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Risposta al comunicato delle RSU FIM CISL BDM S.r.l. Siena e Firenze
di Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 31, 2026
Risposta al comunicato delle RSU FIM CISL BDM S.r.l. Siena e Firenze
Esprimiamo la nostra ferma disapprovazione per il contenuto del comunicato diffuso dalle RSU FIM CISL BDM di Siena e Firenze, che ricostruisce in modo falsato, parziale ed edulcorato la vertenza relativa alle lavoratrici e ai lavoratori ex Problem Solver.
È innanzitutto necessario ristabilire la verità dei fatti: il riconoscimento del livello C1 non è il risultato del percorso unitario avviato nell’ambito della Commissione paritetica. Tale riconoscimento è frutto di uno specifico accordo raggiunto tra FILCAMS CGIL SIENA, FIOM CGIL SIENA e BDM, nel corso di un incontro finalizzato ad armonizzare i passaggi dei 23 lavoratori e lavoratrici provenienti dalla ex Problem Solver.
Attribuire questo risultato al lavoro del tavolo della Commissione paritetica significa raccontare una versione dei fatti non corrispondente alla realtà e appropriarsi indebitamente di un risultato maturato in un’altra sede negoziale.
Facciamo parte della Commissione paritetica e ne riconosciamo pienamente il valore e l’utilità. Proprio per questo riteniamo scorretto confondere ambiti, obiettivi e risultati differenti. Il lavoro della Commissione, per quanto importante, non ha nulla a che vedere con l’annosa questione della mancata conclusione del percorso di armonizzazione riguardante i 23 lavoratori ex Problem Solver, che resta tuttora irrisolta.
Riteniamo inoltre inopportuno ed eticamente discutibile pubblicare, nel pieno di una legittima mobilitazione, un comunicato che, anziché manifestare solidarietà alle colleghe e ai colleghi impegnati nella difesa dei propri diritti, finisce per delegittimarne la rivendicazione attraverso una rappresentazione accomodante e distorta della vertenza.
È altrettanto grave che si utilizzi il riferimento al diritto di sciopero mentre, nei fatti, si costruisce una narrazione che scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori in agitazione la responsabilità del mancato passaggio di consegne. La responsabilità dell’attuale situazione non può essere attribuita a chi esercita legittimamente il diritto di sciopero, ma a chi non ha ancora portato a compimento gli impegni e il percorso di armonizzazione.
Infine ricordiamo che questa vertenza riguarda lavoratrici e lavoratori della sede di Siena. Appare pertanto del tutto improprio che la RSU FIM di Firenze intervenga nel merito di una realtà che non rappresenta, contribuendo peraltro a diffondere una ricostruzione inesatta dei fatti.
Condanniamo dunque con decisione questo modo di fare informazione e rappresentanza sindacale. La dialettica tra organizzazioni non può mai giustificare la deformazione dei fatti, né tantomeno la mancata solidarietà verso lavoratrici e lavoratori che rivendicano il completamento di un percorso atteso da anni.
Chiediamo che il contenuto del comunicato venga rettificato e che sia riconosciuta pubblicamente la reale origine dell’accordo sul livello C1.
La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori richiede verità, trasparenza, coerenza e solidarietà concreta, non operazioni di propaganda costruite sulla loro vertenza.
FIOM CGIL SIENA



