoro nero”. Inoltre il fatto che l’aumento di contratti a termine riguardi soprattutto i settori del commercio e del turismo, dove c’è una quota di stagionalità, “è la dimostrazione che si può svolgere questo tipo di attività senza ricorrere ai voucher”, sottolinea la leader della Cgil. Detto ciò, aggiunge, il boom dei tempi determinati e la corrispondente frenata dei posti ‘fissi’, indica “un mercato del lavoro che continua ad essere instabile, con imprese che non fanno investimenti di lungo termine”. Soprattutto per Camusso “non si può continuare con le politiche degli incentivi: abbiamo già speso un mucchio di soldi e non abbiamo risultati così entusiasmanti”. da rainews.it

SCARICA IL REPORT MENSILE DELL’OSSERVATORIO PRECARIATO INPS*
*Dati Toscani in tabelle 4A – 4B – 4D – 5B

Notizia del: sab 24 giu, 2017 da www.cgiltoscana.it

Argomenti: CGIL |

SPI CGIL Siena per i terremotati: “In vacanza da noi”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 23, 2017

SPI CGIL Siena: “In vacanza da noi”

Un gruppo di pensionati provenienti dalle zone colpite dal terremoto è stato ospitato dal Sindacato

 

Siena, 23 giugno 2017 – La Lega SPI CGIL Amiata Val d’Orcia e lo SPI CGIL di Siena hanno offerto ospitalità per una settimana ad un gruppo di pensionati provenienti da Norcia e dalla Valnerina, colpite dal terremoto, che stanno vivendo situazioni difficili e di precarietà non avendo più né la loro casa né punti di riferimento.

“La nostra azione, che si è configurata come un gesto di effettiva solidarietà nei confronti di chi soffre ed ha sofferto, – spiega il Segretario provinciale del Sindacato Pensionati Franco Capaccioli – ha mirato a coinvolgere l’intera comunità e le associazioni ed istituzioni presenti sul nostro territorio. Con il supporto di queste e l’aiuto dei nostri pensionati abbiamo organizzato ‘le giornate del soggiorno’, per far conoscere la nostra realtà nelle sue innumerevoli sfaccettature”.

Ad Abbadia San Salvatore gli ospiti hanno visitato il centro storico ed il Museo Minerario; presso il Teatro Servadio hanno incontrato la popolazione, per poi effettuare un’escursione in montagna.

Dopo una visita in Val d’Orcia, è stata la volta di Siena: i pensionati si sono recati al Museo Civico ed al Santa Maria della Scala.

Particolarmente commovente è stata la visita della mostra “La bellezza ferita. Norcia, Earth Heart Art Quake. La speranza rinasce dai capolavori della città di San Benedetto”. A seguito del sisma che nell’ottobre 2016 ha colpito Norcia e il territorio circostante, alcune delle opere d’arte del territorio messe in sicurezza e ricoverate nei depositi vengono mostrate al pubblico per raccontare la “ferita” subita dal patrimonio culturale della zona di Norcia; i capolavori ospitati dalla città di Siena sono protetti all’interno della “Cripta” sotto il Duomo e nel percorso del Santa Maria della Scala e sono accompagnati da una serie di video e materiali fotografici che permettono la visione delle fasi di recupero delle opere dopo il terremoto. Il progetto ha naturalmente emozionato ed impressionato il gruppo dei pensionati, che hanno ringraziato Siena ed i senesi della loro sensibilità.

La vacanza offerta dallo SPI CGIL prosegue stasera in Amiata con una cena di solidarietà presso il Club 71 preparata dai volontari della Protezione civile. Domani, sempre ad Abbadia San Salvatore, si svolgerà il mercatino dell’Auser e la giornata si concluderà alle 21 con una serata ricreativa.

Argomenti: amiata, pensionati, SPI |

A proposito di DIRITTI

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 23, 2017

A proposito di DIRITTI
– di sciopero
– dei cittadini
– dei lavoratori

Argomenti: CGIL |

Filcams Cgil e Fisascat Cisl su Enoteca Italiana

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 23, 2017

Filcams Cgil e Fisascat Cisl su Enoteca Italiana

Siena, 23 giugno 2017 – Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil e Fisascat Cisl sono fortemente preoccupate, perché si sta consumando un’altra ‘puntata’ della vicenda Enoteca Italiana. Puntata amara come e peggio delle ultime. Se infatti l’ente aveva risollevato la testa qualche anno fa grazie al contributo della Regione Toscana (1 milione di euro) e si era ripreso il lavoro con evidente soddisfazione dei dipendenti, la gestione dell’amministratore Egidio Bianchi non è riuscita a dare continuità all’attività e ai molti progetti prospettati.
Infatti oggi ci troviamo con le casse vuote, pignoramenti su strumenti di lavoro e anche sugli uffici che dopo anni di tentennamenti finalmente stavano per essere venduti e, ciliegina sulla torta, alla società cinese di proprietà dell’Ente sembra siano stati messi i sigilli.
In questa situazione i dipendenti non riscuotono da tre mesi ma continuano a lavorare, per quanto tempo però?
E’ indispensabile che i soci decidano finalmente cosa fare di questo Ente mettendo soldi ma soprattuto gambe (con un amministratore che lavori solo per l’Enoteca) ai progetti più volte enunciati ma non realizzati, evitando ulteriori problemi all’Ente e ai dipendenti coinvolti.
Si ricorda peraltro che nell’Enoteca e nella società cinese sono stati investite risorse pubbliche, e non poche, che sarebbe un vero peccato veder andare in fumo…

Daniela Spiganti, Filcams Cgil Siena, e Gianfranco Mazza, Fisascat Cisl Siena

Argomenti: FILCAMS |

Sciopero: Cgil, invece di attaccare diritto Costituzionale si approvi legge su rappresentatività

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 22, 2017

Prendendo spunto dalle polemiche per lo sciopero di venerdì scorso indetto da sigle minori, il senatore Ichino attacca il diritto di sciopero. Se davvero si vogliono tutelare i diritti di tutti, si faccia la legge sulla rappresentatività! La nota integrale a firma del segretario nazionale Vincenzo Colla
al link ➡️ http://bit.ly/2ttvqTl

Argomenti: CGIL |

Interruzione dei rapporti sindacali all’ASL Sud Est: a Siena la FP CGIL si alza dal tavolo di trattativa.

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 21, 2017

Interruzione dei rapporti sindacali all’ASL Sud Est: a Siena la FP CGIL si alza dal tavolo di trattativa.

Siena, 21 giugno 2017 – Durante una difficile trattativa, ieri pomeriggio, nella sede della ASL Sud Est a Siena, Bruno Pacini, rappresentante della Funzione Pubblica CGIL per Arezzo, Siena e Grosseto, è uscito dalle trattative interrompendo le relazioni sindacali con la ASL.

Lo scontro verbale avvenuto è il sintomo di un atteggiamento dilazionatorio e in questo caso anche canzonatorio che l’Azienda, con alcuni dirigenti, intraprende per gestire un’ASL complessa. ASL che di sicuro ha delle difficoltà oggettive legate alle leggi e al mantenimento del costo del lavoro. Ma la pretesa di dire che tutto è regolare e tutto è a posto cozza e stride con la realtà lavorativa che ogni operatore, sia medico che infermiere, riscontra quotidianamente.

Ci siamo impegnati da sempre chiedendo trattative e confronti, facendo proposte e assumendoci in questo modo un ruolo tutto teso a migliorare le condizioni di lavoro e contrattuali in una situazione che in Toscana non aveva precedenti. La riforma, in questo pezzo di Toscana, ha maggiori costi e difficoltà logistiche, ovviamente. Ma le richieste inevase sui problemi dei Plessi Ospedalieri e nei servizi rendono sempre più critiche le condizioni di lavoro.

Paradossale poi che lo scontro abbia avuto origine sui Pronto soccorsi e i trasporti interospedalieri, che in questo momento mettono in difficoltà i pronto soccorso delle zone senese e grossetana, mentre su Arezzo è l’Azienda che auto denuncia una realtà al collasso e dichiara soluzioni che non riscontriamo.

Chiarezza dei ruoli e riscontro di merito delle affermazioni dei dirigenti ASL, uniti al rispetto, è quello che questa organizzazione sindacale pretende, visto che li garantisce nelle trattative.

FP CGIL di Arezzo, Siena e Grosseto

Argomenti: FP |

Voucher, tre le strade possibili per reagire allo “scippo”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 21, 2017

Voucher, tre le strade possibili per reagire allo “scippo”
Le strategie. «Contro l’imbroglio sul referendum ricorreremo alla Corte costituzionale», conferma Susanna Camusso. Ma come? Istanza alla Cassazione, citazione in un tribunale ordinario o conflitto di attribuzione? Per l’ufficio legale della Cgil una scelta difficile
La nostra battaglia non finirà così. Contro lo schiaffo alla democrazia ricorreremo alla Corte costituzionale». Susanna Camusso lo conferma dal palco di piazza San Giovanni. La Cgil vuole che siano i giudici delle leggi a dire l’ultima parola sullo «scippo» di referendum. Ricordiamolo: quando erano già fissate le urne per il quesito sull’abolizione dei voucher, il governo con un decreto ha abolito i voucher e fatto saltare il referendum ma, una volta scansato il voto popolare, con un nuovo decreto (la manovrina) ha reintrodotto gli stessi voucher. In prima battuta la Cgil si appella al presidente della Repubblica, perché valuti l’opportunità di non promulgare la legge che «per motivi di necessità e urgenza» (obbligatori per un decreto) reintroduce quello che due mesi fa, e per gli stessi motivi, aveva abolito. Ma nel frattempo il sindacato valuta le strade per portare lo «scippo» davanti alla Corte costituzionale. Sono tre.
Quella che in via Nazionale sarebbero orientati a seguire punta direttamente alla Cassazione, dove l’ufficio centrale per il referendum lo scorso aprile – di fronte al primo decreto del governo – ha sospeso le operazioni referendarie. Perché si è trovato di fronte a una «abolizione secca di tutte le disposizioni fatte oggetto dei quesiti referendari». Alla Cassazione la Cgil in quanto promotrice del referendum può chiedere di revocare quella ordinanza. Visto che il governo ha cambiato idea, resuscitando i voucher. È una strada logicamente spianata ma giuridicamente impervia. La revocazione è un tipo di impugnazione vincolata a una casistica ristretta. E l’ufficio centrale per il referendum è un organo dall’incerta definizione giuridica. La speranza dell’ufficio legale della Cgil e di chi lo supporta è che i giudici della suprema corte sollevino una questione di costituzionalità sulla legge che regola il referendum, la 352 del 1970. Nella parte in cui non prevede che, una volta cancellato il referendum, il parlamento non possa riproporre la stessa legge che il popolo avrebbe potuto cancellare.
Procedimento complesso, che può vantare però un precedente importante perché era stata proprio la Corte costituzionale con una famosa sentenza «additiva» del 1978 a correggere la legge sul referendum, nel senso di prevedere che una consultazione popolare già convocata non potesse essere cancellata da un’abrogazione parziale o manipolatoria della legge oggetto di referendum. Inoltre, se la questione di incostituzionalità arrivasse alla Consulta dalla Cassazione avrebbe ben altra forza rispetto al giudizio incidentale sollevato durante un’udienza del tribunale ordinario.
Anche questa però potrebbe essere una strada da tentare, per la Cgil. In fondo l’esperienza recente delle leggi elettorali ha dimostrato che questa via per la tutela dei diritti è percorribile. E se la sentenza di incostituzionalità del Porcellum è nata da una questione sollevata in Cassazione, sono stati invece i tribunali ordinari a portare davanti alla Consulta l’Italicum. In altre parole il sindacato potrebbe costituirsi a tutela dei suoi interessi nel caso in cui un lavoratore riuscisse ad ottenere da un giudice ordinario la sollevazione di una questione di costituzionalità sui voucher. È forse la strada più semplice per arrivare alla Corte costituzionale, che però ha un difetto. Il giudizio sarebbe sulla costituzionalità dei buoni lavoro e non sull’iter attraverso il quale sono stati prima introdotti, poi aboliti, poi di nuovo introdotti. Direttamente sui voucher e non sullo «scippo».
D’altra parte, le chance di salvare il referendum sono pochine, anche perché il prossimo è un anno elettorale e referendum abrogativi (nella finestra 15 aprile-15 giugno) non se ne possono fare. Porterebbe a questo la terza strada, quella del conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale tra il comitato promotore, la Cgil, (in quanto pro tempore potere dello stato) e il governo e parlamento che hanno «scippato» il referendum. Molto dubbia, per il sindacato, l’opportunità di aprire un conflitto del genere con il parlamento.
Andrea Fabozzi da Il Manifesto ed 18.06.2017

Argomenti: CGIL |

Ape sociale e precoci: caos nelle domande

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 20, 2017

Ape sociale e precoci: caos nelle domande

Colombini (Inca): “corsa ad ostacoli per le richieste”

di Fulvia Colombini, del collegio di presidenza Inca

Ieri, 19 giugno 2017, è iniziato il tour de force per la presentazione delle domande di Ape sociale, finalizzate all’accompagnamento alla pensione di coloro che hanno 63 anni di età e di quelle per la pensione anticipata rivolta ai lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno dodici mesi di contributi versati prima dei 19 anni di età.Queste due agevolazioni sono il frutto di un verbale di sintesi tra il Governo e le organizzazioni sindacali confederali Cgil Cisl e Uil, firmato a settembre 2016 e sono state inserite dal Parlamento nella legge di Bilancio 2017, affinché fossero operative a partire dal 1° maggio 2017. Il Governo aveva, inoltre, il compito di pubblicare due decreti attuativi della citata legge di Bilancio, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore (pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso dicembre 2016).

I decreti attuativi, dopo una lunga quanto inspiegabile attesa, sono stati pubblicati la sera di venerdì  16 giugno e le procedure  informatiche per l’invio delle domande stesse sono state messe a disposizione da Inps, a partire da sabato 17 giugno. I tempi per la presentazione delle richieste risultano quindi ristrettissimi perché il termine è previsto per il 15 luglio 2017; cioè, neppure un mese a fronte dei 6 mesi impiegati dal Governo per emanare i Decreti attuativi.

Già da ieri, a partire dalle prime ore del mattino, nei nostri uffici si stanno riversando migliaia di lavoratori e disoccupati che chiedono di poter fare la domanda. Solo nella giornata di ieri, i primi dati diramati da Inps, certificano che sono state inviate oltre 8.200 richieste. Si sta diffondendo la psicosi di non arrivare in tempo perché non tutti coloro che avanzano la domanda potranno accedere al pensionamento anticipato visto che i fondi a disposizione sono limitati.

L’Inps ha il compito di stilare una graduatoria, dopo il 15 luglio, per certificare chi entra e chi sta fuori. Tra i criteri della graduatoria, oltre ai requisiti anagrafici, contributivi e soggettivi delle persone, come ad esempio, essere invalidi o disoccupati, svolgere lavori gravosi, oppure assistere un parente di prima grado disabile, ecc.,  il Governo ha avuto la brillante idea di inserire anche che a parità di condizioni si terrà in considerazione la data e l’ora di presentazione della domanda. Pertanto, tutti cercano di assicurarsi che la richiesta venga inviata il più presto possibile.

La giornata di ieri si è svolta nel caos: il sistema informatico Inps ha subìto un blocco totale nelle prime ore della mattinata, poi ha ripreso a funzionare, però a rilento. Stamattima il problema della lentezza delle procedure si è ripresentato e questo genera, anche dal punto di visto psicologico, oltre che organizzativo, una situazione veramente incresciosa per i lavoratori e le lavoratrici e per i funzionari del Patronato che sono sottoposti a uno stress notevole.

Nel corso della giornata di ieri sono stati risolti  da parte di Inps e su nostra segnalazione, alcune problematiche di mal funzionamento della procedura informatica che presentava degli errori o omissioni, come la mancanza della domanda di richiesta dell’Ape, che non è stata disponibile fino a pomeriggio inoltrato.

Altre gravi problematiche rimangono tutt’ora aperte. Vogliamo soffermarci, nella nostra denuncia, su quanti hanno il diritto di accedere ai benefici perché svolgono lavori gravosi di varia natura. Per perfezionare la domanda, l’Inps richiede contestualmente l’invio della certificazione dell’azienda che attesti che il lavoratore abbia effettivamente svolto le mansioni gravose, per gli anni richiesti, sei anni sugli ultimi 7 di lavoro, oltre ad altra documentazione esplicativa dell’inquadramento professionale, del contratto collettivo applicato, del versamento dei contributi all’Inail, ecc.

L’Inps non accetta le domande se non è presente la citata documentazione aziendale, ma questa richiede tempi più lunghi, pensiamo per esempio alle aziende che si trovano in fallimento, in concordato preventivo, a quelle che hanno effettuato fusioni, incorporazioni, cessioni di ramo d’azienda, per cui la documentazione non risulta di immediata disponibilità.

Orbene, tutti questi lavoratori rischiano di essere esclusi dai benefici dell’Ape Sociale e dei Lavori precoci perché se l’Inps non modificherà le procedure, le loro domande saranno presentate dopo tutti gli altri, per fatti non dipendenti dalla volontà delle persone, quando probabilmente le risorse economiche potrebbero essere già terminate.

Abbiamo chiesto a Inps la modifica della procedura per garantire parità di condizioni di accesso a tutti e per tutelare i diritti individuali delle persone.

Ci sentiamo però di affermare che, con queste modalità burocratiche e negligenti, più autoreferenziali che rivolte a garantire i diritti dei cittadini, si rischia di trasformare delle conquiste sindacali utili e giuste in un calvario e in una corsa a ostacoli per coloro: lavoratori e patronati che sono impegnati gli uni per richiedere un diritto, gli altri per garantirlo; e a tutti loro siamo emotivamente vicini.

Il Governo, il Ministero del lavoro e l’Inps, a nostro avviso, dovranno farsi carico della situazione attuando tutte quelle modifiche, normative, organizzative e informatiche che possano assicurare i diritti contenuti della legge di Bilancio 2017, approvata dal Parlamento e che ha recepito l’intesa con le Organizzazioni sindacali dello scorso settembre.

Argomenti: INCA, patronato |

Pensioni 2017: ‘Prendi l’Ape sociale…prima che voli’

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 19, 2017

 

GUIDA ALLE PENSIONI 2017.

PRECOCI, APE E RITA

 

guida ape e precoci CGIL INCArev04

Argomenti: CGIL |

27 giugno: presidio a Firenze per la sanità pubblica – prenota il posto in pullman!

By Ufficio Stampa CGIL Siena | giugno 19, 2017

Argomenti: CGIL |

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