Domenica 25 settembre Marcia per la pace Perugia-Assisi
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 19, 2011

In piedi, costruttori di pace! Il mondo non può più attendere. Diamogli una mano a cambiare.
Organizziamo insieme una grande Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli
Domenica 25 settembre 2011 Marcia Perugia-Assisi
Perugia ore 9.00 – Giardini del Frontone
Assisi ore 15.00 – Rocca Maggiore
Camminiamo insieme contro la morte per fame, la corruzione, l’illegalità, le mafie, le dittature, la censura, le guerre, il commercio delle armi, il terrorismo, la violenza, il razzismo, lo sfruttamento, l’indifferenza, l’individualismo, il consumismo…
Camminiamo insieme a chi sta lottando per la libertà e la democrazia, la dignità e la giustizia in Siria e in ogni altra parte del mondo, a chi sta spendendo il suo tempo per gli altri e per il bene comune…
Camminiamo insieme per
rimettere al centro le persone, i popoli e i loro diritti
sostituire l’io con il noi
tagliare le spese militari e investire sulla sicurezza umana
salvare la vita di chi sta morendo di fame e di sete
disarmare la finanza
difendere e promuovere il diritto al lavoro
difendere i beni comuni
promuovere un’economia di giustizia
promuovere uno sviluppo equo e sostenibile
promuovere un’informazione libera e pluralista
difendere i diritti umani
riconoscere lo Stato di Palestina e costruire la pace in Medio Oriente
mettere fine alla guerra in Libia, in Afghanistan, in Somalia, in Sudan…
costruire una politica nuova fondata sui diritti umani
salvare, rafforzare e democratizzare l’Onu
costruire una nuova Europa solidale e nonviolenta
costruire la Comunità del Mediterraneo
difendere la democrazia
riconoscere i diritti dei migranti
promuovere il rispetto e il dialogo tra le culture
cambiare il nostro modo di guardare agli altri e al mondo
riscoprire il valore della solidarietà e della condivisione
aggiungi e inviaci il tuo obiettivo…
Il 25 settembre 2011 la Marcia Perugia-Assisi compie 50 anni.
Festeggiamo insieme la storia migliore dell’Italia
Non mancare!!!
Ci aiuti a organizzare la marcia?
Ecco cosa puoi fare
1. Invia subito la tua adesione alla Marcia.
2. Iscriviti al Meeting “1000 giovani per la pace”.
3. Coinvolgi i tuoi amici. Proponi loro di partecipare. Aiutali ad organizzare il viaggio.
4. Promuovi la partecipazione via Facebook, Twitter, sul tuo blog,…
5. Coinvolgi i gruppi, le associazioni, i sindacati, le parrocchie, gli immigrati, i mediatori e i centri interculturali e inviaci le nuove adesioni.
6. Decidi cosa puoi fare per coinvolgere la tua città, i tuoi concittadini, come coinvolgerli, con quali iniziative, come organizzare la partecipazione alla Marcia.
7. Chiedi al tuo Comune di aderire e partecipare alla Marcia e di favorire come può la partecipazione dei cittadini (pagare un autobus…).
8. Coinvolgi le scuole, i sindacati degli insegnanti e le organizzazioni degli studenti della tua città fin dai primi giorni di settembre.
9. Organizza un incontro e una conferenza stampa di presentazione della Marcia e dei suoi obiettivi.
10. Inviaci le tue idee e proposte per organizzare meglio la marcia.
Per adesioni e informazioni: Tavola della Pace – via della viola 1 (06122) Perugia – Tel. 075/5736890 – fax 075/5739337 – email segreteria@perlapace.it – www.perlapace.it
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i diritti umani – via della Viola 1 (06122) Perugia tel. 075/5722479- fax 075/5721234 – email: info@entilocalipace.it – www.entilocalipace.it
Manovra: Camusso, la partita non è finita, la mobilitazione continua
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 15, 2011
| Manovra: Camusso, la partita non è finita, la mobilitazione continua |
| La Camera vota la fiducia sulla manovra, mentre la CGIL conclude le due lunghe giornate di presidio e promette una dura battaglia in particolare contro due articoli che considera “figli di pura cattiveria”: l’articolo 9 e l’articolo 8 » VIDEO: Camusso, la partita non finisce, la mobilitazione continua » VIDEO: La CGIL al presidio di Roma 1 / 2 su CGILtv – FOTO » CGIL, articolo 8 vendetta verso lavoro e suoi diritti – VIDEO |
“La partita non è finita, la mobilitazione continua”. E’ il monito lanciato oggi dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, intervenendo al presidio che la Confederazione ha organizzato a Roma, in contemporanea al voto di fiducia alla manovra economica, che è stata approvata oggi alla Camera con 316 voti favorevoli, 302 contrari, e 11 gli assenti. In serata è atteso il via libera definitivo al provvedimento. “Saremo nei prossimi mesi nelle piazze di Roma e ogni giorno nei territori” ha dichiarato Camusso, dal palco allestito in piazza del Pantheon a Roma, perchè ha spiegato “il Paese ha diritto a una manovra diversa e a un Governo diverso. Noi teniamo al nostro futuro”. La manovra così com’è stata approvata, secondo la leader della CGIL, non darebbe nessuna tranquillità all’Europa e ai mercati e la ragione della non credibilità è causa del governo che, “protegge una parte del suo elettorato per sacrificare tutto il resto”. “Non basta – continua Camusso – un voto di fiducia per fermarci, continueremo la nostra iniziativa”. Concluse le due lunghe giornate di presidio a Roma e in molte città italiane, la CGIL ha già annunciato i prossimi appuntamenti di mobilitazione, che vedranno scendere in piazza prima i lavoratori pubblici e della conoscenza, e poi i pensionati italiani. A seguire una grande manifestazione nazionale per il lavoro. La CGIL promette, quindi, una dura battaglia, in particolare, contro due articoli che considera “figli di pura cattiveria”: l’articolo 9 che prevede la reintroduzione di veri e propri ghetti per le persone disabili e che in generale reintroduce nel nostro Paese discriminazioni profonde e incivili tra lavoratori ‘normali’ e lavoratori disabili e l’articolo 8 che, come più volte ha avvertito la CGIL, introdurrà pericolose novità nel mondo della contrattazione e delle relazioni industriali, a partire dall’annullamento dello Statuto dei Lavoratori e del Contratto Nazionale. |
Argomenti: CGIL |
RDB: domani l’incontro ministeriale
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 14, 2011
Torna a Roma la vertenza RDB, infatti domani giovedì 15 settembre è previsto un incontro al Ministero dello sviluppo economico per cercare di arginare la crisi che sta attraversando il Gruppo.
Le preoccupazioni sono molte, dato che è già stata aperta una cassa integrazione straordinaria per tutta l’azienda e che, disattendendo quanto convenuto nel precedente incontro al Ministero, nel documento di valutazione del primo semestre 2011 la stessa ha già indicato come certa la chiusura di 6 stabilimenti su 12 (di fatto anche se non enunciato, paventando un esubero di diverse centinaia di posti di lavoro) e considerato a rischio quello presente nel territorio senese (che ad oggi conta circa 80 unità), dato che lo stabilimento di Montepulciano sarebbe valutato come “in competizione” con quello campano di Bellona.
All’incontro di domani la presenza della R.S.U. dello stabilimento RDB di Montepulciano e di Gian Luca Scartoni e Francesca Centrone, rappresentanti rispettivamente delle Organizzazioni sindacali FILLEA-CGIL e FILCA-CISL della provincia di Siena, oltre alla salvaguardia di tutte le maestranze del Gruppo, sarà principalmente legata alla sopravvivenza del sito di Montepulciano, sia per la riconosciuta capacità produttiva e la professionalità delle maestranze sia perché sarebbe impensabile perdere posti di lavoro in un territorio già duramente colpito da una crisi che sta martoriando tutto il Paese.
Al tavolo di domani sarà richiesto all’Azienda, oltre ad una maggiore collaborazione e trasparenza, il massimo impegno per il mantenimento dei livelli occupazionali ed al Ministero di fare squadra con le Organizzazioni sindacali e le Istituzioni locali. Quest’ultime hanno già manifestato l’intenzione di partecipare all’incontro attraverso l’Assessore comunale al sistema Montepulciano Franco Rossi e l’Assessore provinciale alle attività produttive Tiziano Scarpelli per individuare percorsi che sventino qualsiasi tipo di esubero della forza lavoro.
Anche l’onorevole Susanna Cenni, che si è già interessata della vicenda, parteciperà al tavolo ministeriale.
Le Organizzazioni sindacali FILLEA-CGIL e FILCA-CISL di Siena, nel sostenere la giusta battaglia intrapresa dai dipendenti dello stabilimento RDB di Montepulciano per il mantenimento del proprio posto di lavoro, daranno spazio a tutte quelle azioni necessarie per raggiungere tale obbiettivo, richiedendo e raccogliendo qualsiasi forma di sostegno da parte dei presenti all’incontro di domani.
FILLEA-CGIL e FILCA-CISL Siena
Siena, 14 settembre 2011
Argomenti: aziende, FILLEA, valdichiana |
Manovra: la CGIL sostiene la protesta dei sindaci del 15 settembre
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 14, 2011
| Manovra: la CGIL sostiene la protesta dei sindaci del 15 settembre |
| ‘Giornata in Comune’ è lo slogan della mobilitazione che l’ANCI promuove per giovedì prossimo, alla quale la CGIL esprime solidarietà e appoggio. Numerose le iniziative previste su tutto il territorio nazionale » CGIL aderisce a manifestazione consumatori ‘Tasche vuote’ il 15 settembre a Roma |
“La CGIL intende portare la propria fattiva solidarietà ai Comuni in lotta contro la manovra del Governo”. Con questo messaggio rivolto ai Sindaci la Confederazione sostiene la mobilitazione nazionale ‘Giornata in Comune’ che l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha promosso per giovedì 15 settembre, per contrastare in particolare gli articoli 4 e 16 contenuti nella manovra. “Intendiamo mobilitarci accanto ai Comuni – fa sapere la CGIL in una nota – perchè essi rappresentano le nostre comunità e le prime Istituzioni di riferimento per i cittadini”. Ad esprimere vicinanza è anche il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso con una lettera inviata al Segretario Generale e al Presidente dell’ANCI, nella quale ribadisce la piena condivisione di tutta la CGIL alla mobilitazione. La manovra del Governo, che sta per essere approvata dal Parlamento con il ricorso al voto di fiducia, “scarica sugli strati più deboli della società e sulle istituzioni locali il costo della crisi”. “Le nostre Comunità – prosegue la CGIL – vengono colpite due volte: direttamente sul loro reddito, indirettamente sui servizi e il welfare locale”, puntando il dito contro il Governo, il Sindacato di Corso d’Italia afferma “non vuole cercare le risorse dove sono (grandi ricchezze, grandi patrimoni, evasione) e non vuole intervenire sugli sprechi di spesa pubblica là dove si annidano, adotta strumenti fiscali non selettivi e taglia ulteriormente i trasferimenti ai Comuni”. Contro tutto questo la CGIL ha organizzato lo Sciopero Generale del 6 settembre che ha visto la grande adesione di lavoratori e cittadini e la partecipazione ai cortei di numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali. Il 15 settembre la CGIL sarà di nuovo pronta a contrastare la manovra al fianco di tutti quei sindaci d’Italia che daranno vita al primo ‘sciopero’ deliberato dal Direttivo ANCI. Le strutture territoriali CGIL chiederanno in ogni Comune di aprire un confronto di concertazione delle scelte di bilancio per il 2012 con lo scopo, spiega la CGIL, ove sia possibile, “di condividere le priorità da assumere e di sostenere insieme alle altre parti sociali le ragioni e gli obiettivi della crescita economica e civile delle nostre comunità”. |
Argomenti: CGIL |
Manovra: articolo 8 vendetta verso lavoro e suoi diritti
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 13, 2011
| Manovra: CGIL, articolo 8 vendetta verso lavoro e suoi diritti |
| Mentre è in corso la mobilitazione contro la manovra del Governo, la CGIL ribadisce le pericolose novità che l’articolo 8 introdurrà nel mondo della contrattazione e delle relazioni industriali: l’annullamento dello Statuto dei Lavoratori e del Contratto Nazionale » VIDEO: CGIL, cancellare subito art.8 su CGILtv |
“Nella manovra vi sono delle vere e proprie vendette verso il lavoro, la sua dignità, i suoi diritti e la sua memoria”. E’ questo in sintesi il giudizio della CGIL all’articolo 8 contenuto nella manovra bis del Governo, un punto molto controverso, contro il quale il sindacato ha promesso battaglia sia attraverso azioni sindacali, che giudiziarie, con l’eventuale ricorso alla Corte costituzionale. L’articolo 8 introduce nella disciplina del lavoro pericolose novità. Il ‘sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità’, come previsto dal provvedimento, introduce la possibilità di siglare accordi aziendali e territoriali in deroga ai contratti collettivi nazionali, estende retroattivamente ed erga omnes, gli accordi siglati prima del 28 giugno 2011, rendendo quindi operativi gli accordi separati alla FIAT di Pomigliano e Mirafiori. Inoltre, i contratti di prossimità potranno disciplinare “la trasformazione e conversione dei contratti di lavoro” e “le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro”, mettendo in discussione l’efficacia dell’articolo 18. Per la CGIL tutto ciò oltre a rappresentare una “violazione dell’autonomia contrattuale delle parti”, rappresenta “una pesante e inaccettabile violazione dello Statuto dei Lavoratori”. La CGIL chiede quindi la cancellazione della norma dalla manovra. “Un provvedimento che va subito stralciato” ha dichiarato il Segretario Confederale CGIL, Vincenzo Scudiere ai microfoni della CGILtv, “contro il quale – ha proseguito – abbiamo già avviato azioni sindacali, ma nel caso dovesse essere confermato si aprirà la strada ai ricorsi giudiziari, per rendere esplicita la caratteristica dell’anticostituzionalità dell’articolo 8”. Il Governo, secondo Scudiere, ha approfittato della manovra per colpire i diritti dei lavoratori, poiché spiega il dirigente sindacale “sono tutte misure che non hanno ricadute economiche”, estranee quindi al risanamento dei conti pubblici. A Confindustria, a CISL e UIL, Scudiere ha chiesto “un’azione di responsabilità”, ossia “’schierarsi’ con l’accordo del 28 giugno scorso”, di cui sono firmatari, altrimenti “dicano che sono a favore dell’articolo 8”. |
Argomenti: CGIL |
Contro la manovra: insieme Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop, Confcooperative, Cgil, Cisl, Uil senesi
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 13, 2011
Manovra, niente per economia e lavoro
Penalizzate crescita e sviluppo, secondo lavoratori, artigiani, commercianti, imprese e cooperative
Il mondo economico e del lavoro rispedisce al mittente la manovra economica del Governo, ritenendola un inadeguato strumento per uscire dalla grave crisi economica. In riferimento agli ultimi interventi di modifica che hanno contraddistinto la manovra economico-finanziaria del Governo approvata con la fiducia al Senato, si può senz’altro dire che sono stati confermati gli aspetti negativi dell’azione dell’Esecutivo. Il carattere depressivo della manovra non solo non interviene per favorire la crescita e lo sviluppo economico, ma dà un contributo notevole ad un ulteriore suo rallentamento a seguito della riduzione della capacità di spesa delle famiglie. Il deprecabile aumento della pressione fiscale rende ancora più evidente la necessaria riforma per redistribuire reddito a favore delle imprese, dei lavoratori e dei pensionati. A questo si sommerà il rischio dell’inasprimento dell’imposizione locale per far fronte ai minori trasferimenti. Oltretutto, a causa dell’aumento dell’Iva e dei tagli agli enti locali, si avrà un appesantimento sui redditi che graverà nella stessa misura indipendentemente dal loro ammontare e quindi penalizzerà soprattutto i meno abbienti che vedranno diminuire la loro capacità di spesa. Le aziende, le piccole e medie del commercio e dell’artigianato, le imprese cooperative, subiranno un ulteriore aggravio di costi con il conseguente peggioramento del quadro economico, deprimendo i consumi e creando ulteriori problemi nella gestione quotidiana delle imprese. Lo stesso attacco alle cooperative mina il principio di solidarietà tra persone e tra generazioni e sferra un attacco decisivo ad un settore fra l’altro produttivamente in controtendenza con il dato complessivo del sistema produttivo. E’ evidente poi che l’iniquità degli interventi sul prelievo, che non vanno ad incidere in maniera sostanziale e decisiva sull’evasione fiscale e contributiva e nulla faranno contro la vera elusione ed evasione, penalizzeranno tutti coloro che lavorano onestamente. Preoccupa in modo forte l’assenza di un qualsiasi serio intervento a favore dello sviluppo e della crescita economica del Paese (individuazione di settori trainanti, ammodernamento delle infrastrutture, investimenti su ricerca e formazione, sviluppo sostenibile…). La cancellazione dell’emendamento sull’accelerazione dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese rende ancora più evidente la lontananza dell’Esecutivo dai problemi reali delle piccole e medie imprese del commercio e dell’artigianato e delle migliaia dei loro lavoratori. Sono state inserite ad arte norme sui temi del lavoro che niente hanno a che vedere con il risanamento economico e che si sostituiscono indebitamente alla competenza delle parti sociali. La riduzione dello stato sociale e la confusionaria proposta di riassetto istituzionale (vedi soppressione delle Provincie attraverso creazione di enti intermedi indefinibili) graveranno, senza apportare benefici, sui cittadini e sul sistema economico e produttivo. Per queste ragioni le associazioni di categoria Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop, Confcooperative e le Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di Siena esprimono la loro contrarietà e seria preoccupazione in merito ai provvedimenti che stanno per essere definitivamente approvati in Parlamento e ne chiedono pertanto una sostanziale modifica per lo sviluppo delle imprese, dell’occupazione e delle condizioni dei cittadini.
Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop, Confcooperative, Cgil, Cisl, Uil di Siena
Siena 13 settembre 2011
Argomenti: CGIL |
Industria: dati ISTAT dimostrano carattere depressivo della manovra
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 13, 2011
| Industria: CGIL, dati ISTAT dimostrano carattere depressivo della manovra |
| Battuta d’arresto per l’industria italiana. Secondo l’Istituto di Statistica a luglio la produzione industriale è scesa dello 0,7%, mentre su base annua dell’1,6%. Giù la produzione di autoveicoli -16,3% e abbigliamento -20,0%. Per la CGIL “la manovra non risolve i problemi dell’industria. Governo decida in tempi rapidi misure che rilancino gli investimenti” |
“La diminuzione della produzione in settori industriali rilevanti del nostro paese è la dimostrazione concreta che una manovra fatta di soli tagli affossa l’economia nazionale che avrebbe invece bisogno di stimoli per potersi riprendere”. E’ quanto afferma il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, in merito ai dati diffusi oggi dall’ISTAT, che registrano nel mese di luglio un calo della produzione industriale dello 0,7%, rispetto al mese precedente, mentre su base annua una diminuzione dell’1,6%, considerando il dato corretto per gli effetti di calendario. Si tratterebbe, secondo l’Istituto di statistica, del primo calo tendenziale dal dicembre del 2009. L’ISTAT, sottolinea come gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a luglio 2011, una crescita tendenziale solo per il raggruppamento dei beni strumentali (+4,8%). Diminuiscono invece i beni di consumo (-7,0%), l’energia (-4,5%) e i beni intermedi (-1,4%). Nei Settori di attività economica, le diminuzioni tendenziali maggiori riguardano le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-20,0%), l’attività estrattiva (-8,3%) e la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-8,1%). Crolla la produzione industriale di autoveicoli, registrando a luglio un tonfo del 16,3% su base annua (a giugno il calo era stato dell’1,9%). Gli aumenti più marcati si sono registrati nei settori della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+9,5%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (+4,5%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+3,6%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,8%). “E’ sempre più evidente – sottolinea Vincenzo Scudiere – che la manovra, più volte rimaneggiata, non risolve i problemi dell’industria e con essi quelli dei centinaia di migliaia di lavoratori cassintegrati al momento senza alcuna prospettiva”. Per queste ragioni, prosegue Scudiere, “il governo dovrebbe decidere in tempi rapidi di adottare delle misure che rilancino gli investimenti e che rispondano a criteri di crescita e di competitività”. Secondo il sindacalista della CGIL, però, “da questo punto di visto l’accordo del 28 giugno se avessimo di fronte un governo ‘normale’ dovrebbe rappresentare la base di riferimento ma, al contrario, – conclude Scudiere – continua l’accanimento a difesa dell’articolo 8 della manovra che andrebbe invece totalmente cancellato”. |
Argomenti: CGIL |
13 e 14 settembre di nuovo in piazza contro la manovra
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 12, 2011
| CGIL: 13 e 14 settembre di nuovo in piazza contro la manovra |
| Due giornate di presidio in occasione della fiducia alla Camera sulla manovra finanziaria del Governo. Appuntamento domani alle ore 11 a Roma, davanti al Pantheon » Camusso, nostra mobilitazione non si fermerà |
La CGIL organizza due giornate di presidio in concomitanza del voto di fiducia alla Camera sulla manovra finanziaria del Governo, previsto per mercoledì. La protesta inizierà domani, martedì 13 settembre, alle ore 10 in Piazza del Pantheon a Roma. Il sit-in andrà avanti fino alle ore 21,30 e proseguirà nella giornata di mercoledì 14 settembre. Oltre alle delegazioni della CGIL di Roma in piazza arriveranno iscritti, delegati e militanti CGIL da tutta l’Italia. Prevista la partecipazione del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. In una fase così delicata per l’intero Paese, la CGIL, invita quindi tutti e tutte a partecipare alla mobilitazione. Saranno due lunghe giornate di protesta, con le quali, la CGIL darà continuità allo Sciopero Generale del 6 settembre e ai presidi della scorsa settimana davanti alle Prefetture di tutta Italia. Una mobilitazione che come, annunciato dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso nel corso del Comitato direttivo e ribadito ieri (11 settembre) nella serata conclusiva della Festa della CGIL Roma e Lazio, proseguirà nei prossimi mesi con tre importanti appuntamenti: il 15 ottobre manifestazione nazionale dei lavoratori pubblici e quelli della conoscenza (scuola, università e ricerca), promossa dalle categorie della FLC e della FP, a Roma; tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre manifestazione nazionale dello SPI CGIL. A seguire, come “punto di arrivo di una mobilitazione forte, continua e visibile della CGIL una grande manifestazione per il Lavoro”. |
Argomenti: CGIL |
Lavoro: da inizio crisi 3,1 miliardi di ore CIG
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 12, 2011
| Lavoro: CGIL, da inizio crisi 3,1 miliardi di ore CIG |
| Cresce il numero delle aziende in CIGS, ad agosto 500mila lavoratori in Cassa da inizio anno. E’ quanto emerge dalle elaborazioni dell’Osservatorio CIG del dipartimento Industria CGIL che sottolinea come “l’apparato produttivo del paese continua a perdere aziende e capacità manifatturiera anche a causa di un governo che non ha assunto alcuna misura strutturale di politica industriale preferendo accanirsi contro i lavoratori, tagliando regole e diritti” » Rapporto CIG agosto 2011 – Causali aziende CIGS agosto 2011 |
Oltre 3,1 miliardi di ore di Cassa integrazione in 35 mesi, cioè da quando la crisi, esplosa nell’agosto del 2008 sul versante finanziario con le insolvenze dei mutui subprime, si è riversata sull’economia reale. E’ la CGIL, attraverso le elaborazioni dell’Osservatorio CIG del dipartimento Industria nel rapporto di agosto, a fare un bilancio di tre anni di crisi economica e dei suoi riflessi sull’apparato produttivo e sui lavoratori. Esattamente 3.118.217.589 ore di Cassa integrazione dal settembre del 2008, suddivise tra 1.122.602.545 di Cassa integrazione ordinaria (CIGO) e 1.995.615.044 tra stroardinaria (CIGS) e in deroga (CIGD). Dall’andamento dei dati della Cassa nel corso di questi tre anni si evince come ci sia stata una crescita sostenuta all’inizio della CIGO, con la CIGS e la CIGD seppure in costante aumento ma a valori inferiori, mentre i due dati si sono invertiti nel dicembre del 2009: il binomio CIGS e CIGD ha preso a crescere in maniera esponenziale lasciandosi dietro la CIGO. “Tuttora il peso delle ore si riversa completamente sulla Cassa straordinaria e su quella in deroga: un segnale di come non ci si attenda a breve una inversione significativa della ripresa produttiva”, osserva il Segretario confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, che aggiunge: “L’apparato produttivo del paese continua a perdere aziende e capacità manifatturiera anche a causa di un governo che non ha assunto alcuna misura strutturale di politica industriale preferendo accanirsi contro i lavoratori, tagliando regole e diritti”. Quanto poi al dato della Cassa di agosto si registra un calo dei tre istituti (CIGO, CIGS e CIGD) che si inquadra, spiega la CGIL, “negli andamenti altalenanti che hanno seguito in questi mesi e nel trend ‘fisiologico’ al ribasso relativo al mese di agosto”. Resta estremamente preoccupante il continuo aumento delle aziende in Cassa integrazione straordinaria, che nei primi otto mesi dell’anno sono state 4.693 con un +5,89% sullo stesso periodo del 2010 e riguardano 7.037 unità aziendali territoriali (+15,15%). Ancora nel frattempo 500mila lavoratori in Cassa da inizio anno che, in questi otto mesi, hanno subito un taglio del salario di 2,5 miliardi di euro, pari a 5.300 euro in meno per ogni singolo lavoratore. Causali di CIGS – Forte ed estremamente preoccupante la continua crescita, anche ad agosto, del numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di Cassa integrazione straordinaria. Da inizio anno i decreti sono stati 4.693 con un aumento del +5,89% sullo stesso periodo del 2010. I decreti investono 7.037 unità aziendali territoriali con un +15,15%, sempre sui primi otto mesi dello scorso anno, in conseguenza, spiega il rapporto, “di un aumento maggiore di gruppi industriali con insediamenti in più territori piuttosto che di aziende singole”. Nel dettaglio dei decreti si registra un calo dei ricorsi per crisi aziendale (-12,18%) ma che rappresentano ancora la fetta più importante del totale, ovvero il 60,07% pari a 2.819. Inoltre continuano a crescere le domande di ricorso al fallimento, che sono 292 con un +57,84% sui primi otto mesi del 2010, così come il ricorso al concordato preventivo, 184 richieste per un +38,35%. In aumento anche le domande per ricorre ai contratti di solidarietà che raggiungono quota 994 per un +71,97%, rappresentando il 21,18% del totale dei decreti (nel 2010 erano il 13,04% del totale). Sempre poche, infine, le domande di ristrutturazione aziendale: solo 146 pari al 3,11% del totale. In generale crescono le domande sulle altre causali mentre sono sempre “inconsistenti” gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende, che sono il 7,14% del totale dei decreti. Per quanto riguarda la ripartizione geografica, è il nord del paese dove si concentra la quasi totalità dei decreti, anche se si registrano aumenti percentuali significative nel Mezzogiorno. In Lombardia si contano, da gennaio ad agosto, 1.439 decreti per un +14,12% sullo stesso periodo dello scorso anno, in Veneto sono 555 per un -10,91% mentre in Emilia Romagna sono 549 per un -4,52%. I maggiori incrementi percentuali si registrano in Sardegna (65 decreti per un +91,18%), in Toscana (296 per 72,09%) e in Calabria (53 per +51,43%). Dati CIG agosto – Entrando nel dettaglio del rapporto di Corso d’Italia, il totale delle ore di CIG da inizio anno è di 648.586.436 per un -21,14% sui primi otto mesi del 2010. Nello specifico la CIGO ad agosto si attesta a 7.169.852 ore per un -64,50% sul mese precedente. Da inizio anno il monte ore è pari a 145.938.461 con una variazione tendenziale del -41,54%. La CIGS ad agosto flette sul mese precedente del -22,41% per un totale di 25.514.582 ore. Da inizio anno le ore di CIGS sono state 281.442.730 per un -11,84% rispetto al periodo gennaio-agosto dello scorso anno. Le ore di CIGS, fa notare il rapporto, rappresentano ormai il 50% del monte ore complessivo autorizzato. Infine, anche per quanto riguarda la CIGD si registrano cali sia sul versante congiunturale che su quello tendenziale. Ad agosto conta 24.065.328 di ore richieste, segnando così un -12,86% su luglio, mentre da inizio anno le ore sono state 221.205.245 per un -12,76% sui primi otto mesi del 2010. Regioni – Sono le regioni del nord quelle dove si è registrato il ricorso più alto alla Cassa integrazione da inizio anno. Dal rapporto della CGIL emerge che al primo posto per ore di Cassa integrazione autorizzate c’è la Lombardia con 147.295.850 ore registrate che corrispondono a 106.428 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 104.848.794 ore per 75.758 lavoratori e il Veneto con 56.318.939 ore di CIG autorizzate per 40.693 lavoratori. Prima in questa classifica tra le regioni del centro c’è il Lazio con 43.795.651 ore che coinvolgono 31.644 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla CIG con 40.110.858 ore per 28.982 lavoratori. Settori – E’ la meccanica il settore in cui si conta il ricorso più alto allo strumento della Cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). Secondo il rapporto della CGIL, infatti, sul totale delle ore registrate da gennaio ad agosto, la meccanica pesa per 235.918.682, coinvolgendo 170.461 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 79.629.052 ore di CIG autorizzate per 57.535 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 58.587.710 ore e 42.332 lavoratori. Occupazione e lavoratori in CIG – Nel mese di agosto, considerando un ricorso medio alla CIG, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (17 settimane), risultano essere 930.000 i lavoratori in CIGO, CIGS e in CIGD. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 35 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 460.000 lavoratori, di cui 200.000 in CIGS e 159.000 in CIGD. Dai calcoli dell’Osservatorio CIG si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla CIG abbiano perso nel loro reddito 2 miliardi e 480 milioni, pari a 5.300 euro per ogni singolo lavoratore. |
Argomenti: CGIL |
Manovra: Camusso, nostra mobilitazione non si fermerà
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 12, 2011
| Manovra: Camusso, nostra mobilitazione non si fermerà |
| In apertura del Comitato Direttivo Nazionale, il Segretario Generale della CGIL annuncia che l’iniziativa del sindacato non si fermerà, ma proseguirà nelle piazze e se necessario attraverso i ricorsi in Corte Costituzionale su alcuni punti della manovra: contribuito di solidarietà solo per i pubblici dipendenti; money transfer; gli articoli 9 e 8. Annunciati nuovi presidi la prossima settimana in occasione del voto alla Camera e tre grandi manifestazioni nei prossimi mesi contro la manovra del Governo » Pagina speciale dello Sciopero Generale » CGIL: presidi in tutta Italia mentre il Senato approva la manovra » Video su CGILtv dal presidio di Roma |
“La mobilitazione e lo sciopero generale del 6 settembre hanno avuto un successo straordinario. Abbiamo vinto una sfida difficile, organizzata in un tempo molto ristretto e che per partecipazione non ha nulla da invidiare ad altre date storiche della nostra organizzazione”. E’ il bilancio del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, sullo sciopero generale di martedì 6 maggio aprendo i lavori del comitato direttivo dell’organizzazione sindacale. Per la leader della CGIL, inoltre, “questa volta non si è trattato esclusivamente della mobilitazione della CGIL: abbiamo rappresentato un disagio, un malumore, un sentire generale del Paese”. La leader della CGIL ha spiegato l’importanza di uno sciopero che ha allargato il consenso intorno alle posizioni della confederazione e ha fatto crescere la partecipazione in tutta Italia. “Lo sciopero è stato importante anche dal punto di vista del contrasto all’azione di divisione esercitata continuamente dal governo”. In piazza, insieme alla CGIL, c’erano tantissime associazioni, i sindaci, gli amministratori locali. “Sentiamo crescere – ha proseguito Camusso – un consenso in una fase che sta cambiando”. In ogni caso, ha avvertito il Segretario Generale della CGIL “tutti coloro che parlavano di isolamento della CGIL oggi si devono ricredere e guardare le cose da un’altra prospettiva. E’ stato infatti più difficile – ha detto – individuare le assenze che non le presenze nei cortei”. Questa volta, ha aggiunto la numero uno del sindacato, “è stata diversa anche la partecipazione politica. Per questo – ha spiegato – chiediamo ora alle forze politiche un impegno coerente nella cancellazione dell’articolo 8 della manovra”. A tale proposito Camusso, conferma il giudizio positivo sull’ipotesi di accordo raggiunto con CISL, UIL e Confindustria, il 28 giugno scorso. “L’articolo 8 della manovra – ha detto il numero uno della CGIL – è stato fortemente voluto dal ministro del Lavoro e dal governo come reazione e negazione dell’accordo del 28 giugno. E’ dunque evidente che l’ipotesi d’intesa raggiunta con CISL, UIL e Confindustria, rappresenta, ancora di più rispetto a prima, uno strumento di tutela per i lavoratori”. Sulla effettiva esigibilità dell’accordo, Camusso ha evidenziato, la necessità di trovare una modalità che al momento della firma definitiva, “impegni tutte le parti firmatarie ad applicare integralmente i contenuti dell’intesa”. In ogni caso, ha detto il Segretario Generale della CGIL, “continueremo l’iniziativa per cancellare l’articolo 8, proseguendo la mobilitazione anche per via giudiziaria, fino ad arrivare alla Corte Costituzionale”. Dunque – nonostante pochissime novità positive come quelle relative alle tredicesime dei pubblici dipendenti e alle feste civili – il giudizio negativo della CGIL sull’intera manovra del governo viene confermato. Non si tratta dunque solo della cancellazione dell’articolo 8 sulla contrattazione. “La manovra nel suo complesso – ha ribadito oggi Susanna Camusso – non ha cambiato segno, anzi ha aggravato i problemi. E’ una manovra ingiusta, depressiva e irresponsabile. Una manovra che non guarda al futuro e al lavoro e che continua a colpire i soliti noti. E siamo anche – ha aggiunto – nella situazione in cui all’approvazione della Legge di Bilancio potrebbe sovrapporsi una ulteriore manovra”. Camusso ha poi avvertito: “non ci fermeremo neppure dopo l’approvazione della manovra. E non ci fermeremo alla mobilitazione di piazza”. La CGIL, ha fatto sapere Il Segretario Generale “sta già preparando con i propri consulenti legali i ricorsi sui singoli punti della manovra, a cominciare dal contributo di solidarietà solo per i pubblici dipendenti”. Sono molti i punti della manovra, secondo la leader della CGIL, “che rischiano l’eccezione di incostituzionalità”. Tra quelli indicati oggi dalla numero uno di Corso Italia, c’è il contribuito di solidarietà che è stato introdotto solo per i pubblici dipendenti. “Una norma che introduce una doppia discriminazione. Il nostro compito è perciò anche quello di difendere le professionalità pubbliche che si vogliono colpire. Vogliamo portare questa norma alla Corte Costituzionale”. Un altro ricorso legale sarà quello relativo alle norme sul money transfer, alla cosiddetta ‘tassa sulle rimesse’, ovvero il trasferimento monetario all’estero che è stato modificato dalla manovra in modo peggiorativo verso i lavoratori immigrati che hanno bisogno di mandare i soldi alle proprie famiglie. “Una norma ispirata evidentemente dalla Lega – ha spiegato Camusso – che ha come obiettivo proprio i lavoratori immigrati presenti nel nostro Paese. E ancora una volta si cerca una strada per colpire irregolarità imposte dai datori di lavoro”. Un altro punto di attacco della leader sindacale è stato quello relativo all’articolo 9 della manovra che prevede “la reintroduzione di veri e propri ghetti per le persone disabili e che in generale reintroduce nel nostro Paese discriminazioni profonde e incivili tra lavoratori ‘normali’ e lavoratori disabili”. Infine, sempre tra i capitoli dei ricorsi giudiziari contro la manovra dopo la sua approvazione c’è la battaglia più calda in questo momento: quella contro l’articolo 8 della manovra. “La CGIL chiede la cancellazione della norma dalla manovra” ha ribadito Camusso nel sottolineare che, nel caso dovesse essere confermata, “si aprirà la strada ai ricorsi giudiziari. La straordinaria riuscita dello sciopero generale è per la CGIL il punto di partenza di una mobilitazione contro la manovra che continuerà nei prossimi giorni e, per altro verso, anche nei prossimi mesi. E’ l’indicazione emersa nel corso del dibattito al comitato direttivo della CGIL nazionale riunito oggi. L’intenzione del sindacato di Corso d’Italia è quella di proseguire con i presidi, in occasione del voto alla Camera sulla manovra la prossima settimana. La CGIL sosterrà la mobilitazione delle regioni e dei comuni contro i tagli in arrivo dalla correzione di bilancio. Ma la mobilitazione non si ferma con la conversione in legge del decreto: sarà infatti intensa nei tempi e calibrata sui territori così come sul piano nazionale. Il centro che unirà le diverse istanze saranno le contro proposte principali della CGIL come la tassa sulle grandi ricchezze e sui grandi patrimoni, una lotta contro tutte le forme di evasione e di sommerso e, come ha sottolineato oggi il presidente della Repubblica, un impegno pressante per la crescita che passi attraverso un rilancio del lavoro e dell’occupazione. Nei prossimi mesi, infatti, per dare continuità e visibilità alla mobilitazione della CGIL, ci saranno tre grandi appuntamenti. Si parte con la manifestazione nazionale dei lavoratori pubblici e quelli della conoscenza (scuola, università e ricerca), promossa dalle categorie della FLC e della FP, a Roma, sabato 15 ottobre. Una manifestazione che avrà al centro il contrasto all’accanimento contro i lavoratori pubblici così come emerge dalla manovra ma che sarà per la CGIL l’avvio della campagna per l’elezioni delle RSU, che si terranno tra il prossimo anno e che porteranno al voto oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. Secondo appuntamento, che si terrà tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, è invece la manifestazione nazionale dello SPI CGIL contro gli effetti delle due manovre, quelle di luglio e quella in via di conversione, che gravano sui pensionati in termini di pesanti sacrifici prendendo di mira le pensioni, i servizi socio assistenziali e la sanità. Il terzo appuntamento sarà una grande manifestazione nazionale della CGIL che si terrà entro la fine dell’anno e che avrà al centro il tema del lavoro come unica alternativa contro la crisi e per la crescita. Un punto di arrivo di una mobilitazione forte, continua e visibile della CGIL. |
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