CE.FO.ART: corsi per parrucchiere ed estetista
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 2, 2008
CE.FO.ART (CEntro di FOrmazione per l’ARTigianato), agenzia formativa accreditata dalla Regione Toscana, informa che sono aperte le iscrizioni per i corsi di qualifica per parrucchiere ed estetista.
Per ulteriori informazioni telefonare allo 0577-530142.
Argomenti: CE.FO.ART |
Alitalia – Epifani: “Non accettiamo il prendere o lasciare”
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 2, 2008
Leggi l’intervista di oggi del quotidiano “Corriere della Sera” a Guglielmo Epifani, Segretario CGIL:
http://www.cgil.it/nuovoportale/rassegnastampa/Interviste/080902.Epif.pdf
Argomenti: CGIL |
Epifani critica Confindustria
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 1, 2008
L’intervista a “La Repubblica” di oggi lunedì 1 settembre.
ROMA – Nessun ultimatum. Come sempre Guglielmo Epifani usa i toni pacati, ma è altrettanto netta la sua strategia per affrontare una partita decisiva anche per il futuro del sindacato: l’ultima crisi dell’Alitalia con le nuove regole del gioco approvate dal governo Berlusconi, con la cordata di imprenditori italiani guidata da Roberto Colaninno e benedetta dalla Confindustria. E con i sindacati considerati i primi responsabili del mancato accordo con Air France. Appena tornato da Denver, dove ospite dei sindacati americani ha partecipato all’ incoronazione di Barack Obama, Epifani ha fatto il punto con la delegazione della Cgil che da oggi affronterà al ministero del Lavoro il negoziato per l’Alitalia. «Non possiamo accettare la logica del prendere o lasciare», ha detto il leader della Cgil impostando la trattativa. E sarà questa la risposta che arriverà al tavolo di Via Flavia anche all’advisor Corrado Passera per il quale senza l’accordo con il sindacato il progetto per la Nuova Alitalia rientrerà nel cassetto. Le regole di una trattativa, per la Cgil, restano quelle di sempre. Anche se l’Alitalia è fallita, anche se il suo commissariamento è del tutto anomalo, anche se sulla carta c’ è già una nuova compagnia, anche, infine, se è difficile immaginare un’alternativa che non sia baratro per i ventimila dipendenti della Magliana. «Bisogna negoziare. Ci vuole una trattativa vera», ha insistito Epifani. «Aprire un confronto a partire dal piano industriale». Poi ci sarà la gestione degli esuberi. Ma c’ è anche un altro fronte che ora interessa l’Alitalia e che domani potrà riguardare qualsiasi altra impresa in difficoltà: la possibilità di cedere rami d’azienda e anche di singoli lavoratori a un’altra società. «Nel decreto del governo – è allora la tesi di Epifani – ci sono problemi seri. Va rimesso a posto, cambiato». Perché il rischio è che di fronte a una fase di difficoltà un’azienda possa disfarsi di alcuni pezzi. E’ una questione che la Cgil ha già osteggiato all’epoca della legge Biagi. Insomma la Cgil punta a un confronto a tutto campo: capire, da una parte, se l’obiettivo è rilanciare l’Alitalia oppure ridimensionarla a un vettore regionale con scarse prospettive sul terreno della competitività e chiarire, dall’altra, tutte le implicazioni del decreto che ha fissato le nuove procedure fallimentari. Ragionamento che vale anche per gli ammortizzatori sociali. Perché se per gli esuberi dell’Alitalia sarà possibile ricevere per quattro anni l’indennità di cassa integrazione e per tre, senza alcuna interruzione, quella di mobilità, indipendentemente dall’età e dalla regione di residenza, questo dovrà essere possibile per tutti gli altri lavoratori. «Le regole – sostiene Epifani – devono essere uguali per tutti». Sul negoziato peserà, indirettamente, pure il ruolo degli industriali, quelli che hanno dato vita alla cordata, ma non solo. «Il loro atteggiamento – ha sostenuto Epifani – non mi stupisce. Conosco bene gli industriali italiani. In quella cordata c’ è chi ci si è messo per una sfida, come Colaninno, ma pure chi lo fa visibilmente per altri fini (penso ai costruttori o agli assicuratori) e chi ancora con qualche conflitto di interesse (Benetton tra tutti). E invece il successo di un’azienda, come insegnano i rilanci di Fiat e Piaggio, dipende proprio dalla concentrazione sul core business». Né si può dire che «le regole del gioco le fissa le politica e l’imprenditore si adegua». «Perché quando il centrosinistra ha approvato alcune norme pro labour la Confindustria si è fatta sentire, ha protestato. Eccome.». Ecco, la Confindustria di Emma Marcegaglia, il cui gruppo è entrato nel capitale della Compagnia aerea italiana, e con la quale da domani si riparlerà della riforma dei contratti. Ed è una critica forte quella che Epifani ha rivelato ai suoi: «Colpisce la disinvoltura della Confindustria rispetto al tema dei conflitti di interesse, delle leggi ad hoc. Mi pare più “adattabile”, meno ferma sui principi di fondo rispetto a poco tempo fa».
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Epifani: “Niente atti di forza su Alitalia”
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 1, 2008
Leggi l’intervista di oggi del quotidiano “L’Unità” a Guglielmo Epifani, Segretario della CGIL:
http://www.cgil.it/nuovoportale/rassegnastampa/Interviste/080901.Epifani.pdf
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Tabelle paga legno Confapi settembre 2008
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 1, 2008
Argomenti: CGIL, FILLEA, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |
Tabelle paga laterizi settembre 2008
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 1, 2008
Argomenti: CGIL, FILLEA, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |
Inflazione – Megale (CGIL): “E’ ora di una risposta vera ed efficace”
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 29, 2008
“E’ necessario sostenere i consumi ed il potere d’acquisto, ma il governo è sordo”
Roma, 29 agosto – “E’ ora che si dia una risposta vera ed efficace al crollo dei consumi e ad un’inflazione stabilmente sul 4%”. Così il segretario confederale della Cgil, responsabile delle politiche macro economiche, commenta le rilevazioni diffuse oggi dall’Istat. “Una risposta adeguata – spiega – che dovrebbe passare attraverso il cambiamento radicale del carattere della manovra varata dal governo: c’è bisogno di introdurre misure concrete di sostegno ai consumi e al potere d’acquisto dei salari per migliorare le condizioni delle famiglie italiane”.
“Ma – continua il dirigente sindacale – il governo è sordo: sono mesi che chiediamo invano un’azione incisiva di sostegno e ed ecco il risultato: alta inflazione e bassi consumi. Ed è questa la pesante spirale a cui da mesi è sottoposto il paese”.
Le cifre dell’istituto statistico, inoltre, dice il sindacalista, “ripropongono la questione della emergenza salari e del sostegno al potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensione, per i quali di sicuro non è sufficiente la ‘propaganda del governo’ sulla detassazione degli straordinari”. Sono altri gli interventi che per il segretario confederale della Cgil andrebbero invece realizzati: “La restituzione del fiscal drag, pari mediamente a 362 euro per lavoratore, o l’aumento delle detrazioni, che i sindacati hanno chiesto unitariamente, pari a 500 euro solo per il 2008”. Quanto ai costi dell’energia, Megale conclude: “La riduzione, seppur limitata, dell’impatto dell’energia derivante da inflazione importata è un segnale apprezzabile che ci auguriamo venga confermato”.
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La filiera corta, i GAS ed il Distretto di Economia Solidale (DES)
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 27, 2008
E’ da circa due anni che l’ALPA (Associazione Lavoratori Produttori dell’Agroalimentare affiliata alla CGIL) ha iniziato, presso il locale di via Lorenzetti preso in affitto dal Comune di Siena, la costruzione di una filiera corta con il Gruppo d’Acquisto Solidale GASALPA, di cui fanno parte, oltre ad ALPA, AIAB, Legambiente e Federconsumatori.
In questi due anni il GASALPA è divenuta un’associazione senza scopo di lucro formalmente costituita che ad oggi conta oltre 100 soci: collabora con 22 aziende del territorio, ha dato la possibilità di creare nuove aziende per fornire il gruppo, ha svolto attività di divulgazione sul risparmio energetico domestico e aziendale, sulla bio-architettura e sul consumo critico.
Il listino dei prodotti, dal mese di febbraio 2007 ad oggi (18 mesi), ha registrato un aumento medio dei prezzi del 5%, dovuto soprattutto all’incidenza dei trasporti, delle spese per confezionamento e della pasta; molti prodotti quali carni, formaggi, vino, olio, confetture, miele ed insaccati non hanno subito aumenti. I prezzi dei prodotti, quasi tutti biologici, sono mediamente inferiori rispetto alla normale distribuzione del 30/40%. La frutta e la verdura che da aprile consegniamo tutte le settimane ha prezzi mediamente inferiori del 10/15% rispetto alla grande distribuzione e del 20/40% rispetto al dettaglio. La qualità dei prodotti che acquistiamo direttamente dal produttore è sempre superiore a quella di analoghi prodotti che normalmente si trovano sul mercato.
Quella dei GAS è un’esperienza che si va diffondendo e strutturando in quasi tutti i territori; a Siena e provincia, tra formali ed informali, ne operano già una decina e riforniscono circa 900 famiglie, per un totale di circa 3000 persone.
Ad oggi i GAS evidenziano un’evoluzione e nello stesso tempo un limite che vogliamo superare: per la loro caratteristica si rivolgono prevalentemente ad un target di persone tra 25 e 45/50 anni con un livello di istruzione medio alta e che usano abitualmente internet anche per gli acquisti. C’è una notevole fascia di cittadini ed aziende che vorrebbero essere incluse ma trovano un ostacolo nell’approccio al computer, dobbiamo quindi trovare forme organizzative idonee ad includere anche quelle fasce di cittadini che ad oggi ne rimangono escluse.
Altre esperienze di filiera corta stanno nascendo con il progetto della Regione Toscana, con la realizzazione di mercati mensili, più raramente settimanali, dei prodotti locali. Ma queste iniziative rispondono solo in minima parte ai bisogni dei consumatori, che non possono certo approvvigionarsi una volta al mese (e gli stessi produttori non possono vendere i prodotti con cadenze troppo distanti nel tempo). Iniziative più concrete sono invece gli spacci locali, anch’essi previsti nel progetto regionale, aperti 3/5 giorni la settimana, come quello che l’ALPA, insieme al Comune di Castelnuovo Berardenga, sta cercando di realizzare.
Da qualche mese stiamo parlando con altri GAS ed associazioni del territorio dell’idea del Distretto di Economia Solidale (DES) che si sta sviluppando in varie parti d’Italia; in Toscana ne stanno discutendo insieme GAS, Federconsumatori, associazioni del volontariato, Legambiente, AIAB, Slow Food ed associazioni di categoria, tutti quei soggetti quindi che in qualche modo rappresentano sul territorio chi produce, chi consuma, l’ambientalismo e il volontariato. Questa discussione vuole realizzare un processo di democratizzazione della produzione, dei consumi e dell’uso delle risorse territoriali, con particolare riferimento a quelle idriche. A Siena si è tenuta una prima riunione l’8 agosto alla presenza di 3 GAS del territorio, Federconsumatori, ACU, Legambiente, AIAB e Slow Food nella quale si è discusso e convenuto sul processo di integrazione di attività a partire dai primi giorni di settembre.
Non ci sfugge la complessità del progetto e le difficoltà, ma consideriamo l’attuale fase economica, politica, sociale e congiunturale propizia ad iniziative di questa natura, se non altro per cercare di dare risposte adeguate a politiche produttive, commerciali e di consumo che troppo spesso non hanno più un senso logico. Alcuni esempi negativi hanno recentemente colpito anche il nostro territorio!
Il DES può rappresentare una prima risposta per ricomporre sui territori un tessuto organico di relazioni e conoscenze fondamentali per lo sviluppo consapevole del consumo, della produzione, della solidarietà sociale tra i soggetti della filiera, tutto questo nel rispetto dell’ambiente, delle popolazioni e delle risorse disponibili.
Nel DES le istituzioni locali sono il centro vitale fondamentale.
Ovviamente siamo a conoscenza di iniziative interessanti presenti anche sul nostro territorio, ma purtroppo sono scollegate tra loro e soprattutto poco percepite delle popolazioni, di conseguenza poco incisive. Creare un sistema integrato e solidale, farlo conoscere e farlo divenire patrimonio culturale della popolazione è una concreta possibilità per incidere sui meccanismi della produzione e del consumo, ormai consolidati e spesso perversi, che conosciamo.
Claudio Franci, Presidente ALPA
Siena, 26 agosto 2008
ALPA Siena: Str. Massetana Romana 58/c – 53100 Siena – tel. 348 6014497
coordinamento.regionale@alpatoscana.it – cfranci@siena.tosc.cgil.it – caa_siena@libero
sito web GASALPA Siena: http://www.gasalpasiena.org/
Argomenti: ALPA, CGIL, GAS, GASALPA |
FLC CGIL Siena contro i tagli del Governo alla scuola pubblica e a sostegno dei precari
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 26, 2008
Ieri si è tenuta la conferenza stampa della FLC CGIL Siena sui tagli alla scuola pubblica e sulla ‘vertenza precari’, leggi gli articoli apparsi sui quotidiani locali:
Argomenti: CGIL, FLC, precari, scuola |
Statali – Epifani: “Fannulloni? Il Governo fa di ogni erba un fascio”
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Agosto 25, 2008
Roma, 21 agosto – ”Bisogna colpire chi non lavora, chi fa il furbo, chi fa il fannullone e rispettare chi invece fa interamente il proprio dovere. Il governo ha fatto di ogni erba un fascio”. Così il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, intervistato dal Tg1 sulle misure per colpire l’assenteismo nella Pubblica amministrazione annunciate dal ministro Renato Brunetta.
”La politica degli annunci – ha detto ancora Epifani – è il forte di questo governo. Io credo che Brunetta debba rispondere innanzitutto a questa domanda: è stata detta e ridetta la lotta a chi fa il furbo nella pubblica amministrazione. Ma chi ha sempre fatto il proprio dovere, perchè non viene mai difeso e considerato anche per quello che fa?”.
Epifani ha poi ricordato che ”c’è da rinnovare il contratto anche con criteri nuovi, sapendo che le cifre di cui parla il governo sono 8 euro di aumento quest’anno e 70 l’anno prossimo. E tutte e due lordi”. Alla domanda se sia alle porte un autunno caldo, il numero uno della Cgil ha sottolineato di non aver parlato di ”autunno caldo, ho detto – ha precisato – un autunno pieno di problemi. Innanzitutto i problemi che riguardano le persone che perdono il posto di lavoro. Se il governo invece di fare un Finanziaria che aiuti lo sviluppo, fa una Finanziaria che deprime lo sviluppo crea problemi ulteriori a quelli che la situazione internazionale dà all’andamento economico, è chiaro che non ci siamo”.
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