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Fisco: Camusso, un errore colpire i consumi meglio una tassa sui grandi patrimoni

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 14, 2011

Fisco: Camusso, un errore colpire i consumi meglio una tassa sui grandi patrimoni
La leader della CGIL in un’intervista al quotidiano ‘la Repubblica’ sottolinea che “tagliando l’IRPEF e aumentando l’IVA il vantaggio è di soli 15 euro al mese” ed aggiunge “è inaccettabile lo scambio: meno precariato più contrattazione aziendale”
13/06/2011 da www.cgil.it

«Il ministro cerca risorse? Le può trovare nelle rendite finanziarie, nelle transazioni speculative, nei grandi patrimoni. Non certo deprimendo i consumi. Questa non è la riforma fiscale di cui il Paese ha bisogno. Di più: è uno specchietto per le allodole per non discutere i contenuti della manovra». E’ quanto sostenuto dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso in una intervista al quotidiano ‘la Repubblica’.

Tremonti dice di avere le idee chiare.
«Ma non ha il coraggio di dichiarare quale profilo politico avrà la sua riforma. Per quale fine la si vuole fare».

Per la crescita.
«Non c’è crescita del Paese se non si abbattono le disuguaglianze e non si ridistribuisce il reddito».

Non le piace l’idea di spostare la tassazione dalle persone alle cose, ovvero meno IRPEF più IVA?
«Si dice che un punto in più di IVA permetterebbe di abbassare le aliquote del primo scaglione IRPEF dal 23 al 20%. Abbiamo fatto un calcolo. Il vantaggio è in media di 420 euro l’anno a persona. Ma la crescita dell’IVA ne costa 240. Si vuole fare, dunque, un’operazione che vale 15 euro al mese a testa e spacciarla come volano alla crescita. Una misura che non ha senso. E lo ha ancora meno per la platea degli incapienti, pensionati e giovani precari, che non pagando l’IRPEF finanzierebbero per intero la maggiore IVA sugli acquisti. Senza pensare al doppio effetto sui consumi: inflazione e depressione».

Ieri il ministro sembrava frenare sull’ipotesi IVA e rilanciare sulle detrazioni.
«Ne apprezzo la prudenza. Anche perché concentrare una manovra fiscale sulla più evasa tra le imposte italiane non è coerente. Le detrazioni, però, sono un capitolo tutto da esaminare. Semplificare è una parola che attrae sempre. Ciò che conta è non aumentare la pressione fiscale e le disuguaglianze».

Tassare le rendite finanziarie, invece, sembra incontrare il favore di tutti, da Tremonti alla Marcegaglia.
«Sento dire ogni giorno cose diverse. Ma perché non si fa un’operazione secca? Il reddito è tassato al 23%, le rendite al 12,5%: equipariamole come in Europa. E poi perché non colpire le transazioni speculative?».

Il risparmio delle famiglie e la prima casa sembrano salve.
«Detta così vuol dire non fare nulla sui grandi patrimoni. Il 10% degli italiani possiede il 47% della ricchezza. Si potrebbe fissare un tetto oltre il quale colpire».

Meno precariato, più contrattazione aziendale. La proposta, fatta da Tremonti e Marcegaglia a Santa Margherita Ligure, chiama in causa la CGIL. Vi convince?
«Inaccettabile. Si mettono insieme cose che non c’entrano pur di ridurre la funzione del contratto nazionale. Ma non è pensabile intaccarlo per assorbire il precariato, proprio perché è lo strumento indispensabile per la tutela di tutti i lavoratori».

Rimanda al mittente lo scambio?
«Ripeto: non è possibile barattare le due cose. Io dico: facciamo una semplificazione, visto che abbiamo 40 modalità di assunzioni. Limitiamo l´uso di stage gratuiti e ripetuti nel privato, ad esempio. Lì si annida una precarietà mascherata. E poi fissiamo le regole per la contrattazione di secondo livello. Va bene combattere la precarietà, ma non al costo di abbassare le regole per tutti e togliere le tutele universali».

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Crisi: a maggio riparte CIG, 500mila in Cassa

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 13, 2011

Crisi: CGIL, a maggio riparte CIG, 500mila in Cassa
L’Osservatorio CIG della CGIL Nazionale fa sapere che, da inizio anno il taglio del salario è di circa 1 miliardo e 650 milioni pari a 3.300 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. La Cassa in deroga e straordinaria sono 80% del totale ore. CGIL, una maturazione evidente della crisi verso una dimensione strutturale che, nel nostro paese, investe ormai centinaia di aziende che non sono in grado di agganciare da sole una possibile ripresa » CGIL: oggi convegno su politiche industriali e innovazione
» Rapporto CIG maggio 2011
13/06/2011da www.cgil.it

Riprende a maggio la corsa della Cassa integrazione (+12,06% su aprile) e cresce il numero di lavoratori parcheggiati in CIG che supera il mezzo milione. Pesanti i riflessi in busta paga: da inizio anno il taglio del salario è di circa 1 miliardo e 650 milioni pari a 3.300 euro in meno per ogni singolo lavoratore. L’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale aggiorna i dati sul ricorso e sugli effetti della Cassa integrazione, rielaborando le rilevazioni dell’INPS, nel rapporto di maggio.

Lo studio del sindacato sottolinea come nel totale del monte ore di Cassa integrazione registrate a maggio, pari a 103.215.824, l’incidenza della straordinaria e di quella in deroga tocchi l’80% relegando così ad un 20% l’utilizzo dello strumento ordinario. Un dato che la CGIL, attraverso il Segretario Confederale, Vincenzo Scudiere, legge come “una maturazione evidente della crisi verso una dimensione strutturale che, nel nostro paese, investe ormai centinaia di aziende che non sono in grado di agganciare da sole una possibile ripresa”. Dei 500mila lavoratori in CIG, infatti, 384mila sono colpiti dalla Cassa stroardinaria e da quella in deroga.

Un’ulteriore conferma di questa ‘strutturale incidenza della crisi’ si ritrova nelle causali di Cassa integrazione straordinaria (CIGS). Si registra, infatti, una sostenuta tendenza all’aumento delle aziende che fanno ricorso ai decreti di CIGS: da inizio anno sono stati 3.277 con una crescita sui primi cinque mesi del 2010 del +11,54% e riguardano 4.858 unità aziendali territoriali (+17,47%). Nel dettaglio delle causali i ricorsi per crisi aziendale, anche se flettono del -4,51%, costituiscono comunque il 63,26% del totale dei decreti. Crescono invece le domande di ricorso al fallimento (+88,50%) mentre quelle che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende sono appena il 6,56% del totale dei decreti.

Dati CIG maggio – Entrando nel dettaglio del rapporto di Corso d’Italia il totale delle ore di cig da inizio anno è di 428.698.761 per un -19,19% sui primi cinque mesi del 2010. Nello specifico la Cassa integrazione ordinaria (CIGO) a maggio si attesta a 19.890.738 ore con un aumento sul mese precedente del +3,34%. Da inizio anno il monte ore è pari a 99.857.209 con una variazione tendenziale del -46,20%. La CIGS, sempre lo scorso mese, segna una consistente crescita su aprile pari ad un +21,96% per un totale di 51.650.239 ore. Da gennaio a maggio del 2011 le ore di CIGS sono state 189.298.690 per un -10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le ore di CIGS, fa notare il rapporto, rappresentano ormai il 50% del monte ore complessivo.

Infine, per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga (CIGD) si registrano aumenti sia sul versante congiunturale che su quello tendenziale. A maggio conta 31.674.847 di ore richieste segnando così un +3,81% su aprile, mentre da inizio anno le ore sono state 139.542.286 per un +3,71% sul periodo gennaio-maggio del 2010. Questi dati testimoniano, afferma Scudiere, “che negli ultimi dodici mesi la richiesta media viaggia costantemente intorno alle 100 milioni di ore mentre le aziende che ricorrono ai decreti di cigs sono oltre 600 ogni mese. La crisi ha raggiunto una dimensione strutturale che va contrastata attraverso un’inversione di marcia possibile agendo definitivamente con politiche economiche mirate”. L’industria, prosegue, “ristagna e non solo non siamo usciti dalla crisi ma questi due anni non sono passati ‘indenni’: settori strategici soffrono e hanno bisogno di strategie politiche perché l’industria possa avere ancora un futuro nel nostro paese”.

Regioni – Sono ancora una volta le regioni del nord quelle dove si è registrato il ricorso più alto alla Cassa integrazione da inizio anno. Dal rapporto dell’Osservatorio CIG della CGIL Nazionale emerge che al primo posto per ore di Cassa integrazione autorizzate c’è la Lombardia con 99.801.343 ore registrate lo scorso mese che corrispondono a 116.590 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 75.730.320 ore per 88.470 lavoratori e il Veneto con 37.311.154 ore di CIG autorizzate per 43.588 lavoratori. Prima in questa classifica tra le regioni del centro c’è il Lazio con 24.855.567 ore che coinvolgono 29.037 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla CIG con 25.507.188 ore per 29.798 lavoratori.

Settori – Anche qui si confermano i trend registrati nei passati mesi. E’ la meccanica il settore in cui si è registrato il ricorso più alto allo strumento della Cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). Secondo il rapporto della CGIL, infatti, sul totale delle ore registrate da gennaio a maggio, la meccanica pesa per 160.286.264, coinvolgendo 187.250 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 48.338.913 ore di CIG autorizzate per 56.471 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 38.446.936 ore e 44.915 lavoratori.

Occupazione e lavoratori in CIG – Nel mese di maggio, considerando un ricorso medio alla CIG, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (11 settimane), risultano essere 1.001.633 i  lavoratori in CIGO, CIGS e in CIGD.  Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 21 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 500.816 lavoratori, di cui 221.000 in CIGS e 163.000 in CIGD. Dai calcoli dell’Osservatorio CIG si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla CIG abbiano perso nel loro reddito 1.643.894.864 euro, pari a 3.282 euro per ogni singolo lavoratore.

Vista la crescita di lavoratori in Cassa in deroga il rapporto precisa che questo dato medio si riferisce ad un lavoratore in CIGS per il primo anno ma in realtà per quelli in CIGD da oltre un anno la percentuale dell’80% di calcolo dell’assegno dell’INPS sul loro salario si abbassa: scende del -10% dopo la prima proroga, del -30% dopo la seconda e del -40% dopo la terza. “Si delinea sempre di più un quadro drammatico per questi lavoratori mentre il governo continua a non prevedere strumenti di sostegno verso i redditi che continuano ad essere sistematicamente ignorati – conclude Scudiere – dalle scelte economiche e sociali del governo”.

Argomenti: CGIL |

Guggiari sul referendum: “Straordinaria prova di civismo”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 13, 2011

La straordinaria prova di civismo che ci siamo consegnati con il voto sui referendum esalta la tenuta democratica di questo Paese e apre definitivamente la strada ad un cambiamento della politica in Italia.
Il superamento del quorum in una proporzione così larga e la vittoria schiacciante dei SI’ in tutti e 4 i referendum chiarisce che la maggioranza degli italiani è per la cosa pubblica e contro ogni discriminazione di fronte alla legge e per una politica rispettosa dell’ambiente.
Ma sono convinto che il popolo abbia chiesto con questo voto anche un cambiamento sostanziale soprattutto sull’attenzione che deve essere dedicata alle condizioni sociali, produttive, economiche ed occupazionali, al superamento delle disuguaglianze – che sono sempre più accentuate a sfavore dei ceti meno abbienti – e per la progressione materiale e morale del Paese.
Ringrazio tutte/i gli/le iscritti/e alla CGIL per l’impegno che hanno messo a sostegno del voto e del SI’ e per realizzare in provincia di Siena una partecipazione di oltre il 66% dell’elettorato, la seconda in Toscana ed una delle più alte in Italia.
Oggi ci siamo consegnati l’alba di un risorgimento per noi ed i nostri figli.

Claudio Guggiari, Segretario Generale CGIL Siena

Siena, 13 giugno 2011

Argomenti: acqua, CGIL, referendum |

CEDOLARE SECCA

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 13, 2011

NOVITA’ – CEDOLARE SECCA

Con questa nuova imposta sugli affitti cambia poco per gli inquilini, mentre invece per i proprietari con redditi medio-alti sono previsti notevoli vantaggi fiscali.
L’unica novità, non da poco, è però la possibilità di colpire la massiccia evasione fiscale che nel settore, secondo analisi recentissime, è quantificabile nell’83,7% dei redditi immobiliari.
Per i proprietari non in regola con la registrazione dei contratti o che dichiarano al fisco un affitto minore, il 6 giugno 2011 è scaduto il termine, fissato dalla legge, per sanare la situazione.
Dai dati in possesso del SUNIA poche situazioni sono state sanate, perché molti proprietari continuano a sperare su assenza di controlli e verifiche fiscali.
Certamente chi non l’ha fatto e permane nell’irregolarità rischia di vedere trasformato il contratto illegittimo in una locazione di durata 4 anni + 4 con un affitto molto contenuto pari a tre volte la rendita catastale, notoriamente assai bassa e non rispondente al valore di mercato dell’immobile.
In questo caso, per godere dei benefici di legge, l’inquilino deve presentare all’Agenzia delle entrate un’apposita denuncia, indicando con precisione l’ubicazione dell’immobile e la sua rendita catastale.
E se non si è a conoscenza dei dati di cui sopra è bene rivolgersi agli uffici del CE.SE.S. (CAAF CGIL senese) per verificare la convenienza e per compilare il modello F24 per versare il primo acconto entro il 6 luglio.

COSA SI DEVE SAPERE

VADEMECUM DEI DIRITTI (…POCHI) E DEI VANTAGGI (…SCARSI) PER L’INQUILINO
SU CEDOLARE SECCA E CONTRATTI IRREGOLARI

CHE FARE DAL 7 GIUGNO 2011
Dal 7 aprile 2011 i proprietari persone fisiche di immobili locati ad uso abitativo possono optare per la cedolare secca sui redditi dagli affitti.

COSA SI DEVE ASPETTARE L’INQUILINO?
• potrà ricevere dal proprietario una comunicazione, tramite lettera raccomandata, con la quale viene informato che lo stesso ha optato per l’applicazione della cedolare secca;
• la comunicazione deve obbligatoriamente contenere la rinuncia del proprietario a richiedere aumenti di qualsiasi natura e titolo per tutto il periodo in cui opta per il nuovo regime fiscale (clausole Istat, aumenti per lavori, aumenti scadenzati nel tempo di canoni e degli oneri accessori se integrati nel canone), altrimenti è inefficace e rende non valida fiscalmente l’opzione. In caso di più proprietari la rinuncia vale comunque per tutti gli aumenti, indipendentemente dal fatto che abbia optato per la cedolare uno solo dei proprietari.

CONTRATTI IN NERO E IRREGOLARI
Il proprietario che ha in corso:
• contratti scritti e non registrati
• contratti non scritti e non registrati
• contratti registrati ma per un importo minore di quello realmente pagato dall’inquilino
• comodati fittizi
aveva sessanta giorni di tempo, a partire dal 6 aprile 2011. Tale termine è scaduto il 6 giugno 2011, pertanto dal 7 giugno i proprietari che non hanno sanato l’irregolarità rischiano pesanti sanzioni.

SANZIONI CHE SCATTANO DAL 7 GIUGNO 2011
Il proprietario che non ha provveduto a registrare entro il 6 giugno queste situazioni di irregolarità del contratto sarà obbligato ad un contratto che ha le seguenti caratteristiche:
• durata 4 anni + 4;
• canone di affitto non superiore al triplo della rendita catastale con aggiornamento Istat del 75% a partire dal secondo anno.

CHE PUO’ FARE L’INQUILINO
• verifica della raccomandata del locatore che opta per la cedolare secca;
• controllo, dal 7 giugno 2011, della mancata sanatoria delle situazioni irregolari da parte del proprietario. L’avvenuta registrazione può essere verificata mediante accesso al cassetto fiscale dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate;
• verifica della rendita catastale dell’immobile locato;
• nel caso di mancata registrazione della locazione da parte del proprietario, registrazione della locazione da parte dell’inquilino, come obbligato in base all’art. 3 comma 8 del D. Lgs. 23/2011. Come previsto dalla circolare 26/E va presentata all’ufficio apposita denuncia in doppio originale unitamente al modello 69 debitamente compilato;
• applicazione del canone come determinato dalla legge;
• eventuali azioni giudiziali.

COSA CAMBIA ECONOMICAMENTE PER L’INQUILINO SE IL PROPRIETARIO OPTA PER LA CEDOLARE
• il canone contrattuale rimane invariato;
• non dovrà più pagare l’imposta di registro e di bollo sulla locazione, per la parte a suo carico;
• non dovrà più pagare, per la parte a suo carico, le imposte di registro e di bollo sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto;
• non dovrà pagare aumenti Istat e ogni altro aumento (per lavori, per incrementi comunque scadenzati, per oneri accessori se conglobati nel canone, ecc.) decorrenti da gennaio 2011. Ove fossero già stati applicati aumenti scattati prima dell’opzione vanno restituite le relative somme già percepite dal proprietario.
• per l’inquilino fiscalmente non cambia nulla.

Gli uffici del CE.SE.S. s.r.l. (CAAF CGIL senese) sono a disposizione per fornirti ulteriori chiarimenti in materia: Siena tel. 0577-254900 – Abbadia San Salvatore tel. 0577-778054 – Colle di Val d’Elsa tel. 0577-924565 – Montepulciano tel. 0578-74141 – Poggibonsi tel. 0577-936165.

Argomenti: CAAF, CE.SE.S., cedolare secca, CGIL |

Lavoro: CGIL, indennità precari fallita, su 34mila domande solo 9mila accolte

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 13, 2011

Lavoro: CGIL, indennità precari fallita, su 34mila domande solo 9mila accolte
La CGIL e il NIdiL CGIL ricordando che dei 200 milioni stanziati ne restano ancora 176 disponibili, come sostenuto dal governo, affermano: “si può quindi dare risposta a tutte le domande finora ricevute e respinte per quei collaboratori che risultino ancora privi di lavoro”, dunque è necessario che “il Governo dia risposte immediate”
10/06/2011

da www.cgil.it

Con poco più di 34mila domande pervenute all’INPS, oltre 24 mila respinte e 9.200 quelle accolte, “si certifica il fallimento dell’indennità ‘una tantum’ per i collaboratori”. E’ quanto denunciano il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, e il Segretario Generale del NIdiL CGIL, Filomena Trizio, riprendendo i numeri forniti ieri dal sottosegretario al Lavoro, Luca Bellotti, nel rispondere ad una interpellanza urgente di Maria Anna Madia del PD per conoscere l’andamento ed il grado di copertura del provvedimento.

Secondo i due dirigenti sindacali “i numeri finalmente forniti dal governo confermano quanto abbiamo più volte denunciato circa l’indennità dei collaboratori: una misura che già più di un anno fa avevamo accusato essere del tutto insufficiente a garantire un sostegno al reddito per tutti quei collaboratori che negli ultimi tre anni, a causa della crisi economica, hanno perso il posto di lavoro”. Il fallimento delle misure adottate, spiegano Fammoni e Trizio, “è sotto gli occhi di tutti e certificate dallo stesso Governo: 34.185 le domande pervenute all’INPS, nel triennio che va dal 2009 fino al 23 maggio di quest’anno, di cui 24.372 respinte e  9.245 quelle accolte”.

Per i due dirigenti sindacali della CGIL “non poteva che essere così, come abbiamo più volte denunciato, a causa di requisiti di accesso assolutamente escludenti: un reddito nell’anno precedente superiore a 5mila euro, che esclude la maggioranza dei contratti; tre mensilità accreditate nell’anno precedente, che lasciano fuori tutti i nuovi assunti; l’estromissione a prescindere dei collaboratori della Pubblica Amministrazioni”. Inoltre, per chi ha potuto godere della misura, “gli importi riconosciuti sono molto bassi: se pensiamo infatti che soltanto tra il 2008 ed il 2009 hanno perso il lavoro oltre 100mila collaboratori a progetto è evidente come dell’indennità abbiano beneficiato soltanto ‘pochi fortunati’ che in media avranno ricevuto dai 2.500 ai 3.000 euro all’anno. Infine, l’informazione sulla misura è stata davvero scarsa”.

“Questa compassionevole sperimentazione, fatta sulla pelle dei più deboli, è definitivamente fallita e va affrontata al più presto il tema della riforma degli ammortizzatori sociali”, sostengono Fammoni e Trizio ricordando che su questo tema la CGIL già da tempo ha messo in campo una sua proposta di riforma “all’insegna dell’inclusività, dell’equità nella contribuzione e della sostenibilità economica”. Infine i due sindacalisti ricordando che dei 200 milioni stanziati tre anni fa ne restano ancora 176 disponibili, citando cifre fornite sempre dal governo. “Si può quindi dare risposta a tutte le domande finora ricevute e respinte per quei collaboratori – rivendicano Fammoni e Trizio – che risultino ancora privi di lavoro. Modificando i criteri per il 2011 a partire dalla urgente necessità di garantire l’accesso ai lavoratori pubblici, atto di giustizia a cui il governo dovrebbe sentirsi obbligato visto che saranno lasciati a casa a seguito dei tagli che ha approvato. Tutto questo, con risorse già stanziate e senza nessun onere aggiuntivo. Dopo che il governo ha certificato questo stato di cose – concludono – sarebbe colpevole se si esimesse dal dare risposte concrete”.

Argomenti: CGIL |

RDB: piena riuscita dello sciopero

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 10, 2011

Le Organizzazioni sindacali FILLEA-CGIL e FILCA-CISL senesi esprimono massima soddisfazione per la piena riuscita dello sciopero indetto per il Gruppo RDB s.p.a.(sistemi costruttivi e componenti per l’edilizia). La partecipazione pressoché totale dei lavoratori dello stabilimento di Montepulciano ha rispecchiato quanto successo anche negli altri stabilimenti RDB di tutto il territorio nazionale.

Soddisfazione amplificata dall’altissima adesione e presenza al presidio effettuato sotto la sede centrale di Pontenure (Piacenza), che ha visto arrivare autobus da tutta Italia e sfilare davanti ai cancelli dell’azienda oltre 600 lavoratori – di cui 50 arrivati da Montepulciano. Oltre ai lavoratori e cassaintegrati erano presenti anche svariate decine di altre persone, una platea variegata che oltre alla scontata presenza di molti sindacalisti ha visto politici, Istituzioni locali e regionali e gente comune che ha voluto portare solidarietà alle maestranze.

Purtroppo vanno però ricordate le motivazioni che hanno promosso la protesta, ovvero la preoccupante crisi di commesse e liquidità che ha colpito il Gruppo RDB e i ritardi dell’Azienda nel concedere un tavolo di confronto sulla situazione finanziaria e occupazionale, tavolo al cui centro dovrà essere posto l’obbiettivo del risanamento, senza mettere in discussione la capacità occupazionale e il mantenimento degli attuali siti produttivi.

Ora l’attenzione delle Organizzazioni sindacali FILLEA-CGIL e FILCA-CISL è rivolta al 24 Giugno, giorno in cui l’Amministratore Delegato dell’Azienda ha dato disponibilità per un incontro congiunto con il Coordinamento nazionale delle R.S.U. per illustrare quanto emerso nel Consiglio di Amministrazione straordinario (che si dovrebbe svolgere oggi) e che dovrà diventare il momento per condividere un percorso comune per uscire dalla crisi.

La complessità della situazione richiede che tale percorso debba vedere unite anche le forze istituzionali territoriali – sia quelle piacentine che quelle senesi – e regionali, al fine di promuovere a livello ministeriale anche l’apertura di un tavolo nazionale.

Le Organizzazioni sindacali FILLEA-CGIL e FILCA-CISL di Siena invitano tutte le istituzioni locali – Comune di Montepulciano e Provincia – e la Regione Toscana a muoversi di concerto affinchè la capacità produttiva e occupazionale del sito produttivo senese non venga messa in discussione, sia per la storia dell’impianto, ma soprattutto per le negative ricadute che potrebbero esserci su un territorio già fortemente colpito dalla crisi e segnato dalla carenza di altri sbocchi occupazionali.

FILLEA CGIL e FILCA CISL Siena

Siena, 10 giugno 2011

Argomenti: aziende, FILLEA, presidio, scioperi, valdichiana |

Guggiari: “Al voto per un nuovo risorgimento italiano”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 10, 2011

Il 12 e 13 giugno il grande movimento democratico che chiede un cambiamento sostanziale nella politica economica sociale e delle condizioni morali di questo Paese segnerà una nuova grande pagina partecipativa per la costruzione del futuro della nostra collettività nazionale.
Sarà la prova che questo nuovo ‘risorgimento italiano’ è contro la privatizzazione dei beni fondamentali alla vita come l’acqua, che si deve impedire una politica energetica nucleare basata su tecnologie insicure, costose ed inquinanti, che tutti i cittadini devono essere uguali davanti alla legge.
Il futuro di noi stessi, e soprattutto dei nostri figli, deve essere affidato ad un contesto che recuperi un sufficente rapporto con l’ambiente e le risorse energetiche (e che di quest’ultime ne rifiuti lo sfruttamento speculativo), al rispetto generalizzato delle regole giuridiche, morali e dei principi contenuti nella nostra Costituzione.
Domenica e lunedì ci ritroveremo tutti alle urne per sottolineare quel civismo che solo può aiutarci a superare il guado.
Buon voto a tutti!

Claudio Guggiari, Segretario Generale CGIL Siena

Siena, 10 giugno 2011

Argomenti: CGIL, referendum |

Domenica e lunedì SI vota SI’ 4 volte

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 10, 2011

 

scarica il volantino in pdf: Vota sì

Argomenti: referendum |

Domani a Siena festa di chiusura della campagna referendaria

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 9, 2011

A Siena venerdì 10 giugno  2011 grande festa in piazza Salimbeni per chiudere in bellezza la campagna referendaria

L’acqua è in festa venerdì 10 giugno! Il Comitato Senese 2 Sì per l’Acqua Bene Comune invita tutta la cittadinanza in piazza Salimbeni, dalle 16 alle 20, alla grande festa di chiusura della campagna referendaria. Sarà un evento gioioso di cui saranno protagonisti in primis i tanti volontari del “popolo dell’acqua”, semplici cittadini in rappresentanza di associazioni e movimenti spontanei attivi sul territorio, animato dalla musica della Scorribanda e dalle Improvvisazioni sull’acqua di Francesco Burroni, Enrico Rustici e Silvia Bruni della compagnia Ares Teatro. Durante tutto il pomeriggio verrà offerto simbolicamente un bicchiere d’acqua – di fonte pubblica naturalmente!
Negli ultimi mesi il Comitato Senese ha organizzato centinaia di iniziative per informare le persone in modo diretto sui 2 quesiti referendari: banchetti nelle piazze, ai mercati, nei luoghi di studio e di lavoro, davanti alle Coop; assemblee pubbliche e incontri a Siena e in tutti i comuni della nostra provincia.
Così è cresciuta l’informazione, la consapevolezza, la voglia di partecipare al voto del 12 e 13 giugno. Così si è formato il popolo dell’acqua, persone e associazioni che hanno come obiettivi quelli di fermare la privatizzazione ed iniziare quanto prima la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Su queste basi si è creato un vasto movimento trasversale che, insieme alle associazioni del Comitato promotore, abbraccia parti significative del mondo cattolico, come le Acli ed il vescovo Rodolfo Cetoloni, sindacati dei lavoratori come la Cgil, alcune delle grandi Coop di consumo come Unicoop Firenze e Coop Centroitalia. Da ultimo ha preso posizione favorevole al “sì” anche gran parte del PD senese. Un risultato straordinario che si trasformerà – ce lo auguriamo e lo avvertiamo nell’aria di cambiamento che emerge dai colloqui con le persone – nel raggiungimento del quorum nella nostra provincia. Perché si scrive acqua ma si legge democrazia. E, oggi, anche futuro.
Insieme al Comitato Senese parteciperanno le tante associazioni che hanno condotto la campagna per l’acqua bene comune: CGIL Siena, ARCI Siena, Associazione Il Lavoro Culturale, Acu, Atelier vantaggio donna, Attac Chiantivaldelsa, Cantieri soc.li per Cast. B.ga, Legambiente Siena, Circolo decresc. chianti, Mani Tese, Rete gas senesi, Federconsumatori Siena, Ass. cult. Serpe Regolo, Amici del Guatemala, RdB Siena, Wwf Siena, Meetup B. Grillo Siena, DAS, Unione univ. Link, Comit. Valdich. sen. per acqua publica, Auser compren. Siena, Casole nostra, Forum contro art.15, Acli prov.li Siena, Ass. cult. Don Chisciotte, Italia Nostra Siena, Prog. Vivere Vegan.

Argomenti: acqua, CGIL, referendum |

Camusso, sì ad accordi che siano validi per tutti

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 8, 2011

Camusso, sì ad accordi che siano validi per tutti
“Criteri oggettivi e democratici per misurare la rappresentatività” così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso in un’intervista a ‘Il Sole 24 ore’. Solo in questo modo, avverte la leader sindacale, “si può assicurare certezza contrattuale a lavoratori e imprese”
08/06/2011

da www.cgil.it

“La validità erga omnes degli accordi è un obiettivo condiviso. Ma per assicurare certezza contrattuale a lavoratori e imprese il sistema di misurazione della rappresentanza va costruito intorno a criteri validi: la base di partenza è il documento unitario del 2008, con il mix tra iscritti e voti ottenuti alle elezioni delle Rsu, sul modello di quanto fatto per il pubblico impiego”. Il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, rilancia sul tema della rappresentanza, giudicando un ‘errore’ l’annuncio del numero uno della UIL (si veda ‘Il Sole 24 ore’ di ieri) che si è detto pronto alla disdetta dell’accordo del 1993 quello raggiunto il 23 luglio tra sindacati, Confindustria e governo Ciampi che fu modello per il successivo accordo interconfederale dello dicembre 1993 sulla costituzione delle Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie.

Segretario perchè considera un errore la disdetta dell’accordo del 1993 annunciata da Angeletti che vuole risolvere il tema della rappresentanza con la certificazione degli iscritti? Il documento elaborato nel 2008 insieme a CISL e UIL ha come riferimento proprio quell’accordo del 1993 che Angeletti vuole disdettare. È un errore pensare di sostituirlo con la sola certificazione degli iscritti, perchè sarebbe continuamente a rischio la tenuta di intese che riguardano la totalità dei lavoratori di un’impresa, se l’approvazione venisse affidata ad una ristretta minoranza di iscritti al sindacato. Il documento unitario prevedeva l’estensione delle Rsu costituite in base ai voti ottenuti alle elezioni che sono ben diverse dalle rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) nominate, invece, in misura paritetica dai sindacati a prescindere dal sostegno che hanno tra i lavoratori.

Lei richiama il documento unitario del 2008, ma come replica a CISL e UIL che vi hanno chiamato in causa per averlo superato con la nuova proposta approvata dal direttivo del maggio scorso? Rispedisco al mittente l’accusa ricordando che la proposta della CGIL si occupa di come intervenire in presenza di intese separate, possibilmente favorendo soluzioni unitarie. È un tema divenuto di grande attualità a partire dall’accordo separato del 22 gennaio del 2009 sul modello contrattuale, che rappresenta un grave vulnus. CISL e UIL sbagliano se pensano di continuare in questa direzione, affidando ad un intervento illegittimo del ministro la possibilità di stabilire quale sindacato sia più rappresentativo e che ciò possa determinare l’efficacia degli accordi firmati.

Ma come pensa di rispondere alla richiesta che arriva dagli imprenditori che considerano prioritaria la certezza che se un accordo firmato ha il sostegno della maggioranza esso debba valere per tutti. La risposta è in un’intesa sulla misurazione della rappresentanza basata su criteri oggettivi e democratici. Sono convinta vi sia una stretta connessione tra la validità erga omnes e l’esigibilità degli accordi, a condizione ovviamente che ciò valga sia per le imprese che per i sindacati. Ma a Confindustria ricordo che c’è una forte relazione tra il volere una politica della crescita e l’avere un modello condiviso delle regole, che non è garantito dal solo consenso delle organizzazioni sindacali, ma anche dal sostegno dei lavoratori. Non bisogna proseguire nel solco delle divisioni, bisogna piuttosto mobilitare tutte le energie positive.

È favorevole ad un avviso comune sulla rappresentanza? Non serve un avviso comune, ma un accordo tra le parti sociali che possa essere recepito dal Parlamento con un successivo intervento legislativo.

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