cgil siena

« | Home | »

Jobs Act: Giovani Cgil a palazzo Chigi, ‘fa acqua da tutte le parti’

di Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 26, 2014

Giovani_ombrelli_JobsActJobs Act: Giovani Cgil a palazzo Chigi, ‘fa acqua da tutte le parti’

26/11/2014 Flash mob con ombrelli bucati sotto la pioggia, questo è il provvedimento sul lavoro
» FOTO VIDEO

Ombrelli bucati in un giorno di pioggia, con su la scritta Jobs Act, per dimostrare come il provvedimento sul lavoro approvato ieri alla Camera faccia ‘acqua da tutte le parti’. Questa l’immagine scelta oggi dai giovani della Cgil, nell’ambito della campagna ‘Xtutti’, per un flash mob promosso a Roma nei pressi di palazzo Chigi, la sede del governo, davanti alla Galleria Colonna. Un folto gruppo di giovani del sindacato guidato da Susanna Camusso, sfidando la pioggia, hanno aperto inutili ombrelli rotti bagnandosi perché, a loro dire, “nient’altro che questo è il Jobs Act: un ombrello bucato che fa acqua da tutte le parti”.

A spiegare il senso dell’iniziativa, che guarda allo sciopero generale del 12 dicembre e che è un passaggio della mobilitazione che accompagnerà il percorso contro il Jobs Act, è Andrea Brunetti, responsabile delle Politiche giovanili della Cgil: “Il Jobs Act fa acqua da tutte le parti, come questi ombrelli bucati che non riescono a fermare la pioggia”.

Il perché, aggiunge il responsabile giovani Cgil, “lo dimostra il fatto che si dice il Jobs Act sia contro la precarietà, ma di fatto non cancella le tante e troppe tipologie contrattuali; si dice che metta insieme i lavoratori di serie A con quelli di serie B ma per adesso l’unico contratto che cancella è quello a tempo indeterminato, mandando così i lavoratori di serie B direttamente in serie C; si dice che estenda le tutele e gli ammortizzatori sociali ma anche questa è una bufala visto che non ci sono risorse adeguate per questi ultimi”. In generale, per fare sintesi, Brunetti fa notare che “si dice che il Jobs Act crei lavoro ma non può farlo. Questo provvedimento non può crare lavoro senza investimenti, ecco perché cambiare le regole senza investimenti che creino lavoro non ha alcun senso”, conclude.

Argomenti: CGIL |