cgil siena

« | Home | »

Crisi: a maggio riparte CIG, 500mila in Cassa

di Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 13, 2011

Crisi: CGIL, a maggio riparte CIG, 500mila in Cassa
L’Osservatorio CIG della CGIL Nazionale fa sapere che, da inizio anno il taglio del salario è di circa 1 miliardo e 650 milioni pari a 3.300 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. La Cassa in deroga e straordinaria sono 80% del totale ore. CGIL, una maturazione evidente della crisi verso una dimensione strutturale che, nel nostro paese, investe ormai centinaia di aziende che non sono in grado di agganciare da sole una possibile ripresa » CGIL: oggi convegno su politiche industriali e innovazione
» Rapporto CIG maggio 2011
13/06/2011da www.cgil.it

Riprende a maggio la corsa della Cassa integrazione (+12,06% su aprile) e cresce il numero di lavoratori parcheggiati in CIG che supera il mezzo milione. Pesanti i riflessi in busta paga: da inizio anno il taglio del salario è di circa 1 miliardo e 650 milioni pari a 3.300 euro in meno per ogni singolo lavoratore. L’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale aggiorna i dati sul ricorso e sugli effetti della Cassa integrazione, rielaborando le rilevazioni dell’INPS, nel rapporto di maggio.

Lo studio del sindacato sottolinea come nel totale del monte ore di Cassa integrazione registrate a maggio, pari a 103.215.824, l’incidenza della straordinaria e di quella in deroga tocchi l’80% relegando così ad un 20% l’utilizzo dello strumento ordinario. Un dato che la CGIL, attraverso il Segretario Confederale, Vincenzo Scudiere, legge come “una maturazione evidente della crisi verso una dimensione strutturale che, nel nostro paese, investe ormai centinaia di aziende che non sono in grado di agganciare da sole una possibile ripresa”. Dei 500mila lavoratori in CIG, infatti, 384mila sono colpiti dalla Cassa stroardinaria e da quella in deroga.

Un’ulteriore conferma di questa ‘strutturale incidenza della crisi’ si ritrova nelle causali di Cassa integrazione straordinaria (CIGS). Si registra, infatti, una sostenuta tendenza all’aumento delle aziende che fanno ricorso ai decreti di CIGS: da inizio anno sono stati 3.277 con una crescita sui primi cinque mesi del 2010 del +11,54% e riguardano 4.858 unità aziendali territoriali (+17,47%). Nel dettaglio delle causali i ricorsi per crisi aziendale, anche se flettono del -4,51%, costituiscono comunque il 63,26% del totale dei decreti. Crescono invece le domande di ricorso al fallimento (+88,50%) mentre quelle che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende sono appena il 6,56% del totale dei decreti.

Dati CIG maggio – Entrando nel dettaglio del rapporto di Corso d’Italia il totale delle ore di cig da inizio anno è di 428.698.761 per un -19,19% sui primi cinque mesi del 2010. Nello specifico la Cassa integrazione ordinaria (CIGO) a maggio si attesta a 19.890.738 ore con un aumento sul mese precedente del +3,34%. Da inizio anno il monte ore è pari a 99.857.209 con una variazione tendenziale del -46,20%. La CIGS, sempre lo scorso mese, segna una consistente crescita su aprile pari ad un +21,96% per un totale di 51.650.239 ore. Da gennaio a maggio del 2011 le ore di CIGS sono state 189.298.690 per un -10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le ore di CIGS, fa notare il rapporto, rappresentano ormai il 50% del monte ore complessivo.

Infine, per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga (CIGD) si registrano aumenti sia sul versante congiunturale che su quello tendenziale. A maggio conta 31.674.847 di ore richieste segnando così un +3,81% su aprile, mentre da inizio anno le ore sono state 139.542.286 per un +3,71% sul periodo gennaio-maggio del 2010. Questi dati testimoniano, afferma Scudiere, “che negli ultimi dodici mesi la richiesta media viaggia costantemente intorno alle 100 milioni di ore mentre le aziende che ricorrono ai decreti di cigs sono oltre 600 ogni mese. La crisi ha raggiunto una dimensione strutturale che va contrastata attraverso un’inversione di marcia possibile agendo definitivamente con politiche economiche mirate”. L’industria, prosegue, “ristagna e non solo non siamo usciti dalla crisi ma questi due anni non sono passati ‘indenni’: settori strategici soffrono e hanno bisogno di strategie politiche perché l’industria possa avere ancora un futuro nel nostro paese”.

Regioni – Sono ancora una volta le regioni del nord quelle dove si è registrato il ricorso più alto alla Cassa integrazione da inizio anno. Dal rapporto dell’Osservatorio CIG della CGIL Nazionale emerge che al primo posto per ore di Cassa integrazione autorizzate c’è la Lombardia con 99.801.343 ore registrate lo scorso mese che corrispondono a 116.590 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 75.730.320 ore per 88.470 lavoratori e il Veneto con 37.311.154 ore di CIG autorizzate per 43.588 lavoratori. Prima in questa classifica tra le regioni del centro c’è il Lazio con 24.855.567 ore che coinvolgono 29.037 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla CIG con 25.507.188 ore per 29.798 lavoratori.

Settori – Anche qui si confermano i trend registrati nei passati mesi. E’ la meccanica il settore in cui si è registrato il ricorso più alto allo strumento della Cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). Secondo il rapporto della CGIL, infatti, sul totale delle ore registrate da gennaio a maggio, la meccanica pesa per 160.286.264, coinvolgendo 187.250 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 48.338.913 ore di CIG autorizzate per 56.471 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 38.446.936 ore e 44.915 lavoratori.

Occupazione e lavoratori in CIG – Nel mese di maggio, considerando un ricorso medio alla CIG, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (11 settimane), risultano essere 1.001.633 i  lavoratori in CIGO, CIGS e in CIGD.  Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 21 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 500.816 lavoratori, di cui 221.000 in CIGS e 163.000 in CIGD. Dai calcoli dell’Osservatorio CIG si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla CIG abbiano perso nel loro reddito 1.643.894.864 euro, pari a 3.282 euro per ogni singolo lavoratore.

Vista la crescita di lavoratori in Cassa in deroga il rapporto precisa che questo dato medio si riferisce ad un lavoratore in CIGS per il primo anno ma in realtà per quelli in CIGD da oltre un anno la percentuale dell’80% di calcolo dell’assegno dell’INPS sul loro salario si abbassa: scende del -10% dopo la prima proroga, del -30% dopo la seconda e del -40% dopo la terza. “Si delinea sempre di più un quadro drammatico per questi lavoratori mentre il governo continua a non prevedere strumenti di sostegno verso i redditi che continuano ad essere sistematicamente ignorati – conclude Scudiere – dalle scelte economiche e sociali del governo”.

Argomenti: CGIL |