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Il Senatore Passoni alla RDB

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 12, 2011

Ancora solidarietà ai lavoratori della RDB di Montepulciano.

Oggi al presidio permanente dei lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento RDB di Montepulciano è giunto il Senatore PD Achille Passoni che ha voluto manifestare personalmente vicinanza e massima attenzione alla vertenza delle maestranze aziendali.
Nell’occasione Gian Luca Scartoni della FILLEA CGIL di  Siena ha sintetizzato lo stato attuale della vertenza e la preoccupante situazione di stallo che rende estremamente incerto il futuro del Gruppo e nello specifico del sito produttivo poliziano, specificando che purtroppo quella di RDB non è una crisi isolata bensì la punta di un iceberg – viste le numerose crisi presenti in tutta la Valdichiana – che sta mettendo a repentaglio il tessuto economico e occupazionale della zona.
Nel portare la solidarietà di tutto il gruppo dei Senatori toscani Passoni ha raccolto le preoccupazioni dei lavoratori presenti e si è preso carico di promuovere azioni di sostegno, anticipando fra l’altro l’intenzione di redigere un’interrogazione parlamentare da presentare in Senato appena insediato l’auspicato nuovo Governo.
Nel lasciare il presidio il Senatore ha salutato i lavoratori con un “arrivederci” dando la disponibilità ad essere presente nei prossimi giorni alle iniziative che le maestranze vorranno intraprendere.

Montepulciano, 12 novembre 2011

Argomenti: aziende, FILLEA, presidio, valdichiana |

Crisi: Camusso, 3 dicembre tutti in piazza per risollevare un Paese che il Governo ha portato al disastro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 11, 2011

Crisi: Camusso, 3 dicembre tutti in piazza per risollevare un Paese che il Governo ha portato al disastro
Il leader della CGIL torna a commentare l’epilogo del Governo Berlusconi: “deve andarsene il prima possibile” per dare così la parola agli elettori. Inoltre, invita tutti e tutte a partecipare alla manifestazione nazionale promossa dalla Confederazione per “far valere le ragioni del lavoro, ragioni che questo governo ha totalmente dimenticato”
11/11/2011 da www.cgil.it

La CGIL, per voce del suo Segretario Generale, Susanna Camusso, torna a denunciare le politiche fallimentari di un Governo che “ ha portato il Paese al disastro” e che ora “deve andarsene il prima possibile”, per dare così la parola agli elettori. La leader della CGIL, intervenendo ad un’assemblea dei lavoratori del call center Teleperformance a Taranto, rilancia, inoltre, la mobilitazione di tutta la Confederazione e conferma la manifestazione nazionale del 3 dicembre, per il lavoro e per cercare soluzioni ai tanti “guai che questo governo ci ha creato”.

“Siamo alla conferma di un governo che, non avendo affrontato la crisi, ha portato questo Paese al disastro. E’ assolutamente essenziale che se ne vada il prima possibile e non continui a tenere il Paese in balia di un giudizio di non credibilità che tutto il mondo ha nei nostri confronti”. Ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL che ha sottolineato la necessità di “mettere al riparo il Paese e dare il più rapidamente possibile la parola agli elettori”. “Capiamo – ha aggiunto – che non si può andare alle elezioni con un governo come questo perchè terrebbe il Paese nella sua non credibilità e quindi bisogna fare un governo d’emergenza con garanzia del presidente”. Sull’eventuale governo Monti, la leader del sindacato di Corso d’Italia, ha aggiunto “non esiste nessun governo di cui si possa parlare finchè il presidente della Repubblica non adempie al suo ruolo. Se assegnerà l’incarico daremo il nostro giudizio”.

Il 3 dicembre la CGIL sarà di nuovo in piazza per ‘risanare’ i mali prodotti dal Governo Berlusconi e a favore del lavoro, “quello che – come sottolineato da Camusso – bisogna costruire, quello che bisogna difendere, quello che bisogna rendere stabile e non precario”. “Penso ai tanti lavoratori – ha proseguito – che sono in mobilità per raggiungere la pensione e che grazie alle norme introdotte dal governo rimarranno disoccupati”. “In piazza San Giovanni faremo valere le ragioni del lavoro, ragioni che – ha concluso il Segretario Generale della CGIL – questo governo ha totalmente dimenticato”.

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L’Esecutivo Valdichiana sulla crisi: “Fare fronte comune”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 10, 2011

VALDICHIANA IN “CRISI”

L’Esecutivo della Cgil Valdichiana, riunitosi oggi presso la Camera del Lavoro di Sinalunga, esprime vicinanza e solidarietà ai lavoratori della RDB di Montepulciano che da oltre un mese sono in presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda per difendere con le unghie e con i denti il loro lavoro. Il presidio, portato avanti con molto sacrificio, evidenzia una dignità profonda e merita ammirazione e sostegno: è assurdo che un’azienda che esprime valide professionalità e che ha potenzialmente interessanti spazi di mercato rischi di implodere a causa dell’insensata condotta del management.

L’Esecutivo esprime allo stesso modo piena solidarietà a tutte le altre numerose ed altrettanto serie situazioni di crisi che investono donne e uomini della Valdichiana dipendenti di tante aziende in difficoltà; nel dichiarare a tutti loro la propria vicinanza sottolinea la disponibilità a sostenerli nella lotta anche tramite scelte forti ed importanti come quella messa in atto dai lavoratori della RDB.

Oltre alla prioritaria gestione delle crisi, rimane comunque la fortissima preoccupazione per il futuro. Tutti i posti di lavoro che si stanno perdendo difficilmente saranno recuperabili a breve; si profilano dunque tempi duri sul fronte occupazionale e si rischia un ulteriore impoverimento sociale ed economico della già fragile Valdichiana. Impoverimento aggravato dalle assurde e recenti scelte governative.

Ora più che mai è necessario che tutti i soggetti, partire dalle associazioni di categoria, facciano fronte comune per tutelare e mantenere l’economia del nostro territorio già provato dalle crisi degli anni passati.

 CGIL Valdichiana

Sinalunga, 10 novembre 2011

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Crisi: CGIL, fine Governo Berlusconi, risultato positivo per il Paese

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 10, 2011

Crisi: CGIL, fine Governo Berlusconi, risultato positivo per il Paese
La Confederazione ritiene che “il corretto epilogo della crisi di governo aperta sia il ricorso alle urne” e ribadisce la necessità di “un governo di emergenza, di transizione e di garanzia del Presidente della Repubblica che possa affrontare il problema del ripristino della nostra credibilità internazionale” »
10/11/2011 da www.cgil.it

“La fine del governo Berlusconi, delle sue politiche di divisione sociale, di attacco al lavoro, di penalizzazione del lavoro pubblico e delle autonomie locali è uno straordinario e positivo risultato per il Paese ed è frutto non solo del giudizio di non credibilità sancito dai mercati in questo periodo ma soprattutto della lunga stagione di lotte del lavoro e sociali che hanno attraversato il Paese in questi anni di cui la CGIL è stata a pieno titolo soggetto fondamentale”. E’ quanto si legge in una nota della Segreteria Confederale della CGIL.

“La crisi mondiale all’origine della crisi europea e nazionale – prosegue la nota – dispiega ancora i suoi effetti e dimostra, in particolare in Europa, che non si può sacrificare la democrazia ed inseguire ricette finanziarie e liberiste. I ritardi europei e l’assenza di un governo politico sono parte della drammatica crisi che il Paese vive in queste ore. Ciò nulla toglie alla responsabilità del governo Berlusconi che ha reso oggi il nostro Paese non credibile, inadeguato, incapace di reagire e sottoposto a commissariamento e tutela”.

Proprio per questo la CGIL ritiene che “il corretto epilogo della crisi di governo aperta sia il ricorso alle urne. La drammatica situazione, la pressione europea e internazionale nei confronti del Paese impongono che non sia l’attuale governo dimissionario a guidare il Paese alle elezioni”. A questo fine la CGIL pensa che sia necessario un governo di emergenza, di transizione e di garanzia del Presidente della Repubblica che possa affrontare il problema del “ripristino della nostra credibilità internazionale. In questo senso una nuova credibilità richiede che sia dato subito un segno di discontinuità attraverso equità fiscale (patrimoniale) e l’attenzione al lavoro, a partire dai giovani”.

“La CGIL cosciente che ancor di più in queste ore va dimostrato il senso di responsabilità del Paese mette a disposizione le sue proposte (contromanovra presentata in occasione dello sciopero generale dello scorso 6 settembre) ed intende, anche con la mobilitazione del 3 dicembre, ribadire la centralità del lavoro, condizione per delineare un futuro diverso da quello che le politiche berlusconiane hanno tracciato, determinando un pesante costo che oggi – conclude la nota della Segreteria Confederale della CGIL – è sulle spalle dei cittadini italiani ed in particolare delle nuove generazioni”.

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Crisi: Camusso, l’anno peggiore sarà il prossimo

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 10, 2011

Crisi: Camusso, l’anno peggiore sarà il prossimo
La leader della CGIL in una intervista al settimanale ‘Famiglia Cristiana’ esprime timore per il 2012: “la situazione sarà più grave soprattutto per i giovani. Sì a un patto tra generazioni, ma senza togliere diritti ai padri per darli ai loro figli”
10/11/2011 da www.cgil.it

Susanna Camusso festeggia un anno alla guida della CGIL (il 3 novembre del 2010 sostituiva Guglielmo Epifani, diventando la prima donna a raggiungere il vertice della confederazione) e snocciola le date degli eventi che hanno segnato la sua esperienza. «Due scioperi generali, le manifestazioni delle categorie, la stagione della ripartenza dei movimenti. La grande giornata delle donne il 13 febbraio, il grande raduno dei giovani “Il nostro tempo è adesso” il 9 aprile. É stato un anno movimentato. Un anno vissuto molto intensamente. Per il nostro Paese anche molto pericolosamente. Un anno in cui abbiamo continuato a resistere rispetto a politiche del Governo che giudicavamo sbagliate. In questo il 2011 non è l’anno peggiore. Noi siamo motto preoccupati soprattutto per l’anno prossimo».

E’ stato un anno in trincea?
«Non è stato soltanto un anno in trincea. E’ stato, ad esempio, l’anno dell’accordo con Confindustria sulla contrattazione. Direi che è stato un anno con tante facce. Un anno in cui sul piano delle politiche di Governo è continuato e si è anche progressivamente accentuato un attacco al lavoro, con la proposta di cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Si sono segnalati i soliti noti e sono stati difesi gli interessi di pochi. Il Paese si stava rassegnando. Rassegnando all’impoverimento, all’immutabilità del quadro politico, all’individualismo e all’egoismo sociale. Invece c’è stata un’inversione di tendenza. Hanno finalmente cominciato a prendere voce soggetti collettivi che si sono ritrovati e sono riusciti a rimettersi insieme».

Con CISL e UIL oggi sono più le ragioni che vi uniscono o quelle che vi dividono?
«lo credo che ci unisca una convinzione molto importante: la convinzione che la politica del Governo non ci tira fuori dalla crisi. Se la proposta è quella di discutere sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, allora non se ne parla neanche. Non è con i licenziamenti che si crea lavoro. Iniziato all’insegna della prosecuzione della rottura sindacale, l’anno potrebbe terminare con l’unità. Potrebbe, perché tre anni di divisione pesante sono effettivamente tanti. Le strategie si sono differenziate. Perché poi, ricordiamocelo, il 2011 è anche l’anno degli accordi separati della FIAT. L’anno si apre con quello di Pomigliano, seguito dal referendum a Mirafiori».

Cosa vi divide attualmente?
«Ci dividono le ricette per uscire dalla crisi, anche se sento parlare dal Segretario della CISL Raffaele Bonanni di patrimoniale e questo mi fa piacere. Prima non lo aveva mai detto. Ci divide il giudizio sugli accordi alla FIAT. Però siamo passati decisamente a una nuova stagione, una stagione in cui tutti insieme diciamo: quella ricetta lì non ci porta fuori dalla crisi. E non porta sviluppo. Perché, poi, uno dei vantaggi che il Governo ha avuto è stata proprio la divisione del sindacato. Che ha usato ampiamente».

L’uscita della FIAT da Confindustria cosa significa secondo lei?
«lo penso che la FIAT sia uscita da Confindustria perché il Lingotto rifiuta le regole e la mediazione collettiva. Perché tutto nasce dall’idea della FIAT di non applicare più il Contratto nazionale di lavoro. Se tu rifiuti quel ruolo, diventa difficile immaginare in che rapporto stai con Confindustria».

Il Governo Berlusconi vi accusa di ragionare con schemi ottocenteschi, ideologici, che guardano all’azienda come a una controparte conflittuale, secondo i vecchi schemi della lotta di classe…
«E vero, il Governo ha fatto tutto ciò».

Ma a volte non è meglio trovare una mediazione che andare in piazza, per salvare il lavoro e le fabbriche?
«Guardi, in questo periodo mi viene sempre più spesso in mente un ministro del Lavoro come Carlo Donat-Cattin, con cui noi abbiamo litigato molto. Non era un ministro che dava ragione. Ma non gli sarebbe mai passata in testa l’idea che la sua funzione era quella di dividere il sindacato. Non avrebbe mai gioito di un accordo separato o di un contratto separato».

La critica che viene fatta alla CGIL è che protegge determinate fasce di lavoratori, quelle con i contratti a tempo indeterminato e i pensionati, abbandonando a sé stesse le categorie meno protette: i giovani con contratti precari, i co.co.co, gli assunti a progetto…
«E’ un’osservazione che sento spesso fare e la trovo un luogo comune. Le due nostre categorie più in crescita dal punto di vista della rappresentanza sono la SLC (Sindacato dei lavoratori della comunicazione) e la FILCAMS (Sindacato dei lavoratori del commercio): età media 30 anni, donne, migranti e giovani».

E le frange giovanili rimaste in strada? Quelle che non hanno nemmeno la possibilità di versarsi i contributi?
«Quando ci riusciamo ci occupiamo anche di loro. Purtroppo una delle cose peggiori che ha fatto il Governo è il collegato al lavoro, che ci impedisce di occuparci di questi giovani. La SLC è la categoria che organizza il call center e noi siamo il primo sindacato in tutti i call center. Abbiamo fatto decine di migliaia di tessere. Quando si dice questa cosa si parla di una verità. Noi non riusciamo a raggiungere tanti giovani che sono, come dire, dispersi nel territorio, ma dove ci sono luoghi di lavoro non è vero che noi rappresentiamo i vecchi. Anzi. Il sindacato c’è».

È d’accordo sul salario minimo garantito?
«No, non mi convince. Perché il salario minimo garantito diventerebbe un nemico della contrattazione e un nemico della redistribuzione efficace del reddito. In parole povere, il salario minimo garantito abbassa i salari. Ci sono altre forme da sviluppare per la protezione sociale».

Esiste l’esigenza, secondo lei, di un patto generazionale?
«L’esigenza c’è, ma non è vero che un patto generazionale si fa togliendo dei diritti agli altri. Magari dai padri per darli ai figli. Io penso che noi dovremmo riuscire (ma non abbiamo un Governo con cui dialogare) a fare un ragionamento serio sugli ammortizzatori sociali. Per esempio allungando l’indennità di disoccupazione e assicurando la copertura dei periodi di intermittenza per i precari. Il vero patto generazionale non è tra padri e figli. Perché ci sono padri ultracinquantenni che hanno perso il lavoro. Il vero patto è tra i lavoratori che stanno in luoghi organizzati e i lavoratori dei call center o dispersi e quasi irrintracciabili».

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Governo: Camusso, timore per misure su licenziamenti in maxiemendamento. Il 3 dicembre CGIL in piazza per il lavoro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 9, 2011

Governo: Camusso, timore per misure su licenziamenti in maxiemendamento. Il 3 dicembre CGIL in piazza per il lavoro
Ai microfoni di RadioArticolo1 il Segretario Generale della CGIL all’indomani del voto alla Camera sul rendiconto di bilancio, afferma: “la sfiducia verso il premier è dovuta al fatto che ha sbagliato tutto per tre anni”
09/11/2011 da www.cgil.it

All’indomani del voto alla Camera al rendiconto di bilancio, con soltanto 308 voti favorevoli e 320 non votanti e un astenuto, che ha portato alla perdita della maggioranza da parte del Governo Berlusconi, il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, intervistata da RadioArticolo1 afferma “se ne deve andare a casa”. Un monito che verrà rilanciato il 3 dicembre in occasione della manifestazione nazionale della CGIL in programma a Roma a piazza San Giovanni. Sono molteplici gli esiti che la leader della CGIL, nello scenario politico attuale pone al vaglio: se il 3 dicembre, ci sarà ancora il Governo Berlusconi, spiega Camusso, “il messaggio sarà quello che fa male al Paese, e che quindi deve andare a casa”. Se invece ci sarà un altro governo, prosegue la leader della CGIL “rivendicheremo una politica strettamente legata al lavoro”. Invece in caso di elezioni, aggiunge Camusso “diremo a tutti quelli che si candidano che il loro programma deve ripartire dal lavoro”.

La numero uno di Corso d’Italia parla di una situazione “molto difficile”, che vede l’Italia, spiega “di fronte ad un tema di crisi che credo non abbia precedenti, se non nel dopoguerra. Ma – avverte Camusso – serve tenere i nervi saldi”. Secondo il Segretario Generale della CGIL, per prima cosa, non bisogna dimenticare “le responsabilità: siamo a questo punto – ricorda – non perchè l’Italia sia un paese non nelle condizioni di autoproteggersi” ma perchè, denuncia “il Governo ha negato per tre anni la crisi. Se siamo a questo punto – continua Camusso – con i dati delle borse e dello spread è perchè la credibilità del governo Berlusconi nel mondo è sotto zero”. In merito all’ambiguità delle scelte del presidente del Consiglio in queste ore, sottolinea la leader della CGIL “credo sia la ragione della sfiducia di queste ore”, e cioè la sfiducia che possa essere “questo governo a rimettere l’Italia sui binari giusti”.

Sul “cosa fare?” a questo punto, Camusso esprime con chiarezza la necessità di “scelte e decisioni rapide, che siano nel segno dell’uguaglianza sociale”. Il Segretario Generale della CGIL scongiura l’ipotesi di una soluzione che “carica su pensioni, su licenziamenti, sul mercato lavoro”. E’ forte infatti la preoccupazione del numero uno di Corso d’Italia, che nel maxiemendamento torni di assoluta attualità un intervento unilaterale sui licenziamenti: “Non sono affatto serena – spiega Camusso -, in questi giorni vedo un avvitarsi di situazioni che costituiscono nuove ragioni perchè ci si senta con CISL e UIL per ragionare insieme”. La leader della CGIL ribadisce a questo punto che “bisogna cominciare dalla patrimoniale, sull’evasione fiscale, sulla distribuzione del carico fiscale. Si può fare e in fretta. Se non si parte da qui, forse lo spread si calma per qualche ora, ma il giudizio sul paese rimane”. Ma sia chiaro che, spiega Camusso “nessuna soluzione che lascia a questo governo e a questa politica la prosecuzione, ci mette al riparo dalla crisi”.

In merito all’ennesima lettera inviata dal Consiglio Europeo al Governo nel quale si chiede come si fanno a ridurre le 46 forme di ingresso al lavoro che ci sono oggi in Italia, il segretario Generale della CGIL commenta, è “l’unica cosa utile, le altre non sono positive” e aggiunge “non si contrasterà mai la precarietà se si continuerà ad avere 46 forme di assunzione. Ne bastano 4-5”. Perchè, ha sottolineato Camusso “cancellare forme di ingresso non costa niente, basterebbe un voto del Parlamento”. Un’altra cosa che, come ricorda la leader della CGIL, si potrebbe fare è un uso più equilibrato degli ammortizzatori sociali. “I giovani, se sono precari, hanno discontinuità lavorativa e per questi non c’è nessun accesso agli ammortizzatori. Se sono dentro le imprese – dice – pagano in termini di licenziamento. Mettiamo lì – afferma Camusso – una risposta che permetta a tutti di poter accedere agli ammortizzatori. Distribuiamo risorse, i giovani sappiano che c’è continuità di reddito”.

Uno sguardo il Segretario Generale della CGIL lo rivolge anche alle donne, sottolineando la necessità che il lavoro femminile e la ripresa demografica vadano insieme, di pari passo. “Bisogna ripristinare la legge contro le dimissioni in bianco – dice Camusso – togliere lo strumento fondamentale di discriminazione sulla maternità che esiste per le lavoratrici”. Al fianco di questo, aggiunge “bisogna introdurre la paternità obbligatoria e togliere i due grandi pregiudizi che rendono il lavoro femminile e la maternità incompatibili”.

Infine, sull’annuncio delle dimissioni da parte del presidente del Consiglio la leader della CGIL, spiega: “La parola del presidente della Repubblica è una parola fondamentale, un impegno preso con il presidente della Repubblica va onorato. Però – avverte – è altrettanto evidente che ci devono essere certezze, ma non solo politiche”. Nel concludere Camusso esprime la forte preoccupazione per l’idea che venga proposta al parlamento “una manovra così indigeribile, che obbliga l’opposizione a sottrarsi e – spiega – in ragione di questo si voti la fiducia e ricominci un balletto nelle prossime ore. Questa – avverte il Segretario generale della CGIL – è la vera preoccupazione. Il tema non è cosa succede un minuto dopo, serve cambiare politica da subito”.

Argomenti: CGIL |

Crisi: CGIL, governo a casa subito. Manifestazione nazionale il 3 dicembre per il lavoro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 8, 2011

Crisi: CGIL, governo a casa subito. Manifestazione nazionale il 3 dicembre per il lavoro
La Confederazione conferma la necessità di una svolta politica e sociale, “è chiaro che questo governo, elemento determinante della crisi in corso, deve andare a casa il più presto possibile”
07/11/2011 da www.cgil.it

La CGIL conferma la grande manifestazione nazionale del 3 dicembre prossimo a Roma, in piazza San Giovanni, per il lavoro.

Nella riunione delle strutture che si è svolta oggi a Roma, la CGIL, preso in esame l’ulteriore peggioramento della situazione del Paese, ogni giorno aggravata dalla dannosa presenza di un governo sfiduciato e commissariato, e di fronte allo spettacolo indecoroso di queste ore (voci di dimissioni, borse che salgono e che scendono, smentite e controsmentite) conferma la necessità di una svolta politica e sociale. “Quello che è chiaro – afferma la CGIL in una nota – è che questo governo, elemento determinante della crisi in corso, deve andare a casa il più presto possibile”.

Il punto centrale per dare futuro all’Italia è il lavoro, il suo valore sociale, la quantità e qualità dell’occupazione. “Si tratta – prosegue la nota – di valori costituzionalmente tutelati e dell’unica strategia possibile per uscire dalla crisi”.

Oggi invece la condizione dei lavoratori in Italia è drammatica. Milioni di persone sono costrette a lavorare in nero, al precariato, alla disoccupazione e alla Cassa integrazione. Si lavora con salari insufficienti, o si è senza lavoro, da troppo tempo, senza tutele o con tutele che si affievoliscono o finiscono. In particolare per i giovani, le donne, gli ultracinquantenni e per tutti coloro che vivono nel Mezzogiorno. “A questo dramma sociale – denuncia la CGIL – il governo è riuscito solo a proporre riduzione dei diritti: con il collegato al lavoro, poi con l’articolo 8 e adesso con i licenziamenti facili”.

Per questo il 3 dicembre la CGIL manifesterà a Roma e porterà in piazza San Giovanni l’Italia reale, le lavoratrici e i lavoratori che subiscono gli effetti della crisi e le proposte per il lavoro per uscire dalla crisi. Il futuro del Paese è il futuro del lavoro.

Argomenti: CGIL |

Settimana importante per il futuro della RDB

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 7, 2011

Settimana importante per il futuro della RDB, e soprattutto per la sorte dei lavoratori. Fra i vari appuntamenti è infatti previsto per oggi un incontro tra istituti di credito, azienda e rappresentanti del governo, incontro i cui esiti potrebbero dettare il futuro del Gruppo e il destino di centinaia di lavoratori, fra i quali i 78 dello stabilimento di Montepulciano, ormai in presidio permanente (giorno e notte) da circa un mese.

Nello stabilimento poliziano, caparbietà e costanza dei lavoratori fanno sì che la propria lotta abbia giorno dopo giorno maggior risalto e che veda l’impegno di tutti per trovare una positiva soluzione alla vertenza. Certamente aiutano anche i tanti episodi di solidarietà che sono giunti da più parti, fra i quali il concerto offerto dai musicisti della zona, le donazioni di strutture mobili per rendere meno faticosa la permanenza del presidio e gli omaggi alimentari. Di risalto, oltre alla visita di una delegazione della FILLEA CGIL di Piacenza e delle istituzioni locali e provinciali, è stata la presenza, venerdì scorso, del Segretario generale nazionale della FILLEA CGIL Walter Schiavella e di Giovanni Rossi, il funzionario nazionale del sindacato che segue in prima persona la vertenza RDB.

La giornata di venerdì ha visto svolgersi anche un’assemblea pubblica indetta dalla CGIL di Siena per evidenziare gli effetti negativi delle ultime manovre finanziarie del governo e per confrontarsi con i cittadini per costruire una proposta alternativa. L’iniziativa, che si è svolta proprio sotto il tendone del presidio e di concerto con l’Amministrazione comunale di Montepulciano che ha partecipato con una folta rappresentanza, ha registrato, oltre alla presenza dei dipendenti RDB, anche quella di molti altri lavoratori e pensionati, cittadini, esponenti politici, delegati e funzionari di altre realtà produttive, commerciali e di pubbliche amministrazioni. Nel dibattito è intervenuto il Segretario alle attività produttive della CGIL senese Franco Capaccioli e il Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi.

Dopo la bella giornanta di venerdì, che è terminata con una cena di solidarietà in favore dei lavoratori, sono però rimaste tutte le preoccupazioni sulla sopravvivenza del sito produttivo. Oltre all’appuntamento odierno – i cui risultati dovranno essere esposti alle maestranze in un imminente ulteriore tavolo ministeriale – è particolarmente atteso l’incontro con l’Assessore regionale Gianfranco Simoncini previsto per giovedì 10 novembre, dove si capirà cosa sarà in grado di mettere in campo anche la Regione Toscana, assieme a Provincia di Siena e Comune di Montepulciano proficuamente impegnati dall’inizio della vertenza, per la salvaguardia dei posti di lavoro.

Siena, 7 novembre 2011

Argomenti: aziende, FILLEA, valdichiana |

Corso FP CGIL per Operatore Socio Sanitario (USL 7 e AOUS)

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 7, 2011

La FP CGIL di Siena organizza un corso di preparazione per sostenere la prova di selezione per l’ammissione ai corsi di formazione per Operatore Socio Sanitario dell’Azienda USL 7 e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.

Per ricevere tutte le informazioni è possibile contattare il centralino della CGIL di Siena (0577-2541).

Argomenti: FP |

CGIL Siena: “Subito il confronto su bilanci comunali e tassa di soggiorno”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 4, 2011

Nei giorni scorsi abbiamo inviato a tutti i Sindaci la piattaforma CGIL, CISL e UIL per avviare il confronto sui bilanci 2012, momento importante per costruire percorsi atti a tutelare e fare scelte nella direzione del mantenimento dell’attuale livello di quantità e qualità dei servizi rivolti ai cittadini.

Purtroppo, come ormai denunciamo da anni, siamo di fronte ad un progressivo impoverimento delle famiglie e dell’Italia in genere; la crisi, i tagli, la mancata attenzione alla crescita, l’aumento del debito pubblico, la non politica di questo governo, ci consegnano giorno dopo giorno una condizione di vita impoverita, che mette a rischio anche le poche certezze che un cittadino pensava di avere.

Per questo non ci sembra folle l’introduzione di tasse che non gravano direttamente sulla cittadinanza locale, ma che al contempo possono liberare risorse da destinare al mantenimento della qualità e quantità di quei servizi fondamentali per la popolazione che come abbiamo avuto modo di dire più volte non possono essere ridotti od eliminati proprio in questa fase storica.

Anche in questo senso siamo quindi pronti a confrontarci su tutti i temi della piattaforma, tra cui la Tassa di Soggiorno, che non riteniamo essere solo un ambito di discussione e di manovra delle Associazioni di categoria.

Ci dispiace prendere atto a mezzo stampa da una parte di comportamenti istituzionali che prescindono dal confronto sul tema con le Organizzazioni sindacali e dall’altra che nessuno senta il bisogno di una discussione non corporativa.

Ci auguriamo che siano velocemente approntati tutti i tavoli di trattativa – che per quanto riguarda alcune Amministrazioni sono stati già ipotizzati – per definire oltretutto comportamenti uniformi su questo ed altri temi inerenti ai servizi pubblici.

CGIL Siena

Siena, 4 novembre 2011

Argomenti: CGIL, Comuni, tassa di soggiorno |

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