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Manovra: CGIL, inaccettabile la stretta sulle pensioni

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 4, 2011

Manovra: CGIL, inaccettabile la stretta sulle pensioni
La Confederazione, nel bocciare la manovra economica che “scarica su lavoratori e pensionati il costo del risanamento e non colpisce la ricchezza” avverte: “ci opporremo anche con la mobilitazione”
03/07/2011 da www.cgil.it

La stretta sulle pensioni contenuta in manovra “è inaccettabile” e “ci opporremo anche con la mobilitazione”. Il Segretario Confederale della CGIL, Vera Lamonica, boccia così la norma che blocca al 45% la rivalutazione per gli assegni di valore compreso tra 3 e 5 volte il minimo, quelli superiori ai 1.428 Euro.

Pensioni
“Siamo assolutamente contrari – ha dichiarato Vera Lamonica – e ci opporremo con tutti gli strumenti della mobilitazione. E’ una misura inaccettabile, iniqua e vessatoria che ancora una volta colpisce gli stessi e non le grandi ricchezze. E’ il segno di una manovra che scarica su lavoratori e pensionati il costo del risanamento e non colpisce la ricchezza”.

Nel decreto per risanare i conti pubblici, è stata infatti inserita la mancata rivalutazione delle pensioni oltre i 2300 euro mensili per il 2012 e il 2013 e il tetto per quelle di fascia inferiore che sarà bloccato al 45 per cento di quanto dovuto. Inoltre è previsto l’aumento di almeno tre mesi dell’età minima pensionabile.

Fisco: misure solo per i redditi alti
Nel frattempo la Delega in materia fiscale predisposta dal Consiglio dei ministri ha prefigurato, come era facile prevedere, il tentativo evanescente, quanto pericoloso, di dare credibilità alle promesse elettorali del Governo. Si rende esplicito, infatti, ciò che avevamo da tempo sospettato: il governo intende finanziare la cosiddetta “riforma fiscale” prendendo le risorse dall’assistenza.

La CGIL, con una nota del Dipartimento Politiche economiche ha espresso un giudizio di fondo sulla Delega fiscale, un giudizio che non può che essere estremamente negativo poiché non assume la necessità di riorganizzare il nuovo fisco su diverse platee di reddito, rendendo più efficace ed equa l’azione redistributiva; si predispone un aumento generalizzato dell’imposizione indiretta; non si rompe il legame tra profitti e ricchezze improduttive e “parassitarie”; non si avvia una politica di sostegno al reddito degli incapienti e, in generale, di contrasto alla povertà; non si produce un riequilibrio, a favore del lavoro e delle pensioni, della crescita e dello sviluppo. Oltre il danno, la beffa. Il Presidente del Consiglio ha avuto perfino il coraggio di dichiarare: “Abbiamo creduto di agire con il buon senso da padre di famiglia”.

Tagli agli Enti Locali e all’assistenza
Ma non basta. Dopo aver drasticamente ridotto i finanziamenti destinati ai Comuni e alle Regioni per fare i servizi e aver praticamente cancellato il fondo nazionale per le politiche sociali, quello per i nidi, quello per la famiglia, ora si passa a colpire i diritti soggettivi. Non solo, infatti, in una legge delega che dovrebbe occuparsi di assistenza non si fa cenno ai Livelli essenziali delle prestazioni sociali, ma, dietro termini come “riqualificazione” e “riordino” si sottraggono risorse da tutte le forme di sostegno socio assistenziale, sanitario o previdenziale quali ad esempio l’indennità di accompagnamento il sostegno all’invalidità o i trattamenti pensionistici di reversibilità. Così, per fare una riforma fiscale che finisce con il premiare i redditi alti, quelli da 75.000 euro in su, si colpiscono i diritti delle persone più fragili.

Netto dunque il giudizio negativo della CGIL sulla manovra economica e sulla delega fiscale, come ha detto in più di una occasione il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso.

Nuovi tagli al Welfare, sanità compresa
La manovra si prospetta così come un ennesimo attacco al welfare: dalle pensioni, ai tagli e alla stretta sugli Enti locali, alle inique misure fiscali. Neppure la sanità viene risparmiata. “E’ inaccettabile che a pagare i costi della crisi vengano chiamati sempre i cittadini più deboli, tanto più che la spesa sanitaria in Italia è già più bassa della media UE e dei paesi OCSE”. Così hanno dichiarato Vera Lamonica, e il responsabile Politiche della salute, Stefano Cecconi, commentando i provvedimenti emersi dalla bozza di manovra economica che annunciano ancora tagli alla sanità: “oltre 5 miliardi – ricordano – con un finanziamento per il 2013 e 2014 che verrebbe incrementato al di sotto del PIL nominale e che quindi non coprirebbe nemmeno l’inflazione”.

Oltre alla stangata sul personale, questa volta si annunciano ‘costi standard’ per ottenere risparmi, ma è solo un trucco, perché la manovra ha già stabilito che comunque il finanziamento viene ridotto. Come se non bastasse – spiegano Lamonica e Cecconi – dal 2012 tornano i ‘super ticket’ da 10 euro per ogni ricetta sulle visite specialistiche e dal 2014 sono previsti nuovi ticket sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie, compresi i ricoveri”.

Alla luce di questi provvedimenti la CGIL sostiene che “insistere con i tagli, invece che riqualificare la spesa, vuol dire ‘programmare’ il disavanzo delle regioni, compromettendo il difficile percorso di risanamento di quelle  impegnate nei piani di rientro. Bisogna rovesciare questa impostazione regressiva – concludono Lamonica e Cecconi – che considera il welfare un peso invece che un grande investimento contro la crisi e per lo sviluppo

Una manovra a rate. Siamo all’inizio
E siamo solo all’inizio perché il grosso della manovra, per rimanere nei parametri europei, sarà spostato nei prossimi anni, cercando di rimandare magari i problemi alla prossima legislatura. E già in questa la manovra invece di guardare alle fasce più deboli e ai lavoratori si concentra ancora una volta sui tagli alla spesa sociale e ora perfino alle pensioni. Le tasse, nel frattempo, potrebbero essere ridotte solo per i redditi più alti, mentre per tutti gli altri con la manovra sull’IVA e con gli aumenti delle accise sulla benzina e su tutte le tariffe energetiche si profilano solo nuovi sacrifici.

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Lavoro: CGIL, dati ISTAT evidenziano pericolosissima recessione occupazionale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 1, 2011

Lavoro: CGIL, dati ISTAT evidenziano pericolosissima recessione occupazionale
Secondo quanto diffuso oggi dall’ISTAT i disoccupati a maggio tornano a superare i 2milioni, mentre la disoccupazione giovanile, nel primo trimentre 2011, registra un nuovo record: 29,6%. Per la Confederazione “serve invertire questo trend, ma la manovra è inadeguata”
» NON+ disposti a tutto, giovani colpiti da crisi e da manovra del governo
01/07/2011 da www.cgil.it

A maggio i disoccupati in Italia tornano a superare la soglia dei due milioni, registrando, secondo quanto diffuso oggi dall’ISTAT, un aumento rispetto ad aprile dello 0,8%, che equivale ad un incremento di 17mila unità raggiungendo, quindi l’8,1%. Su base annua, invece, il numero di disoccupati diminuisce del 6,5%, -139mila unità. Ma è la disoccupazione giovanile a conquistare un nuovo record negativo. Nel primo trimestre del 2011, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, la quota dei ragazzi disoccupati, tra i 15 e i 24 anni, sale al 29,6%, dal 28,8% dello stesso periodo del 2010, con un picco del 46,1% per le donne del Mezzogiorno.

Secondo la CGIL, i dati rilevati dall’ISTAT, evidenziano “una pericolosissima recessione occupazionale” che, senza interventi concreti, potrebbe assumere “veri e propri caratteri di allarme”. Il Segretario Confederale CGIL, Fulvio Fammoni sottolinea come rispetto al mese precedente ci siano più occupati e più disoccupati quasi nella stessa dimensione, è un dato spiega che “riflette l’evoluzione dell’enorme bacino di inattivi e scoraggiati che ogni tanto emerge per piccole quote per poi inabissarsi, e che la propaganda del governo non solo non prende mai in considerazione ma tenta di nascondere”.

Positivo, secondo il dirigente sindacale, l’aumento dell’occupazione rispetto al primo trimestre dello scorso anno, ma l’incremento, avverte Fammoni, deve far riflettere: “con questo trend ci vorranno ancora anni per recuperare il divario con il 2008, cioè prima della crisi”. Inoltre, il nuovo lavoro prodotto, aggiunge Fammoni “è a grande maggioranza precario o a part time involontario” e questo conferma “le difficoltà della produzione, la sua scarsa qualità e una quantità oraria di lavoro che non cresce. Testimonia anche – afferma – un fortissimo calo di diritti delle persone che deve essere arrestato superando il proliferare di lavoro precario. Per questo, non basta certo il nuovo apprendistato, bisogna togliere le tante forme di precariato che si usa e di cui si abusa”. Serve quindi “invertire questo trend e se qualcuno affermerà che la manovra approvata va in questa direzione è evidente che bara perché – conclude Fammoni – è insieme ingiusta, inadeguata e sbagliata”.

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Tabelle paga meccanici artigiani luglio 2011

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 1, 2011

Meccanici Artigiani_07_11

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Tabelle paga lapidei artigiani febbraio 2011 – premio

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 1, 2011

Lapidei artigiani 02_11

Argomenti: CGIL, FILLEA, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Tabelle paga lavorazioni meccaniche agricole luglio 2011

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 1, 2011

Lavorazioni agricole 07_11

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Camusso, con accordo fermata la destrutturazione del contratto nazionale e definite regole per l’esercizio della democrazia

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 30, 2011

Camusso, con accordo fermata la destrutturazione del contratto nazionale e definite regole per l’esercizio della democrazia
Un’intesa, quella raggiunta tra Sindacati e Confindustria, che secondo il Segretario Generale della CGIL: ristabilisce la centralità dei Contratti Nazionali, ricostruisce un terreno di regole comuni e porterà alla certificazione della rappresentanza sindacale nel settore privato Testo accordo
» VIDEO: Conferenza stampa Camusso su CGILtv
30/06/2011 da www.cgil.it

A chiusura della riunione dei Segretari Generali della CGIL, tenuta oggi, per discutere dell’ipotesi di accordo su contratti e rappresentanza, siglato nella serata di ieri con CISL, UIL e Confindustria, è il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, a prendere la parola. Lo fa con una conferenza stampa, ricordando, nell’aprire il suo intervento, che anche in un fase così complessa di confronto, il sindacato non ha spostato la sua attenzione da quello che succede nel paese, avvertendo dei gravi effetti che la manovra economica, annunciata dal governo, potrebbe avere.

“Siamo molto preoccupati – ha affermato Camusso – dell’impatto che può causare sul paese una manovra dal carattere ancora recessivo”, i cui effetti, ha spiegato “potrebbero generare un duplice impatto: rendere difficile la ripresa delle attività e dell’occupazione e generare una bassa crescita che porterebbe ad un continuo inseguimento del debito”. Di fronte agli annunci del Ministro Tremonti la CGIL, per voce di Susanna Camusso, rafforza le sue preoccupazioni circa il probabile spostamento del peso del risanamento su assistenza e fisco, senza però modificarne “la logica del prelievo”. Sulla base di questo giudizio, Camusso ha confermato le assemblee e le mobilitazioni annunciate, per poi introdurre il tema al centro della giornata: l’intesa su contratti e rappresentanza.

Nello spiegare le ragioni che hanno portato la CGIL ha siglare l’accordo, Camusso ha voluto sottolineare che, sul piano delle relazioni tra CGIL, CISL e UIL, “si era in assenza di qualunque regola”, una condizione che non permetteva, alle organizzazioni sindacali, di portare avanti, unitariamente, discussioni sulle piattaforme, sugli accordi e verificare con i lavoratori l’esito delle eventuali contrattazioni. Tutto ciò, ha proseguito la dirigente sindacale, “a causa degli strappi verificati con l’accordo separato del 2009” che “prevedeva la possibilità di rapporto con i lavoratori solo in presenza di un’opinione comune tra le organizzazioni sindacali”, mentre, con l’accordo raggiunto ieri, sarà possibile consultare i lavoratori “anche a fronte di opinioni diverse tra i sindacati”. Un metodo di democrazia che dovrà essere declinato “nei regolamenti delle singole categorie”.

Secondo Camusso l’unico modo per ricostruire un percorso comune, superando le distanze accumulate nel tempo con CISL e UIL, è quello di “ripartire dalle regole e dal rapporto tra le organizzazioni e i lavoratori”. “Se qualcuno ci chiedesse – ha proseguito Camusso – qual è il modello migliore, probabilmente ne avremmo pensato un altro”, ma adesso “siamo nelle condizioni di poter dire che abbiamo delle regole che ci permettono di esercitare la democrazia nel rapporto con i lavoratori”. Questa è la prima ragione, spiega la leader della CGIL che “smentisce tutti coloro che in queste ore stanno dicendo che nell’accordo non c’è democrazia e consultazione, né rapporto con i lavoratori”.

Adesso, ha proseguito Camusso, “chiederemo a CISL e UIL di consultare con il voto i lavoratori sull’ipotesi di accordo raggiunta ieri sera” sulla rappresentanza e la contrattazione. “Ad oggi non abbiamo certezza sulla loro risposta”, ha avvertito la dirigente sindacale, “se non ci fosse la loro disponibilità” per una consultazione unitaria “applicheremo le nostre regole che prevedono la consultazione dei nostri iscritti”, secondo i modi che, eventualmente, deciderà il Direttivo della Confederazione, già convocato per l’11 e il 12 luglio.

Ulteriore elemento di soddisfazione per il Segretario Generale della CGIL, pur consapevole di non essere di fronte ad un nuovo modello contrattuale complessivo, è la battuta d’arresto che che si è data al processo di destrutturazione del valore del ‘contratto nazionale’, ristabilendo con chiarezza la “gerarchia delle fonti”, ossia: “è il contratto nazionale a determinare cosa può succedere negli altri livelli di contrattazione”. Con queste ragioni la leader della CGIL smentisce chi continua ad affermare che la FIAT trarrà benefici da questo accordo, “perché la fonte diviene il CCNL che la FIAT ha chiesto invece di cancellare”.

Inoltre, viene introdotto dall’accordo raggiunto, il principio che la rappresentanza nel settore privato sarà determinata, come già accade nel pubblico impiego, dalla certificazione degli iscritti e dal voto delle RSU, “ora bisognerà passare, in tempi brevi, alla fase applicativa” ha affermato Camusso.

Un accordo, ha sottolinea la leader della CGIL, che trova una soluzione anche “rispetto a quei luoghi dove non ci sono RSU”, ma che è chiaramente finalizzato alla loro implementazione, perché “sono proprio le RSU che danno la misura della rappresentanza insieme agli iscritti”. “Tutto l’accordo – ha concluso Camusso – è costruito sul fatto che c’è una relazione tra rappresentanza e voto, e non esclusivamente una relazione tra rappresentanza e organizzazioni sindacali”.

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Guggiari sul Consiglio Provinciale di ieri: importante il richiamo ad una nuova governance per la programmazione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 28, 2011

Il Segretario Generale della CGIL di Siena commenta così le novità emerse dal Consiglio Provinciale di ieri.
“Giudico molto interessante la conclusione dei lavori di ieri – spiega Claudio Guggiari – perché il mix di interventi che sono stati indicati disegna un ambito in cui si evidenziano attenzioni nuove, sia sul fronte delle principali caratteristiche economiche, produttive ed occupazionali della provincia, sia verso necessarie scelte innovative, a partire dai settori manifatturieri. In un contesto dove la sostenibilità ed il rispetto del futuro ambientale del territorio costituiscono un trait d’union inscindibile, pur nella consapevolezza che ciò non può condurci all’immobilismo”.
“Particolarmente importante – continua il Segretario – mi sembra il richiamo alla necessità di definire una nuova governance in materia di programmazione. Sono consapevole che la situazione generale spinge ancor più fortemente a ricercare inclusione, partecipazione e consenso, anche se è pur vero che gli esempi nazionali e non solo spesso insegnano il contrario. Ritengo invece opportuno che tutti si collabori, concorrendo apertamente, responsabilmente, in un quadro condiviso di sistema, alla costruzione del futuro di questa comunità. Ogni attore sociale che comprende di dover mettere al servizio dello sviluppo materiale della collettività il proprio lavoro sa quanto questo è necessario”.
“In questa provincia – conclude Guggiari – a partire dall’azione della stessa Amministrazione Provinciale si avverte questo richiamo, a cui tutti è necessario debbano conformarsi. Il confronto è una pratica a volte difficile ed impegnativa, ma non ci sono scorciatoie che possono sostituirlo senza rischiare di minare la coesione sociale. Questo territorio è in grado di esprimere un livello di concertazione apprezzabile e per quanto ci riguarda, quando abbiamo dovuto decidere per il futuro, come nel caso dell’ultimo accordo in Novartis, l’abbiamo fatto assumendoci le nostre responsabilità. E’ con questo fare che vogliamo concorrere a costruire un domani meno incerto per tanti giovani, donne, lavoratori, precari e pensionati”.

Siena, 28 giugno 2011

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ISTAT, a maggio retribuzioni ferme, + 1,8% su anno

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 27, 2011

Lavoro: ISTAT, a maggio retribuzioni ferme, + 1,8% su anno
L’Istituto nazionale di Statistica fa sapere che a fronte di un tasso d’inflazione del 2,6%, il rialzo tendenziale delle retribuzioni a maggio è stato inferiore a quello dei prezzi al consumo
27/06/2011 da www.cgil.it

Battuta d’arresto per le retribuzioni contrattuali orarie. A maggio le retribuzioni sono rimaste ferme rispetto ad aprile, segnando una variazione nulla, mentre hanno registrato un aumento dell’1,8% su base annua. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’ISTAT, che rilevano un aumento del 2% nella media del periodo gennaio-maggio 2011, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. L’istituto di statistica ricorda inoltre che il tasso d’inflazione annuo a maggio è stato pari al 2,6%, quindi, il rialzo tendenziale delle retribuzioni, anche in questo mese, è stato inferiore a quello dei prezzi al consumo.

Guardando ai diversi settori, a maggio presentano gli aumenti maggiori su base annua Tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (4,1%), Militari-difesa (4,0%), Forze dell’ordine (3,7%) e Attività dei vigili del fuoco (3,4%). Gli incrementi più contenuti, invece, riguardano Ministeri, Scuola, Regioni e autonomie locali, Servizio sanitario nazionale (+0,3% in tutti e quattro i casi).

Inoltre, l’istituto nazionale di statistica stima che l’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per tutto l’anno sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine di maggio, registrerebbe nel 2011 un incremento dell’1,8%. Nello specifico, l’ISTAT fa sapere che alla fine di maggio i contratti in vigore sono 42 e regolano il trattamento economico di circa 8,5 milioni di dipendenti (65,3%). In particolare, nel settore privato è in vigore l’81,8% dei contratti monitorati con quote molto differenziate per attività economica: la copertura è del 100% per il settore agricolo, del 94,6% per l’industria e del 67,6% per i servizi privati. Mentre a partire da gennaio 2010 tutti i contratti della pubblica amministrazione sono scaduti a causa del blocco delle procedure contrattuali e negoziali relative al triennio 2010-2012. Sempre a maggio, secondo i dati diffusi dall’Istituto di statistica, sono in attesa di rinnovo 36 accordi contrattuali corrispondenti a 4,5 milioni di dipendenti, mentre la quota di chi aspetta è pari al 34,7%, in diminuzione sia rispetto al mese precedente (36,7%) sia rispetto a un anno prima (36,4%).

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Manovra: Camusso, scelte ammazza-Paese, solo tagli, niente investimenti

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 27, 2011

Manovra: Camusso, scelte ammazza-Paese, solo tagli, niente investimenti
Il Segretario Generale della CGIL in una intervista al quotidiano ‘La Repubblica’ lancia l’allarme sugli effetti della manovra annunciata da Tremonti: un´operazione che “non si può reggere sul piano sociale” e ripropone una vera lotta contro l´evasione fiscale che può, spiega Camusso, “servire ad allentare il patto di stabilità interno” » Contratti: incontro sindacati, Confindustria aggiornato a martedì
27/06/2011 da www.cgil.it

“Cosa penso della manovra di Tremonti? Che come si sta configurando ammazzerà il Paese. Ci metterà in ginocchio”, dice Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL. “Perché – aggiunge – un´operazione di quel tipo non si può reggere sul piano sociale”.

Vuol dire che finiremo come la Grecia con gli scontri in piazza?
“Voglio dire che con il blocco dei contratti pubblici, con la perdita progressiva del potere d´acquisto delle pensioni, con i tagli agli enti locali costretti a ridurre la qualità e la quantità dei servizi, con la prospettiva dei giovani che è tra disoccupazione e precarietà, non metti di certo al riparo la condizione sociale del paese. Ci vorrebbe una politica di crescita e invece si continua a tagliare e a far pagare a una parte del paese. Ma l’Italia che non cresce è figlia anche di una politica economica depressiva. Perché il problema non è solo quello che ha fatto e fa questo governo; il problema è anche quello non ha fatto e che non fa”.

Nella manovra di Tremonti dovrebbe esserci anche un pacchetto di misure pro-crescita: liberalizzazioni e semplificazioni. Troppo poco?
“Guardi, spero che non ripropongano per l´ennesima volta anche il piano per il Sud. Ormai viene da piangere ogni volta che lo fanno. La verità è che mancano gli investimenti. L´ha capito anche la Lega quando chiede di allentare il patto di stabilità interno per recuperare un po´ di risorse”.

Lei cosa propone?
“Si può fare un´operazione vera sull´evasione coinvolgendo i Comuni e le Regioni. Una parte di ciò che si recupera dall´evasione fiscale può servire ad allentare il patto di stabilità interno”.

Intanto bisogna farla la lotta all´evasione fiscale.
“La CGIL propone di introdurre la tracciabilità a partire da 500 euro. Ma anche di approvare misure stringenti sugli appalti e il caporalato. Il lavoro nero è un pezzo dell´evasione fiscale. Anche se, è evidente, quello che è stato deciso su Equitalia nel cosiddetto ‘decreto sviluppo’ va esattamente nella direzione opposta».

Il Tesoro punta ad anticipare di due anni, al 2013, l´adeguamento dell´età pensionabile alle aspettative di vita. In discussione c´è anche l´innalzamento a 65 anni dell´età pensionabile delle donne dipendenti del settore privato. Tutti i sindacati, non solo voi, hanno detto di no. Potreste decidere anche uno sciopero?
“Ci sono due gravi questioni: la prima è che si vuole fare cassa con le pensioni; la seconda è che si scarica sulle donne una situazione complessa. Sì, ho letto le dichiarazioni contrarie di CISL e UIL. Mi pare un fatto positivo. Se dovessero essere approvate queste ipotesi non si può escludere una reazione. Sarebbe una profonda ingiustizia sociale”.

Dopo tanti anni di discussione dovrebbe arrivare l´aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Ci voleva un governo di centro destra per farlo? Dall´incremento delle aliquote dovrebbero restare esclusi i titoli pubblici. Condivide questa scelta o secondo lei bisognerebbe distinguere in base al livello patrimoniale dell’investitore?
“Io credo che questo, se arriverà, sia il risultato di una campagna che noi abbiamo fatto in maniera esplicita. Ma è un´idea che si è via via rafforzata dopo la crisi. L´inasprimento delle aliquote sulle rendite deve essere solo un pezzo della tassazione sui grandi patrimoni”.

Lei è favorevole all´aumento dell´Iva per compensare la riduzione delle aliquote Irpef?
“Sono assolutamente contraria ad aumentare l´Iva perché produce inflazione a danno soprattutto dei redditi più bassi. E l´inflazione è da sempre una tassa su questi redditi”.

Cosa pensa della riforma fiscale che sta preparando Tremonti con tre aliquote e solo cinque imposte?
“Che il problema sono gli scaglioni di reddito ai quali si applicano le aliquote. Non mi pare che siano stati definiti. L´impostazione, tuttavia, mi sembra che porti ad un aggravamento della pressione fiscale sul ceto medio”.

Le sembra credibile e sufficiente il pacchetto di tagli ai cosiddetti costi della politica?
“Intanto dico che l´antipolitica crescente è un drammatico errore. Bisognerebbe smetterla. E poi che c´è il rischio che così la politica diventi una cosa per ricchi. Perché i parlamentari e chi fa politica abbiano una pensione basterà che si adeguino alle regole di tutti gli altri”.

Con la pensione dell´Inps?
“Esattamente”.

Sembra che sui contratti e la rappresentanza sindacale siate a un passo da un accordo finalmente unitario con la Confindustria. Che significato ha in un contesto come quello attuale?
“Il contesto è effettivamente molto complicato. Rimettere ordine alla funzione della contrattazione sarebbe un risultato molto importante. Continuiamo a lavorare per trovare una soluzione”.

E quale sarebbe secondo lei la soluzione migliore alla Banca d´Italia per il dopo-Draghi?
“Io sono per una soluzione interna alla Banca d´Italia che ne garantisca l´autonomia”.

Vuol dire Saccomanni? “Non faccio nomi”.

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Contratti: incontro sindacati, Confindustria aggiornato a martedì

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 27, 2011

Contratti: incontro sindacati, Confindustria aggiornato a martedì
Per il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, il confronto di oggi su rappresentanza ed efficacia dei contratti “è stato utile e può permetterci di raggiungere un accordo”. Fino al 28 giugno “approfondiremo alcuni punti e cercheremo di trovare soluzioni adatte”
» Le proposte della CGIL su fisco, contratti, democrazia e rappresentanzaVIDEO conferenza stampa su CGILtv
24/06/2011 da www.cgil.it

Sindacati e Confindustria, dopo l’incontro di oggi su rappresentanza ed esigibilità dei contratti, torneranno a confrontarsi martedì pomeriggio, 28 giugno. Soddisfazione è stata espressa dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia e dai leader di CGIL, CISL e UIL. Un incontro definito da tutte le parti sociali “positivo” e che getta le basi per il raggiungimento di una intesa comune su questo fronte.

L’incontro, che si è tenuto presso la Foresteria di Confindustria di Via Veneto e durato oltre 3 ore, ha rappresentato per il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso “una buona occasione di discussione”, che, ha proseguito la leader della CGIL “può permetterci di raggiungere un accordo sulle regole della rappresentanza sindacale e sull’efficacia della contrattazione”. “Da oggi fino al prossimo incontro di martedì – ha concluso Camusso – approfondiremo alcuni punti e cercheremo di trovare delle soluzioni adatte”.

A conclusione dell’incontro, il Segretario Generale della CGIL, ha espresso i suoi auguri a Mario Draghi, nominato ufficialmente alla presidenza della BCE. L’Italia, ha dichiarato Camusso “ha bisogno di una voce autorevole rispetto ai problemi che ha ed al ruolo che deve ricoprire in Europa”. Per Bankitalia, aggiunge, l’auspicio è che “il futuro sia all’insegna del mantenimento dell’autonomia e della competenza”.

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