Manovra: CGIL, al via petizione per salvare feste civili
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 20, 2011
| Manovra: CGIL, al via petizione per salvare feste civili |
| Norma va cancellata per preservare memoria e identità paese |
| Spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche “colpisce l’identità e la storia del nostro Paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro”, producendo per altro un “irrisorio beneficio economico”. Per cancellare questa scelta contenuta nella manovra la CGIL lancia oggi una petizione per salvaguardare le tre ricorrenze in discussione – il giorno della Liberazione, quello del lavoro e quello della Repubblica – che si potrà firmare sul sito della CGIL www.cgil.it (a partire da domani mattina) o direttamente presso le Camere del lavoro sul territorio. La segreteria nazionale della CGIL in una nota sottolinea, infatti, come “in un provvedimento iniquo, e che noi contrastiamo con forza, si colloca così anche una norma che colpisce l’identità e la storia del nostro Paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro”. Le ricorrenze civili, spiega il sindacato di corso d’Italia, “vanno celebrate con attenzione e rispetto, perché parlano a tutti, alla ragione stessa del nostro stare insieme, e perché i valori che esse affermano non siano ridotti ad un momento residuale”. Il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno, ovvero “il ricordo della Liberazione del nostro Paese da una dittatura feroce e sanguinaria; la celebrazione del Lavoro come strumento di dignità per milioni di donne e uomini che con la loro fatica ed intelligenza consentono al Paese di progredire; la celebrazione del passaggio alla Repubblica parlamentare”, sono “tappe fondamentali che non intendiamo consentire vengano cancellate”. Per altro, sottolinea ancora la segreteria CGIL, “mentre irrisorio è il beneficio economico che ne deriverebbe, i costi civili sul versante della memoria e dell’identità sarebbero, se la norma venisse confermata, di gran lunga maggiori. Inoltre, è sufficiente un confronto con altre situazione per vedere come l’Italia è un Paese che ha un numero contenuto di festività civili e come in altri Paesi le ricorrenze civili siano celebrate e custodite con attenzione”. Da queste considerazioni nasce per la CGIL la convinzione che “bisogna che ognuno di noi si faccia carico di dire la propria contrarietà a questa previsione e di farla dire al maggior numero di cittadini possibile: tante sono le gravi conseguenze dei contenuti della manovra, quella che riguarda le festività civili non è da meno”. Per questo a partire da domani mattina e per i prossimi giorni sarà possibile firmare la petizione sul sito della CGIL ( www.cgil.it ) o direttamente presso le diverse sedi delle Camere del Lavoro dietro le parole “alziamo insieme la nostra voce perché l’identità ed il futuro dell’Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione”. In basso il testo della petizione e le festività di alcuni paesi a confronto __________________ NON CANCELLATE IL GIORNO DELLA LIBERAZIONE DEL NOSTRO PAESE; IL GIORNO DEL LAVORO; IL GIORNO DELLA REPUBBLICA Onorevoli parlamentari, Clicca per firmare Italia – 9 festività religiose (Santa Madre di Dio; Epifania; il Lunedì dell’Angelo; Assunzione; Tutti i Santi; Immacolata Concezione; Natale; Santo Stefano; il Santo Patrono) e 3 ricorrenze civili (Liberazione; Festa del Lavoro; Anniversario della Repubblica). Francia – 6 festività religiose e 5 civili (Giorno dell’anno; Festa del Lavoro; Festa della Vittoria; Presa della Bastiglia; Armistizio). Spagna – 9 festività religiose e 4 festività civili (Capodanno; Festa del Lavoro; Festa nazionale spagnola; Giorno della Costituzione spagnola). Stati Uniti – 2 festività religiose e 10 festività civili (fra le quali, il compleanno di Lincoln; il compleanno di Martin Luther King; il Memorial Day; l’Independence Day; la Festa del Ringraziamento). Giappone – 16 festività civili (fra le quali, la Festa della Fondazione dello Stato; la Festa della Costituzione; la Festa del popolo; la Festa della Cultura; la Festa del Lavoro; il compleanno dell’imperatore). |
Argomenti: CGIL |
Manovra: nota della Segreteria Nazionale della CGIL sui provvedimenti del governo
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 15, 2011
| Manovra: nota della Segreteria Nazionale della CGIL sui provvedimenti del governo |
| Bocciatura completa per la manovra da parte della CGIL. In un documento il sindacato di Corso d’Italia definisce il provvedimento ”depressivo” e che ”condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale” per il suo tratto di inquita’ » Il testo della manovra economica elaborata dal governo » Camusso, colpiti i più deboli e chi paga le tasse contro questa manovra sarà sciopero – Intervista su ‘la Repubblica’ |
|
La manovra del Governo riassume in sé tutte le negatività che avevamo previsto e tentato di scongiurare, assieme alle altre parti sociali.
Con questa manovra il Governo condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale per difendere le grandi ricchezze e gli interessi che rappresentano la sua base di consenso. Con questa manovra le chiacchiere sulla riduzione delle tasse e sul federalismo giungono al capolinea. La manovra del Governo impedisce alle Regioni e ai Comuni di svolgere le funzioni proprie previste dalla Costituzione. La manovra del Governo è:
La CGIL nei prossimi giorni definirà una propria proposta per dimostrare che, con gli stessi saldi previsti dal Governo, si può ragione di equilibrio dei conti e crescita.
La CGIL, di fronte allo spregio della forma, delle norme costituzionali, delle situazioni reali di vita delle persone e delle famiglie fa appello alle altre organizzazioni sindacali, alle forze sociali, alle Istituzioni più vicine alle comunità, al mondo dell’associazionismo e del volontariato e della cooperazione sociale per opporsi alla iniquità delle decisioni del governo e per impedire la disgregazione della società italiana. La CGIL valuterà le forme della mobilitazione più opportune per cambiare il segno economico e sociale dei provvedimenti del Governo Berlusconi. |
Argomenti: CGIL |
Manovra: Camusso, colpiti i più deboli e chi paga le tasse contro questa manovra sarà sciopero
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 14, 2011
| Manovra: Camusso, colpiti i più deboli e chi paga le tasse contro questa manovra sarà sciopero |
| In una intervista al quotidiano ‘la Repubblica’ il Segretario Generale della CGIL critica le “misure ingiuste” adottate dal Governo e la mancanza di norme sulla crescita. Camusso afferma “sullo sciopero generale decideremo il 23 agosto e lo proporremo anche a CISL e UIL” |
| 14/08/2011 da www.cgil.it
Segretario Camusso, lei mercoledì scorso, dopo l’incontro con il governo, parlò di possibile sciopero generale contro la manovra economica in preparazione. Ora il decreto legge dei sacrifici è stato approvato: l’ipotesi dello sciopero si avvicina o si allontana?
«Dopo l’incontro con il governo dissi una cosa precisa: se la manovra avesse avuto tratti di forte iniquità noi l’avremmo contrastata anche con lo sciopero generale». E ora cosa dice? «Ora lo confermo. E aggiungo che il 23 agosto ci sarà una riunione straordinaria dei segretari generali delle categorie e delle strutture territoriali della CGIL per decidere la data della mobilitazione». Quindi proclamerete lo sciopero? Ma in un momento di emergenza nazionale, in cui da più parti si invoca la coesione, il ricorso al conflitto le sembra la soluzione più efficace? Proporrete a CISL e UIL di scioperare con voi? Per avere entrate certe non si può che andare a prendere i soldi dal reddito fisso. Anche gli altri Paesi europei l’hanno fatto. Per incrementare la produttività, le feste laiche nazionali si celebreranno sempre di domenica. Il governo ha anche trasferito in legge l’accordo con la Confindustria sulla contrattazione e la democrazia sindacale. Quel “qualcuno” è il ministro Sacconi? L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è stato toccato. Decideranno le parti, di volta in volta, se derogare alla norma che protegge dai licenziamenti senza giusta causa. Perché la CGIL è contraria? Resta il fatto che questa manovra è stata in buona parte imposta dalla BCE. C’è una lettera firmata da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi. Quale pensa che sarà martedì, alla riapertura dei mercati, il giudizio degli investitori sulla manovra? |
Argomenti: CGIL |
Manovra: CGIL, gravissimi tagli a diritti lavoratori
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 13, 2011
Argomenti: CGIL |
Chiusura estiva sedi CGIL Siena
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 12, 2011
Vi informiamo che le nostre sedi rimarranno CHIUSE
da MARTEDI’ 16 AGOSTO a VENERDI’ 19 AGOSTO
riapriranno LUNEDI’ 22/08/2011
Argomenti: camere del lavoro, CGIL |
Crisi: Camusso, chi è più ricco deve pagare di più. La CGIL non starà ferma
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 12, 2011
| Crisi: Camusso, chi è più ricco deve pagare di più. La CGIL non starà ferma |
| In una intervista al quotidiano ‘l’Unità’ il Segretario Generale della CGIL affronta il tema della Manovra economica e delle misure anti-crisi: pensioni, licenziamenti, festività, tasse, patrimoniale e costi della politica. La leader della CGIL afferma “siamo responsabili, siamo disponibili, purché si rispetti un principio di equità sociale, purché a pagare non siano sempre gli stessi” altrimenti “si dovrà ricorrere alle forme classiche della protesta” » L’incontro del 10 agosto, recenti e prossimi sviluppi – Nota della Segreteria Generale della CGIL » Le controproposte della CGIL – ‘Più equità, contro il cinismo del governo’ |
Sciopero generale? C’è chi grida allo scandalo, chi accusa subito il sindacato di irresponsabilità e chi, come il presidente del consiglio, chiama in causa il sindacato greco in un improbabile paragone con quello italiano. «Ci vorrebbero senso della misura e sensibilità… anche nei confronti dei sindacalisti greci», commenta Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL. Ma lo sciopero generale è una possibilità a scadenza prossima, un fraintendimento, una minaccia per il futuro? Lo sciopero generale dunque è una eventualità che la CGIL non esclude? L’incontro tra governo e parti sociali è stato deludente… uso un eufemismo. Il giudizio è stato pressoché unanime… Facciamo finta che sia giustificata prudenza… Ecco, le pensioni. Età pensionabile a 65 anni. In linea con l’Europa. Sarebbe uno scandalo? Società italiana depressa. Ma, secondo voi del sindacato, a che punto siamo del precipizio? Tremonti ha comunque ieri indicato alcuni obiettivi…Ad esempio trasferire la domenica le festività civili… Tremonti ha aggiunto qualcosa a proposito di licenziamenti. E sulle tasse? Argomento forte: la patrimoniale. Altro argomento forte: i costi della politica. Che ne pensa il sindacato? |
Argomenti: CGIL |
Nasce a Siena il Comitato della Campagna nazionale “L’Italia sono anch’io”
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 11, 2011
SIENA. Sensibilizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico, anche a Siena, sul tema dei diritti di cittadinanza e sulla possibilità, per gli stranieri che nascono o vivono in Italia, di partecipare alle scelte, anche amministrative, della comunità di cui fanno parte. E’ questo lo scopo primario della campagna “L’Italia sono anch’io” – promossa in tutta Italia, nel 150esimo anniversario dell’Unità nazionale, da 18 organizzazioni della società civile e dall’editore Carlo Feltrinelli – che da oggi conta anche sul comitato di Siena. Ne fanno parte le rappresentanze provinciali di Arci, Acli, Caritas, Cgil, Libera e La Feltrinelli, già membri del comitato nazionale, e avrà sede presso l’Arci provinciale di Siena, in Strada Massetana Romana, 18.
Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera, molte delle quali sono bambini e ragazzi nati o cresciuti in Italia, ma che si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza solo al compimento del 18° anno di età, quando inizia un lungo e complesso percorso burocratico. Questo, secondo i promotori della campagna, genera disuguaglianze e ingiustizie, limita fortemente il processo di integrazione e, in particolare, disattende l’articolo 3 della Costituzione, che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.
Per contribuire a rimuovere questi ostacoli e sensibilizzare l’opinione pubblica e l’agenda politica, è partita, da alcune settimane, la campagna “L’Italia sono anch’io” che prevede iniziative per stimolare un dibattito e un confronto culturale sul tema del diritto di cittadinanza, coinvolgendo la società civile in maniera trasversale. Dai primi giorni di settembre, inoltre, inizierà una raccolta di firme a sostegno di due leggi di iniziativa popolare: la prima per chiedere la riforma dell’attuale normativa sulla cittadinanza, riconoscendo il principio dello jus soli, il diritto di essere cittadini del nostro Paese sulla base del luogo in cui si nasce e non della discendenza di sangue. La seconda proposta di legge, già avanzata dall’Anci, riguarda il diritto di voto degli stranieri alle elezioni amministrative, da riconoscere a chi risiede in Italia da almeno 5 anni, applicando il principio del suffragio universale a livello territoriale, che può essere uno strumento di responsabilità sociale e politica, oltre che di coinvolgimento attivo nelle scelte di una comunità di cui si fa parte.
“L’Italia sono anch’io” è promossa da 18 organizzazioni della società civile: Acli; Arci; Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione; Caritas Italiana; Centro Astalli; Cgil; Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza; Comitato 1° Marzo; Emmaus Italia; Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia; Fondazione Migrantes; Libera; Lunaria; Il Razzismo Brutta Storia; Rete G2 – Seconde Generazioni; Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani; Terra del Fuoco e Ugl Sei. Alle associazioni si è unito l’editore Carlo Feltrinelli. Il presidente del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio e tra le prime adesioni ci sono già quattro regioni italiane: Emilia Romagna, Liguria, Puglia e Toscana.
I promotori della campagna fanno appello a istituzioni, forze politiche e sociali, mondo del lavoro e della cultura e a tutti coloro che vivono in Italia per costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza. In concomitanza con la raccolta delle firme per le due proposte di legge, il Comitato senese si farà promotore di una mozione che riprenderà i contenuti della campagna e sarà inviata a tutti i sindaci e al presidente della Provincia, per portarla all’attenzione dei consigli comunali e del consiglio provinciale e per richiedere la loro adesione e la collaborazione. Il Comitato senese ringrazia fin da ora tutti coloro – cittadini, associazioni, rappresentanti politici e consiglieri comunali e provinciali – che vorranno sostenere le iniziative, affinché ogni individuo che nasce e vive nel nostro Paese possa essere, a tutti gli effetti, un cittadino italiano.
E’ possibile contattare il Comitato senese della campagna “L’Italia sono anch’io” inviando un’e-mail all’indirizzo litaliasonoanchio.siena@gmail.com. Per ulteriori informazioni sulla campagna, a livello nazionale, è possibile anche consultare il sito internet www.litaliasonoanchio.it, con aggiornamenti su adesioni e iniziative.
Crisi: Camusso, incontro Governo non all’altezza dei problemi
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 11, 2011
| Crisi: Camusso, incontro Governo non all’altezza dei problemi |
| All’incontro tra Governo e Parti Sociali per discutere delle misure anti-crisi, dopo la sollecitazione della BCE, la leader della CGIL ribadisce il netto “’no’ a interventi che guardino alle pensioni, ai redditi del lavoro dipendente, alla sanità e all’assistenza”, e avverte “se la manovra colpirà i soliti noti ci mobiliteremo per cambiarla”. Il mercato del lavoro “è tema nella disponibilità delle parti sociali”
L’incontro del 10 agosto, recenti e prossimi sviluppi – Nota della Segreteria Generale della CGIL » Le controproposte della CGIL – ‘Più equità, contro il cinismo del governo’ |
Un incontro “non all’altezza dei problemi che abbiamo e della trasparenza che sarebbe necessaria”. Così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso commenta l’esito del confronto, aggiungendo “ci aspettavamo che il governo ci dicesse cosa intende fare. La volta scorsa – ha ricordato la leader della CGIL – ci avete consegnato il libretto delle cose fatte, questa volta ci aspettavamo la lettera della BCE per sapere in che campo giochiamo”. Dunque, Camusso ha avvertito “se la manovra colpirà i ‘soliti noti’ e lo schema, così come lo leggiamo dai giornali, verrà confermato nel decreto, ci mobiliteremo per cambiarla, senza escludere lo sciopero generale”, riguardo ai tempi e ai modi “li deciderà l’organizzazione” ha detto il Segretario Generale della CGIL. Pensioni, assistenza, sanità, ma anche redditi da lavoro dipendente sono, infatti, alcuni degli ambiti dai quali il Governo, in questi giorni, ha dimostrato di voler attingere per recuperare le risorse necessarie ad affrontare la grave crisi economica, e contestate fortemente dalla CGIL che, proprio ieri, ha presentato delle controproposte “radicalmente diverse dal carattere iniquo delle misure allo studio del governo” e che, come scritto nel documento, danno un taglio alla correzione di bilancio “più equo che guarda alla crescita e all’occupazione”. Per Susanna Camusso, presente oggi a Palazzo Chigi, per trovare le risorse che l’anticipo della manovra richiesto dalla BCE impone al Paese, è necessaria “più equità per poter garantire la coesione sociale del paese”. Dunque, la leader della CGIL nel ribadire il fermo “no” a interventi che guardino alle pensioni, ai redditi del lavoro dipendente, alla sanità e all’assistenza, ha sottolineato come al contrario “bisogna chiedere di più a chi non ha dato, intervenendo con una tassazione significativa sui grandi patrimoni, sull’evasione fiscale, e sui costi della politica. Per quanto riguarda il mercato del lavoro – ha concluso Camusso – ribadiamo che il tema sta nella disponibilità delle parti”. |
Argomenti: CGIL |
Contratti e democrazia: una nuova stagione sindacale
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 10, 2011

Argomenti: CGIL |
Crisi: sistema previdenziale non è bancomat
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 10, 2011
| Crisi: CGIL, sistema previdenziale non è bancomat |
| Dal blocco delle pesnioni di anzianità per 12-18 mesi alla riforma che aggancia l’età pensionabile alle aspettative di vita, ipotesi al vaglio del Governo per far fronte alla crisi. La Confederazione avverte “a ringraziare sono i detentori di alti redditi, di grandi patrimoni, gli evasori fiscali, le rendite finanziarie: a tutti costoro il governo non ha chiesto un solo euro” » Pensioni: CGIL, misure crude da respingere » Crisi: SPI CGIL, no alla macelleria sociale |
“Nel mirino del governo ci sono nuovamente le pensioni di anzianità: evidentemente ha scambiato il sistema previdenziale come una sorta di bancomat”. E’ quanto affermano in una nota il Segretario Confederale della CGIL, Vera Lamonica, e il responsabile del dipartimento Welfare del sindacato, Sandro Del Fattore, in merito alle ipotesi allo studio del governo, circa le pensioni, per far fronte alla crisi. Per quanto riguarda le pensioni di anzianità, infatti, le ipotesi al vaglio dell’esecutivo vanno da un blocco totale per un anno o 18 mesi ad un innalzamento dei requisiti, ossia la quota che somma età anagrafica a età pensionabile che potrebbe essere portata nel 2013 da 97 a 100. “Si vuole accelerare il meccanismo delle cosiddette quote” spiegano i dirigenti sindacali, ricordando che “quelle quote però sono state già abbondantemente superate”, infatti, proseguono “ci si dimentica, che già con la manovra dello scorso anno è entrata in vigore la cosiddetta ‘finestra mobile’ che prolunga di un anno la permanenza al lavoro”. Tutto ciò, proseguono Lamonica e Del Fattore “vale anche per i lavoratori e le lavoratrici che maturano i 40 anni di contribuzione”, i quali, inoltre “sono ulteriormente penalizzati visto che, a causa delle misure recentemente approvate, dovranno posticipare la ‘finestra mobile’ di un mese nel 2012, due mesi nel 2013 e tre mesi nel 2014”. I dirigenti sindacali della CGIL sottolineano come, per questi lavoratori “al danno si aggiunge la beffa” poiché, spiegano “rimarranno al lavoro per più di un anno, continueranno a versare la contribuzione ma ciò non avrà alcun corrispettivo sulla futura prestazione previdenziale”. Inoltre, fanno sapere Lamonica e del Fattore “si sono aggiunte ulteriori misure, come il legame automatico dell’età di pensionamento all’aspettativa di vita che prolungano l’età di pensionamento aprendo una spirale tendenzialmente senza fine”. Dunque i dirigenti sindacali ribadiscono come, mentre il Governo ha “evidentemente” scambiato il sistema previdenziale come una sorta di bancomat, “a ringraziare sono i detentori di alti redditi, di grandi patrimoni, gli evasori fiscali, le rendite finanziarie: a tutti costoro – concludono Lamonica e Del Fattore – il governo non ha chiesto un solo euro”. |
Argomenti: CGIL |



