Indennità “Supporto per la Formazione e il lavoro” 350 euro: domande al Patronato INCA CGIL.
Siena, 8 novembre 2023 – Al massimo per un anno: è l’indennità di 350 euro al mese erogata direttamente dall’INPS ai beneficiari che partecipano ai progetti di ri-qualificazione e reinserimento professionale previsti dalla nuova misura di “Supporto per la Formazione e il lavoro”.
L’indennità spetta ai singoli componenti dei nuclei familiari, tra i 18 e i 59 anni, con un ISEE valido e non superiore ai 6.000 euro all’anno, che non hanno i requisiti per accedere all’Assegno di Inclusione (AdI).
L’accesso al beneficio prevede una procedura complicata, per cui è consigliabile rivolgersi all’Inca Cgil, che assiste la persona durante l’intero iter della richiesta.
In provincia di Siena tutti i recapiti delle sedi del Patronato sono consultabili su www.cgilsiena.org
L’associazione Proteo fare sapere e la FLC CGIL di Siena organizzano un corso in preparazione al concorso prossimo per i docenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado.
Il corso sarà prevalentemente on line organizzato in 60 ore articolate in 10 webinair in modalità sincrona di tre ore ciascuno. Infine 2 incontri in presenza per lavori guidati di gruppo sulle simulazioni delle lezioni previste nella prova orale.
Manovra: CGIL, sulle pensioni il Governo vuole fare cassa
Roma, 31 ottobre – “Nonostante i tanti slogan e le promesse elettorali, questo governo sulle pensioni è addirittura riuscito a fare peggio della legge Monti-Fornero. Con le misure previdenziali contenute nel testo bollinato della legge di bilancio, non solo si sposta il traguardo pensionistico per tutti, ma non ci sono risposte per giovani, donne e per chi è attualmente in pensione”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione.Continua a leggere questo articolo »
Pensioni: nonostante gli slogan e le promesse il Governo peggiora la legge Monti-Fornero
NESSUNA RIPOSTA PER GIOVANI, DONNE E PENSIONATI
SI SPOSTA IL TRAGUARDO DELLA PENSIONE PER TUTTI
SI CONTINUA A FARE CASSA SULLA PREVIDENZA
“Quota 103” (62 anni di età e 41 anni di contributi) con il ricalcolo contributivo e le finestre di uscita aumentano di ulteriori quattro mesi per privati e tre per i pubblici, con un tetto massimo 2024 circa 2.392 euro lorde.
Per l’ape sociale si innalza il requisito di età: da 63 anni a 63 anni e 5 mesi.
Opzione donna: viene aumentato il requisito contributivo di un anno, dopo l’azzeramento previsto dal Governo nella scorsa legge di bilancio. Saranno necessari entro il 31.12.2023: 35 anni di contribuzione e 61 anni di età per le casistiche definite precedentemente (cargiver, invalide dal 74%, licenziate o dipendenti aziende con tavolo di crisi aperto).
Dal 01.01.2025 il requisito per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi uno in meno per donne) potrà aumentare, se crescerà l’attesa di vita.
Per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 01.01.1996 viene innalzato l’importo soglia da raggiungere per accedere alla pensione anticipata con 64 anni di età e 20 anni di contribuzione, da 2,8 a 3,0 volte l’assegno sociale (1.600 euro circa), rimane 2,8 volte per le donne che hanno avuto un figlio, 2,6 per coloro che ne hanno avuti almeno due. A 67 anni 1,5 volte l’assegno sociale si abbasserà a 1 volta (533 euro). Vengono introdotte le finestre di uscita trimestrali e un tetto massimo di pagamento fino a 5 volte il trattamento minino (2990 euro circa).
Nessun intervento sulla piena indicizzazione delle pensioni e viene confermato il taglio previsto lo scorso anno; oltre 4 volte il trattamento minimo. Si vuole costituire una commissione che possa rivedere l’inflazione attraverso l’utilizzo del deflattore del Pil, sentito il Cnel.
Taglio sulle pensioni dei pubblici, in quanto vengono riviste dal 01.01.2024 le aliquote di rendimento perla quota di pensione retributiva, per coloro che lavorano negli enti locali, per coloro che sono iscritti alla cassa sanitari o alla cassa pensione degli ufficiali giudiziari o insegnanti di asilo o scuole elementari parificate.
Abbiamo sempre sostenuto che i tavoli di confronto fossero finti e non si sarebbe fatto nulla sulle pensioni, dopo continue promesse e bugie, la verità adesso è chiara!