cgil siena

« | Home

Contributo volontario, la FLC CGIL Siena replica alla dirigente dell’Avogadro di Abbadia San Salvatore.

di Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 3, 2026

Contributo volontario, la FLC CGIL Siena replica alla dirigente dell’Avogadro di Abbadia San Salvatore.

La risposta della Dirigente dell’Istituto Avogadro non modifica le ragioni della nostra contestazione. Non abbiamo mai messo in discussione l’entità dei 120 euro né l’utilità delle spese che un istituto tecnico e professionale deve sostenere. Contestiamo che un contributo definito “volontario” sia stato richiesto con formule imperative, entro un termine perentorio, prevedendo che “il mancato pagamento non permetterà agli studenti di effettuare i viaggi di istruzione”.

Una conseguenza particolarmente grave perché ricade su ragazzi di 14 anni, che non hanno autonomia economica e non possono certo rispondere delle scelte o delle difficoltà dei propri genitori. E appare ancora più contraddittoria alla luce di quanto affermato dalla stessa Dirigente: l’Istituto prevede interventi per sostenere i costi dei viaggi in presenza di comprovate difficoltà economiche. Si potrebbe dunque aiutare una famiglia a pagare una gita e, contemporaneamente, escluderne il figlio perché quella stessa famiglia non ha versato il contributo volontario.

Sappiamo bene che gli istituti tecnici e professionali sostengono costi rilevanti per laboratori, materiali, attrezzature e sicurezza. Il problema, semmai, è che le risorse garantite dallo Stato sono insufficienti per assicurare pienamente il funzionamento della scuola pubblica. Ma queste carenze non possono essere scaricate sulle famiglie trasformando, di fatto, un contributo volontario in una prestazione dovuta.

Quanto all’assicurazione obbligatoria la sua presenza nei 120 euro non ci era affatto sfuggita: abbiamo contestato proprio che nella circolare non venga distinta la quota effettivamente obbligatoria da quella volontaria, essendo tutto ricompreso in un’unica somma.

Infine siamo intervenuti quando siamo venuti a conoscenza della circolare, dopo essere stati contattati da un genitore. Il 1° luglio non era la “scadenza” della circolare, ma il termine entro il quale alle famiglie era stato chiesto di effettuare il pagamento.

Condividiamo invece pienamente un’affermazione della Dirigente: le condizioni economico-sociali di partenza non devono costituire un ostacolo al diritto allo studio e alla partecipazione alle attività didattiche. È esattamente per questo che siamo intervenuti: la scuola pubblica deve contribuire a ridurre le differenze sociali, non consentire che si traducano in differenti opportunità per gli studenti.

FLC CGIL Siena

Argomenti: amiata, FLC, scuola |