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Caporalato, Biagianti e Rossi della Flai Cgil: controlli e sanzioni sono i primi risultati, ora si applichi il Protocollo di Siena e Grosseto in tutte le sue parti.
di Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 9, 2026
Caporalato, Biagianti e Rossi della Flai Cgil: controlli e sanzioni sono i primi risultati, ora si applichi il Protocollo di Siena e Grosseto in tutte le sue parti.
9 ottobre 2026 – Andrea Biagianti (Flai Cgil Siena) e Paolo Rossi (Flai Cgil Grosseto): «Indagini, sanzioni e arresti di queste settimane sono i primi risultati concreti del Protocollo “Codice Etico Agricoltura” siglato dai Prefetti di Siena e Grosseto sullo sfruttamento in agricoltura. Adesso serve la sua massima applicazione soprattutto negli strumenti di auto dichiarazione e controllo degli appalti agricoli. Negli ultimi mesi il lavoro concreto della Flai Cgil ha reso il contrasto allo sfruttamento in agricoltura una priorità istituzionale».
I primi risultati sono arrivati e sono importanti: i provvedimenti più recenti
Ad agosto nella Val di Merse i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, coordinati dalla Procura, hanno scoperto un grave caso di caporalato. Sono stati indagati tre gestori di un’azienda agricola. Il GIP ha disposto il controllo giudiziario: un Amministratore Giudiziario avrà il compito di ripristinare la legalità e di garantire la continuità d’impresa. Siamo di fronte ad una delle prime volte in cui lo strumento dell’amministrazione giudiziaria viene utilizzato per un’azienda agricola, la Procura di Siena ha fornito un segnale che può fare giurisprudenza.
A settembre l’Ispettorato territoriale del lavoro di Grosseto con quello di Siena hanno trovato 13 lavoratori in nero su 17 posizioni verificate. Sono state sospese 4 attività e le sanzioni ammontano a circa 60 mila euro. Poi con l’operazione “Border line” di Guardia di Finanza e Carabinieri sono finiti in carcere un imprenditore e la moglie, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravato. Secondo gli inquirenti avrebbero trasformato il decreto flussi in una fonte di reddito, facendosi pagare fino a 10 mila euro da lavoratori stranieri per impieghi che poi sarebbero risultati fittizi.
Ancora più recente l’operazione dei Carabinieri nel senese di questo ottobre, con i controlli in 9 aziende agricole, tra Sinalunga, Montalcino, Sovicille, San Gimignano e Colle di Val d’Elsa. In 4 sono state trovate irregolarità e 2 attività sono state sospese. Su 47 lavoratori controllati 6 erano in nero. Le sanzioni sono pari a 34 mila euro.
Queste attività di controllo e di indagine rientrano negli obbiettivi del Protocollo firmato lo scorso luglio dai Prefetti di Siena e Grosseto. L’intesa, infatti, mira a rafforzare la legalità nella filiera agricola, favorendo l’emersione delle situazioni di irregolarità. Il fulcro del Protocollo riguarda il contrasto all’intermediazione illecita di manodopera, soprattutto delle cosiddette aziende senza terra.
Andrea Biagianti (Flai Cgil Siena) e Paolo Rossi (Flai Cgil Grosseto): «Bene i controlli ma guardiamo alla piena applicazione del Protocollo».
«Auspichiamo che i Prefetti di Siena e Grosseto, le associazioni datoriali, le Sezioni Territoriali previste dalla legge 199/2016 e le Istituzioni promuovano la piena applicazione del Protocollo, soprattutto nella parte inerente al controllo sugli appalti agricoli – dicono Biagianti e Rossi – Sono stati introdotti due modelli di auto dichiarazione che devono essere sottoscritti rispettivamente dal committente imprenditore agricolo, nell’ipotesi di esternalizzazione mediante appalti di alcune fasi del processo produttivo, e dal titolare della azienda senza terra. Il documento, tra gli altri, si pone anche l’obiettivo di censire le aziende senza terra che operano nel settore agricolo, istituendo a questo fine una “white list” per verificarne la regolarità».
«Ringraziamo i Prefetti, le forze dell’ordine e gli Ispettorati per il lavoro svolto – concludono i due Segretari delle organizzazioni sindacali – ma siamo solo all’inizio. Il contrasto repressivo è importante, ma ora deve funzionare anche la prevenzione. Infatti la necessità di prevenzione, oltre al Protocollo, ispira anche la Proposta di legge della Regione Toscana in materia di contrasto allo sfruttamento e al caporalato nel settore agricolo. Auspichiamo diventi presto legge: la Toscana sarebbe la prima Regione a dotarsi di un provvedimento simile».
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