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“L’aumento del costo dei permessi di soggiorno è una operazione senza pudore”

di Ufficio Stampa CGIL Siena | Aprile 28, 2016

permessidisoggiorno2“L’aumento del costo dei permessi di soggiorno è una operazione senza pudore” da www.inca.it

“Con Decreto del Ministero delle Finanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stato disposto l’aumento del costo del permesso di soggiorno elettronico, che passa da 27,50 a 30,46 euro. Oggi chi lo richiede, ne rinnova la durata, aggiorna o ne chiede il duplicato si troverà quindi a versare 110,46 euro per permessi di durata inferiore ad un anno, 130,46 euro per permessi di durata fino a due anni, 230,46 euro per permessi oltre i due anni. E’ una operazione senza pudore”. E’ questo il commento di Inca e Cgil.

“Il Governo – sostengono in una nota congiunta -, già inadempiente nei confronti delle migliaia di richieste di rimborso dell’ulteriore contributo a seguito della condanna di Settembre scorso della Corte di Giustizia Europea, anziché mettere mano alla materia e al costo complessivo del rilascio e rinnovo del Permesso di Soggiorno, mostra indifferenza rincarando l’onere già gravoso per i lavoratori stranieri e famiglie”.

“La sproporzione – aggiungono – è nell’importo complessivo del costo del Permesso, già giudicato eccessivo rispetto alle finalità e alle norme europee e che grava sulle famiglie di immigrati ogniqualvolta si procede ai rinnovi con durata sempre più breve e che quindi si ripresentano con maggiore frequenza. Un modo paradossale di fare ulteriore cassa su chi già contribuisce in modo cospicuo versando tasse e contributi al bilancio dello Stato senza ottenerne uguali diritti e prestazioni corrispondenti”.

“Siamo alla presa in giro – affermano Inca e Cgil – nei confronti degli stranieri già chiamati a versare somme ingenti per poi richiederne subito dopo la restituzione sulla base della Sentenza della Corte di Giustizia Europea, il cui giudizio è vincolante per lo Stato. Una occasione persa dall’esecutivo per cancellare questa tassa ingiusta e riportare il costo del permesso di soggiorno ad una cifra al pari di quello sostenuto per le altre pratiche della Pubblica Amministrazione”.

“L’Inca e la Cgil da tempo e per prime impegnate al contrasto di questa odiosa norma – conclude la nota – hanno avviato la campagna di inoltro delle domande di rimborso e invitano i lavoratori stranieri e famiglie nei propri uffici per ottenere la restituzione di quanto già versato da Gennaio 2012, data di entrata in vigore del decreto sull’ulteriore contributo”.

 

28/04/2016 10.46

Argomenti: CGIL, INCA, patronato, permessi di soggiorno |