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Dati INAIL infortuni sul lavoro in provincia di Siena, CGIL: “Siamo fortemente preoccupati”.

di Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 5, 2026

Dati INAIL infortuni sul lavoro in provincia di Siena, CGIL: “Siamo fortemente preoccupati”.

L’incidenza in rapporto al numero degli occupati risulta superiore sia alla media regionale che a quella nazionale.

Siena, 5 novembre 2026 – “I dati dell’Osservatorio INAIL relativi agli infortuni sul lavoro nella provincia di Siena continuano a destare forte preoccupazione, – denuncia Simone Arcuri, Segretario Confederale CGIL Siena – a colpire, in particolare, è l’incidenza degli infortuni in rapporto al numero degli occupati, che risulta superiore sia alla media regionale che a quella nazionale. Da gennaio a settembre 2026 sono stati denunciati 2.906 infortuni sul lavoro nella nostra provincia, un dato in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025 con 2.865 casi. Numeri che confermano quanto sia urgente intervenire per contrastare un fenomeno che continua a mettere a rischio la salute e la vita di troppe persone. Per invertire questa tendenza serve innanzitutto un cambiamento culturale, che parta da una trasformazione profonda del modello di fare impresa. Non possiamo continuare ad accettare un sistema fondato, in larga parte, sulla precarietà e su logiche di profitto che troppo spesso finiscono per prevalere sulla tutela dei diritti, della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. È necessario un intervento concreto della politica, attraverso nuove leggi e regole capaci di rafforzare le tutele e affermare un principio fondamentale: le persone devono tornare ad essere al centro delle dinamiche del lavoro”.

“Occorre investire seriamente nella formazione, ancora troppo spesso insufficiente, affinché lavoratrici e lavoratori abbiano maggiore consapevolezza dei rischi e conoscenze adeguate per prevenirli, – prosegue Arcuri – allo stesso tempo è indispensabile potenziare gli organi di vigilanza, controllo e prevenzione, garantendo risorse e strumenti adeguati per svolgere efficacemente il loro compito”.

“Un altro nodo fondamentale riguarda la catena degli appalti e dei subappalti, dove troppo spesso le tutele si indeboliscono man mano che si procede lungo la filiera, lasciando chi lavora per le imprese che operano in fondo alla catena in condizioni di maggiore precarietà e minore protezione, – sottolinea il Segretario – su questo tema, come CGIL, abbiamo raccolto migliaia di firme a sostegno della nostra proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti, che prevede, tra le altre misure, la limitazione del ricorso agli appalti nei settori caratterizzati da maggiori rischi di infortuni e irregolarità. Le firme saranno depositate in Parlamento nei prossimi giorni. Ci aspettiamo che alla volontà delle tante persone che hanno scelto di sottoscrivere questa proposta seguano risposte concrete e un impegno reale da parte delle Istituzioni”.

“Quando parliamo di salute e sicurezza sul lavoro non possiamo inoltre dimenticare il tema delle malattie professionali, – aggiunge il sindacalista – si tratta di un fenomeno che troppo spesso resta sottovalutato e sommerso. Come organizzazione stiamo lavorando per far emergere tale situazioni, anche attraverso una campagna di sensibilizzazione all’interno dei luoghi di lavoro. In questo percorso è impegnato anche il Patronato INCA CGIL, che ha messo a disposizione un numero whatsapp 347 2275015 per offrire supporto a chi sospetta di aver sviluppato una patologia legata alla propria attività lavorativa attivando consulenze con medici legali. Ai casi di malattie professionali riconosciute in provincia di Siena, 485 nel periodo gennaio-settembre 2025 e 696 negli stessi mesi di quest’anno, bisogna infatti aggiungere tutte quelle situazioni che non emergono o non vengono denunciate. Troppo spesso lavoratrici e lavoratori rinunciano a far valere i propri diritti per paura di subire ripercussioni e ritorsioni sul posto di lavoro. Anche questo è un problema che dobbiamo affrontare, garantendo protezione e sostegno a chi denuncia”.

“La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro non sono costi da tagliare, ma investimenti indispensabili per costruire un futuro migliore, – conclude Arcuri – la vera cartina di tornasole per valutare la qualità e la sostenibilità di un’impresa deve essere proprio la salute di chi ci lavora. Anche per queste ragioni abbiamo indetto lo sciopero generale per il prossimo 20 novembre. Scenderemo in piazza per chiedere un futuro diverso per le nuove generazioni, contrastando la precarietà e rivendicando il diritto alla sicurezza, ad una sanità pubblica accessibile, a salari dignitosi e a contratti capaci di recuperare il potere d’acquisto. Saremo in piazza anche per dire no al riarmo e per affermare un modello di sviluppo fondato sulla giustizia sociale, sulla dignità e sulla tutela delle persone”.

Argomenti: CGIL, infortuni, salute, sicurezza |