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Floramiata: grande preoccupazione di sindacati e lavoratori

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 10, 2011

Le Organizzazioni Sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, unitamente alla RSA e a tutti i lavoratori di Floramiata, esprimono grande preoccupazione per il futuro e la sopravvivenza dell’Azienda.

Tale preoccupazione, espressa anche nell’assemblea di ieri, deriva dal fatto che a tutt’oggi non sono stati definiti gli accordi per la fornitura di calore a Floramiata; nonostante gli incontri che si sono svolti fra Enel e l’Azienda, non tutti i nodi sono stati sciolti e l’accordo non è stato raggiunto. Ciò significa grande incertezza per l’Azienda e per il futuro degli oltre 250 lavoratori e delle loro famiglie.

Riteniamo che le Istituzioni, che tanto si sono adoperate per la realizzazione di questa importante infrastruttura, oggi debbano ancora spendersi affinchè la trattativa in corso fra Enel e Floramiata, che riguarda le condizioni di fornitura del calore, possa concludersi rapidamente e trovare soluzioni che garantiscano il futuro ai lavoratori e alle lavoratrici, diretti ed indiretti. Diversamente la situazione sarebbe gravemente compromessa.

I tempi sono molto stretti, sia per l’imminente operatività del nuovo vapordotto, sia perchè con l’abbassarsi delle temperature, se l’allaccio con Floramiata non avverrà, le serre saranno riscaldate con il gasolio, con dei costi insostenibili che potrebbero significare la chiusura dello stabilimento.

L’assemblea dei lavoratori, perciò, invita le Istituzioni ad adoperarsi ancora una volta affinchè le questioni irrisolte possano rapidamente essere definite, anche perchè sarebbe paradossale che arrivati ad oggi, quando importanti scelte del territorio sono state già compiute, Floramiata non fosse più in grado di proseguire la sua attività. Ricordiamo che le scelte fatte a suo tempo sono state compiute anche in funzione del mantenimento dell’Azienda e dell’occupazione e non vorremmo che per questioni relative alle condizioni di fornitura fra Enel e Floramiata tutto il percorso costruito fosse vanificato.

Le Organizzazioni Sindacali provinciali hanno chiesto un tavolo urgente con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, l’Azienda ed Enel al fine di fare chiarezza e contribuire alla ricerca di una soluzione positiva in tempi brevi.

Inoltre Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, congiuntamente a tutti i lavoratori, respingono con forza la proposta da parte dell’Azienda della cassa integrazione ed il blocco degli avventizi. Questa decisione è inaccettabile e non risolverebbe la situazione, anzi la complicherebbe ulteriormente portando ad un danneggiamento della produzione e mettendo in serio pericolo l’attività futura dell’Azienda.

Le Organizzazioni Sindacali ed i lavoratori chiedono un impegno e un ulteriore sforzo a Floramiata nella trattativa con Enel e nel mostrare le proprie capacità imprenditoriali.

I lavoratori, nel dichiarare l’apertura dello stato di mobilitazione, non esiteranno a mettere in campo tutte le ulteriori iniziative che si renderanno necessarie per l’occupazione ed il mantenimento dei posti di lavoro.

Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Siena

Siena, 9 agosto 2011

Argomenti: amiata, aziende, FLAI |

Crisi: crescita e occupazione, le controproposte della CGIL

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 10, 2011

Crisi: crescita e occupazione, le controproposte della CGIL
Le misure alternative da presentare domani a palazzo Chigi: “radicalmente diverse dal carattere iniquo delle misure allo studio del governo”. Un pacchetto di provvedimenti che, nella necessità di rivedere le ciniche iniquità della manovra, danno un taglio alla correzione di bilancio “più equo guardando alla crescita e all’occupazione”
» Le controproposte della CGIL – ‘Più equità, contro il cinismo del governo’
» Il punto della CGIL sulla crisi e sugli ultimi sviluppi
09/08/2011 da www.cgil.it

Un piano strutturale di lotta all’evasione fiscale e al sommerso, un’imposta sui grandi immobili e una ordinaria sulle grandi ricchezze, l’armonizzazione a livello europeo della tassazione sulle rendite finanziarie, la riduzione dei costi della Politica e l’aumento della tassa di successione per avviare un intervento di natura straordinaria per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Queste in estrema sintesi le proposte che la CGIL avanzerà al tavolo di domani a palazzo Chigi e “radicalmente diverse dal carattere iniquo delle misure allo studio del governo”. Un pacchetto di provvedimenti che, nella necessità di rivedere le ciniche iniquità della manovra, danno un taglio alla correzione di bilancio “più equo guardando alla crescita e all’occupazione”.

Tra le proposte la CGIL ribadisce la necessità “indispensabile di sapere esattamente cosa sia richiesto all’Italia nella lettera della BCE e come il governo abbia intenzione di rispondere” perchè “solo in trasparenza si può esercitare la democrazia, cosicchè ogni forza sociale o politica e, più in generale, il Paese possa esprimere la propria opinione”. Infine il sindacato guidato da Susanna Camusso, a premessa delle proprie proposte, conferma “che le questioni legate alle relazioni industriali, alla contrattazione e al mercato del lavoro riguardano le parti sociali, non il governo”.

Pubblichiamo il documento con nel dettaglio le controproposte della CGIL

Argomenti: CGIL |

Presidio RSA Sinalunga di domani: revocato

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 9, 2011

A seguito della lettera del Comune di Sinalunga pervenutaci oggi in cui l’Amministrazione si impegna a chiedere la sospensione dell’aumento delle rette previsto dall’Azienda Servizi alla Persona a partire dal mese di luglio, a discutere con lo stesso CdA dell’ASP la soluzione del problema e ad aprire un tavolo di confronto con i sindacati, valutata inoltre la lettera inviata dal Comune alla stessa ASP e la convocazione per domani pomeriggio alle ore 18 del CdA dell’ASP in cui vi sarebbe l’impegno a soddisfare la richiesta avanzata dall’Amministrazione comunale, le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL, SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL di Siena decidono di sospendere la manifestazione prevista per domani mattina presso la RSA di Poggio Baldino.

Vogliamo sperare che questa vicenda si chiuda non solo con la sospensione fino al 31 dicembre p.v. dell’aumento previsto dal 1° luglio, ma anche con la revoca della decisione e che si possa aprire un confronto che, come era contenuto nella delibera della Società della Salute, consenta un esame sereno al fine di ridefinire una politica delle tariffe oggi molto disomogenea tra le RR.SS.AA della Valdichiana.

Come Organizzazioni Sindacali restiamo sempre disponibili al confronto, ci auspichiamo che non vi siano ripensamenti da parte degli Amministratori e che si possa giungere ad una positiva conclusione della vertenza nell’interesse di tutti ed in primo luogo dei cittadini che usufruiscono dei servizi sociali.

CGIL, CISL, UIL, SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL di Siena

Siena, 9 agosto 2011

Argomenti: CGIL, pensionati, SPI, valdichiana |

Pensioni: misure crude da respingere

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 9, 2011

Pensioni: misure crude da respingere
La Confederazione avverte che con le ipotesi al vaglio del Governo in materia previdenziale per far fronte alla crisi “all’iniquità si aggiunge ulteriore iniquità” perchè “producono ingiustizie e approfondiscono le diseguaglianze”. Bisogna invece “recuperare le risorse necessarie dall’evasione, dalle grandi ricchezze e dalle rendite” » Crisi: SPI CGIL, basta colpire anziani e pensionati. Governo allo sbando e incapace
09/08/2011 da www.cgil.it

“Una manovra nata iniqua e che diventa ancora più cruda adottando misure che produrranno ingiustizie e diseguaglianze da respingere”. E’ quanto afferma il Segretario Confederale della CGIL, Vera Lamonica, commentando le ipotesi allo studio del governo, in materia previdenziale, per far fronte alla crisi.

Blocco delle pensioni di anzianità per 12-18 mesi; anticipo, già nel 2012, delle norme di allungamento dell’età pensionabile per le donne, ma anche un possibile anticipo dal 2013 al 2012 della riforma che aggancia l’età pensionabile alle aspettative di vita. Per quanto riguarda le pensioni di anzianità le ipotesi vanno da un blocco totale per un anno o 18 mesi ad un innalzamento dei requisiti, ossia la quota che somma età anagrafica a età pensionabile potrebbe essere portata nel 2013 da 97 a 100. Un’accelerazione dei tempi riguarderebbe invece l’allungamento dell’età pensionabile per le donne che potrebbe aumentare di un anno già a partire dal 2012, per poi aumentare un anno ogni due. E non più di un mese a partire dal 2020 per arrivare a 65 anni nel 2032, come previsto dalla manovra. Sempre tra le ipotesi al vaglio l’anticipo dal 2013 al 2012 della riforma che aggancia l’età pensionabile alle aspettative di vita, con la necessità dunque di lavorare tre mesi in più già a partire dal prossimo anno.

Sono queste le misure che il Governo sta rispolverando per far fronte alla crisi, e in merito alle quali Lamonica osserva come “all’iniquità si aggiunge ulteriore iniquità”. Si intravede infatti, spiega la dirigente sindacale “di cosa sarà fatto l’anticipo di bilancio: un ulteriore colpo alle pensioni di anzianità e l’adozione immediata di provvedimenti, già previsti dalla manovra”. Come, ricorda Lamonica “l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel privato e i tagli indiscriminati a tutto il territorio dell’assistenza: dall’indennità di accompagnamento, a quelle di invalidità e di reversibilità”.

Secondo la dirigente sindacale i provvedimenti al vaglio del Governo “sono misure da respingere”, perchè avverte Lamonica “producono ingiustizie e approfondiscono le diseguaglianze. Anziché colpire ancora una volta pensioni e assistenza – conclude – si recuperino le risorse necessarie dall’evasione, dalle grandi ricchezze e dalle rendite”.

Argomenti: CGIL |

Il punto della CGIL sulla crisi e sugli ultimi sviluppi

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 9, 2011

Il punto della CGIL sulla crisi e sugli ultimi sviluppi
Dall’approvazione della manovra, passando per il crollo delle borse e le tensioni sul debito, fino ad arrivare all’incontro tra governo e parti sociali del 4 agosto e le misure annunciate dal premier e dal ministro dell’Economia il giorno dopo, la CGIL fa sintesi di quanto avvenuto e delle sue rivendicazioni
08/08/2011 da www.cgil.it

Che la crisi economica sia grave, che la manovra di Tremonti sia iniqua e inefficace insieme e che il Governo sia palesemente incapace di affrontare l’emergenza del Paese la CGIL lo dice da molti mesi. Nell’incontro del 4 agosto tutto ciò è apparso ancora più palese ed evidente. Proposte annuncio, tentativi dei vari ministri di ritrovare un loro protagonismo, il leader che faceva battute e si distraeva, probabilmente non più interessato dal mondo reale.

Oggi la questione economica e quella politica sono diventate la stessa cosa. Non ci sarà né risanamento, né riequilibrio dei conti, né crescita, né tantomeno equità con il Governo in carica. Non spetterebbe a noi dirlo ma questa è la triste realtà dei fatti: senza un cambiamento politico a breve l’Italia non uscirà dall’emergenza.

Tuttavia una organizzazione sindacale come la CGIL ha il dovere oggi, come sempre in passato, di elaborare proposte chiunque sia l’interlocutore democraticamente eletto e sostenere le proprie rivendicazioni mobilitando le sue forze,  con l’obiettivo di tutelare i lavoratori in una prospettiva di miglioramento generale.

Per questo motivo abbiamo deciso di confrontarci con le altre forze sociali ed economiche che condividevano con noi almeno l’analisi sulla gravità della situazione e sull’inefficacia della manovra. Per questo stesso motivo siamo andati al confronto a Palazzo Chigi: concordando alcuni punti con le altre parti sociali e mantenendo le nostre obiezioni su alcune richieste di Confindustria consideriamo sbagliate come le privatizzazioni delle aziende locali di servizio, la svendita del patrimonio pubblico, la pretesa cancellazione di questa o quella istituzione (che implicherebbe, non dimentichiamolo, un cambiamento della Costituzione).

Su questi temi avremmo voluto che a Palazzo Chigi ci fossero anche le rappresentanze delle Regioni e degli Enti Locali ma il Governo ha preferito escluderli.

Abbiamo inoltre insistito, sia con le parti sociali che a Palazzo Chigi, sulla necessità di approntare con urgenza un piano energetico per abbassare i costi dell’energia per le famiglie e le imprese e un piano straordinario per l’occupazione giovanile, come sulla riforma fiscale e l’evasione. Ma niente di ciò che è concreto e fattibile sembra interessare l’Esecutivo.

Andando a quei confronti abbiamo voluto avvertire Confindustria, le altre parti sociali e soprattutto CISL e UIL che se si fosse riproposto il tentativo di legiferare in materia sindacale da parte del Ministro Sacconi (facendo oggi in emergenza quello che non è riuscito a fare a novembre e che le parti sociali hanno di nuovo respinto con l’ipotesi di accordo del 28 giugno) noi avremmo considerato esaurito il tentativo di discutere con il Governo di provvedimenti di emergenza.

Così è accaduto. Null’altro è uscito da parte del Governo se non l’idea di una presunta riforma della legislazione del lavoro e di una anticipazione della manovra. Consideriamo entrambi questi intendimenti deleteri per il Paese. L’Italia soffre di un eccesso di precarizzazione e impoverimento del lavoro e non di rigidità sindacali che ne impediscono la crescita. Anticipare i tagli vuol dire portare il Paese verso la recessione e colpire ancora di più i redditi dei lavoratori e dei pensionati, i consumi e gli investimenti. Che ce lo chieda la BCE non cambia il fatto. La BCE chiede una manovra più incisiva, noi chiediamo una manovra più equa e che aiuti la crescita con entrate fiscali straordinarie a carico dei ceti più ricchi e non ancora una volta a scapito del lavoro.

Il Ministro Sacconi poi, con un accanimento degno di miglior causa, ha deciso di correre al capezzale della Fiat cercando di risolvere per legge quello che Fiat  non è riuscita a fare con il suo decisionismo manageriale. Fiat  ha prodotto uno scontro sindacale epocale e ora chiede al Ministro ossequiente l’iniziativa legislativa. Per la CGIL non è una strada percorribile.

Non c’è bisogno di aggiungere che la CGIL, come deciso nell’ultimo Direttivo, intende cambiare la manovra del Governo e sta elaborando una piattaforma alternativa che, mantenendo intatti i saldi, recupera altrimenti risorse maggiori da investire nella crescita. Con questa proposta saremo in campo nelle prossime settimane, quando si comprenderanno i danni prodotti dalll’intervento del Governo.

Ma tutto questo era sino a ieri. Oggi l’Europa ci detta l’agenda e il Governo è obbligato a recepirla. Ciò conferma l’inutilità di incontri come quelli voluti dal Ministro del Welfare. È indispensabile che il Governo convochi parti sociali, Regioni e Enti locali, spieghi cosa ci chiede la BCE, renda pubblica la lettera della BCE, e dica cosa ha intenzione di fare. In modo che ogni italiano capisca qual è la situazione reale e ogni forza sociale e politica possa dire i propri sì e i propri no. Poi tocca al Governo assumersi le responsabilità di decidere e alle parti sociali la propria libera iniziativa.

Per quanto riguarda la CGIL, come abbiamo già detto, è indispensabile un prelievo più equo che tocchi le grandi ricchezze, unito a interventi di crescita. Chiediamo un piano straordinario di assunzione di giovani e tagli dei costi della politica e dei costi di funzionamento delle istituzioni concordati con le Regioni e i Comuni. Domani renderemo pubblica una proposta compiuta.

La condizione perché si continui il confronto è che sia possibile cancellare le iniquità cinicamente previste dalla manovra del governo.

La CGIL comprende e rispetta gli appelli alla coesione del Capo dello Stato, ormai unica autorità istituzionale e morale a salvaguardia del Paese. In questa luce la CGIL dirà con coerenza e trasparenza ciò che ritiene giusto e accettabile e ciò che secondo le nostre valutazioni non lo è.

Argomenti: CGIL |

Lo Statuto dei lavori è ideologico e inaccettabile

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 9, 2011

Lavoro: CGIL, statuto dei lavori è ideologico e inaccettabile
Per la Confederazione al centro dell’ipotesi di ‘Statuto dei lavori’ del ministro Sacconi vi sono due concetti: “derogabilità e riduzione dei diritti”. Il rischio è quello di un modello in cui “vince chi deroga di più determinando un inaccettabile assetto sociale che fa a pugni con qualunque ipotesi di autonomia del diritto rispetto alle leggi della concorrenza”
08/08/2011 da www.cgil.it

“Il principio fondante lo ‘Stauto dei lavori’ è assolutamente inaccettabile” e cioè quando stabilisce che i diritti debbano discendere dalla tipologia di impiego. “E’ un assunto per noi assolutamente non accoglibile”. E’ quanto afferma il responsabile del dipartimento mercato del lavoro della CGIL Nazionale, Claudio Treves, commentando l’ipotesi che la riforma del mercato del lavoro nasconda la modifica dello ‘Statuto dei lavoratori’.

La riforma della legge 300, “così come intesa dal ministro Sacconi”, per il sindacalista di corso d’Italia “assume come centralità il dogma che il lavoro flessibile incoraggi l’impresa ad assumere”. Quindi, si sostiene, sottolinea Treves “più il lavoro si rende tale e più le imprese saranno invogliate ad assumere, fino ad immaginare una struttura del diritto del lavoro fatta di un nucleo limitatissimo di diritti inderogabili mentre tutto il resto – avverte – verrà rimesso alla derogabilità così definita a tutti i livelli contrattuali e senza alcuna gerarchia”. Il che, precisa il dirigente sindacale, “è l’esatto opposto di quanto stabilisce l’accordo del 28 giugno che invece ristabilisce la gerarchia delle fonti e in questa assume la centralità del contratto nazionale come strumento regolatore”.

Inoltre, secondo Treves, la cosa “devastante” in quel progetto, oltre “il nulla di cui sono composte le due paginette scarse”, spiega il sindacalista, è “la previsione, del tutto ideologica, che è la riduzione del 50% della legislazione del lavoro e la derogabilità, tolti i diritti definiti dalle convenzioni internazionali, a qualunque livello”. Un fatto che, aggiunge Treves “potrebbe scatenare una corsa verso il basso” perchè, spiega il dirigente sindacale “ad ogni derogabilità di una azienda corrisponderà una pressione proveniente da un’altra azienda per avere più derogabilità rispetto alla prima”. Insomma, conclude Treves, “si produrrà un modello dove vince chi deroga di più determinando un inaccettabile assetto sociale che fa a pugni con qualunque ipotesi di autonomia del diritto rispetto alle leggi della concorrenza”.

Argomenti: CGIL |

AUMENTANO LE RETTE ALL’ASP DI SINALUNGA

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 8, 2011

AUMENTANO LE RETTE ALL’ASP DI SINALUNGA
 
Le scriventi OO.SS. sono venute casualmente a conoscenza che l’Azienda Servizi alla Persona “Istituto Maria Redditi”  che riunisce i Comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda ha deliberato dal 1 di Luglio un ulteriore aumento di 2,50 euro dopo che dal 1 Gennaio 2011 avevano incrementato la retta per gli ospiti delle proprie R.S.A di ulteriori 2,50 euro. Vogliamo evidenziare come per gli ospiti o i relativi familiari tale aumento significhi 1825 euro in più all’anno. Ogni altra considerazione è superflua.
 
Vale la pena ripercorrere cosa è successo in questi mesi per evidenziare come ci si trovi in presenza di una situazione che si fa fatica a credere si sia invece realizzata.
 
I fatti:
– l’Asp a novembre dello scorso anno ha deciso, con propria delibera, di procedere ad un aumento delle quote sociali per le RSA di complessivi 5 euro tra gennaio e luglio del 2011;
– le OO.SS. nel corso dei primi mesi dell’anno hanno avviato una serie di incontri con alcuni sindaci in rappresentanza della S.d.S. e con il Presidente della Conferenza dei Sindaci della Valdichiana per chiedere la sospensione del secondo aumento previsto per luglio, tale richiesta successivamente viene accettata;
– nell’adunanza del 17 giugno 2011 la Giunta Esecutiva della Società della Salute della Valdichiana ha recepito la richiesta delle OO.SS. tanto che ha deliberato “a valutare e condividere con i gestori delle RR.SS.AA i criteri adottati per la determinazione delle quote sociali … poiché è stata evidenziata una sostanziale disomogeneità … nel periodo di valutazione e comunque non oltre il 31.12.11 si impegna a mantenere inalterate le quote sociali in vigore alla data odierna”.
 
Le riflessioni:
– tra Conferenza dei Sindaci e OO.SS. si è raggiunto un accordo in cui si sospendeva temporaneamente il secondo aumento e la S.d.S. ha recepito tale accordo con un atto di indirizzo, il Presidente e il Consiglio di Amministrazione dell’Asp hanno completamente disatteso le linee di indirizzo assunte nella delibera S.d.S del 17.06.2011.
– per quanto ci riguarda come sindacati ci sentiamo presi in giro e consideriamo inaccettabile che a fronte di un accordo si faccia carta straccia.  Proprio qui sta il punto di domanda, hanno valore gli accordi che si raggiungono con la Conferenza dei Sindaci?  Per quanto ci riguarda come sindacato siamo abituati a rispettare gli accordi e come tale esigiamo che sia fatto altrettanto.
– un ulteriore domanda, ma che rapporto lega la Conferenza dei Sindaci, la S.d.S. e l’ASP “Istituto Maria Redditi di Sinalunga” visto che quest’ultima si permette di ignorare le delibere e gli indirizzi delle Istituzioni della Valdichiana e visto anche che l’ASP è costituita dai Comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda?
 
Conclusioni:
–         le scriventi OO.SS. chiedono l’immediato ritiro della decisione di aumentare le rette da parte dell’ASP così come concordato con i sindaci;
–         proclamiamo un primo momento di lotta per MERCOLEDI 10 AGOSTO alle 10,30 con manifestazione davanti alla RSA di Poggio Baldino per protestare contro la decisione assunta dall’ASP e contro la stessa Conferenza dei Sindaci incapaci di far rispettare gli accordi che essi stessi sottoscrivono.
–         restiamo a disposizione per un incontro in qualsiasi momento anche per affrontare fin da ora le verifiche che l’accordo conteneva, il nostro interesse è risolvere i problemi, ci auguriamo che le istituzioni della Valdichiana la pensino allo stesso modo.  
 
CGIL CISL UIL Siena – SPI CGIL  FNP CISL  UILP UIL Siena

Argomenti: CGIL, pensionati, SPI, valdichiana |

Chiusura estiva sedi CGIL Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 8, 2011

Vi informiamo che le nostre sedi rimarranno CHIUSE

da MARTEDI’ 16 AGOSTO a VENERDI’ 19 AGOSTO

riapriranno LUNEDI’ 22/08/2011

Argomenti: camere del lavoro, CGIL |

Crisi: Camusso, il conto salirà a 36 miliardi Tremonti ci dica dove li troverà

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 8, 2011

Crisi: Camusso, il conto salirà a 36 miliardi Tremonti ci dica dove li troverà
Il Segretario Generale della CGIL in una intervista al quotidiano ‘la Repubblica’ afferma: “abbiamo diritto alla trasparenza, Berlusconi renda nota la lettera della BCE”. La leader della CGIL avverte “sono sempre più convinta che questo governo sia parte del problema. E si continuano a raccontare bugie e a tentare di dividere le parti sociali”
» Incontro tra Parti Sociali del 4 agosto 2011 – Nota della Segreteria Generale della CGIL
08/08/2011 da www.cgil.it

Il governo ci deve dire «se viviamo in un Paese commissariato e senza autonomia» e deve chiarire «quali sono le condizioni poste dalla BCE per acquistare i bond italiani». Susanna Camusso, leader della CGIL, ritiene che «l’insistente notizia» di una lettera scritta dalla Banca centrale europea a Berlusconi apra «un problema di democrazia».

Lei cosa chiede?
«Che quel testo sia pubblicato senza omissioni, così ognuno potrà valutare a che punto è la crisi senza il velo delle continue menzogne del governo».

Secondo lei a che punto è la crisi?
«Al punto che la BCE detta cosa fare e quando fare, in un’ottica – immagino – monetarista e di tagli al welfare. E al punto che anticipare l’equilibrio di bilancio con una manovra come questa, a crescita zero, ci costerà un altro punto di Pil, quindi fra i 16 e i 18 miliardi, oltre ai venti già previsti. Tremonti ci ha detto che è solo questione di tempi, ma ora ci deve dire anche qual è il costo aggiuntivo di questi tempi».

La BCE, comunque sia, vuole quell’anticipo e ieri anche Francia e Germania hanno giudicato positive quelle misure. Alla CGIL non piacciono, ma come opporsi al volere dell’Europa?
«È ormai evidente che il tema che ci viene imposto è quello delle entrate. Ma non è con una partita secca, giocata solo su questi termini, che usciremo dalla crisi: così si crea depressione e squilibrio. Continuo a pensare che non si possa fare una politica delle entrate senza equità e senza nulla chiedere a quella parte del Paese che potrebbe pagare di più».

Quindi se ci fosse anche la tassazione sui grandi patrimoni la manovra sarebbe accettabile?
«Diciamo che una tassa straordinaria di quel genere garantirebbe il recuperare molte risorse e così facendo permetterebbe di abbassare gli squilibri».

Le altri parti sociali, soprattutto le imprese, sono d’accordo sulla patrimoniale?
«L’idea si fa strada, e già qualche mese fa ne aveva parlato anche Assonime, l’associazione delle società per azioni. Ma vedo che si fa strada anche l’idea di una tracciabilità dei capitali già dai 300-500 euro. Non è che chi ha più ricchezze sia diventato improvvisamente generoso: ha semplicemente realizzato che la depressione sarebbe un disastro per tutti, non solo per lavoratori dipendenti e pensionati. La realtà è che qui ci stanno chiedendo di svendere pezzi del Paese, siamo trattati ormai come la Grecia».

Visto che siamo commissariati e ancora così importante cambiare governo?
«Sono sempre più convinta che questo governo sia parte del problema. Tra l’altro gli atteggiamenti non cambiano: si raccontano bugie e si tenta di dividere le parti sociali».

A chi si riferisce?
«Al ministro Sacconi che cerca di approfittare della situazione per limitare i diritti del lavoro e intervenire su accordi già firmati. E ciò nonostante le parti sociali gli abbiano detto che su quei temi fanno da sole».

Argomenti: CGIL |

Crisi: Camusso, anticipare questa manovra significa uccidere il Paese

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 8, 2011

Crisi: Camusso, anticipare questa manovra significa uccidere il Paese
In una intervista al quotidiano ‘l’Unità’ il Segretario Generale della CGIL ricorda come con la manovra del Governo “circa 24 miliardi reperiti eliminando gli sgravi per il lavoro e per la famiglia. Ai grandi patrimoni non si chiede nulla. È inaccettabile”
» CGIL chiede trasparenza su comunicazioni BCE
» Incontro tra Parti Sociali del 4 agosto 2011 – Nota della Segreteria Generale della CGIL
» Camusso, l’esecutivo nega le sue responsabilità, necessario un cambio al vertice – Intervista su ‘la Repubblica’
» La fiducia può tornare solo riducendo le diseguaglianze – Articolo del Segretario Generale della CGIL su ‘l’Unità’
06/08/2011 da www.cgil.it

Con questo governo, con questa manovra, non è possibile nessun patto sociale. Altro che coesione: loro fanno pagare sempre gli stessi e rompono l’equilibrio sociale. Accade anche con l’ultima manovra, che noi non chiediamo affatto di anticipare, ma di cambiare». Susanna Camusso smonta i troppo facili entusiasmi che qualche ministro (tipo Sacconi) ha espresso a margine dell’incontro del governo con le parti sociali.

«Non ci hanno mostrato nessuna disconitnuità, anzi. Lo schema del governo è stato lo stesso di sempre». Per la leader CGIL c’è un’incapacità strutturale dell’esecutivo nell’affrontare la crisi mondiale: «Qualsiasi cosa facciano, sarebbero costretti ad ammettere che finora si sono sbagliati, cosa che non possono fare. Così stanno fermi». Intanto si diffondono voci di un intervento in pieno agosto e dopo qualche minuto piomba nello studio al quarto piano di Corso d’Italia la conferenza stampa del premier con il ministro del Tesoro.

Si pensa di anticipare la manovra, proprio quello che non volete…
«È l’ennesimo disastro. Fino a ieri il governo negava la crisi. Oggi fa due operazioni: risponde agli ordini europei, ribadisce la politica iniqua e conferma la volontà di dividere. Di fatto fa il contrario di quello che ha sollecitato il presidente della Repubblica e il contrario di quanto abbiamo chiesto noi al tavolo, dove si puntava sulla crescita».

Quando c’è una crisi nessuno sfugge ai sacrifici. fu lo stesso nel ‘92-‘93.
«A differenza di quanto avvenne durante la crisi del 92-93, oggi noi abbiamo già dato. Finora hanno pagato sempre le fasce medio-basse. Allora decidemmo insieme al governo e avevamo un obiettivo chiaro, quello di entrare in Europa. E quel passaggio fu fatto all’insegna dell’equità, con sacrifici chiesti anche ai più ricchi. Oggi invece i lavoratori hanno preso solo schiaffi. Per noi la premessa necessaria è che non paghino più solo i lavoratori e i pensionati. Invece nella manovra che oggi si vuole anticipare si capisce molto chiaramente che i 4 miliardi nel 2013 (oggi già l’anno prossimo) e gli altri 20 nel 2014 (anticipati al 2013) verranno reperiti con una stretta senza precedenti sulle agevolazioni che per la maggior parte sono destinate ai dipendenti e alla famiglia (a proposito di famiglia), mentre sull’assistenza si aggredisce l’ultimo aiuto che è rimasto, per la non autosufficienza, dopo lo svuotamento di tutti i fondi. Per questo diciamo che anticipare questa manovra significa ammazzare il Paese. È importante che tutta l’opposizione dica chiaramente questa cosa. La CGIL non rinuncerà a cambiare la manovra e a partire da settembre riprenderà la mobilitazione per cambiarla sulla base della nostra controproposta».

Il governo parla anche di un testo sul lavoro.
«È sempre la stessa scelta: la volontà di dividere. Quando ce ne hanno parlato al tavolo tutti hanno risposto: no grazie».

Pensa che quell’accenno allo statuto dei lavori da parte di Sacconi sia stata una provocazione?
«Certamente sì. Per questo dico che lo schema del governo non è cambiato. A Palazzo Chigi Berlusconi ha continuato a dire che tutto va bene, Tremonti ha continuato a parlare di rigore, e Sacconi ha continuato a cercare di dividere i sindacati. Tutto come se nulla fosse».

Ci riusciranno?
«Spero di no. Si è maturato un orientamento collettivo che la strada della divisione non ha portato da nessuna parte».

Quale misura avrebbe dovuto essere anticipata ad agosto?
«Si sarebbero dovuti sbloccare gli investimenti. Quello che abbiamo visto finora è poca cosa. Ci sono misure che costerebbero anche poco. Per esempio c’è un piano bonifiche in attesa di autorizzazione da due anni. Quelli sono fondi privati, che restano bloccati. Si annuncia uno stanziamento del CIPE, senza indicare il cofinanziamento. Tremonti ci dice al tavolo che la Cassa depositi e prestiti costituisce un grande fondo per gli investimenti. Allora perché non lo attivano?. Mi permetto di ricordare che nel 2007 una parte del Tfr dei lavoratori è stato dirottato all’Inps per gli investimenti: 5 miliardi l’anno. È legittimo chiedere dove siano andati quei soldi?»

In ogni caso per la scossa servono altre risorse…
«Noi abbiamo le nostre proposte. Una tassa sulle grandi ricchezze, l’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie. Oggi comincio a pensare che sui grandi patrimoni servirebbe una tassa ordinaria, come accade in tutti i Paesi, e una straordinaria. La patrimoniale straordinaria potrebbe servire per sbloccare gli investimenti e dare il via a un vero piano di sviluppo, evitando il piano di svendite dei beni pubblici che si sta proponendo. Insomma, bisogna costruire un cambiamento delle voci. Ma la volontà di far pagare sempre gli stessi è chiarissima. Il governo non ci ha fornito alcuna spiegazione sul perché non si possano sostituire i ticket con la tassa sul tabacco come chiedono le Regioni. È chiaro perchè gli enti locali non vengono invitati ai tavoli. Si scarica su di loro la responsabilità di fare tagli, si attribuisce alla crisi internazionale la causa di tutti i mali, e Berlusconi e i suoi ministri fanno come Biancaneve, sembra che loro non c’entrino nulla. È innegabile che ci sia una crisi mondiale. Ma dentro questa crisi c’è anche un caso Italia, che con questo governo non si risolverà».

Chiede le elezioni anticipate o un governo di larghe intese?
«Non ci sostituiamo certo alla politica, ma sicuramente in questo paese c’è anche un bisogno forte di democrazia. Voglio sottolineare anche che in Spagna l’annuncio di elezioni anticipate non ha avuto conseguenze sui mercati. Nessuna minaccia alla stabilità, come molti ci raccontano da noi»

Non ci sarà un patto, ma di fatto il fronte delle parti sociali si è unito.
«Non c’è stata un’improvvisa fusione di intenti. Il denominatore che unisce tutte queste sigle è il fatto che la situazione è grave, ciascuna rappresentanza sa che i propri associati rischiano. Cosa porta Confindustria a dire le cose con noi? Il fatto che se le imprese fanno fatica, anche il lavoro soffre. Le diverse sigle esprimono interessi differenti, ma tutti sanno che saranno penalizzati da questa crisi. Non a caso i punti comuni (i sindacati hanno detto no alle privatizzazioni, ndr), si sono concentrati sulla crescita».

E i rapporti con CISL e UIL?
«Bisognerebbe che si convincessero che con questo esecutivo è difficile fare qualsiasi cosa che vada nella direzione dell’equità».

Non avete chiesto voi un patto?
«Assolutamente no. È il governo che parla di patto per la coesione, la stabilità e la crescita. In realtà c’è il tentativo di far condividere alle parti le scelte che loro hanno già fatto. Faccio anche notare che la crescita, rivendicata dalle parti, non richiede alcun patto sociale. Sbloccare gli investimenti, fare la lotta all’evasione, colpire la corruzione spetta al governo. Questa è l’anomalia italiana che non si aggredisce con questa manovra».

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