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FLC CGIL: il 19 ottobre, all’Istituto Bandini di Siena, assemblea sul nuovo sistema di reclutamento docenti.

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 16, 2017

Federazione Lavoratori Conoscenza CGIL: il 19 ottobre, all’Istituto Bandini di Siena, assemblea sul nuovo sistema di reclutamento docenti.

Siena, 16 ottobre 2017 – La FLC-CGIL di Siena organizza, per giovedì 19 ottobre, dalle ore 15:00 alle ore 17:30, presso l’aula magna dell’Istituto Bandini di Siena, un’assemblea in occasione della quale la prof. Manuela Pascarella spiegherà il nuovo sistema di reclutamento dei docenti.

Il 31 maggio 2017, infatti, è entrato in vigore il Decreto legislativo 59/17 relativo alla formazione iniziale e al reclutamento dei docenti della scuola secondaria. Anche se mancano ancora numerosi decreti attuativi ed esplicativi, il nuovo sistema è già delineato sia per la fase a regime che per quella transitoria. Il sistema a regime prevede, attraverso il superamento di un concorso per titoli ed esami, l’ammissione ad un percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente, detto “percorso FIT”, superato il quale si viene assunti a tempo indeterminato. La fase transitoria prevede le normali assunzioni dalle GAE e dal concorso 2016, alle quali si aggiungono le assunzioni da una nuova graduatoria dei docenti abilitati e da un concorso riservato per chi ha maturato 3 anni di servizio negli ultimi 8 anni, oltre che dal concorso ordinario.

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FEDERCONSUMATORI SIENA: ARBITRATO BANCA ETRURIA, FINO ALL’11 NOVEMBRE SI POTRA’ PRESENTARE LE ISTANZE.

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 16, 2017

FEDERCONSUMATORI SIENA: ARBITRATO BANCA ETRURIA, FINO ALL’11 NOVEMBRE SI POTRA’ PRESENTARE LE ISTANZE.

Siena, 16 ottobre 2017 – Prosegue l’azione di Federconsumatori Siena per gli obbligazionisti subordinati che hanno subìto l’azzeramento degli investimenti a seguito del decreto salva-banche su Banca Etruria, Marche, Cariferrara e Carichieti.

Dopo aver assistito numerosi risparmiatori dei quattro isituti di credito in liquidazione, in particolare di Banca Etruria, nell’inoltro delle istanze di indennizzo al Fondo Interbancario, la Federconsumatori sta lavorando sulla procedura arbitrale.

Coloro che non hanno fatto richiesta di indennizzo forfettario o che non avevano i requisiti per accedervi, potranno tentare di trovare ristoro tramite domanda di rimborso al Collegio Arbitrale costituito in seno all’Anac.

Come previsto dal decreto 83/2017, il termine per l’invio delle istanze è fissato all’11 Novembre.

“Stiamo verificando attentamente ogni posizione – commenta il Presidente della Federconsumatori provinciale, l’Avv. Luca Falciani – in questo caso occorrerà accertarsi che l’obbligazionista abbia subito un pregiudizio per violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal Testo Unico Finanziario”.

“Invitiamo tutti coloro che vogliano ricevere il supporto dell’Associazione per questa importante procedura – conclude il Vicepresidente, l’Avv. Chiara Salvatici – a recarsi presso i nostri sportelli presenti su Siena, Poggibonsi, Sinalunga e Montepulciano”.

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Prometeo 4.0: corsi di formazione gratuiti

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 16, 2017

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Pensioni: Indennità Ape sociale a rischio

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 14, 2017

Pensioni: Indennità Ape sociale a rischio – Inca, in arrivo una valanga di domande respinte Continua a leggere questo articolo »

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In ricordo di Piero, “Sorriso”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 13, 2017

Oggi, 13 ottobre, ricorre l’anniversario della morte di un carissimo amico e compagno della CGIL di Siena, Giampiero Giorgeschi, a lungo rappresentante sindacale FLAI-CGIL e FILLEA-CGIL in Toscana, a Floramiata e Nuova Rivart.

A lui dedichiamo un piccolo ricordo, scritto da Sabina De Innocentiis che ringraziamo:

“Ho conosciuto Piero fuori da contesto sindacale.

Grazie a lui siamo venuti in possesso del nostro amatissimo cavallo di famiglia, e prima ancora lo conoscevo come l’eroe di infanzia di mio marito. Quando per tutti era quel fantastico “Sorriso”, il mitico fantino che vinse il Palio nell’80 e nell’85 e che montava come il vento.

Inizialmente, perciò, non era mai capitato di affrontare con lui l’argomento Sindacato, eppure, nello sfiorare alcuni temi di attualità, emergeva, periodicamente, una certa affinità di vedute, che inizialmente non sapevo ben collocare…

Poi, quando improvvisamente irruppe, per caso,  la parola CGIL nei nostri discorsi, questa affinità esplose definitivamente nel riconoscimento reciproco di una cittadinanza comune, di un uguale sentire e un uguale lottare. Compagni, insomma!

All’epoca io ero rappresentate FLC CGIL all’ISPRA di Roma, impegnata nella battaglia per il riconoscimento dei diritti ai precari del mondo della ricerca. Un mondo apparentemente molto diverso da quello della FLAI o della FILLEA, ma con problematiche molto più simili di quanto si possa immaginare.

Da quel momento in poi, lo scambio di opinioni è divenuto quasi quotidiano e il confronto serratissimo.

Un vero piacere sentirlo raccontare delle vecchie battaglie. Che tra l’altro si sono rivelate sorprendentemente preziose come esperienze alle quali  attingere. Ma  anche un vero e proprio punto di riferimento, talvolta dialettico, sulle varie vicende politiche, a livello territoriale come quello nazionale.

Alla fine poi ci si ritrovava sempre assieme sulla stessa mozione (solitamente una di quelle di minoranza…) sia nei congressi della CGIL che all’interno del Partito Democratico, dal quale siamo usciti quasi in contemporanea e con molte critiche in comune.

Ovviamente abbiamo condiviso la stessa battaglia contro il Job Act e per la difesa dell’articolo 18.

A questo proposito, ho un ricordo bellissimo di noi due assieme, alla manifestazione del 25 Ottobre 2014, a Roma. Tre anni fa, in questi giorni. Sapevo che sarebbe venuto, per cui ci eravamo dati appuntamento e, quasi miracolosamente, ritrovati fra la folla di oltre un milione di persone. Una volta assieme, lo confesso, più che seguire un unico spezzone della manifestazione, fu tutto un andirivieni tra i vari gruppi, a presentarci reciprocamente colleghi ed ex colleghi di lavoro, compagni delle camere del lavoro territoriali (di Siena, Amiata, Roma, Nord, Sud, Est…), Segretari di Comparto, amici di tante battaglie rispettivamente vissute, associazioni politiche e culturali che avevano aderito e alle quali appartenevamo entrambi. E per ciascuno e da ciascuno c’era un aneddoto da raccontare o un insegnamento da trarre. Una specie di viaggio nel tempo e nel territorio e una vera e propria mappa dell’Organizzazione Sindacale.

Grazie Piero, Giampiero, Sorriso. Grazie di cuore!

Tante vite in una sola, decisamente troppo breve, tantissime cose in eredità.”

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Manovra: Governo dia risposte su pensioni e lavoro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 13, 2017

Domani in tutta Italia (📍l’elenco dei presidi http://bit.ly/2fKbtlF ) Cgil Cisl e Uil manifestano per chiedere interventi su occupazione, giovani, pensioni, sanità e rinnovo dei contratti. Intanto lunedì prossimo i sindacati sono stati convocati dal ministro Poletti. “Ci auguriamo che nell’incontro di lunedì prossimo il Governo presenti delle risposte concrete sui temi posti dal sindacato, ad iniziare dalle questioni relative alle pensioni e al lavoro e, tra queste, il blocco dell’automatismo di crescita dell’età pensionabile e una pensione contributiva di garanzia per i giovani”. Osserva il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
“Le nostre richieste, in gran parte contenute nel verbale sottoscritto un anno fa – ricorda Camusso – sono il congelamento dell’aumento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, la costruzione di una prospettiva previdenziale per i giovani e il riconoscimento del lavoro di cura, la modifica e l’estensione dell’Ape sociale e dell’intervento per i lavoratori precoci, la rivalutazione delle pensioni e migliori condizioni di accesso alla previdenza integrativa”.

Per quanto riguarda i giovani ed il lavoro per il segretario generale della Cgil “è importante rafforzare e sostenere gli investimenti, pubblici e privati, e gli strumenti di politica attiva e passiva di governo del mercato del lavoro, ad iniziare dalla proroga degli ammortizzatori sociali”.

“Sono queste insieme al rinnovo dei contratti di lavoro e alla garanzia di una sanità efficiente, le rivendicazioni con cui sabato scenderemo in piazza in tutta Italia insieme a Cisl e Uil”. “Rivendicazioni che riguardano la vita concreta di milioni di persone ed esigenze di tutto il mondo del lavoro, e per questo respingono ogni logica di contrapposizione generazionale o territoriale. Dare risposte positive a queste richieste – conclude Camusso – sarebbe un gesto di responsabilità del Governo. Se ciò non avverrà il sindacato rafforzerà e darà continuità alla sua mobilitazione”.

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“L’Ora di Legalità”, il progetto Cgil Toscana per le scuole. Bando aperto fino al 30 novembre

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 12, 2017

“L’Ora di Legalità”, il progetto Cgil Toscana per le scuole. Bando aperto fino al 30 novembre

“L’Ora di Legalità”, nuovo bando di Cgil Toscana che assegna fino a mille euro alle scuole medie e superiori della regione che presentano progetti sui temi del contrasto allo sfruttamento, della lotta alle mafie, del rispetto della legalità. Per partecipare c’è tempo fino al 30 novembre

“L’Ora di Legalità”: è il nome del bando promosso dalla Cgil Toscana e le sue categorie, a cui possono partecipare tutte le scuole della regione (Istituti scolastici o singole classi di scuole secondarie di primo e di secondo grado) presentando progetti sulla “educazione alla cultura del lavoro dignitoso e della legalità democratica” (tra i temi da affrontare: educazione al rispetto della legalità, lotta alla corruzione, contrasto alle mafie, tutela del lavoro regolare e dignitoso, contrasto alle forme di sfruttamento lavorativo).

LINK AL VIDEO-TRAILER (durata 1’21”)

Il bando riserva particolare attenzione ai progetti incentrati su temi del lavoro (inteso in senso ampio, quale universo produttivo che coinvolge persone, collettività, territori e culture). Sono ammessi al finanziamento i progetti programmati per l’anno scolastico 2017-2018 (vanno presentati entro il 30 novembre 2017, di lì a un mese poi saranno individuati quelli finanziabili). Per ogni progetto selezionato saranno assegnati finanziamenti a copertura delle spese fino ad un importo di mille euro (tutte le informazioni e il bando sono scaricabili dalla pagina web: http://www.flc-toscana.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=1135:l-ora-di-legalit%C3%A0&catid=25&Itemid=116).
La Cgil Toscana, da molto tempo, promuove progetti di educazione alla legalità nelle scuole, insieme alle varie categorie produttive e al sindacato pensionati, convinta che sia fondamentale valorizzare i temi della legalità fin dalle giovani generazioni, prossime ad affacciarsi nel mondo del lavoro e destinate a formare la società di domani. “L’Ora di Legalità” è un progetto che rappresenta alcuni tra i più significativi obiettivi di un sindacato confederale come la Cgil: rinforzare e moltiplicare i legami con le giovani generazioni, per promuovere la solidarietà, la trasmissione dei saperi e la valorizzazione delle potenzialità e, attraverso i futuri uomini e donne che saranno, incentivare promozione e difesa dei diritti dei lavoratori e valorizzare lo sviluppo della giustizia sociale, per la tutela della collettività nel suo insieme.

Notizia del: gio 12 ott, 2017 da www.cgiltoscana.it

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Sabato presidio a Firenze sulle pensioni: orari pullman da Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 12, 2017

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In troppi parlano di noi senza conoscerci!

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 11, 2017

📌 Da giorni, viene condiviso in rete questo post di un delegato sindacale della Cgil che scrive a Di Maio. È un pezzo di noi, del nostro mondo, la parte prevalente, fatta da delegati, appunto, iscritti, lavoratori. Il sindacato, la Cgil, sono fatti da lavoratori che si confrontano, discutono, eleggono rappresentanti con processi altamente limpidi e democratici. Ma in troppi parlano di noi senza conoscerci!

“Caro Di Maio, sono un giovane rappresentante sindacale della CGIL e come tanti altri ho scelto di impegnarmi in questo difficile compito.
Fare il rappresentante sindacale non è come pensi, ma che ne puoi sapere tu che fai politica da sempre e non hai mai lavorato seriamente sotto “padrone” un solo giorno in vita tua?
Tu credi che il sindacalista tipo sia un vecchio comunista impolverato vero? Ci vedi tutti col maglioncino e la giacca di velluto vero? Un pò come tanti piccoli Folagra (provo ad essere semplice nei riferimenti perché cosi capisci).
Pensi che siamo tutti ricchi sfondati, che percepiamo (o percepiremo) pensioni d’oro basate su calcoli che nemmeno i cervelloni della NASA hanno ancora compreso ma tu che sei un genio sai esattamente come fare.
Ci vedi tutti nei nostri uffici a fare un cazzo dalla mattina alla sera per poi andare agli incontri sindacali e cominciare a dire solo di no a quei poveri imprenditori che non riescono ad abbassare il costo del lavoro e schiavizzarci come vorrebbero.

Allora provo a spiegarti cosa fa un rappresentante sindacale, caro il mio futuro leader.
Una RSA o una RSU si alza la mattina e nel 90% dei casi va a lavorare in fabbrica, in ufficio, in posta, a scuola o in un call center. Durante la sua giornata aiuta e risponde alle domande che i suoi rappresentati gli fanno sugli argomenti più disparati.
Siamo allo stesso tempo, avvocati, consulenti, economisti, fiscalisti, psicologi ed amici. Siamo quelli da chiamare alle ore più disparate, siamo quelli che pure il sabato e la domenica non si fanno scrupolo a studiare, ad aggiornarsi ed a rispondere, siamo quelli che fanno assemblee fuori orario di lavoro senza mai pensare che sia un sacrificio. Anzi spesso sacrificano affetti e famiglie.
Siamo quelli che fanno migliaia di km con le proprie auto private per provare ad organizzare i lavoratori sfruttati nei cantieri dell TAV cosi come quelli nei campi dove ancora il capolarato esiste (ah, sono d’accordo quando dici che molti lavori spariranno ma se vuoi continuare a mangiare qualcuno bisogna che la terra la lavori!). Siamo la rete che tiene assieme i diritti sul lavoro in questo Paese.
Il nostro, caro Luigi, è un mestiere faticoso. Ti prendi insulti dai padroni, ti prendi insulti dai colleghi, ti prendi insulti dai politici come te, ma noi imperterriti ogni giorno e nella nostra imperfezione, poniamo mattoni per arginare derive, per costruire contratti e tutele e per consentire ai milioni di lavoratori di questo Paese di continuare ad avere ferie, permessi, retribuzioni, malattie, salute, sicurezza, orari di lavoro, conciliazione dei tempi di vita in linea con una esistenza dignitosa.
Ed il nostro, caro Luigi, è un mestiere cosi faticoso che nessuno vuole fare. Ma anche di questo tu, dall’alto del tuo piedistallo, non hai idea.

Sono spesso critico con la mia Organizzazione per i tanti naturali difetti che tale tipo di struttura può avere, ma non potrei fare a meno dei suoi 111 anni di storia.
E ti spiego perché caro Di Maio non potresti farne a meno nemmeno tu. Soprattutto se vuoi essere il futuro leader politico di questo Paese:
La CGIL c’era quando il secolo scorso si costruivano i primi contratti di lavoro metalmeccanici e si davano tutele ai braccianti dei campi. Quel miglioramento ha consentito a migliaia di persone di stare meglio, avere più denaro e semplicemente vivere più a lungo.
La CGIL c’era quando arrivò il fascismo e fu l’ultimo argine a cadere e mai si arrese. Ma dimentico che voi siete post ideologici (eppure la avete molto chiara la vostra ideologia).
La CGIL c’era durante la resistenza e nel periodo post bellico quando un Paese dilaniato andava ricostruito.
La CGIL c’era quando in Parlamento (quello dove tu ora siedi) si facevano leggi sulla tutela della ferie, del lavoro, sul divieto di discriminazione, su orari malattie o maternità, quando si costruivano le regole per impedire a padroni spietati di far morire i lavoratori nelle fabbriche o nelle miniere.
La CGIL c’era anche quando ha sbagliato, come nella costruzione del sistema pensionistico attuale, che parliamoci chiaro, fotterà me ma non te.

Ma la CGIL caro DI Maio, è, è stata e sarà le persone che la compongono.
E queste persone continueranno a resistere perché credono fortemente che l’unico futuro sia quello nel quale l’ultimo non viene mai lasciato indietro. Chiunque esso sia.

Solo una volta nella sua lunga storia la CGIL ed il sindacato confederale fu eliminato per decreto.
Lo fece un tale che si chiamava Benito…. ”
(l’autore è StefanoSeverino, delegato sindacale Cgil)

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Crisi: in Italia il calo del Pil più forte della media europea e la ripresa più lenta

By Ufficio Stampa CGIL Siena | ottobre 10, 2017

Crisi: FDV Cgil, in Italia il calo del Pil più forte della media europea e la ripresa più lenta

Servono investimenti (-17,6% del nostro Paese rispetto alla zona Euro) su ricerca e innovazione e una politica economica espansiva

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Roma, 10 ottobre – Il secondo rapporto della Fondazione Di Vittorio (Ottobre 2017) su “Lavoro e capitale negli anni della crisi” evidenzia, nel contesto europeo, da una parte l’Italia che ha perso di più e recupera meno (-7% il Pil nel 2016 rispetto al 2007), dall’altra Francia e Germania che, anche in virtù del buon andamento della domanda interna, sono tornate a crescere già dopo la caduta del 2009 e presentano nel 2016 un valore del Pil che supera, rispettivamente, del 5.2% e del 9.4% il valore del 2007. Anche la Spagna, che tra le grandi economie continentali è quella che insieme all’Italia ha sofferto di più il primo (2009) e il secondo (2012) shock recessivo, dal 2014 dimostra tassi di crescita sostenuti e nel 2016 ha recuperato quasi completamente le perdite patite (-0.5% rispetto al 2007).  L’Italia, invece, stenta ancora a ripartire e la crescita del prodotto, benché le stime siano state di recente riviste verso l’alto, è ancora debole: le proiezioni elaborate a maggio configurano un saggio di crescita nettamente più alto per l’area Euro e collocano il Pil italiano nel 2018 ancora cinque punti sotto il valore del 2007.

Secondo il rapporto della fondazione della Cgil, “In Italia la crisi è stata più lunga a causa delle misure di austerità che hanno penalizzato la domanda interna e determinato un generale arretramento della nostra economia, il cui peso all’interno dell’eurozona tende a ridursi progressivamente. La ripresa in atto è accompagnata peraltro dalla stagnazione dei salari e non si vedono, al di là dei risultati transitori di incentivi occasionali, gli effetti di stabilizzazione promessi dalla riforma del lavoro”.

“In Italia – si legge nel rapporto della Fondazione Di Vittorio – l’andamento della produttività, tanto la produttività totale dei fattori (-4,9% rispetto al 2007) quanto la produttività reale oraria del lavoro (-0,3% rispetto al 2007), risulta molto deludente e non certo per colpa, come molti sostengono, del livello troppo alto delle retribuzioni la cui dinamica, nel periodo 2007-2016, è infatti la più debole tra quelle dei Paesi presi in esame. Non a caso i consumi sono ancora del 4,7 % sotto il valore del 2007. Una tendenza destinata a proseguire nelle proiezioni per il 2018”.

“Nel nostro Paese – afferma il presidente della Fondazione Di Vittorio, Fulvio Fammoni – il calo del Pil è stato più forte e la ripresa più lenta della media europea, oltre che a causa delle misure di austerità e della crescita delle diseguaglianze, anche per effetto della mancanza di investimenti, come dimostrano i punti di ritardo dell’Italia, in termini di variazione del capitale fisso, dalla zona Euro (-17,6 punti percentuali tra il 2007 e il 2016) e dalla Germania in particolare (-35,2 punti).

“Per l’incapacità da parte dei governi italiani – prosegue Fammoni – di porre in essere una politica economica finalmente espansiva e per la resistenza da parte di settori delle imprese a puntare su ricerca, innovazione, miglioramenti nella conoscenza e nell’efficienza dei processi produttivi, invece che sul contenimento del costo del lavoro”.

Per la segretaria confederale della Cgil, Gianna Fracassi “Il rapporto FDV Cgil identifica nella caduta della quantità e della qualità del lavoro la causa della doppia recessione italiana, più intensa rispetto a quella delle principali economie europee”.

“Nello studio – aggiunge Fracassi – si evidenzia che la difficile ripresa del nostro Paese va attribuita alla distanza dai livelli del 2007 di consumi e investimenti, cioè della domanda interna. Eppure, governo dopo governo, compreso quello attuale, si è continuato a insistere su una vocazione export-led dell’Italia, svalutando il lavoro e ricercando margini di competitività e di produttività solo sul versante dei costi”.

Per la dirigente sindacale si tratta di un obiettivo di politica economica “sbagliato” e “controproducente” poiché “manca una specializzazione produttiva fondata su intensità tecnologica e conoscenza e sostenuta da investimenti, che invece, negli ultimi anni, si sono contratti più di ogni altro fattore di crescita, trascinando verso il basso occupazione e salari”.

Secondo la segretaria confederale “la lezione non è servita: tagli della spesa, privatizzazioni e riduzione del peso degli investimenti pubblici caratterizzano anche l’ultimo quadro programmatico del governo, contenuto nella nota di aggiornamento del Def 2017”.

“Almeno fino al 2020 persisteranno stagnazione dei salari e alta disoccupazione giovanile, il che delinea – conclude Fracassi – una legge di Bilancio 2018 ancora una volta all’insegna dell’austerità e della svalutazione competitiva del lavoro”.

Rapporto della Fondazione Di Vittorio

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