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Tabelle paga ceramica artigiani settembre 2011

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 1, 2011

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Argomenti: CGIL, FILCTEM, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Camusso, rafforzate le ragioni dello Sciopero Generale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 31, 2011

Camusso, rafforzate le ragioni dello Sciopero Generale
La CGIL si prepara alla mobilitazione del 6 settembre: “in gioco c’è il futuro del Paese”. Per Camusso il ‘vertice di Arcore’ “ha solo accentuato il carattere di iniquità della manovra” » Pagina Speciale – SPOT Sciopero
» VIDEO: Conferenza stampa Camusso / Panini
» VIDEO: Intervista Camusso, rafforzati motivi Sciopero
» VIDEO: Perche è una manovra sbagliata? ARCI / Libera / Sbilanciamoci!
» Appello giuslavoristi contro art.8 – Oltre 50mila firme per salvare le feste civili e laiche, Firma anche tu
30/08/2011 da www.cgil.it

Le ragioni dello Sciopero Generale del 6 settembre sono tutte confermate e anzi rafforzate dalle ultime decisioni del governo. “Il carattere ingiusto, iniquo e depressivo delle manovre del governo (siamo ormai alla terza, ma è plausibile che se ne prepari una quarta) è confermato e rafforzato da norme che, come sulle pensioni, appaiano un vero e proprio golpe”. E’ netto il giudizio del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso che oggi ha incontrato la stampa per spiegare le ragioni politiche dello sciopero generale di martedì 6 settembre. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Enrico Panini, Segretario Confederale, Responsabile dell’Organizzazione, che ha illustrato le modalità della mobilitazione.

Secondo Susanna Camusso non è possibile avere dubbi. Le novità scaturite dal ‘vertice di Arcore’ non fanno che “accentuare il carattere di iniquità delle norme” e introducono altre misure, come appunto quelle sulle pensioni e in particolare in merito al riscatto del militare e della laurea per chi va in pensione con 40 anni di contributi che “si prestano ad un contenzioso giuridico infinito”.

Viste tutte le novità e visto che vengono ritoccati solo due articoli mentre gli altri si lasciano inalterati, il giudizio politico della CGIL viene rafforzato e con esso i motivi che spingeranno i lavoratori a scioperare. La manovra rimane ingiusta e le ultime decisioni sul contribuito di solidarietà ne accentuano il carattere di provocazione sociale. Qualcuno magari potrà anche aver tirato un sospiro di sollievo per la cancellazione del contributo di solidarietà, ma nei fatti, ha detto con nettezza il Segretario Generale della CGIL, siamo in presenza di una manovra “classista”, anche se il termine classe, ha spiegato Susanna Camusso, assume oggi un connotato diverso rispetto al passato.

E’ chiaro a tutti comunque che la manovra discrimina i lavoratori pubblici. Solo su questa parte del Paese ricade la manovra. Non c’è equità perché è stato appunto cancellato il contributo di solidarietà per gli altri. “Direi – ha precisato Susanna Camusso – che si può dire che è una manovra ‘classista’ al contrario”. Non sono solo i lavoratori pubblici ad essere colpiti perché in realtà la manovra “peggiora la condizione dei lavoratori in modo insopportabile. Il governo pensa a se stesso e non al futuro del Paese”. E’ anche molto grave il messaggio che emerge dalle misure sulle pensioni e il riscatto della laurea e del militare. Si vuole dire ai giovani che non ci si può fidare delle istituzioni e dello Stato e che non ci sono prospettive di lavoro per chi studia. Un messaggio devastante. Forse il più devastante che mai questo governo abbia mandato.

Il carattere vendicativo delle misure del governo è confermato per esempio anche dalle norme sulle cooperative. Dopo gli interventi sul lavoro, giudicati dalla CGIL una vendetta del governo, “hanno deciso ora di intervenire anche sulle agevolazioni fiscali per le società cooperative”. Così, dopo le rinnovabili, con le cooperative sono stati colpiti gli “unici due settori in crescita nel Paese. Viene ovviamente il sospetto che si colpiscano tutti quei settori che in questi anni hanno avuto opinioni diverse rispetto al governo”. Susanna Camusso ha ribadito inoltre tutte le critiche della CGIL alle altre norme confermate, dall’articolo 8 (che si prospetta come un vero e proprio attacco alla Costituzione), le norme sui disabili che reintroducono i reparti confino, mentre il Segretario Generale della CGIL ha polemizzato con il Segretario della CISL, Raffaele Bonanni che ha salutato con favore le novità sull’Iva e che auspica l’approvazione della delega fiscale bocciata dalla CGIL.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Susanna Camusso ha ribadito la volontà unitaria della CGIL. Ma ha invitato di nuovo tutti, CISL e UIL comprese, a prendere una posizione netta sulle misure del governo che devono essere fermate ora. In ogni caso, ha ribadito il Segretario Generale, la mobilitazione della CGIL non si fermerà neppure dopo l’approvazione della manovra: “in gioco c’è il futuro del Paese”.

Manifestazioni e comizi in 100 piazze per dire che “un’altra manovra è possibile”, che non vogliamo rassegnarci: la CGIL “ha scelto il territorio” per caratterizzare lo sciopero generale del prossimo 6 settembre. Il Segretario Generale Susanna Camusso chiuderà la manifestazione di Roma.

Sarà il quinto sciopero generale dall’insediamento del Governo Berlusconi, il secondo da quando alla guida della CGIL c’è Susanna Camusso. Sarà anche il primo da lungo tempo a metà settimana, di martedì, rompendo una lunga consuetudine di scioperi di venerdì. Verrà anticipato da iniziative come una giornata di sensibilizzazione a Cagliari con 800 delegati in strada, la notte del Lavoro a Teramo, volantinaggi anche sulle spiagge in tutt’Italia, ed una conferenza stampa il 3 settembre alla Mostra del Cinema a Venezia con Ottavia Piccolo per un focus sulla cultura. Mobilitazione anche su Facebook, con due milioni di visualizzazioni della campagna della CGIL, ed un milione e mezzo per la pagina contro l’abolizione delle feste civili.

In questa fase di preparazione la CGIL ha già potuto constatare “una partecipazione molto intensa, con discussioni molto partecipate”, ha indicato il Segretario Confederale Enrico Panini, che oggi ha anticipato alcune modalità del prossimo Sciopero Generale. Ci saranno anche iniziative con l’associazione partigiani. A Napoli, il 6 settembre, il corteo della CGIL sarà aperto dai familiari dei marittimi di Procida da sei mesi in mano ai pirati in Somalia. Mentre in Puglia dagli immigrati, ed in particolare dai braccianti. A Genova ed in altre città numerose le commemorazioni delle vittime della guerra di liberazione.

Argomenti: CGIL |

Sciopero Generale: Camusso, il 6 settembre per contrastare una manovra insopportabile

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 29, 2011

Sciopero Generale: Camusso, il 6 settembre per contrastare una manovra insopportabile
La leader della CGIL in un’intervista a ‘L’Unità’ spiega le ragioni dello sciopero generale. “Dal vertice di Arcore uscirà una manovra ancora più ingiusta: ci manca solo la tassa sul pane”. “La ‘svolta’ di Emma Marcegaglia non sarà indolore nei rapporti tra le parti sociali”
» SPOT Sciopero Generale su CGILtv
29/08/2011 da www.cgil.it

“La manovra sarà ancora peggiore dopo il vertice tra Berlusconi e Bossi. Ci manca solo la tassa sul pane, poi c’è tutto per colpire le famiglie, i lavoratori, i pensionati”.

Oggi riaprono fabbriche e uffici, ad Arcore il governo cerca di limare l’ultima versione della stangata e Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, parla della preparazione dello sciopero generale del 6 settembre in uno scenario politico e istituzionale sempre più preoccupante:

“Altro che ascoltare gli appelli al confronto, raccogliere le indicazioni del presidente Napolitano.Nonc’è discussione, non esiste dialogo, una volta che la maggioranza riesce a trovare un faticoso accordo tutti si devono adeguare”.

Qual è il segno politico e sociale della manovra rivista e corretta? “L’elemento centrale è che il dato di iniquità di questa manovra viene rafforzato. Chi ha di più, chi evade le tasse non paga, si aggiungono invece tasse per colpire sempre i soliti. L’Iva non è una tassa sui ricchi, riguarda i consumi soprattutto quelli della povera gente. I consumi obbligati sono i più penalizzati. Vorrei segnalare che l’intervento sull’Iva era indicato da Tremonti come clausola di salvaguardia. A questo punto siamo già nel programma di tagli lineari all’assistenza. Dove finirà la delega sul fisco?”

Emma Marcegaglia ha parlato di ricerca di tasse esotiche ma ha difeso l’articolo8del decreto che colpisce i lavoratori. Sorpresa? “Delle parole pronunciate da Emma Marcegaglia negli ultimi giorni mi colpiscono due cose. Il presidente di Confindustria ha cambiato opinione, ha negato l’idea che ci potesse essere una patrimoniale per riequilibrare il peso dei sacrifici: anche lei alla fine ha dato per scontato che devono pagare i lavoratori e i pensionati, mentre altri non pagano mai dazio”.

La seconda cosa? “È l’affermazione sull’articolo 8 che sarebbe congruo con l’accordo tra le parti sociali del 28 giugno: parole sorprendenti. Ha detto che l’articolo 8 non si tocca, un linguaggio che ricorda ben più nobili battaglie. La scelta di Confindustria pone due gravi problemi. Primo: dal mio punto di vista Marcegaglia ci sta comunicando che gli accordi non sono esigibili e che le parti non hanno funzione. Abbiamo speso un mese per costruire un’opinione condivisa sull’autonomia della rappresentanza sociale, il governo interferisce su una materia di cui si devono occupare sindacati e imprese. Confindustria, invece di opporsi, si adegua al diktat del governo. È un fatto molto grave per la CGIL perché vuol dire che mentre discutevamo per definire un accordo, per altri, come Marcegaglia, valevano molto di più gli incontri clandestini e separati con Sacconi”.

Addio accordo del 28 giugno? “Il comportamento di Confindustria apre un problema: o si mette rapidamente riparo a questo strappo che vìola l’accordo del 28 giugno oppure la CGIL aprirà vertenze azienda per azienda affinché sia rispettato l’equilibrio tra contratto nazionale e la contrattazione di secondo livello. La CGIL quando firma gli accordi è abituata a rispettarli, se per altri basta un incontro con Sacconi per cambiare idea bisogna dirlo. Non siamo noi a rompere l’accordo, sono altri che lo stanno violando e che vogliono tornare al 2009, con l’esclusione della CGIL. Così non si va da nessuna parte”.

Alcuni nel Pd hanno criticato la scelta dello sciopero. Se l’aspettava? “Noto una stranezza. La CGIL, lo ricordo, non ha chiesto a nessuno, nemmeno al Pd, di aderire allo sciopero. Non c’è l’ obbligo di partecipare. Se ci sono forze sociali o politiche che condividono la nostra piattaforma sono contenta, ma la CGIL è un’organizzazione con milioni di iscritti e risponde solo a loro. Ci sono posizioni, però, che si fanno fatica a comprendere”.

Mi faccia un esempio. “Mi stupisce che non ci sia una dicussione sul merito delle nostre proposte. Abbiamo tanti difetti,ma all’origine delle nostre battaglie ci sono sempre piattaforme precise. Chiediamo “crescita”, “equità”, “giustizia sociale”. Quantomeno quelli che hanno da ridire sullo sciopero dovrebbero difendere con più forza l’accordo del 28 giugno. Invece confondono le cause con gli effetti. Non è stata la CGIL a provocare la rottura,ma il governo. Ci volete proporre lo sciopero postumo, così non disturbiamo? Lo spazio sindacale è quello di cambiare le cose. Diteci dove sbagliamo: sull’articolo 8, sul no ai tagli all’assistenza, sulla difesa dei diritti dei lavoratori?”.

Cosa ne sarà del patto con CISL e UIL? “Rispettiamo i patti firmati. Quando si fanno accordi non si cambiano le carte in tavola. Ora passa lo slogan che se ci sono i tagli alla politica allora la manovra diventa equa. Non è vero. Ho dei dubbi, poi, che una grande forza sociale debba cavalcare i venti dell’anti-politica: non fa bene al sindacato. Ci dicono inoltre che dobbiamo stare tranquilli perché dopo la stangata ci sarà la riforma fiscale che produrrà chissà quali benefici. Ma la delega è costruita sull’obiettivo di trovare 20 miliardi. Sono arrivati alla terza manovra e non c’è il sol dell’avvenire”.

In che condizioni riprende l’attività economica? Come sta il Paese? “Vedo un Paese preoccupato, spaventato, colpito dalla brutalità della crisi e dall’accelerazione dell’ emergenza. Si parla dei crolli delle borse e sono scomparsi dal dibattito pubblico i dati del lavoro e dell’occupazione, i giovani e le donne. Le famiglie parlano di queste cose, c’è un’altissima preoccupazione e si rafforza la convinzione che è sempre più difficile cambiare registro. Si fa strada l’idea che i corpi di rappresentanza sociale non hanno più ruolo, un’idea che trova spazio anche nell’opposizione. Mi spaventa il degrado delle relazioni tra istituzioni e Paese, tra i problemi e gli strumenti del governo. Cosa c’entra la decretazione d’urgenza con il lavoro, il 25 aprile, o con l’articolo 9 che impone il collocamento obbligatorio ai disabili, è una vergogna”.

Sul lavoro Sacconi dice chel’intervento lo ha chiesto la Bce. “Non è vero. Sono pronta a leggere la lettera inviata dalla Bce al governo e a confrontare le richieste di Francoforte con la manovra”.

Il referendum sull’acqua è dimenticato, i suoi effetti rischiano di essere ribaltati e il governo fa finta di niente… “È clamoroso. Stefano Rodotà scrive che ormai si dà per scontato che per decreto si cambia la Costituzione. Il governo vuole cancellare l’esito del referendum. Noi siamo contrari alle privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Se una municipalizzata perde a chi la vendi, se guadagna perché un Comune deve perdere risorse? È pura ideologia. Diamo invece una dimensione adeguata alle municipalizzate piccole, rendiamole più efficienti”.

Avete una settimana per preparare lo sciopero. Come sarà? “La situazione è difficile, c’è poco tempo. Ma non cerchiamo un successo per il nostro orgoglio. La CGIL vuole contrastare una manovra insopportabile nella convinzione che lavoratori e pensionati non si possono più fare carico da soli di salvare un’altra volta il Paese. Abbiamo sempre fatto la nostra parte, la faremo anche questa volta. Non ci ritiriamo sull’Aventino”.

Argomenti: CGIL |

6 settembre: sciopero generale e manifestazione a Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 26, 2011

 

Argomenti: CGIL, manifestazioni, scioperi |

Verso lo sciopero

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 25, 2011

Argomenti: CGIL |

6 settembre Sciopero Generale ‘un’altra manovra è possibile’

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 24, 2011

CGIL: 6 settembre Sciopero Generale ‘un’altra manovra è possibile’
Cento manifestazioni territoriali accompagneranno le 8 ore di astensione dal lavoro. Il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, ha presentato oggi nel corso del presidio davanti al Senato la ‘contromanovra’ elaborata dalla Confederazione, proposte alternative per contrastare la crisi che tengono conto dell’equità e della crescita
» La contromanovra della CGIL, le proposte alternative per contrastare la crisi – Schede
» VIDEO: su CGILtv Intervista Susanna Camusso» Le Schede
» Il manifesto dello sciopero
24/08/2011 da www.cgil.it

Uno Sciopero Generale, quello proclamato dalla CGIL per mercoledì 6 settembre, che si rende necessario per cambiare il forte segno di iniquità della manovra del 13 agosto, che da ieri è all’esame della Commissione bilancio del Senato. La decisione della Confederazione di lanciare lo Sciopero Generale, come spiegato da Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, oggi in presidio davanti a Palazzo Madama, insieme ad una numerosa delegazione del sindacato di Corso d’Italia, si è resa necessaria di fronte ad una manovra “bugiarda”, che non “permetterà al paese di raggiungere gli obiettivi dichiarati per i pareggi di bilancio, perchè profondamente depressiva”. “Sappiamo benissimo – ha proseguito Camusso – che stiamo chiedendo un sacrificio straordinario ai lavoratori, ma un sacrificio straordinario va chiesto di fronte ad una situazione straordinaria, e lo chiediamo oggi per non avere una condizione sbagliata domani”.

Cento manifestazioni territoriali accompagneranno lo Sciopero Generale del 6 settembre che sarà di 8 ore per ogni turno di lavoro. Una grande mobilitazione per chiedere l’immediato ritiro di una manovra che “non favorisce la crescita e fa pagare solo ai contribuenti onesti” e per sostenere delle proposte alternative di contrasto alla crisi, come quelle presentate oggi dalla CGIL nel corso della conferenza stampa davanti al Senato, perchè “un’altra manovra è possibile”.

La ‘contromanovra’ elaborata dalla Confederazione, come spiega Camusso ai microfoni della CGILtv “vuole tener conto dell’equità e della giustizia fiscale e indica dove trovare le risorse utili, costruendo contemporaneamente risposte per la crescita a partire dall’occupazione giovanile”. La CGIL accusa il Governo di aver varato una manovra che aumenta le tasse, soprattutto sui redditi da lavoro dipendenti e da pensione, sui redditi medio bassi e sui contribuenti onesti, per questo propone una maggior equità attraverso la tassazione dei redditi diversi quelli ‘fissi’ a cominciare dai grandi patrimoni e da una vera lotta all’evasione fiscale e contributiva. In particolare, nella ‘contromanovra’ la CGIL rivendica un’imposta ordinaria sulle grandi ricchezze, con un’aliquota progressiva solo sulla quota che eccede gli 800mila euro; un’imposta straordinaria sui grandi immobili, il cui valore netto superi la soglia degli 800mila euro; un ‘contributo di solidarietà’ su tutti i redditi; l’aumento della tassa di successione per incentivare l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Inoltre, la CGIL vuole contrastare il carattere depressivo del decreto e propone un fondo per la crescita e l’innovazione da destinare ad un piano energentico nazionale, a politiche di green economy, alla ricerca e allo sviluppo e ad una seria politica industriale per il Mezzogiorno. Come più volte ribadito dalla leader della CGIL, il Consiglio dei ministri ha varato una manovra “bugiarda” perchè “dice di tagliare i costi della politica, ma in realtà fa solo demagogia, riducendo gli spazi di democrazia, con i tagli agli enti locali, senza intervenire sulle risorse nazionali”, per questo è importante, ribadisce la CGIL nella sua ‘contromanovra’, “il taglio lineare ed immediato di tutti i vitalizi di politici e amministratori pubblici”.

Minacciata dalla manovra anche la “natura e l’identità del nostro Paese” ha avvertito Camusso, è un provvedimento, spiega, “che senza dirlo introduce la norma di licenziamento senza giusta causa, interferendo nella libertà di contrattazione dei sindacati” e “tenta di cancellare le festività del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno, si vuole cambiare la sua storia e le sue gloriose radici che risiedono nella Liberazione e nella costituzione della Repubblica”. A questo proposito il Segretario Generale ha ricordato la petizione popolare che la CGIL ha promosso per preservare la memoria e l’identità dell’Italia, che ad oggi ha raccolto quasi 30mila firme. Con lo Sciopero Generale del 6 settembre la CGIL vuole sostenere tutto questo e quindi più crescita, più occupazione e più sviluppo.

Argomenti: CGIL |

La CGIL proclama per il 6 settembre lo Sciopero Generale contro la manovra

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 23, 2011

La CGIL proclama per il 6 settembre lo Sciopero Generale contro la manovra
Al via la mobilitazione della Confederazione contro la manovra di Ferragosto. Domani ore 9 presidio davanti al Senato. Prevista in piazza conferenza stampa con Susanna Camusso che illustrerà le proposte alternative della CGIL e le modalità dello Sciopero Generale. Raggiunte quasi 16mila firme a difesa delle feste del Lavoro, della Liberazione e della Repubblica
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» La contromanovra della CGIL, le proposte alternative per contrastare la crisi

23/08/2011 da www.cgil.it

La Segreteria Confederale della CGIL, a conclusione della riunione dei segretari generali di categoria e territoriali sulla base del mandato ricevuto dal Direttivo nazionale dell’11 e 12 luglio, ha indetto per martedì 6 settembre uno sciopero generale di 8 ore per ogni turno contro (e per cambiare) la manovra iniqua e sbagliata del governo.

Prende il via in Commissione Bilancio del Senato l’esame della manovra economica che lo scorso 13 agosto ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento da oltre 45 miliardi che andrà a sommarsi ai 47 dell’intervento di luglio, per un impatto complessivo che supererà i 90 miliardi da qui al 2013 e che la CGIL, fin da subito, ha fortemente contrastato poiché ritiene essere nella forma “depressivo, socialmente iniquo, innefficace e antisindacale” e contro il quale ha rafforzato la sua mobilitazione, proclamando per martedì 6 settembre uno sciopero generale di 8 ore per ogni turno.

La protesta inizierà domani, 24 agosto alle ore 9, davanti alla sede del Senato con un presidio proclamato dalla Confederazione, al quale parteciperà, insieme ai componenti della Segreteria Nazionale, il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. Prevista in piazza per le ore 11 la conferenza stampa della leader del sindacato di Corso Italia, la quale illustrerà  le proposte alternative della CGIL e le ragioni e le modalità dello Sciopero Generale promosso oggi. Come spiegato dalla CGIL, la completa bocciatura della manovra sta nel fatto che con questo provvedimento si “condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale” per difendere invece “le grandi ricchezze e gli interessi che rappresentano la base di consenso del Governo”.

In particolare per la CGIL la manovra è “depressiva” e “socialmente iniqua”, perchè non viene destinata alcuna risorsa né alla crescita, né all’occupazione, mentre i redditi e i consumi dei cittadini continuano a ridursi. Per la CGIL ad essere colpiti dal provvedimento sono, ancora una volta, i soggetti sociali più deboli: lavoratori, pensionati, famiglie, mentre si continua ad evitare di intervenire sull’evasione fiscale, sulle rendite finanziarie e sulle grandi ricchezze. Il decreto del 13 agosto oltre ad essere “inefficace” perchè, come spiega la CGIL, “non affronta in maniera strutturale le cause del deficit, né pone le basi per ridurre realmente il debito”, possiede “caratteri antisindacali” in quanto “pretende di cancellare per legge uno strumento di regolazione generale dei diritti dei lavoratori come il Contratto Nazionale di lavoro”.

La manovra di ferragosto prevede, infatti, che gli accordi aziendali possano regolare le condizioni di lavoro in deroga al CCNL e alle leggi anche in materia di licenziamento. Per la CGIL questa norma rappresenta un “nuovo gravissimo taglio ai diritti dei lavoratori”. E’ proprio sull’articolo 8 del decreto (‘misure a sostegno dell’occupazione’) che la CGIL si sofferma nella lettera inviata a CISL e UIL, il 22 agosto scorso. Alle due Confederazioni la CGIL apre una serie di questioni: “L’art. 8 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?”, “Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate ‘rappresentanze sindacali operanti in azienda’, mina l’efficacia dell’articolo stesso?”, “Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?”.

Altra scelta contenuta nella manovra e fortemente criticata dalla CGIL è quella di spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche, per la CGIL significa “colpire l’identità e la storia del nostro Paese, indebolirne la memoria”, rappresenta, prosegue “un grave limite per il futuro”, producendo per altro un “irrisorio beneficio economico”. Per questo motivo la CGIL ha deciso di lanciare una petizione popolare a difesa delle feste della Liberazione, del Lavoro e della Repubblica. Raggiunte al momento quasi 16mila firme.  E’ possibile firmare la petizione sul sito della CGIL (www.cgil.it) o direttamente presso le diverse sedi delle Camere del Lavoro dietro le parole “alziamo insieme la nostra voce perché l’identità ed il futuro dell’Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione”.

Argomenti: CGIL |

FIRMA la petizione popolare per salvare le festività civili e laiche

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 23, 2011

CONTRO UNA MANOVRA INGIUSTA

Petizione popolare per salvare le festività civili e laiche
Festa della liberazione, del Lavoro e della Repubblica: nessuno cambi data a giornate che parlano all’identità ed ai valori laici del nostro Paese. La proposta del Governo, contenuta nel DL 138, è sbagliata e discriminatoria

Firma la petizione per salvare le festivita civili e laiche

Argomenti: CGIL |

TICKET SANITARI – Istruzioni per la comprensione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 22, 2011

ticket

dal sito della Regione Toscana, la brochure informativa

Argomenti: CGIL, sanità |

CGIL: Lettera aperta a CISL e UIL

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 21, 2011

Lettera aperta a CISL e UIL
La CGIL scrive a CISL e UIL per porre alcune domande sui temi della manovra economica varata dal governo e sul futuro del mondo del lavoro nel nostro Paese
19/08/2011 da www.cgil.it

Cari amici di Cisl e Uil,

usiamo una forma inusuale, ma sicuramente la situazione non è ordinaria, per porvi pubblicamente qualche domanda, per ritrovare qualche coerenza nelle scelte del sindacato confederale in una fase così difficile.
La situazione che stiamo attraversando, è molto grave, la crisi mondiale spiega solo in parte il nostro Paese, che è in forte declino ed ha alle spalle tre anni, persi dal Governo a negare la crisi.

Il giudizio sulla negazione della crisi ed i provvedimenti sbagliati, l’ossessione del Governo per la rottura dell’unità sindacale, ci hanno visto divisi in questi anni, in particolare, per l’operato del Governo sulle questioni del lavoro.
Infatti, fin dalla terz’ultima manovra all’idea di difendere nelle pubbliche amministrazioni il potere contrattuale, quanto meno sulle problematiche organizzative e sulle condizioni di lavoro, si è da parte vostra preferito sostenere la legge 150 e la conseguente negazione della contrattazione.

Ma fingiamo per un attimo che tutto ciò sia il passato, ora siamo di fronte ad una terza manovra, con caratteri di iniquità che pensavamo inarrivabili.
E’ evidente, dai commenti degli ultimi giorni, che i giudizi sono – se possibile – ancora più distanti, leggiamo che avremmo dovuto aprire una discussione cauta, diplomatica….. Vorremmo dirvi, che discussioni ne abbiamo fatte molte, sempre proposte da noi, ma efficacia ne abbiamo vista poca.

Soprattutto, vorremmo sottolineare che siamo per le discussioni esplicite e trasparenti, che comunque sono meglio degli incontri “clandestini e secretati” che contraddicono quanto si fa “insieme” ed in “pubblico”.

Siamo alla ricerca di risposte, e ci scusiamo se utilizziamo un’intervista del Segretario Bonanni, il 12 agosto sul Corriere della Sera veniva dichiarato: “siamo sempre stati contrari ad ogni ingerenza del legislatore. Quelle norme hanno funzionato proprio grazie all’accordo tra le parti sociali. Se si ritiene che il mercato del lavoro debba essere ancora più regolato, la soluzione va ancora una volta ricercata tra noi. Con questo bipolarismo c’è il rischio che tutto diventi la tela di Penelope oggi il centro destra fa così, domani arrivano gli altri e cambiano…….e lo stesso discorso vale per qualsiasi eventuale, insensata modifica dell’art. 18”.

Possiamo chiedervi cosa è cambiato il 13 agosto alla presentazione della manovra?

L’art. 8 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?

Non è un tentativo di cancellare, perché cambia la gerarchia delle fonti, l’intesa del 28 giugno con Confindustria?

Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate “rappresentanze sindacali operanti in azienda”, mina l’efficacia dell’articolo stesso?

Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?

Ed ancora, da quando una legge può rendere vigente retroattivamente un accordo sindacale separato e che prevede l’esclusione di una grande organizzazione sindacale?

Non eravate voi che respingevate l’ipotesi che fosse la legge a definire il solo voto dei lavoratori perché lesivo della funzione delle associazioni sindacali?

Abbiamo più volte discusso della necessità che sui costi della politica non si finisse nel qualunquismo e nella riduzione degli spazi di partecipazione, non possiamo dire che la manovra da invece una risposta demagogica perché taglia, senza neanche indicare i risparmi, Comuni e Province senza nessun criterio? Inoltre, si scaricherà sui cittadini (a reddito da lavoro dipendente e pensione) perché non agisce sull’efficacia, ma anticipa il federalismo fiscale a compensazione dei tagli agli enti locali previsti nella manovre.

Altre domande ci vengono sull’accanimento sulle municipalizzate, sull’aggressione agli enti locali mentre nulla si dice sulle consulenze dei ministeri e sulle nomine politiche in sanità.

Forse, nel frattempo, si fa strada l’idea dello stato minimo?

Potremmo parlare di collocamento obbligatorio e dei reparti confino per i disabili?

Abbiamo visto che sui lavoratori pubblici ci sono punti di sintonia, ma come portiamo avanti queste rivendicazioni?

Come si fa a dire che i deboli sono risparmiati dalla manovra quando i tagli saranno tutti sui servizi?

Certo ci vuole una vera riforma degli assetti istituzionali, si può fare una proposta comune e decidere di sostenerla?

Delega assistenza e fisco, sappiamo, che è costruita per far cassa e non per abbassare la pressione fiscale? Possiamo ricostruire una piattaforma sul tema?

Le fasi di divisioni sono difficili per tutti, bisogna governarle perché non si traducano in comportamenti inaccettabili e lesivi del dovuto rispetto reciproco, rispetto alle persone e alle organizzazioni. Pluralismo e democrazia richiedono innanzitutto rispetto, e la Cgil farà di tutto perché non venga meno, ma vorremmo suggerirvi che se la Cgil, in assenza di scelte unitarie, prende una decisione così seria come lo sciopero generale, lo fa perché guarda al Paese, ai lavoratori, ai pensionati.

Non siamo abituati a guardare dal buco della serratura in casa di altri, ci aspettiamo lo stesso rispetto.

Scusandoci per la schematicità, vorremmo ribadire che lo scopo di questa riflessione e di queste domande è l’incrollabile volontà di costruire una proposta ed un’iniziativa comune.

Segreteria Cgil

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