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WHIRLPOOL: quale futuro…?

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 9, 2008

I sindacati dei metalmeccanici FIOM CGIL e FIM CISL evidenziano che nell’ambito della crisi economica che più o meno uniformemente da tempo si è pesantemente abbattuta in tutta l’area dell’“euro” e che è alla base di un sensibile calo dei consumi delle famiglie il problema non riguarda solo il settore alimentare, ma anche le merci cosiddette ‘durevoli’, creando non poche preoccupazioni per le sorti occupazionali dello stabilimento Whirlpool di Siena.
La multinazionale americana difatti avrà un gran bel da fare per raggiungere a Siena i volumi produttivi previsti per l’anno corrente, vista la conclamata crisi del settore elettrodomestici e nello specifico nel comparto del “bianco” che ‘tradotto’ per l’azienda di viale Toselli significa principalmente congelatori orizzontali.
Una parte delle aspettative di crescita erano state riposte nei programmi di investimento tesi ad innovare e migliorare l’efficienza energetica dei prodotti, così da offrire sul mercato articoli a minor consumo energetico – ma con un prezzo di acquisto maggiore -.
Purtroppo quando una famiglia deve fare i conti con un costo della vita in costante crescita ed un tasso di inflazione come quello attuale che erode i salari e non lascia margini al risparmio, messa alle strette nel momento di dover cambiare il congelatore non più funzionante si ‘arrovella’ nella scelta fra due possibili soluzioni: rinviare l’acquisto a tempi migliori od indirizzarsi verso il prodotto meno costoso; se poi l’elettrodomestico consuma di più… pazienza…, ciò che conta è pensare all’oggi e a quanti soldi rimangono nel portafogli…
La Whirlpool negli ultimi anni ha gradualmente ridotto il numero di dipendenti mediamente occupati in rapporto al numero di congelatori prodotti, aumentando in modo considerevole la propria capacità di competere sul mercato degli elettrodomestici, spesso a scapito dei ritmi di lavoro sempre più incalzanti a cui i dipendenti sono sottoposti. Elemento questo che in funzione della crescente attenzione che il problema della sicurezza sul lavoro richiede è necessario monitorare costantemente onde evitare che la spasmodica ricerca della competitività da parte delle aziende sia fatta ricadere prevalentemente sulla salute dei lavoratori.
Fra l’altro è bene ricordare che tutti gli anni, per un periodo variabile da 6 a 10 mesi, l’Azienda utilizza lavoratori precari, prediligendo fra questi i lavoratori che in origine erano chiamati interinali, vale a dire lavoratori in “affitto” dipendenti di aziende di intermediazione, spesso provenienti da altre regioni e sempre più da altre nazioni, con oggettive difficoltà derivanti dalla ricerca di un alloggio e dal mantenimento del regolare permesso di soggiorno in caso di perdita del posto di lavoro, mano d’opera scarsamente qualificata e facilmente ricattabile il cui impiego massiccio riversa i propri limiti anche sulla qualità del prodotto finito.
FIOM CGIL e FIM CISL, pur ritenendo che nell’immediato i segnali di difficoltà rilevati siano superabili senza pesanti ripercussioni a carico dei lavoratori, non escludono che in mancanza di un’inversione di tendenza l’Azienda possa fare ricorso alla cassa integrazione, scongiurando che qualora tale situazione perduri ed i volumi produttivi accusino un’ulteriore flessione la Whirlpool non prenda in considerazione un graduale disimpegno per il mantenimento in loco della produzione.
Ad avvalorare tale preoccupazione pesa anche la politica imprenditoriale sempre più indirizzata, nelle medie aziende e a maggior ragione nelle multinazionali, a liberarsi del peso degli immobili di produzione e dei terreni dove queste sono ubicate, così da ottenere liquidità immediata e svincolarsi dall’unico legame fisico che le tiene ancorate al territorio. Operazione che la Whirlpool ha portato a termine lo scorso anno per lo stabilimento di Trento ed alla quale, viste le caratteristiche dell’area dove si trova lo stabilimento senese, particolarmente appetibile per insediamenti di altro tipo rispetto a quelli industriali, non vorremmo si dovesse assistere anche a Siena.

FIOM CGIL e FIM CISL Siena

Siena, 9 settembre 2008

Argomenti: aziende, CGIL, FIOM, metalmeccanici |

Presentazione della dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo per le pensioni soggette al divieto di cumulo parziale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 9, 2008

Il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo, precedentemente fissato al 31 luglio scorso, è stato prorogato alla fine del mese di settembre.
Pertanto i pensionati soggetti al divieto di cumulo parziale avranno tempo per presentare il mod. 503 AUT fino al 30 settembre 2008.

Per ulteriori informazioni: Patronato INCA CGIL Siena, La Lizza 11, tel. 0577-254842.

Argomenti: CGIL, INCA, pensionati, pensioni, servizi |

Il Comitato Direttivo della FLC CGIL Siena contro i provvedimenti della Gelmini

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 8, 2008

Il Comitato Direttivo FLC CGIL di Siena riunitosi in data 8 settembre, nell’analizzare la situazione politico-sindacale con riferimento ai comparti della scuola, università, ricerca e afam, giudica negativamente:

la manovra finanziaria del Governo che:
taglia risorse alla scuola pubblica e all’università, rendendo sempre più difficile rispondere ai bisogni formativi degli studenti;
paventa la trasformazione delle università in fondazioni, aprendo scenari preoccupanti per un bene comune quale deve essere il sapere e mettendo in discussione il diritto allo studio di tutte e di tutti;
blocca il turn over in tutto il pubblico impiego, impedendo la stabilizzazioni di precari che da tempo attendono la trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato.

Esprime la propria netta contrarietà relativamente al Decreto Legge 137 del 01/09/2008  che smantella il sistema organizzativo della scuola primaria, reintroducendo il maestro tuttologo e riduce drasticamente a 24 il numero delle ore di scuola, spazzando via tra l’altro anche l’esperienza del tempo pieno che nella nostra regione ha una forte diffusione.

Da oltre trent’anni la scuola primaria, cioè la scuola dei bambini e delle bambine, ha vissuto continui e importanti cambiamenti. Possiamo naturalmente discutere di questa storia che attraversa fasi sociali e stagioni politiche diverse e ricercare nuove risposte adeguate alle complesse esigenze formative.
Ma dobbiamo aver chiaro e per quanto ci riguarda riaffermare che:
 la scuola primaria si è sviluppata allargando progressivamente la propria attività formativa sia come tempo scuola, con l’attivazione delle classi a tempo pieno, che come attività e contenuti educativi e di studio, introducendo il sistema di lavoro collegiale tra gli insegnanti che ha favorito la specializzazione e la coerenza di questo settore educativo con la complessità sempre maggiore delle conoscenze;
 la scuola primaria ha fatto dell’accoglienza e dell’inclusione sociale tratto costitutivo della sua identità formativa e della riconosciuta identità professionale degli insegnanti che vi operano, le maestre e i maestri;
 si è modificato e sempre mantenuto e spesso rafforzato il rapporto tra scuola e territorio. La scuola primaria è vissuta dai cittadini e dalle famiglie come la scuola della comunità, particolarmente nelle realtà più decentrate;
 nel generale mutamento di riferimenti educativi condivisi la scuola primaria garantisce un’importante funzione di coesione sociale e di orientamento educativo in un contesto di accoglienza e convivenza delle diversità culturali e sociali.

Questa operazione non è che la semplice dismissione di una organizzazione didattica che ha funzionato e che funziona bene, determinata da scelte solo e soltanto di natura economica, che porterà poi a rincorrere le soluzioni più strane e arrangiate, con la conseguente destrutturazione della scuola pubblica sulla pelle dei bambini e delle bambine e delle loro famiglie.

Il Comitato Direttivo FLC CGIL di Siena chiede che il decreto non sia convertito e che il parlamento abbia un sussulto di autonomia anche nelle componenti che sostengono questo governo e questo ministro e chiama tutti alla mobilitazione: cittadini, famiglie, i lavoratori della scuola. Le istituzioni locali e la Regione devono rappresentare punti di riferimento forti in questa iniziativa.
Affinchè non si strappi questa pagina.

Siena, 08.09.08

Argomenti: CGIL, FLC, maestro unico, scuola |

Scuola – Epifani: “Possibile protesta molto estesa”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 8, 2008

“C’e’ molta preoccupazione nei ragazzi e nelle famiglie per la riforma. E’ un problema molto serio e può costituire il fulcro di una protesta molto estesa”. Lo afferma il segretario della Cgil Guglielmo Epifani annunciando una mobilitazione contro le riforme del ministro Maria Stella Gelmini e in particolare contro il maestro unico alle elementari. “Non ci può essere soltanto una logica quantitativa. Non si può pensare a tagliare solo perché si deve risparmiare, non si può a pensare a 100 mila insegnanti in meno, a 50 mila amministrartivi in meno considerandoli a prescindere senza pensare dove servono e dove non servono” – prosegue Epifani . “La scuola non può vivere in una logica solo quantitativa ma si deve pensare anche alla qualità. La scuola elementare è riconosciuta unanimamente come una eccellenza e quello che sta succedendo pone dei problemi molto delicati”.

(Rassegna Sindacale 08/09/2008)

Argomenti: CGIL, scuola |

Riforma contrattuale – Epifani: “Non firmiamo un accordo a prescindere”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 7, 2008

Cernobbio, il leader Cgil a colloquio con Marcegaglia sulla riforma contrattuale:
“Il nostro sì non è scontato, ci sarà solo se le condizioni ci soddisfano”
Perplessità su Alitalia: “Non c’è trasparenza sul numero degli esuberi”
“Se il governo non cambia politica fiscale e retributiva, sarà un autunno delicato”

“Non firmiamo un accordo a prescindere, firmeremo soltanto se ci saranno le condizioni che rispondono alle richieste del sindacato”. Usa toni duri Guglielmo Epifani al termine di un faccia a faccia durato due ore con Emma Marcegaglia sul nodo della riforma contrattuale.
La firma della Cgil entro settembre sul tema dei contratti non è scontata, mette in chiaro il segretario generale da Cernobbio, dove a margine del workshop Ambrosetti ha avuto il lungo incontro con il presidente di Confindustria.
E aggiunge: nella trattativa in corso “è del tutto inopportuno lanciare ultimatum”. Una secca replica a Marcegaglia che ieri, sempre da Cernobbio, aveva ribadito come l’obiettivo di viale dell’Astronomia fosse quello di chiudere la partita sul rinnovo contrattuale entro il 30 di settembre, esortando i sindacati a firmare l’accordo. “Questa riforma dei contratti – aveva detto Marcegaglia – è un’occasione irripetibile ed è l’unico modo per poter aumentare anche gli stipendi. La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche”.
Un’uscita di forza che non è piaciuta al leader della Cgil: “Ci sono punti su cui stiamo discutendo da un mese. Non c’è una visione condivisa e perciò bisogna continuare a discutere”, ha detto Epifani.
Il segretario della Cgil ha espresso preoccupazione anche per Alitalia: “Non c’è trasparenza sul numero degli esuberi, si parla di 3mila o 7mila ma 3mila o 7mila sono un altro conto”. E non c’è neppure molta chiarezza sul piano industriale, lamenta Epifani. “Il rapporto tra i costi che pagano i cittadini, il piano di rilancio e la difesa dell’occupazione deve essere equilibrato altrimenti si dà troppo vantaggio ai privati e poco al sistema della collettività. Oltretutto in questo modo non si lavora per il rilancio di Alitalia”.
L’autunno sarà particolarmente “delicato”, conclude il segretario, soprattutto per quel che riguarda redditi e occupazione, e se il governo non invertirà la rotta sulla politica fiscale e retributiva i sindacati non potranno stare fermi.
(“La Repubblica” – 7 settembre 2008)

Argomenti: CGIL |

Alitalia – Epifani: “Brunetta ha perso un’occasione per stare zitto”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 4, 2008

Roma, 4 settembre – La Cgil sarà oggi all’incontro tra governo e sindacati sul piano Alitalia, anche se “le premesse non sono buone perché Alitalia è tecnicamente fallita”, e bisognerà “cercare in una via molto stretta per trovare un equilibrio tra un piano di rilancio credibile” e “la risposta al maggior numero possibile di lavoratori”. Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parla dell’incontro in programma oggi al ministero del Lavoro, nel corso della trasmissione Panorama del giorno su Canale 5.

“Come sempre ci saremo e diremo la nostra”, afferma Epifani, aggiungendo che la Cgil “tratterà per far passare il punto di vista più utile per il Paese e per i lavoratori”. Tuttavia, precisa, “se il piano alla fine non fosse quello necessario per il rilancio della compagnia ma un modo per tirare a campare”, allora “ovviamente diremo di no”.

Quanto agli strumenti che il sindacato avrebbe per opporsi, Epifani dice che “non ce n’è praticamente nessuno”, ma aggiunge che “la coerenza della posizione vale più di qualsiasi altra cosa”. Epifani, inoltre, respinge responsabilità del sindacato sulla situazione attuale della compagnia aerea e parla di “errori di politica industriale molto evidenti”. Sull’accusa, infine, di aver bocciato in passato i tentativi di accordi alla pari con Klm e Air France, Epifani ricorda che “la Cgil era favorevole all’uno e all’altro, ma furono i due governi del tempo, uno di centrosinistra e uno di centrodestra, a far naufragare le due ipotesi”.

Infine, al ministro della Funzione pubblica, secondo il quale sul salvataggio di Alitalia bisogna andare avanti anche senza il sì del sindacato, il numero uno della Cgil replica: “Brunetta ha perso un’occasione per stare zitto, visto che non gli compete né il piano industriale né il problema degli esuberi”.

Argomenti: CGIL |

CE.FO.ART: corsi per parrucchiere ed estetista

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 2, 2008

CE.FO.ART (CEntro di FOrmazione per l’ARTigianato), agenzia formativa accreditata dalla Regione Toscana, informa che sono aperte le iscrizioni per i corsi di qualifica per parrucchiere ed estetista.

Per ulteriori informazioni telefonare allo 0577-530142.

Argomenti: CE.FO.ART |

Alitalia – Epifani: “Non accettiamo il prendere o lasciare”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 2, 2008

Leggi l’intervista di oggi del quotidiano “Corriere della Sera” a Guglielmo Epifani, Segretario CGIL:

http://www.cgil.it/nuovoportale/rassegnastampa/Interviste/080902.Epif.pdf

Argomenti: CGIL |

Epifani critica Confindustria

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 1, 2008

L’intervista a “La Repubblica” di oggi lunedì 1 settembre.

ROMA – Nessun ultimatum. Come sempre Guglielmo Epifani usa i toni pacati, ma è altrettanto netta la sua strategia per affrontare una partita decisiva anche per il futuro del sindacato: l’ultima crisi dell’Alitalia con le nuove regole del gioco approvate dal governo Berlusconi, con la cordata di imprenditori italiani guidata da Roberto Colaninno e benedetta dalla Confindustria. E con i sindacati considerati i primi responsabili del mancato accordo con Air France. Appena tornato da Denver, dove ospite dei sindacati americani ha partecipato all’ incoronazione di Barack Obama, Epifani ha fatto il punto con la delegazione della Cgil che da oggi affronterà al ministero del Lavoro il negoziato per l’Alitalia. «Non possiamo accettare la logica del prendere o lasciare», ha detto il leader della Cgil impostando la trattativa. E sarà questa la risposta che arriverà al tavolo di Via Flavia anche all’advisor Corrado Passera per il quale senza l’accordo con il sindacato il progetto per la Nuova Alitalia rientrerà nel cassetto. Le regole di una trattativa, per la Cgil, restano quelle di sempre. Anche se l’Alitalia è fallita, anche se il suo commissariamento è del tutto anomalo, anche se sulla carta c’ è già una nuova compagnia, anche, infine, se è difficile immaginare un’alternativa che non sia baratro per i ventimila dipendenti della Magliana. «Bisogna negoziare. Ci vuole una trattativa vera», ha insistito Epifani. «Aprire un confronto a partire dal piano industriale». Poi ci sarà la gestione degli esuberi. Ma c’ è anche un altro fronte che ora interessa l’Alitalia e che domani potrà riguardare qualsiasi altra impresa in difficoltà: la possibilità di cedere rami d’azienda e anche di singoli lavoratori a un’altra società. «Nel decreto del governo – è allora la tesi di Epifani – ci sono problemi seri. Va rimesso a posto, cambiato». Perché il rischio è che di fronte a una fase di difficoltà un’azienda possa disfarsi di alcuni pezzi. E’ una questione che la Cgil ha già osteggiato all’epoca della legge Biagi. Insomma la Cgil punta a un confronto a tutto campo: capire, da una parte, se l’obiettivo è rilanciare l’Alitalia oppure ridimensionarla a un vettore regionale con scarse prospettive sul terreno della competitività e chiarire, dall’altra, tutte le implicazioni del decreto che ha fissato le nuove procedure fallimentari. Ragionamento che vale anche per gli ammortizzatori sociali. Perché se per gli esuberi dell’Alitalia sarà possibile ricevere per quattro anni l’indennità di cassa integrazione e per tre, senza alcuna interruzione, quella di mobilità, indipendentemente dall’età e dalla regione di residenza, questo dovrà essere possibile per tutti gli altri lavoratori. «Le regole – sostiene Epifani – devono essere uguali per tutti». Sul negoziato peserà, indirettamente, pure il ruolo degli industriali, quelli che hanno dato vita alla cordata, ma non solo. «Il loro atteggiamento – ha sostenuto Epifani – non mi stupisce. Conosco bene gli industriali italiani. In quella cordata c’ è chi ci si è messo per una sfida, come Colaninno, ma pure chi lo fa visibilmente per altri fini (penso ai costruttori o agli assicuratori) e chi ancora con qualche conflitto di interesse (Benetton tra tutti). E invece il successo di un’azienda, come insegnano i rilanci di Fiat e Piaggio, dipende proprio dalla concentrazione sul core business». Né si può dire che «le regole del gioco le fissa le politica e l’imprenditore si adegua». «Perché quando il centrosinistra ha approvato alcune norme pro labour la Confindustria si è fatta sentire, ha protestato. Eccome.». Ecco, la Confindustria di Emma Marcegaglia, il cui gruppo è entrato nel capitale della Compagnia aerea italiana, e con la quale da domani si riparlerà della riforma dei contratti. Ed è una critica forte quella che Epifani ha rivelato ai suoi: «Colpisce la disinvoltura della Confindustria rispetto al tema dei conflitti di interesse, delle leggi ad hoc. Mi pare più “adattabile”, meno ferma sui principi di fondo rispetto a poco tempo fa».

Argomenti: CGIL |

Epifani: “Niente atti di forza su Alitalia”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 1, 2008

Leggi l’intervista di oggi del quotidiano “L’Unità” a Guglielmo Epifani, Segretario della CGIL:

http://www.cgil.it/nuovoportale/rassegnastampa/Interviste/080901.Epifani.pdf

Argomenti: CGIL |

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