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CGIL Siena: guasto alla linea telefonica della sede di Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 15, 2015

Vi comunichiamo che si è verificato un guasto tecnico alla linea telefonica della nostra sede di Siena. Sarà nostra cura informarvi non appena ripristinato il servizio. Ci scusiamo per il disagio.

 

Argomenti: CGIL |

Sindacati MPS: “L’ennesima beffa”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 15, 2015

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Argomenti: FISAC, MPS |

Camusso: il lavoro è crescita, non è un costo

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 15, 2015

Camusso: il lavoro è crescita, non è un costo. Susanna Camusso al seminario Fiom “Riprendere il cammino dello sviluppo si può: serve una vera Europa sociale e un’altra politica industriale”. Il leader Cgil: “Jobs Act non risolve i problemi, li aggrava”. Landini: “Renzi realizza la lettera della Bce”.

da www.rassegna.it

 (immagini di Marco Merlini/Cgil)
“L’idea della pubblica amministrazione nel governo Renzi è legata solo a tagli e risparmi. Invece il cambiamento vero sarebbe rovesciare questa idea: più lavoriamo, più rendiamo efficiente il sistema. Il lavoro è una crescita e non un costo, questa idea è anche alla base del Jobs Act”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel suo intervento al seminario “Riprendere il cammino dello sviluppo si può: serve una vera Europa sociale e un’altra politica industriale”, a cura della Fiom, che si è svolto oggi (14 gennaio) a Roma. “Oggi  – ha proseguito il leader della Cgil -: le politiche europee ci schiacciano e non si vede soluzione, i problemi italiani sono affrontati solo in relazione al debito. Ma se non affrontiamo il problema del debito stesso, rischiamo che subito dopo ci sia un altro problema, quello dell’uscita dall’euro”. Sull’idea dello Stato, ha detto Camusso, “è il primo soggetto che deve avere visione innovatrice, farsi fautore del cambiamento. Per farlo occorre avere un’idea di innovazione. La nostra crisi non parte nel 2008, è una crisi ventennale. Poi bisogna affrontare anche un altro grande tema, quello delle diseguaglianze prodotte dalla crisi”.Il cambiamento, però, “finora l’abbiamo visto solo nelle condizioni dei lavoratori, che ne sono usciti penalizzati. Il Jobs Act non risolve i problemi, anzi li aggrava”. Inoltre – a suo avviso – “bisogna puntare sulla ricerca pura, non solo su quella industriale: per farlo bisogna avere una capacità vera di innovare. Come affrontare le diseguaglianze? Pensiamo al problema dell’Ilva: da anni diciamo che serviva un intervento pubblico, ora il governo con molto ritardo sembra averlo capito”. Susanna Camusso ha poi aggiunto: “Serve un nuovo modello di sviluppo che sia compatibile con l’ambiente e il territorio. Il cambiamento va applicato anche a caratteristiche peculiari nostre, del sistema Italia, come l’invecchiamento della popolazione a cui non si accompagnano adeguati servizi alla persona. Così non si va verso innovazione e cambiamento, ma verso il regresso”. Anche il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, si è soffermato sul concetto di cambiamento: “Si parla di cambiamento, ma a sproposito. Sul lavoro è in atto un peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, con l’attuale governo Renzi: dietro alla parola ‘cambiamento’ in realtà c’è una fortissima centralizzazione dell’impresa, senza alcuna idea di giustizia sociale e senza contraltare. Senza che il sindacato giochi il suo ruolo”. “Il livello della crisi è tale che bisogna mettere insieme una serie di azioni e competenze – ha aggiunto -. Occorre analizzare in modo critico la situazione e produrre un cambiamento sui temi di lavoro. La crisi non nasce in questi anni, ma viene da lontano: va ripensata la politica industriale e l’intervento pubblico nel nostro paese.”. “E’ vero che il 2015 sarà peggio del 2011: non ci aspettiamo un miglioramento. Le scelte del governo Renzi non sono altro che le indicazioni che erano elencate nella lettera della Bce inviata nel 2011. Renzi, insomma, ha completato tutte le indicazioni che non era riusciti a realizzare i governi Monti e Letta. In particolare sulla cancellazione dei diritti dei lavoratori”. Landini ha continuato: “Non solo il governo non si confronta col sindacato, ma siamo di fronte a un governo che non è stato eletto da nessuno. Se andassimo oggi a votare, il suo livello di  consenso sarebbe molto più bassi di ciò che appare dalle statistiche”. Il segretario della Fiom ha poi parlato di alcune vertenze: “Electrolux l’abbiamo salvata ricorrendo ai contratti di solidarietà. E il governo ha abbassato il salario nei contratti di solidarietà, come segno di una politica schizofrenica. Alla Ast di Terni abbiamo fatto scioperi ad oltranza, perché nella proposta che ci hanno fatto c’era licenziare e abbassare i salari. Inoltre la Fiat non c’è più in Italia, c’è solo la Fca che ha la sua sede in un altro paese. Le 1.500 assunzioni a Melfi sono una buona notizia, ovviamente, ma ricordiamoci che sono stati persi 5.500 posti di lavoro dal 2008 a oggi in tutti gli stabilimenti italiani”. Per Landini dunque “bisogna realizzare un profondo cambiamento del nostro modello sociale”.

Argomenti: CGIL |

Rsu Pubblico Impiego: si vota il 3-4-5 marzo

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 14, 2015

Argomenti: FP, RSU |

FP CGIL : “Problemi strutturali all’edificio dell’Agenzia del Territorio”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 13, 2015

fp jpgCommento sui problemi strutturali dell’Agenzia del Territorio – edificio in Via Liguria a Siena – di Marco Iacoboni, FP-CGIL Siena

I dipendenti dell’Agenzia del Territorio di Siena, ora parte della Agenzia delle Entrate, continuano a vivere il loro dramma quotidiano all’interno di un immobile, quello in via Liguria n.4, zona Vico Alto, che negli anni ha vissuto tante decisioni rimandate sul suo possibile riutilizzo, ancora oggi sede di uffici della Pubblica Amministrazione come l’Agenzia ma anche dell’Ufficio Territoriale del Tesoro.

Le carenze e i problemi strutturali che ne mettono in dubbio la sicurezza sono evidenti. Ogni giorno questi dipendenti pubblici, da anni ormai, si recano a lavoro con la preoccupazione di lavorare in un luogo poco sicuro. Ci sono stati interventi, in una parte dell’edificio, ma gli ultimi episodi sismici nella provincia di Siena hanno trasformato le preoccupazioni in paura.

Siamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori e del Direttore dell’Agenzia che ha scritto a Roma e a Firenze, all’Ufficio regionale e alla Gestione Manutenzione e all’Audit Sicurezza, inviando una nota dei dipendenti dove si denunciano la nuova caduta di calcinacci e l’allargamento delle fessure già presenti, con allegato il materiale fotografico.

La Direzione regionale si deve immediatamente far carico di rendere disponibile un immobile adeguato e mettere in sicurezza il personale e i cittadini.

Non abbandoniamoli. Non lasciamoli nell’ansia. Difendiamo i nostri servizi pubblici e chi si impegna a garantirli ogni giorno. Ma non a rischio della propria incolumità. Questo non dobbiamo permetterlo.

Argomenti: FP |

‘Senese dell’anno’ (La Nazione): Claudio Guggiari e la CGIL sul podio!

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 13, 2015

 

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Argomenti: CGIL |

Sindacati MPS: “LA NOSTRA FORZA”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 13, 2015

LA NOSTRA FORZA

Con riferimento alla vicenda riguardante il rinnovo del CCNL, ABI ha mantenuto ferma la propria volontà di ridurre il costo del lavoro e di finanziare un modestissimo aumento salariale prelevando sempre dalle tasche dei Lavoratori, attraverso l’abolizione degli scatti di anzianità ed il minore accantonamento di TFR. Eventuali ulteriori recuperi sono demandati alla contrattazione aziendale, la stessa che ha formato oggetto di pesanti ridimensionamenti in tutto il settore ad opera di aziende orientate al massimo risparmio sui costi del personale.

Dopo l’attacco alla contrattazione aziendale nel Settore, anche l’attacco alla contrattazione nazionale è la prova evidente della volontà di marginalizzare il Sindacato ed il confronto fra le Parti, nel tentativo di disconoscere il sistema di Relazioni Sindacali, che invece sono l’unico strumento in grado di tenere insieme i diritti e le tutele dei Lavoratori e la ripresa delle aziende.

La crisi economica e finanziaria viene presa da ABI come pretesto per alleggerire regole e tutele, con pesanti sacrifici economici tutti a carico dei Lavoratori e nessun intervento coerente sulle retribuzioni dei Manager.

Questa ferita brucia sulla pelle dei Lavoratori del Montepaschi, che svolgono quotidianamente il proprio ruolo con abnegazione e grande senso di responsabilità ma senza un riconoscimento vero per il lavoro svolto da parte dell’Azienda, senza attenzione per le condizioni in cui si opera, con la volontà di creare un clima incentrato sulla competizione e non sulla condivisione come invece sarebbe opportuno e più efficace, senza soluzioni strategiche per sopperire alla carenza di organico, resa ancora più grave dalle uscite di Colleghi tramite il Fondo di Solidarietà. Continua a leggere questo articolo »

Argomenti: FISAC, MPS |

Camusso, i vigili assenti? Sto con chi lavora

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 12, 2015

Camusso_09Camusso, i vigili assenti? Sto con chi lavora

11/01/15 da www.cgil.it

Il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, ribadisce in un’intervista al Corriere l’impegno del sindacato contro ogni forma di terrorismo: «Il nostro cuore è a Parigi». Accusa il governo di aver «abbassato la guardia sull’evasione fiscale». E sui vigili assenteisti a Roma durante le feste aggiunge: «Sto con chi lavora».

Dopo aver guidato la delegazione della Cgil alla fiaccolata di giovedì in piazza Farnese, sotto l’ambasciata di Francia, Susanna Camusso sceglie di essere intervistata nella sede romana del Corriere dove ribadisce l’impegno del sindacato contro ogni forma di terrorismo: «II nostro cuore è a Parigi, con chi scende in piazza a difesa della libertà di stampa e di satira. Penso che in questo momento sia importante dire che non ci facciamo travolgere dalla paura e che la vera risposta a questo orrore è l’integrazione. Un valore che nel mondo del lavoro, nel sindacato pratichiamo da tempo»

Come? «La Cgil ha numerosi genti di categoria e di territorio di fede mussulmana e l’integrazione si è affermata nelle aziende non solo a paro Continua a leggere questo articolo »

Argomenti: CGIL |

AUTOGRILL DI MONTEPULCIANO: LICENZIATA UNA RAPPRESENTANTE SINDACALE AZIENDALE

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 9, 2015

filcamsAUTOGRILL DI MONTEPULCIANO: LICENZIATA UNA RAPPRESENTANTE SINDACALE AZIENDALE

LA DENUNCIA DELLA FILCAMS CGIL

Montepulciano, 9 gennaio 2015 – La Filcams Cgil di Siena denuncia il licenziamento di una RSA – rappresentante sindacale aziendale – dell’Autogrill di Montepulciano riservandosi di “attivare proprie iniziative contro l’ingiusto provvedimento preso dall’azienda”.

“Questo licenziamento – spiega Daniela Spiganti della Filcams Cgil Valdichiana – è stato motivato dall’azienda come sanzione disciplinare per un’azione che avrebbe commesso la dipendente, per l’appunto una rappresentante sindacale che ha sempre lottato all’interno dell’autogrill per la tutela dei diritti dei colleghi”.

“Non solo la situazione che in questo momento coinvolge Autogrill anche a causa della crisi economica generale – sottolinea la Filcams – non sta trovando soluzioni a tutela dei livelli occupazionali, ma purtroppo si stanno verificando anche questi gravi episodi. E’ appena terminato l’iter parlamentare che ha messo in discussione l’art. 18 e già assistiamo ad iniziative da parte delle aziende sul taglio del costo del lavoro e dei diritti dei lavoratori, con conseguenze che incidono non solo sulla vita delle persone, ma anche sulla loro dignità”.

“La Filcams Cgil – conclude Spiganti – sarà a fianco della lavoratrice in tutte le azioni vertenziali che riterrà opportuno intraprendere a tutela delle proprie ragioni”.

Argomenti: aziende, FILCAMS, valdichiana |

Contratti: CGIL, da dipendenti PA a addetti turismo, 9 mln in attesa rinnovo

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 9, 2015

imageContratti: CGIL, da dipendenti PA a addetti turismo, 9 mln in attesa rinnovo

da www.cgil.it

08/01/2015 Martini a Labitalia: ‘riduzione contratti per evitare ‘Far West’

La crisi morde da tempo il potere d’acquisto dei salari e sulla capacità, sempre più esigua, di spesa dei lavoratori, incidono anche i mancati rinnovi contrattuali. Sono infatti molte le categorie, dagli statali agli addetti al turismo, che attendono di siglare gli accordi economici e normativi scaduti da tempo o in scadenza nei prossimi mesi: in tutto circa 9 milioni di lavoratori.

Tra questi, circa 3 milioni sono rappresentati dai dipendenti pubblici che da oltre 6 anni non vedono aggiornata in nessun modo la loro situazione contrattuale. “Un problema – dice a Labitalia Franco Martini, uno dei responsabili dell’area della contrattazione in segreteria nazionale della Cgil (insieme a Fabrizio Solari e Serena Sorrentino) – che non riguarda solo l’adeguamento degli stipendi, ma anche il blocco delle assunzioni e più in generale l’organizzazione del lavoro nella Pa”.

“Lo Stato-imprenditore, che è il datore di lavoro di questi 3 milioni di lavoratori (e di quelli che gravitano nell’indotto della Pa), non solo non destina le risorse necessarie, ma sono anni che nelle manovre finanziarie fa ulteriori tagli”, avverte Martini.

In questo quadro problematico, per Martini, sono fuori luogo le polemiche sull’applicazione della ‘facilità’ di licenziamento per i dipendenti pubblici. “Il governo – dice – non può fare un’assimilazione del pubblico al privato tramite il Jobs Act, perchè il settore pubblico ha un suo assetto particolare. A parte il fatto che nel pubblico si entra con concorso – ricorda l’esponente della Cgil – ma un’impresa pubblica, lo Stato, non può pensare di licenziare quando vuole e poi, però, non rinnovare mai il contratto”.

Nel settore privato, la tranche più imponente di lavoratori in attesa di rinnovo contrattuale è quella del terziario: commercio, turismo, terme, farmacie, in tutto circa 5 milioni di lavoratori. “Si tratta – spiega ancora Martini – di settori che hanno sentito in questi anni, più di altri, il morso della crisi. E il tasso di crescita ai minimi storici, scritto anche nella legge di stabilità, tiene al palo anche la contrattazione”.

Ma a sentire la crisi e a segnare il passo nelle trattative del rinnovo sono anche settori che tradizionalmente si ‘salvavano’, come i 309.000 bancari. Il loro contratto è scaduto a dicembre.

“Il rinnovo dei contratti scaduti o in scadenza -dice Martini- può rappresentare un’occasione per ripensare il sistema contrattuale in questo Paese, perchè stiamo andando nella direzione opposta a quella auspicata da tutti. Accade infatti che si moltiplicano i contratti, anche per via della forte crisi della rappresentanza datoriale, segnata da divorzi pesanti da Confindustria o da altre storiche associazioni”.

Per evitare quello che Martini chiama “il Far West della contrattazione”, ci vogliono “regole più certe per la rappresentanza”. “Dalla parte dei lavoratori (che le regole se le sono date) – aggiunge Martini- occorre portare a compimento l’accordo siglato con Confindustria estendendolo anche a altri settori come l’agricoltura e altre associazioni datoriali come quelle delle pmi”.

“Per i datori occorrono regole sicure”, chiede Martini che auspica “una riduzione dei contratti”. “Visto che il Cnel chiude, occorre comunque trovare una sede dove le parti sociali possano accordarsi per un assetto nuovo delle relazioni industriali. E magari occorre anche un sostegno normativo”, conclude.

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