Filctem Cgil Siena: l’Assemblea Generale ha affrontato la crisi del calzaturificio Farida di Chiusi ed eletto una nuova componente della Segreteria.
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 17, 2026
Filctem Cgil Siena: ieri l’Assemblea Generale ha affrontato la crisi del calzaturificio Farida di Chiusi ed eletto una nuova componente della Segreteria.
Siena, 17 giugno 2026 – Ieri, 16 giugno, si è svolta presso il Circolo Arci Due Ponti di Siena l’Assemblea Generale della Filctem Cgil di Siena; l’assise, alla presenza della Segretaria Generale della Camera del Lavoro Alice D’Ercole che ha concluso i lavori della giornata, si è confrontata sulla difficile situazione a livello provinciale che coinvolge molti settori della categoria.
In particolare è stata rappresentata la grave crisi che ha coinvolto tutti i dipendenti del Calzaturificio Farida di Chiusi, che da due mesi non ricevono lo stipendio e nonostante sia stato aperto un percorso rivendicativo per la richiesta di cassa integrazione straordinaria sanno con certezza che perderanno il lavoro, vista la presentazione del concordato liquidatorio da parte dell’azienda. Dopo il racconto della situazione da parte di una RSU invitata alla riunione, l’Assemblea Generale ha approvato un OdG di solidarietà e sostegno che impegna tutto il gruppo dirigente e la Segreteria Filctem Cgil di Siena a mettere in atto tutti gli strumenti possibili per tutelare i lavoratori e le lavoratrici. Tutta l’assemblea, con un fragoroso applauso, ha approvato la proposta della Segreteria di lavorare per misure di sostegno specifiche da destinare a lavoratori e lavoratrici coinvolti da casi simili.
Nella stessa giornata, oltre al dibattito scaturito dopo la relazione della Segretaria Generale della Filctem di Siena, è stato approvato con consenso unanime l’inserimento della compagna Livia Gabbricci nella Segreteria della categoria sindacale.
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Coordinamento ANPI VALDICHIANA e CGIL VALDICHIANA, CASA DEL POPOLO DI ABBADIA: “NON UNA ‘RAGAZZATA’ MA UN SEGNALE CHE IL TERRITORIO NON PUÒ IGNORARE”.
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Maggio 27, 2026
Coordinamento ANPI VALDICHIANA e CGIL VALDICHIANA, CASA DEL POPOLO DI ABBADIA: “NON UNA ‘RAGAZZATA’ MA UN SEGNALE CHE IL TERRITORIO NON PUÒ IGNORARE”.MONTEPULCIANO – Le notizie emerse dall’indagine sull’incendio doloso che nell’ottobre scorso ha devastato la Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano suscitano sgomento e profonda preoccupazione.
Non soltanto per la gravità dei fatti contestati e per l’enorme danno materiale arrecato a un luogo storico della socialità democratica e popolare del nostro territorio, ma per ciò che emerge sul piano simbolico e culturale: libri di Gramsci dati alle fiamme, bandiere della sinistra bruciate, simboli nazi-fascisti, video realizzati dagli stessi indagati, la deliberata scelta di colpire un luogo che custodiva memoria, storia, partecipazione civile e organizzazione popolare, il tentativo di intercettare e distogliere i fondi destinati alla ricostruzione.
Non siamo di fronte a un gesto neutro.
E nemmeno a una semplice “ragazzata”.
Sarà naturalmente la magistratura ad accertare responsabilità individuali, moventi e aggravanti. Comprendiamo anche che gli indagati e le loro difese possano cercare di ricondurre il gesto a motivazioni personali o contingenti, nel quadro di una legittima strategia processuale. Tuttavia sarebbe gravissimo se, fuori dalle aule giudiziarie, si finisse per rimuovere o minimizzare il contesto politico e ideologico che emerge con evidenza dagli elementi resi pubblici in queste ore.
Per troppo tempo nel nostro Paese il riemergere di culture neofasciste e naziste è stato derubricato a folklore, provocazione, nostalgia innocua, disagio giovanile o smarrimento generazionale. Eppure i fatti continuano a mostrarci altro: odio politico organizzato, radicalizzazione, violenza simbolica e materiale, costruzione di immaginari fondati sul disprezzo della democrazia e dell’altro. Un contesto in cui dalle parole si passa sempre più spesso ai fatti. E questo, anche nel nostro passato repubblicano, è un percorso già visto, lastricato poi di sangue, violenze, depistaggi.
Quanto accaduto ad Abbadia di Montepulciano non può essere separato dal clima culturale e politico che attraversa oggi anche i nostri territori, come dimostrano le recenti vicende emerse nella provincia di Siena riguardanti gruppi di adolescenti radicalizzati in ambienti neofascisti.
Per questo oggi è necessario un salto di responsabilità collettiva.
Occorre tornare a investire nella memoria democratica e antifascista, nella scuola, nella cultura, nei luoghi di socialità, nella partecipazione civile e sindacale, nella dignità del lavoro anche come luogo di costruzione civile. Occorre difendere e rilanciare il valore storico delle Case del Popolo, delle associazioni, dei circoli, delle organizzazioni sociali e sindacali che hanno contribuito alla crescita democratica del Paese e alla costruzione della Repubblica nata dalla Resistenza.
La risposta non può essere la paura né la rassegnazione.
Deve essere invece una nuova assunzione di responsabilità pubblica, culturale e civile.
La Casa del Popolo colpita verrà ricostruita.
E con essa continueranno a vivere i valori di solidarietà, antifascismo, giustizia sociale e democrazia che quei luoghi rappresentano.
Di fronte a chi agisce nell’ombra dell’odio politico e della violenza simbolica, noi continueremo a scegliere gli spazi pubblici, il confronto aperto, la partecipazione democratica.
Saremo nelle piazze e nei luoghi pubblici dei nostri territori a ribadire con chiarezza i valori dell’antifascismo, della Costituzione e della convivenza democratica. A cominciare da Sarteano, dove dal 30 maggio al 2 giugno si svolgerà la VII edizione della Festa della Costituzione: quattro giorni di incontri, dibattiti, musica e partecipazione civile dedicati proprio alla difesa e all’attualità dei principi costituzionali.Coordinamento ANPI VALDICHIANA e CGIL VALDICHIANA
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