cgil siena

Jobs Act, Job Italia, Piano del Lavoro. Proposte a confronto. Cgil, creare lavoro per uscire dalla crisi

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 22, 2015

JobItaliaJobs Act, Job Italia, Piano del Lavoro. Proposte a confronto. Cgil, creare lavoro per uscire dalla crisi

21/01/2015 da www.cgil.it

Il sindacato di Corso d’Italia ha incontra gli economisti del Forum per discutere di politiche per il lavoro. » FOTO » ASCOLTA: interventiconclusioni Camusso

Esistono delle alternative al Jobs Act del Governo Renzi? A questa domanda hanno cercato di rispondere gli economisti e i dirigenti sindacali del Forum dell’economia della Cgil che questa mattina si sono incontrati, presso la sede nazionale della Confederazione, in occasione del seminario ‘Politiche per il lavoro: le proposte a confronto’. La riforma del mercato del lavoro, così come avanzata dal Governo, “non crea nuova occupazione”, ha dichiarato il Segretario Confederale della Cgil Serena Sorrentino nel suo intervento, ma ha spiegato “è più un’operazione di redistribuzione dell’occupazione attuale”. Il contratto a tutele crescenti, ha aggiunto la dirigente sindacale “non aumenta il saldo netto dell’occupazione esistente, anzi peggiorerà la situazione, perché modifica i rapporti di lavoro e snatura il contratto a tempo indeterminato”. La “liberalizzazione dei licenziamenti” secondo Sorrentino “avvantaggia sensibilmente l’impresa, assieme alla quantità di incentivi a sua disposizione; al contrario, per i lavoratori, non c’è alcun riflesso positivo dalle nuove norme introdotte dal Governo”. Per queste ragioni il Jobs Act  va immediatamente superato con proposte alternative.

Sotto i riflettori della discussione di oggi, il Job Italia, la proposta avanzata da Luca Ricolfi, editorialista del Sole24 Ore, insieme alla Fondazione Hume, ma anche il Piano del Lavoro della Cgil che come ricordato da Riccardo Sanna, coordinatore dell’area politiche economiche e dello sviluppo del sindacato di Corso d’Italia, mira a “creare lavoro attraverso un nuovo intervento pubblico in economia”, rispondendo alla crisi di domanda e contemporaneamente affrontando i nodi strutturali dell’offerta con politiche industriali fiscali e sociali. Tuttavia, nell’ambito della regolazione del mercato del lavoro e delle misure fiscali di incentivazione agli investimenti e alla creazione di occupazione si “poteva fare di meglio” e il Job Italia ne è un esempio.

Con il Job Italia, ha spiegato Luca Ricolfi nel corso dell’iniziativa, si potrebbe incrementare del 40% l’occupazione addizionale, più precisamente: “alle imprese che aumentano l’occupazione bisognerebbe permettere di usare, limitatamente ai posti di lavoro aggiuntivi e per un massimo di 4 anni, uno speciale contratto con il quale il lavoratore riceve in busta paga l’80% del costo aziendale (anziché il 50% come oggi), mentre il restante 20% affluisce allo Stato, sotto forma di Irpef e di contributi sociali”. Una proposta sostenibile anche in termini di finanza pubblica.

A prendere la parola, nel corso del dibattito, l’economista Giuseppe Travaglini, docente dell’Univesità di Urbino, secondo il quale il Job Italia di Ricolfi può aiutare a creare occupazione e salari soprattutto se collocata all’interno di un disegno di politica industriale e di una strategia di lungo periodo volta ad incrementare l’innovazione e la produttività del sistema d’impresa italiano. Ma, ha avvertito l’economista, crescita occupazionale e produttività sono obiettivi che non possono essere raggiunti con il solo strumento della riforma del mercato del lavoro, come vorrebbe il Jobs Act.

Il Governo con la Legge di Stabilità e il Jobs Act “non crea lavoro”, ha sottolineato il Segretario Generale della Cgil, Susanna Camusso nelle sue conclusioni “oggi, serve rilanciare l’occupazione, per questo abbiamo elaborato la nostra proposta di Piano del Lavoro, che prevede anche una redistribuzione del reddito e della ricchezza”. Nello specifico un’imposta sulle grandi ricchezze potrebbe finanziare un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile. Per Camusso “in questo momento serve che lo Stato investa e che governi le scelte economiche”, lo Stato deve farsi “investitore” e “innovatore” e ridurre le disuguaglianze. Alla “frantumazione sociale – ha aggiunto Camusso – non si può rispondere esclusivamente con politiche monetarie”, ma con “la creazione di nuovi posti di lavoro”. Positivi, secondo la leader della Cgil, momenti di confronto come quello di oggi in cui “si discute nel merito di proposte per la risoluzione dei problemi del Paese”, e in particolare per “aumentare l’occupazione e migliorare la qualità del lavoro”.

Argomenti: CGIL |

Salvare Siena Biotech è ancora possibile

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 21, 2015

filctem con scrittaSalvare Siena Biotech è ancora possibile.

Nei giorni scorsi la stampa locale e nazionale ha continuato, giustamente, a soffermarsi ancora sulle vicende della Siena Biotech. Il quesito principale è sempre il solito: è possibile dare nuovo impulso alla ricerca senese in campo biotecnologico e non gettare alle ortiche i tanti anni di esperienza assieme alle ingenti risorse economiche investite?

La risposta è affermativa. E’ possibile. Basta volerlo.

L’importante è non farsi prendere dal panico, dal tempo che corre e dalla furia nell’individuare una soluzione qualsiasi, magari quella più semplice e sbrigativa, che non è detto sia anche la più giusta.

L’attenzione va rivolta in primo luogo ai lavoratori e alla loro salvaguardia occupazionale e professionale, ma ciò che a quanto pare, all’esterno, costituisce il principale elemento di interesse e attrattività è l’immobile che ospita l’attività di Siena Biotech, i suoi laboratori, le strumentazioni all’avanguardia che molti esperti del settore guardano con una punta di invidia.

Non vorremmo che l’area edificata e attrezzata diventasse semplicemente terreno di scorribande, dove, dietro il paravento del salvataggio di alcuni posti di lavoro, si aprissero le porte a saccheggiatori di esperienze, pronti ad “occupare” più che i lavoratori i metri quadrati.

Il numero dei dipendenti è ormai ridotto ad una cinquantina; di questi, poco più di dieci lavorano già come distaccati per TLS (Toscana Life Sciences); il rimanente nucleo, costituito prevalentemente da ricercatori, può dare molto in termini di esplorazione e conseguimento di nuovi obiettivi in campo biotecnologico e biomedico. Fra l’altro, manifestazioni di interesse dall’estero verso questa attività sono già arrivate a Palazzo Sansedoni… E altre potrebbero giungere… Magari basterebbe promuovere con maggior decisione questo tipo di indirizzo.

L’errore più grosso che qualcuno potrebbe commettere è sottovalutare le potenzialità, in parte ancora inespresse, di questo team di lavoratori altamente preparati; forse pensando di fare cosa giusta nel disperderli come ceneri al vento fra le diverse aziende start up presenti nel territorio.

Ecco, appunto: partiamo da ciò che non è il caso di fare (e da lasciare, semmai, come ultima spiaggia).

Marco Goracci, Segretario provinciale FILCTEM CGIL

Siena, 21 gennaio 2015

Argomenti: aziende, FILCTEM |

Pensioni: Cgil, cambiare radicalmente legge Fornero

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 21, 2015

PalazzoPensioni: Cgil, cambiare radicalmente legge Fornero

20/01/2015 da www.cgil.it

“E’ urgente e indispensabile cambiare radicalmente la legge Fornero”. E’ quanto chiede, in una nota, il sindacato guidato da Susanna Camusso.

“L’inammissibilità del referendum, decisa oggi dalla Corte Costituzionale e di cui attendiamo di leggere le motivazioni, – scrive la Cgil  –  carica di responsabilità il governo e il Parlamento.

“La Cgil ritiene indispensabile – prosegue il sindacato – dare risposte alle ingiustizie provocate da una legge sbagliata che punisce chi, dopo una vita di lavoro, avrebbe il diritto di andare in pensione e anche tutti quei giovani che oggi sono penalizzati due volte: dall’assenza di possibilità di lavoro e da norme che impediscono la costruzione di una storia contributiva utile ad assicurare una pensione dignitosa”.

“Insieme a Cisl e Uil, – ricorda il sindacato di Corso d’Italia – abbiamo elaborato da tempo proposte di riforma condensate in una piattaforma unitaria, che oggi più che mai va rilanciata e fatta vivere nel Paese. Per questo – conclude la Cgil – chiederemo a Cisl e Uil di incontrarsi per decidere insieme quali iniziative sindacali mettere in campo”.

Argomenti: CGIL |

Provincia: i sindacati chiedono un tavolo permanente di confronto

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 20, 2015

10606084_10204380721269816_4909284283181044261_nProvincia: i sindacati chiedono un tavolo permanente di confronto

Giovedì nuovo presidio dei lavoratori davanti alla Prefettura

Siena, 20 gennaio 2015 – Parallelamente al confronto attivato a livello regionale, le organizzazioni sindacali FP CGIL, FP CISL e UIL FPL hanno chiesto anche per l’Amministrazione Provinciale di Siena l’apertura di un tavolo di confronto “utile a governare la crisi derivante dal riordino delle Province imposto dal cosiddetto Decreto Delrio”.

“Condividendo quanto affermato a Firenze il 15 gennaio scorso dall’Assessore regionale Bugli – spiegano le sigle sindacali – che ha ribadito l’impegno della Regione Toscana nel cercare soluzioni e risorse per una positiva gestione del passaggio delle funzioni, pur continuando a contrastare i tagli imposti dalla Legge di stabilità, chiediamo anche a Siena l’apertura di un tavolo permanente dove il confronto, leale e responsabile fra le parti, possa tutelare i lavoratori e le lavoratrici dell’Ente senese. L’obiettivo è quello di monitorare costantemente le risorse economiche e di personale al fine di ridurre al minimo gli effetti devastanti della Legge di stabilità, che di fatto rende inapplicabile la stessa legge di riordino anche a livello toscano, producendo ricadute inaccettabili sui bilanci degli Enti in termini di risorse, sui servizi ai cittadini e sui livelli occupazionali. Continua a leggere questo articolo »

Argomenti: FP, presidio, Provincia |

Jobs Act: Cgil, decreto contratto a tutele crescenti sbagliato e inemendabile

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 20, 2015

Giovani_ombrelli_JobsActJobs Act: Cgil, decreto contratto a tutele crescenti sbagliato e inemendabile

20/01/2015 da www.cgil.it

‘Provvedimento ammortizzatori sociali non rende le misure universali’ » Jobs act: CGIL, dalle tutele si passa alla monetizzazione crescente dei diritti

Un provvedimento che ridefinisce “la regolamentazione dei licenziamenti”, e non “la introduzione di una fattispecie contrattuale definita ‘a tutele crescenti’ ancorché a tempo indeterminato”. Per questa ragione preliminare, “che traduce in una secca monetizzazione il diritto alla tutela in caso di licenziamento senza giusta causa, oggettivo o soggettivo, individuale e collettivo”, la Cgil valuta “sbagliato ed inemendabile il testo di decreto presentato dal Consiglio dei Ministri”. Mentre, per quanto riguarda il provvedimento di riordino degli ammortizzatori sociali, “la Cgil, che ha sempre sostenuto la necessità di una riforma universale degli ammortizzatori sociali, ritiene che il decreto complessivamente comunque non assolva alla funzione di rendere le misure veramente universali, così come da tempo pronunciato e sostenuto da parte del Governo. In particolare per i lavoratori parasubordinati si rimarcano notevoli differenze, sia per requisiti che per durata, rispetto ai lavoratori subordinati”. E’ quanto si legge nei testi consegnati dal sindacato di corso d’Italia oggi in audizione (aggiornata a stasera dopo quella interlocutoria di stamane) alla commissione Lavoro del Senato sul decreto ‘recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti’ e su quello relativo al ‘riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati’, in attuazione della cosiddetta legge ‘Jobs Act’. Continua a leggere questo articolo »

Argomenti: CGIL |

Centralino: guasto telefonico

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 20, 2015

Vi informiamo che il numero del centralino 0577-2541 è momentaneamente guasto, vi invitiamo a contattarci tramite lo 0577-254800 oppure lo 0577-254811.

Argomenti: CGIL |

Lavoro, non ti lasciamo solo. Iscriviti alla CGIL.

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 19, 2015

tesseramento_cgil_2015_500x364

Argomenti: CGIL, tesseramento |

Ue: Cgil a Katainen, bene scelta dialogo sociale.

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 19, 2015

CGILluciUe: Cgil a Katainen, bene scelta dialogo sociale.

da www.cgil.it

16/01/2015 Su piano Junker abbiamo rappresentato nostre preoccupazioni.

“Ringraziamo il vicepresidente della commissione europea Jyrki Katainen per l’incontro che ha voluto tenere ieri sera con le parti sociali, che ha visto per la nostra organizzazione la partecipazione del segretario generale Susanna Camusso, e che ha dato visibilità al metodo del dialogo sociale, da sempre valore fondante dell’Unione europea”. Così la Cgil in una nota.

“Una pratica – aggiunge il sindacato di Corso d’Italia -, come ha tenuto a sottolineare lo stesso Katainen, che la commissione intende perseguire convinta che il confronto con gli stakeholder sociali siano la strada maestra della via democratica al processo decisionale europeo”.

“Nel merito – prosegue la Cgil – il vicepresidente Katainen ha illustrato le finalità e le linee di indirizzo sulle quali sarà impostato il Fondo per gli investimenti strategici previsto dal piano Junker. Un piano che, per la Cgil, andrebbe nella giusta direzione se non fosse limitato dalle quantità messe in campo, contraddittorio in alcuni aspetti, in gran parte sopravvalutato nella capacità di sollecitare investimenti aggiuntivi”.

“Al vicepresidente della commissione – sottolinea il sindacato – abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni sulla reale portata del piano in termini di nuovi investimenti e di ricadute occupazionali. E’ infatti convinzione della Cgil che le risorse finanziarie messe in campo dall’unione siano assolutamente insufficienti a creare quello shock positivo di cui ci sarebbe bisogno. Anche il finanziamento del piano lascia aperti molti dubbi. C’è il concreto rischio che il piano si riveli una sorta di partita di giro essendo finanziato in parte da risorse già stanziate in altri capitoli del bilancio comunitario e in parte da risorse messe a disposizione dei paesi membri”.

“Nell’incontro di ieri sera – conclude la Cgil -, nonostante passi in avanti che abbiamo apprezzato e che abbiamo incoraggiato, non sono emersi sostanziali modifiche nelle linee di fondo delle politiche economiche che hanno sino ad oggi guidato le istituzioni europee. Resta dunque ancora inevasa la forte domanda di cambiamento e di abbandono di quell’austerità che ha portato l’Europa a vivere una crisi che sta mettendo a rischio la sua stessa esistenza”.

Argomenti: CGIL |

Appalti: Camusso presenta proposta di legge, diamo garanzie e tutele a ‘ultimi’

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 16, 2015

Banner_appaltiAppalti: Camusso presenta proposta di legge, diamo garanzie e tutele a ‘ultimi’

14/01/2015 Leader Cgil, Jobs Act rischia di fare di questi lavoratori le prime vittime » VolantinoManifestosintesi proposta di legge da www.cgil.it

» ASCOLTA: Camusso al PantheonFOTO

Garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti privati e pubblici; contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra le imprese; tutela dell’occupazione nei cambi di appalto. Sono in estrema sintesi i punti che qualificano la proposta di legge di iniziativa popolare sul tema appalti, promossa dalla Cgil, e presentata oggi a Roma in piazza del Pantheon, in un appuntamento promosso dalla Cgil Roma e Lazio, con raccolta di firme. Tra i firmatari, il leader di corso d’Italia, Susanna Camusso, che dal palchetto in piazza ha motivato le ragioni di questa iniziativa del sindacato. “Frequentemente – ha detto Camusso – ci dicono, specie chi si sta dedicando alla riduzione dei diritti e delle tutele dei lavoratori, che difendiamo un mondo fatto di certezze e privilegi mentre il mercato del lavoro è molto frammentato. Ma se è così, se ci sono tanti ultimi, perché non si comincia da lì? Perché non si fa in modo che gli ultimi acquisiscano garanzie e tutele che servono non solo alla dignità delle persone ma che sono anche l’indicatore di un lavoro di qualità, di una scelta di sviluppo positivo?”. Il tema appalti rientra proprio in questo segmento. “Appalti è una parola che molti cittadini sentono solo quando si parla di inchieste giudiziarie – ha aggiunto -, ma gli appalti attraversano trasversalmente tutta l’attività di lavoro del nostro paese, qualunque settore e azienda, dal pubblico al privato”. Ma se ad ‘appalti’ si associa ‘inchieste’ il motivo è perché ”la non trasparenza sulle norme degli appalti determina la crescita dell’illegalità in materia economica”. Per questo Camusso ha ribadito: “Invece di tagliare orizzontalmente i servizi ai cittadini perché non si tagliano le trentamila stazioni appaltanti che ci sono? Non lo si fa perché vorrebbe dire intervenire in un sistema di potere, dietro il quale però ci sono milioni di lavoratori che hanno visto in questi anni peggiorare le loro condizioni di lavoro. Sono i figli e le vittime degli appalti al massimo ribasso, alla massima convenienza economica: si abbassano i costi e si scaricano sui lavoratori, si aumentano i profitti e si impoverisce il lavoro”. La Cgil promuove questa raccolta di firme per mettere al centro proprio la tutela dei lavoratori. “Vogliamo partire da quel milione di lavoratori che ogni giorno si interrogano su quando ci sarà la gara del loro appalto, su cosa gli succederà, di quante ore hanno già tagliato in questi anni il loro lavoro e di quante volte si sono visti tagliare la retribuzione pur di mantenere il lavoro”. Così come, dopo l’intervento del governo dei tecnici che “spezzò la relazione tra l’azienda che dava un appalto e l’azienda che lo riceveva”, Camusso ha annunciato: “Vogliamo ripristinare un principio fondamentale: la clausola sociale, ovvero un lavoratore non può perdere il lavoro in ragione esclusivamente del cambio della gara d’appalto”. Inoltre, il tema è anche connesso con il Jobs Act e l’iter di approvazione dei decreti. “Siamo ancor più preoccupati davanti ai decreti della legge delega perché, per come sono fatti nella precarizzazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, si rischia di fare come prime vittime i lavoratori degli appalti. Perché al cambio di appalto, invece di conservare la propria professionalità e la propria anzianità, potrebbero essere considerati dei neo assunti senza più le tutele precedenti”. Ecco quindi che, ha concluso il numero uno della Cgil, se “si usa il tema dell’unità del lavoro come una clava contro il sindacato poi nella realtà non lo si pratica nella legge. La sfida è se il lavoro deve essere la vittima delle politiche della crisi o se il lavoro è, come noi siamo convinti, la risorsa per uscire dalla crisi”.

Argomenti: CGIL |

Risolto il guasto alla linea telefonica della sede di Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 16, 2015

Vi informiamo che è stato ripristinato il servizio della linea telefonica

Argomenti: camere del lavoro, CGIL |

« Articoli Precedenti Articoli Successivi »