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Epifani: “E’ stata una bella pagina di lotta, chi criticava si deve ricredere”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 13, 2009

E’ stata una protesta assolutamente pacifica, anzi i rischi li hanno corsi i lavoratori. Non siamo in Francia Il leader della Cgil: molte aziende resistono, ma c´è chi approfitta della crisi per tagliare “Epifani: agli imprenditori chiedo più responsabilità
 
13/08/2009 |  La Repubblica 

“e’ stata una bella pagina di lotta, chi criticava si deve ricredere”

ROMA – L´Innse, un´azienda sostanzialmente sana rischia di chiudere i battenti lasciando sul lastrico i suoi dipendenti. Così un sindacalista della Fiom e alcuni operai, si asserragliano su una gru, dopo otto giorni la spuntano, arriva un compratore e il posto di lavoro è salvo. Come giudica questa vicenda il segretario generale della Cgil? Una vittoria? Un campanello d´allarme?
«E´ una vittoria di questi lavoratori – risponde Guglielmo Epifani – perché hanno creduto nella propria lotta e hanno avuto argomenti forti da spendere. Sono stati costretti ad una forma di protesta dura e pericolosa ma alla fine hanno avuto ragione. Molti li hanno derisi e hanno avuto torto: Innse era un´azienda che aveva un futuro. Bisognerebbe dare atto a questi lavoratori del loro comportamento, come pure all´azione della Fiom, che spesso viene dipinta come un sindacato radicale, e che invece ha dimostrato che si può esser fermi nei principi e al tempo stesso fare un accordo che salva l´azienda e l´occupazione. Mi piacerebbe che questa circostanza ora fosse riconosciuta dagli autorevoli commentatori che hanno irriso al sindacato “vecchia maniera”. Invece è stata una bella pagina di lotta operaia».
Ora c´è la Cim di Marcellina, pochi chilometri da Roma, dove in sette sono su un ballatoio a 40 metri d´altezza. C´è chi teme che si arrivi ai sequestri dei manager come in Francia. Si rischia una escalation?
«Al contrario. Si temeva che in Italia accadesse quello che è accaduto in Francia, invece questa forma di lotta è assolutamente pacifica, semmai il rischio lo corrono solo i lavoratori. Certo ci può essere la tentazione ad emulare e quando vedo lavoratori esposti ad un rischio non si può che essere in grande apprensione. Ma gli imprenditori devono avere un maggior senso di responsabilità, non bisogna costringere i lavoratori a queste forme estreme. Non bisogna fare speculazioni sulle aree, bisogna avere un senso alto del dovere dell´imprenditore e della sua responsabilità sociale».
Le atmosfere che emergono da questa vicenda ricordano un film di Ken Loach, dalla protesta esemplare, alla desertificazione industriale, al declino della classe operaia. Da più parti negli ultimi anni si è data per scontata la fine del modello fordista e l´avvento dell´economia immateriale. Pensa che sia necessario un ripensamento?
«Si è scambiata la trasformazione di fare fabbrica e azienda con la fine della classe operaia e della sua centralità. Si è data una lettura ideologica di queste trasformazioni da parte di quella sbornia liberista che spero, con la crisi, sia stata definitivamente messa alle spalle. Anche per questo è importante la lezione Innse».
Dalla vicenda sembrano scorgersi altri aspetti, ad esempio c´è il rischio che la crisi internazionale sia l´occasione per ristrutturazioni ingiustificate o azioni speculative da parte delle imprese. Il capitalismo italiano come sta reagendo alla crisi, gioca bene o male?
«Devo dare atto a molti imprenditori di avere gestito la crisi con grande responsabilità. Molti stanno facendo di tutto per non chiudere, ma ci sono anche imprenditori che approfittano della crisi per tagliare. Tutte e due la facce, c´è imprenditore e imprenditore, banca e banca. Quello che conta è che in queste ore ci sono tanti segnali negativi, dall´indotto Fiat di Melfi, ai casi delle Marche, al futuro di Porto Torres, di Termini Imerese e delle altre aziende a rischio».
La Lega cavalca senza mezzi termini la difesa del potere d´acquisto del Nord, la sinistra estrema chiede il ritorno della scala mobile, la base operaia sceglie forme di lotta eclatanti ed autonome. Scorge un pericolo per il sindacato?
«Naturalmente una fase di crisi espone anche il sindacato a tanti rischi, però l´importante è tenere una rotta. La Lega non ha detto un parola per difendere l´occupazione a Milano: divide il paese e non è così che si difendono i più deboli e si danno risposte giuste ai più forti».
Il governo ha fatto poco anche in questa crisi della Innse, dove il ruolo principale è stato del Prefetto. L´autunno sarà piuttosto duro: quali sono le urgenze?
«Sull´Innse non esce bene la Regione, e sono stati assenti anche gli altri enti locali. E´ vero che il governo ha fatto poco per questa crisi del paese. C´è un rallentamento della domanda internazionale che va sostituita con la domanda interna di consumi e di investimenti. Se questo non avviene il paese uscirà dalla crisi molto più lentamente di quello che è necessario».

ROBERTO PETRINI
 

Argomenti: CGIL |

Novartis: accordo sull’orario di lavoro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 7, 2009

scarica l’accordo in pdf: verbale-accordo-del-07-08-2009.pdf

Argomenti: accordi sindacali, aziende, FILCEM |

Chiusura estiva sedi CGIL Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 6, 2009

Vi informiamo che le nostre sedi rimarranno chiuse

da LUNEDI’ 10 AGOSTO a VENERDI’ 14 AGOSTO

Riapriranno LUNEDI’ 17 AGOSTO.

Anche le risposte ai commenti riprenderanno a partire dal 17.

Argomenti: camere del lavoro, CGIL |

Alimentaristi: interrotte le trattative per il rinnovo del contratto nazionale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 6, 2009

INTERROTTE LE TRATTATIVE PER IL RINNOVO DEL CCNL ALIMENTARE; STATO DI AGITAZIONE PER TUTTO IL MESE DI AGOSTO

Dopo un lungo e complesso negoziato durato oltre tre mesi si sono interrotte questa mattina le trattative per il rinnovo del Ccnl dell’industria alimentare, l’unico basato su una piattaforma di rivendicazione unitaria.
La delegazione sindacale di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil ha, infatti, registrato la non volontà da parte di Federalimentare di giungere ad un esito positivo delle trattative giudicando insufficienti, se non provocatorie, le risposte date dalla controparte sulla piattaforma presentata dai sindacati.
Conseguentemente le Organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione in tutte le imprese del settore da svolgersi attraverso l’immediato blocco di tutte le prestazioni straordinarie, delle flessibilità e di nuovi accordi di scorrimento e attraverso 16 ore di sciopero articolato da effettuarsi nel mese di agosto in sede aziendale.
“Di fronte alla reale possibilità di rinnovare il contratto Federalimentare non è riuscita a formulare una proposta di aumento salariale credibile per ragioni del tutto estranee al merito della trattativa” – ha dichiarato il Segretario generale della Flai-Cgil Stefania Crogi – “trascinando per giorni un negoziato che evidentemente non voleva chiudere e offendendo la serietà e la dignità di una delegazione sindacale che era pronta unitariamente a trovare le condizioni per giungere al rinnovo del contratto”.
“Con questo atteggiamento Federalimentare” – ha continuato il Segretario generale della Flai-Cgil – “si è assunta la responsabilità di rimettere in discussione un avanzato sistema di relazioni industriali ed ha volutamente gettato alla ortiche il valore dello sforzo unitario messo in campo dalle tre Organizzazioni sindacali che sono riuscite a rimanere unite”.
“Lo stato di agitazione che si svolgerà per tutto il mese di agosto” – ha concluso Crogi – “ha il compito di ricordare a Federalimentare che non si scherza sulla pelle dei lavoratori e che questi hanno il diritto inalienabile a vedere il proprio contratto di lavoro rinnovato”.

Roma, 6.08.2009

Argomenti: alimentaristi, contrattazione, FLAI |

Epifani: ‘Autunno durissimo’

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 6, 2009

Epifani: brutti segnali dalle fabbriche altro che gabbie, salari bassi ovunque. Autunno durissimo, via a patti locali contro il caro-casa
05/08/2009 La produzione frena la discesa ma i senza lavoro rischiano di aumentare: molte aziende potrebbero non riaprire a settembre

E´ vero: il costo della vita al Sud è più basso rispetto che al Nord. Ma pensare che le diseguaglianze si risolvano tagliando le buste paga di chi vive nelle regioni meridionali è pura demagogia. Per Guglielmo Epifani, leader della CGIL, l´impostazione va rovesciata: il vero problema – assicura – è che in Italia i salari sono bassi dappertutto. E le differenze di stipendio – o gabbie salariali – ci sono già: fra Nord e Sud, ma non solo. Aumentare i divari sarebbe un fatto «inaccettabile» che renderebbe ancora più dura la capacità di tenuta delle famiglie davanti alla crisi, di cui il sindacato non vede affatto la fine.

Cosa si aspetta la CGIL dalla riapertura delle fabbriche a settembre? Il peggio non è passato?

«Purtroppo temiamo che in autunno possa realizzarsi un pericoloso paradosso dovuto all´eccezionale durata della fase critica, che ormai va avanti da un anno. Forse la produzione interromperà la discesa, ma la disoccupazione rischia di aumentare. I segnali che anche in agosto arrivano dalle fabbriche non sono buoni: le imprese, consumati i periodi di cassa integrazione, ora possono chiudere e mettere i dipendenti fuori dall´azienda. Sono d´accordo con la Marcegaglia: ci saranno altri mesi duri».

Abi e piccole imprese hanno appena siglato un accordo sul credito, avrà effetti sulla capacità di resistenza delle imprese?

«Me lo auguro, ma l´applicazione dell´accordo non è obbligatoria, si basa su adesioni volontarie. La moral suasion può non essere sufficiente».

Parliamo di Sud e dei dati della Banca d´Italia: vivere nel Meridione costa il 17 per cento in meno. La CGIL è contraria a recuperare questo divario sugli stipendi?

«La CGIL è contraria alle differenze salariali per chi fa lo stesso lavoro con la stessa professionalità. Le paghe sono già più basse al Sud rispetto al Nord del 15-20 per cento. Come sono inferiori quelle dei giovani rispetto ai meno giovani, delle donne rispetto agli uomini e dei lavoratori migranti rispetto agli italiani. Differenze che per me vanno superate, non ampliate. Né si può accettare che ci sia una compensazione automatica fra salari bassi al Sud e prezzi alti al Nord, troppo facile risolvere la questione così».

Ma visto che il differenziale di prezzi c´è e che per un metalmeccanico di Varese la vita è più cara rispetto a quella di un collega siciliano, cosa pensa si possa fare?

«Non si può semplificare il tutto parlando di Meridione e Settentrione. A Palermo ci sono voci di spesa alimentare alte quanto a Trieste. Nel Sud i servizi sono di qualità inferiore e le famiglie, quando devono curare i cari, si trasferiscono al Nord spendendo un sacco di soldi. La differenza di costo c´è, ma si concentra in realtà su una sola voce: la casa. E´ li che dobbiamo agire».

Come?

«Sviluppando accanto alla contrattazione nazionale e a quella di secondo livello basata sulla produttività un terzo canale: la contrattazione territoriale sociale. Imprese, sindacato ed enti locali dovrebbero accordarsi per trovare delle soluzioni al maggior costo abitativo. Un po´ come oggi già si fa sulle tariffe. Il meccanismo permetterebbe di non toccare i salari, ma di offrire compensazioni attraverso politiche vantaggiose per le case e i servizi. Una sorta di salario sociale da aggiungere a quello aziendale e nazionale».

Con quali risorse regioni, province e comuni dovrebbero quindi sostenere il costo di tale iniziativa?

«Forme di contrattazione sociale già esistono, ma vanno rafforzate. Per questo bisogna rivedere il patto di stabilità interno».

Quindi la CGIL non vuole che la soluzione passi attraverso le buste paga. Come mai allora fu proprio il suo sindacato a siglare nel dopoguerra l´accordo sulle gabbie salariali con la Confindustria. Perché allora sì e ora no?

«Il contesto era completamente diverso. Le differenze allora furono accettate perché le varie zone dell’Italia erano state liberate in tempi diversi e bisognava trovare un meccanismo che permettesse un riequilibrio. Un po´ come è successo fra Germania dell’Est e dell’Ovest al momento della riunificazione. Ma il fine ultimo non è differenziale, è parificare. Per questo ora tornare alle gabbie salariali vorrebbe dire fare un passo indietro. Calderoli invece di lanciare messaggi del genere farebbe bene ad occuparsi di fabbriche del Nord sull´orlo dello smantellamento, come l’Innse».

Argomenti: CGIL |

A luglio boom CIGS in deroga (+278,5%)

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 5, 2009

Crisi: a luglio CIG -7,5% ma boom CIGS in deroga (+278,5%)
CGIL: necessario prorogare cassa integrazione ordinaria per garantire ai lavoratori la protezione del reddito. Preoccupazione che i lavoratori passino dalla ‘disoccupazione ordinaria’ alla ‘pura disoccupazione’ nel silenzio generale
 05/08/2009

Diminuiscono per il secondo mese consecutivo le ore richieste di cassa integrazione ordinaria, mentre aumentano di quasi il 300% quelle per la CIGS in deroga. A luglio – comunica l’INPS – le ore richieste di CIG ordinaria sono calate sia per l’industria (-5,32% rispetto a giugno) sia per l’edilizia (-22%).

La cassa integrazione straordinaria, al netto della deroga – aggiunge l’istituto di previdenza – è più o meno stabile (+4,17%), mentre le richieste di cassa integrazione straordinaria in deroga (lo strumento aggiuntivo definito quest’anno per ampliare la platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali) “sono sensibilmente aumentate rispetto a giugno (+278,52%)”.

A luglio – spiega l’Inps – le richieste di cassa integrazione straordinaria in deroga sono state pari a 19,4 milioni di ore, più del totale di quelle richieste nei primi sei mesi dell’anno (poco meno di 19 milioni). L’aumento complessivo delle richieste del mese di luglio (90,5 milioni di ore contro gli 80 milioni di giugno) “è quindi tutto imputabile alla CIGS in deroga”.

“Oltre il voler diffondere comunque ottimismo, rimane la preoccupazione di una grande criticità che, per le piccole e medie imprese in particolare, fa temere un ulteriore aggravamento della situazione, come anche il passaggio da cassa integrazione a chiusura”. E’ quanto afferma la segretaria confederale della CGIL, Susanna Camusso, sul trend della cassa integrazione a giugno registrato dall’INPS.

“Ci piacerebbe dire – aggiunge -, nel giorno in sui si moltiplicano le notizie di aziende in difficoltà, di procedure di mobilità e di annunci di chiusura, che ci si sia una buona notizia: la riduzione della cassa integrazione. Già sui dati di giungo si era affermata una riduzione ma, destagionalizzando il dato, è invece emerso un aumento”. Purtroppo, rileva la dirigente sindacale, “guardando l’insieme dei dati, cresce la cassa integrazione straordinaria. Comincia ad esserci, e a settembre sarà molto più forte, l’effetto dell’esaurimento delle 52 settimane di cassa integrazione ordinaria e, di conseguenza, il passaggio alla straordinario o alla deroga, che in un mese consuma le stesse ore di primi sei mesi del 2009. Magra consolazione che a luglio si sommino gli effetti ‘ritardo’ del riconoscimento della cassa in deroga. Il dato vero è che le ore di cassa integrazione straordinaria a luglio crescono del 298,94%”.

Per questo, ribadisce la segretaria confederale della CGIL, “proviamo a riproporre la necessità che si proroghi la cassa integrazione ordinaria, per garantire ai lavoratori la protezione del reddito, e approfittiamo per chiedere all’INPS se, nell’operazione trasparenza, intenda fornire i dati sulla disoccupazione ordinaria (gli ultimi risalgono a febbraio) e sull’una tantum per i collaboratori. Crediamo sia doveroso – conclude Camusso – che il paese conosca compiutamente la situazione, e soprattutto temiamo che, a dieci mesi dall’avvio della crisi, molti lavoratori passino dalla ‘disoccupazione ordinaria’ alla ‘pura disoccupazione’ nel silenzio generale”.

Argomenti: CGIL, CIG, CIGS |

Previdenza: nuove norme per l’autocertificazione dei redditi

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 5, 2009

Le prestazioni, collegate alla posizione reddituale, terranno conto del reddito dell’anno precedente.
Dal 1° luglio è entrata in vigore una nuova legge sulle prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito; si tratta dell’art. 35 commi 8-13, del DL 207/2008, convertito in legge 14/2009. Per effetto di questo provvedimento, le prestazioni previdenziali collegate al reddito, per le quali finora veniva considerato quello conseguito nello stesso anno di percezione della prestazione, saranno invece collegate al reddito dichiarato l’anno precedente, con l’ultima dichiarazione fiscale effettuata.
Il legislatore ha voluto stabilire, in questo modo, un quadro di riferimento certo, abbandonando il “reddito presunto” che  negli anni ha prodotto indebiti a non finire.

Il reddito presunto verrà preso in considerazione solo quando si tratti della prima liquidazione della prestazione. Gli altri aspetti della normativa che regola le prestazioni collegate al reddito restano invariati: la tipologia dei redditi influenti, la dinamica dei limiti di reddito e così via.

Restano invariate anche le modalità di accertamento del reddito che continuano a basarsi sulla dichiarazione Red. La nuova disposizione di legge stabilisce, per la prima volta, termini perentori per la presentazione dell’autocertificazione reddituale, al fine di consentire agli enti previdenziali  di rilevare annualmente i redditi dei pensionati: da quest’anno le prestazioni collegate al reddito corrisposte a pensionati che non presentano la dichiarazione Red devono essere sospese con decorrenza dal mese di ottobre.
La legge prevede una serie di garanzie per i pensionati: i pensionati inadempienti verranno avvisati in tempo utile per permettere loro di evitare la sospensione presentando entro 30 giorni la dichiarazione richiesta; a sospensione avvenuta, è previsto il ripristino immediato della prestazione dietro presentazione della dichiarazione Red in qualsiasi momento; se il modello di autocertificazione viene presentato entro il 30 giugno dell’anno successivo, il ripristino della prestazione comporterà anche la restituzione delle somme trattenute dal mese di ottobre.

Dai dati forniti dall’Inps, la campagna Red 2009 per redditi 2008 ha interessato circa 7.200.000 pensionati; circa 1.800.000 non hanno inviato la dichiarazione reddituale.

Di questi, sono oltre 100.000 i pensionati residenti all’estero, i quali riceveranno nei prossimi giorni la lettera dell’Inps ed avranno 30 giorni di tempo per inoltrare all’Istituto previdenziale le dichiarazioni reddituali richieste.

L’Inps ha annunciato che, trascorso tale termine, la prestazione collegata al reddito verrà sospesa (non precisa da quale mese). L’Istituto sottolinea che se il pensionato ha già inoltrato le dichiarazioni reddituali non deve tenere conto della lettera.

L’Inps ha riattivato la procedura per l’invio del mdello Red e la terrà aperta sino al 15 settembre; il ritardo nell’invio, fino a questa data, non comporterà nessun problema sostanziale.

La legge citata prevede la sospensione da ottobre; poiché i tempi in cui agirà l’Inps non collimano con la prescrizione di  legge, l’importo verrà recuperato in seguito, ma a partire dal rateo di ottobre.

Se dalla verifica reddituale risulterà il superamento del limite di reddito nel 2008 o anche l’espressa volontà del pensionato di rinunciare all’integrazione, pur senza indicare l’importo dei redditi, allora si procederà alla cristallizzazione della pensione nell’importo in pagamento al 31 dicembre 2007 (con parziale restituzione delle quote di integrazione trattenute da ottobre, se la dichiarazione avverrà entro il 30 giugno 2010).
In queste settimane l’Inps ha chiuso le campagne Red 2002 e 2004/2005. Per  i Red estero 2004-2005, trasmessi telematicamente entro maggio 2009, le pensioni con diminuzione di importo sono state elaborate con fine calcolo arretrati al 31 agosto 2009, in modo da poter preavvertire gli interessati due mesi prima della variazione dell’importo di pensione, affinché essi possano eventualmente sistemare dichiarazioni errate.

Le pensioni con conguaglio a debito superiore a 3500 euro sono state ricostituite dalla sede centrale (solo una parte sono state ricostituite dalle sedi territoriali).
Per le pensioni per le quali non è pervenuto all’Istituto il mod. Red estero 2002 e 2004/2005, sono state sospese le prestazioni collegate al reddito poiché gli interessati, dopo una serie di solleciti, non hanno provveduto alla trasmissione dei redditi e questo ha comportato: 1) la cristallizzazione dell’integrazione al trattamento minimo; 2) la sospensione della maggiorazione sociale; 3) la sospensione delle prestazioni familiari; 4) l’applicazione della quota massima di incumulabilità secondo l’art. 1 della legge 335/1995 per le prestazioni ai superstiti e per gli assegni di invalidità; 5) la incumulabilità con i redditi autonomi.
Per coloro che non hanno presentato il Red estero 2002, l’indebito è stato calcolato da gennaio 2002 al 30 giugno 2009. Si è proceduto nello stesso modo per coloro che non hanno presentato il Red estero 2004/2005 e l’indebito è stato calcolato da gennaio 2004  al 30 giugno 2009.

L’Istituto ha operato in modo da non creare disparità di trattamento tra coloro che avevano adempiuto all’obbligo della dichiarazione a suo tempo e coloro che non lo avevano fatto.

Lo stesso Inps sottolinea che la sospensione dei trattamenti apre una fase delicata.

Argomenti: CAAF, CE.SE.S., CGIL, INCA, Modello RED, patronato, pensionati, servizi |

SWISEL: una crisi che viene da lontano

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 3, 2009

Di quella gloriosa azienda che fu la SWISEL di Sovicille, che negli anni ottanta dava lavoro ad oltre 120 dipendenti, oggi rimane solo un lontano ricordo destinato ad alimentare le memorie depositate negli archivi storici del movimento operaio e contadino della nostra provincia.

Ciò che ne è rimasto è solo un’immagine sbiadita rappresentata nella sua involuzione occupazionale dagli attuali 28 dipendenti, nonostante nel tempo non si siano lasciati sopraffare dalla rassegnazione, riponendo viceversa le loro flebili speranze nella possibilità di vedere concretizzarsi i tanti progetti di sviluppo dichiarati con cadenza più o meno regolare dall’azienda, nuovi quanto salvifici assetti societari naufragati nel nulla di fatto, produzioni per commesse milionarie provenienti da mezzo mondo che mai hanno visto la luce, recenti quanto poco convincenti tentativi di parziale riconversione dopo quella radicale di alcuni anni fa che vide Swisel abbandonare il settore militare; dopo tutto questo, l’unico risultato è che i lavoratori da tre mesi non percepiscono un soldo di stipendio.

Stante la situazione FIOM CGIL – FIM CISL  e RSU hanno dato il loro aut aut: a partire da agosto nessuno si ripresenterà al lavoro a meno che l’Azienda non onori i propri obblighi nei confronti dei dipendenti.
Decisione difficile ma inevitabile vista la caduta di credibilità che la dirigenza di Swisel si è guadagnata nei confronti dei pochi lavoratori rimasti, i quali si sentono traditi e raggirati dopo tante vane promesse.

Le speranze maggiori di una svolta furono rinverdite nel 2001 attraverso l’ingresso della Finanziaria Senese di Sviluppo all’interno dell’assetto societario, elemento questo a suo tempo letto come garanzia di un maggiore controllo gestionale visti  e considerati i deludenti risultati della compagine societaria preesistente.

Purtroppo ad oggi non si registra quella inversione di rotta sulla quale i dipendenti in primis avevano confidato, evidenziando che le responsabilità dello stato dell’arte non sono certo da attribuirsi alla crisi economica in atto, ma bensì alla disattenzione, scarsa intraprendenza e mancata determinazione dimostrate in questi anni da chi ha condotto questa azienda.
Certo è che tenendo conto delle enormi potenzialità che Swisel potrebbe ancora esprimere nel settore in cui da anni si è fatta le ossa – cioè le unità medicali mobili per allestire ospedali da campo in situazioni spesso di emergenza – sarebbe un vero peccato abbandonarla a se stessa, conducendola di fatto a morte sicura.

E’ necessario invece scongiurare una ulteriore emorragia occupazionale attraverso un deciso intervento istituzionale, in primo luogo di quei soggetti Pubblici che tramite la FISES dovrebbero ben conoscere quali rischi la Swisel sta correndo e purtroppo con essa tutti i suoi dipendenti.

                                                            FIOM CGIL – FIM CISL Siena

Siena, 3 agosto 2009

Argomenti: aziende, FIOM |

Tabelle paga farmacie agosto 2009

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 1, 2009

farmacie_08_09.pdf

Argomenti: CGIL, FILCAMS, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Chiusura estiva sedi CGIL Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 31, 2009

Vi informiamo che i nostri uffici rimarranno chiusi

da LUNEDI’ 10 AGOSTO a VENERDI’ 14 AGOSTO

riapriranno LUNEDI’ 17/08/2009

Argomenti: camere del lavoro, CGIL |

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