Ancora sciopero alla RDB di Montepulciano: domani i lavoratori andranno di nuovo a Piacenza
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 20, 2011
Ancora sciopero alla RDB di Montepulciano: domani i lavoratori andranno di nuovo a Piacenza
Prosegue la protesta dei lavoratori dello stabilimento RDB s.p.a. di Montepulciano per la difesa della propria retribuzione e del posto di lavoro, dato che ad oggi le uniche certezze sono il persistere della crisi di liquidità e la richiesta di cassa integrazione straordinaria dal primo di agosto.
Dopo diversi incontri, tra cui quelli della settimana scorsa presso il Ministero dello sviluppo economico – dove è stato istituito un tavolo di crisi permanente – e il Ministero del lavoro – dove è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria per tutto il Gruppo – il futuro dell’Azienda, e nello specifico dello stabilimento di Montepulciano, è tutt’altro che chiaro.
La mancanza di notizie certe sul futuro aziendale, visto anche il permanere dell’assenza del piano industriale, e l’indisponibilità da parte dell’Azienda a concedere l’anticipo sull’erogazione della CIGS ha di fatto precluso la possibilità di arrivare ad un accordo ed ha costretto i funzionari del Ministero del lavoro alla riconvocazione di un tavolo per il prossimo 27 luglio.
L’incertezza nella corresponsione delle retribuzioni ha trovato parziale fondamento nel fatto che alle normali scadenze è stato erogato solo lo stipendio del mese di giugno e nessuna comunicazione è stata data invece in merito all’erogazione della 14esima mensilità.
La mancata erogazione della 14esima alle normali scadenze, motivata dalla scelta dell’Advisor di concentrarsi su altri problemi – “di fatto non considerando le pendenze con i lavoratori come prioritarie”, spiegano FILLEA-CGIL e FILCA-CISL – e la mancanza di certezze sul futuro aziendale ha portato le Organizzazioni sindacali ad indire un ulteriore sciopero per domani giovedì 21 luglio.
Al fine di dare visibilità alla protesta e di spronare tutte le parti ad un impegno concreto – “partendo dall’Azienda, ma ricordando allo stesso Advisor e alle banche coinvolte che le proprie scelte potrebbero mettere a rischio diverse centinaia di posti di lavoro”, sottolineano i Sindacati – i lavoratori dello stabilimento di Montepulciano, coordinati da FILLEA-CGIL e FILCA-CISL di Siena, si recheranno nuovamente a Piacenza per partecipare alla manifestazione che vedrà partire il corteo davanti all’Associazione industriali piacentina.
Siena, 20 luglio 2011
Argomenti: aziende, FILLEA, valdichiana |
Genova dieci anni dopo: loro la crisi, noi la speranza
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 20, 2011
| Genova dieci anni dopo: loro la crisi, noi la speranza |
| La CGIL, partecipando al lungo percorso del decennale del G8 di Genova, promuove per l’occasione una serie di iniziative. Inaugurato il laboratorio di formazione sui temi del lavoro, reddito, questione energetica, mobilità sostenibile. Per uscire dalla crisi è necessario, secondo il sindacato una “prosposta alternativa, basata sulla pace, i diritti, la democrazia, i beni comuni e una società multietnica” » Documento ‘Genova per noi’ » VIDEO Appelli: CGIL, continua il confronto per “un altro mondo possibile” / ARCI e CGIL annunciano ‘importante’ presenza / Giuliano Giuliani » VIDEO Interviste: CGIL, Genova 2001-2011 / Legambiente / ARCI / Fair su CGILtv |
Per il decimo anniversario dal G8 di Genova, la CGIL ha aderito, insieme a numerose associazioni, all’appello ‘Genova 2001 – 2011: Loro la crisi, noi la speranza’. Un’occasione, come si legge nel documento per “ripensare, recuperare, allargare ed aggiornare lo ‘spirito di Genova’ che ha segnato una generazione”, per “non guardare indietro, a quella che ormai è storia, ma guardare avanti, al futuro che, abbiamo tutti e tutte la responsabilità di costruire”. Il folto programma di iniziative, dibattiti e musica, iniziato il 24 giugno scorso si concluderà domenica 24 luglio. Un anniversario “importante”, perchè, come spiega il Segretario Confederale della CGIL, Enrico Panini, presente a Genova per le iniziative promosse dal sindacato a dieci anni dal G8, “vanno ancora ricercate e denunciate le reponsabilità politiche di quelle giornate”, durante le quali, nel capoluogo ligure “è stata sospesa la democrazia e in cui l’episodio più grave coincise con l’uccisione di Carlo Giuliani. Non si può più consentire che si ripetano episodi simili”. L’occasione del decennale delle iniziative contro il G8 del 2001, rappresenta per la CGIL, come ribadito dal dirigente sindacale, “l’occasione per ricostruire un percorso che riconnetta una grande rete globale”, affinchè, si possa “ripensare ad un modello di sviluppo, democrazia e di relazioni in grado di progettare un mondo diverso, che è possibile, e che allo stesso tempo metta al centro il lavoro, le persone, le donne e gli uomini e le loro prospettive di vita”. Entrati nel vivo delle giornate di Genova 2011, la CGIL inaugura oggi (19 luglio), insieme a ARCI, Legambiente, Fair, Flare, Libera, alle organizzazioni studentesche ed altre associazioni, il laboratorio di formazione ‘Transizione ad un’altra economia e un’altra società’. Un’occasione di confronto tra esperti e giovani (under 35) che inizierà questo pomeriggio con una plenaria, alla quale prederanno parte il Presidente Nazionale ARCI, Paolo Beni e il Segretario Confederale CGIL, Enrico Panini. Le lezioni si terranno presso il Circolo ARCI in via Albertazzi a Genova, inizieranno nel pomeriggio di martedì 19 luglio e si concluderanno venerdì 22 luglio. Le tematiche che verranno affrontate riguarderanno principalmente: il lavoro e il reddito, gli indicatori di benessere, la produzione e il consumo, la questione energetica, la mobilità sostenibile e le relazioni sociali. L’idea di aprire una scuola all’interno del percorso Genova 2011, è per il Segretario Confederale della CGIL, Enrico Panini, “una scelta straordinaria”, soprattutto, ha spiegato in occasione dell’inaugurazione “per il clima che si è costruito immediatamente tra le sigle che hanno lavorato attivamente, in questi mesi, per produrre un programma e per costruire contenuti”. Citando il Manifesto di Ventotene ‘Per un’Europa Libera e Unita’, l’augurio del dirigente sindacale è che da questa esperienza formativa e proprio partendo da Genova, “si possano creare le condizioni per la nascita di un Manifesto del Mondo Libero e Unito”. Le quattro giornate di ‘scuola estiva’ sono solo alcuni dei tanti momenti di confronto che la CGIL ha promosso in occasione del decennale del G8 di Genova. Nella mattinata di mercoledì 20 luglio, la CGIL interverrà al seminario ‘Cittadinanza europea di residenza’ (Sottoporticato Palazzo Ducale, ore 9.30) e all’incontro ‘L’onda lunga della democrazia insorgente’ (promossi da Democrazia KM zero, Salone di rappresentanza Palazzo Tursi, ore 9.30). Giovedì 21 luglio, la CGIL interverrà all’incontro ‘L’acqua bene comune: riflessioni e proposte in Europa’ (Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, ore 9:30); al dibattito ‘La tassa sulle transazioni finanziarie’ (Sala Maggior Consiglio Provincia, in mattinata); e alla presentazione del ‘Rapporto sui Diritti Globali 2011’ (Sala Minor Consiglio Provincia, ore 16.30). Venerdì 22 luglio, la CGIL parteciperà al seminario ‘Per una giustizia climatica ed economica: da Kyoto a Rio de Janeiro per la transizione ad una società sostenibile’ (Sala Maggior Consiglo provincia, ore 9.30) e alla ‘Assemblea per l’altra Europa’ (Sottoporticato Palazzo Ducale, ore 9.30), e promuove il dibattito ‘Un’altra economia e un’altra società’ (Sala San Salvatore, ore 17). Sabato 23 luglio, dopo la partecipazione al seminario ‘Strategie comuni in Europa, Maghreb, Mashreq’, la CGIL, nel pomeriggio, prenderà parte alla manifestazione conclusiva che partirà da Sampierdarena e si concluderà a piazzale Caricamento con un concerto. Domenica 24, infine, la CGIL parteciperà all’assemblea internazionale dal titolo ‘Loro la crisi, noi la speranza’, per connettere le iniziative italiane agli appuntamenti di mobilitazione e di discussione dei forum sociali mondiale ed europeo. Sempre tra le iniziative condivise, il 20 pomeriggio è dedicato al ricordo della tragica uccisione di Carlo Giuliani, con l’incontro di testimonianze e letture a Piazza Alimonda. La giornata si concluderà con una fiaccolata serale da piazza Matteotti alla scuola Diaz. La CGIL, partecipando al lungo percorso del decennale del G8 di Genova, ha già avuto modo di ribadire l’importanza di una “prosposta alternativa” per uscire dalla crisi, una proposta “basata sulla pace, i diritti, la democrazia, i beni comuni e una società multietnica”, e ribadendo il suo impegno “contro l’iniquità delle politiche governative e contro l’attacco ai diritti collettivi”, per costruire invece, “nell’intreccio delle lotte e delle proposte, un’uscita alternativa dalla profonda crisi economica e sociale che investe il nostro paese come il mondo intero”.
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Argomenti: CGIL |
La CGIL di Siena sullo Statuto dell’Università
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 20, 2011
Grave responsabilità si è assunto chi ha deciso di ridurre il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Siena esclusivamente ad una versione autoreferenziale che riecheggia quella della riforma universitaria diretta ad una gestione privatistica degli atenei.
L’ Università degli Studi di Siena non può essere asservita ad interessi privati né tantomeno ad una gestione che ne rappresenti soltanto le dinamiche interne.
E’ un bene di tutta la comunità e solo con un rapporto stretto con il territorio ne può rappresentare la sua reale natura e solo da esso può trovare tutte le risorse necessarie per la continuazione di una storia secolare.
Potremo auspicare che nei prossimi giorni ci sia un ripensamento che potrà migliorare le condizioni di un eventuale rapporto con le istituzioni del territorio…
Siamo convinti che a questo punto quanto è già stato proposto in termini politici al fine di istituire un organismo inclusivo, territorialmente rappresentativo, atto a controllare la gestione e l’attività dell’Ateneo senese sia più che mai una necessità o comunque un obbiettivo irrinunciabile.
CGIL Siena
Argomenti: CGIL, università |
CGIL, CISL e UIL sostengono l’appello per il riconoscimento dello Stato palestinese
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 19, 2011
| CGIL, CISL e UIL sostengono l’appello per il riconoscimento dello Stato palestinese |
| da www.cgil.it |
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Raccogliere le firme per sostenere il riconoscimento delle stato palestinese da parte delle Nazioni Unite. E’ questo l’impegno chiesto dalla società civile palestinese e dal sindacato palestinese a cui la CGIL, con la CISL e la UIL, ha deciso di rispondere con la propria adesione.
Come spiega una nota del Dipartimento Politiche Globali della CGIL Nazionale, su richiesta dell’autorità palestinese, il prossimo settembre i 192 paesi dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite saranno chiamati a votare il riconoscimento dello Stato di Palestina. La stessa procedura seguita dagli israeliani nel 1948, con cui ottennero il riconoscimento, prima dall’Assemblea e poi dal Consiglio di Sicurezza, cosa che molto probabilmente sarà negata ai palestinesi, nonostante le Risoluzioni ONU ne riconoscano il legittimo diritto. Il voto in Assemblea avrà il sostegno della maggioranza degli stati membri con la probabile astensione o voto contrario della maggioranza dei paesi europei e degli Stati Uniti d’America che, pur sostenendo la soluzione dei ‘due stati per due popoli’ richiedono il ritiro del riconoscimento unilaterale per seguire la via del negoziato politico, senza però aver messo sul tavolo una proposta concreta e vincolante per il governo israeliano. Le firme raccolte accompagneranno il Presidente Mahmud Abbas (Abu Mazen) nel suo viaggio di speranza e di pace a New York: più saranno e più forte sarà il messaggio rivolto ai rappresentanti degli stati membri, più alta sarà la loro responsabilità. E’ possibile aderire all’appello partecipando alla raccolta firme su sito www.palfreedom.ps. |
Argomenti: CGIL |
La manovra finanziaria: iniqua e classista
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 19, 2011
La manovra finanziaria: iniqua e classista
Nel nome della responsabilità nazionale una intera classe politica pretende di farci digerire i nuovi ticket sanitari, tanto che per molte prestazioni sarà meno costoso accedere al privato (effetto voluto?!), il nuovo blocco in tutto il pubblico impiego, i tagli alla scuola e agli insegnanti di sostegno, la penalizzazione delle pensioni degli ex lavoratori dipendenti rispetto alla inflazione che ha ricominciato velocemente a salire, il continuo aumento dei requisiti pensionistici per anzianità e vecchiaia per donne e uomini, pur in presenza di un mercato del lavoro che continua a buttare fuori i lavoratori in età sempre più basse, il sicuro siluro verso le pensioni di reversibilità e tutte le prestazioni assistenziali, dalle indennità di accompagnamento all’insieme delle prestazioni già oggi insufficienti per le condizioni di disabilità e di povertà; per non parlare dell’annuncio di una riduzione del 20% di tutte le detrazioni fiscali che in un qualche modo sostengono le famiglie di lavoratori e pensionati.
Il governo taglia arbitrariamente i diritti sociali e addirittura impedisce ai cittadini di poter ottenere giustizia attraverso il ricorso alla magistratura, ma l’Inca farà di tutto per impedire che questo avvenga.
E’ decisamente una manovra di classe quella che il Parlamento ha appena approvato, nel senso che è tutta concentrata su un tentativo di risanamento del debito pagato solo ed esclusivamente dai lavoratori dipendenti , dai pensionati, dalle famiglie meno abbienti, dai giovani, dalle donne e dai disabili. Un vero capolavoro di ingiustizia sociale per l’oggi e soprattutto per le ipoteche messe sul futuro di tutte queste figure sociali. Una manovra che, sull’onda della drammatizzazione prodotta dalla speculazione dei mercati finanziari che hanno così denunciato l’insipienza e la irresponsabilità di questo governo, si è via via caricata, nei pochi giorni trascorsi dalla sua presentazione alla approvazione, in termini sia di crescita drammatica del suo impatto economico sia di ingiustizia sociale; anzi, il paradosso è che quanto più si rendeva necessario aumentarne il peso economico , tanto più il governo imponeva che il prezzo venisse a ricadere sempre di più e soltanto su tutti i capitoli dello Stato sociale, e quindi esattamente sulle classi sociali, che fin dall’inizio della crisi economica stanno pagando il prezzo più alto in termini occupazionali, di reddito, di prestazioni sociali e di tutele.
E siccome sanno bene che gran parte di quelle disposizioni sono pure illegittime, l’ultima beffa la si trova negli interventi in materia di processo del lavoro e per cause previdenziali, con il chiaro intento di impedire a lavoratori e pensionati e a chi li tutela di poter far valere i loro diritti davanti a un giudice. I costi imposti per adire in giudizio, la riduzione dei termini di prescrizione per le prestazioni pensionistiche, la via crucis che si impone agli invalidi per dimostrare il loro diritto, la serie di interpretazioni autentiche volte ad impedire il consolidarsi di interpretazioni di leggi in favore di lavoratori e di pensionati che come patronati avevamo ottenuto dai giudici, sono solo
esempi di come non solo il governo taglia arbitrariamente i diritti sociali, ma addirittura impedisce ai cittadini di poter ottenere giustizia attraverso il ricorso alla magistratura. Naturalmente, per parte nostra , come Inca faremo di tutto per impedire che questo avvenga e continueremo a garantire a lavoratori e pensionati la piena tutela per l’esercizio dei loro diritti, a partire da quelli che oggi si pretende arbitrariamente di negare.
Con questa manovra non si risana il paese; anzi le iniquità sociali in essa contenute innescano un processo di ulteriore impoverimento che rischia di aggravare anche il peso del debito. Una cosa è apparsa subito chiara e cioè che proprio le iniquità qualitative e le criticità quantitative contenute nella manovra non tranquillizzano assolutamente i mercati e l’ondata speculativa rischia di essere ulteriormente alimentata dalla irresponsabilità di questo governo e di quelle forze politiche, sociali e imprenditoriali, che si illudono pensando di trarre un vantaggio a breve, per sé, a scapito della povera gente.
Morena Piccinini, Presidente Patronato INCA CGIL Nazionale
Argomenti: CGIL |
Crisi: cala Cassa a giugno ma crescono aziende in CIGS
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 18, 2011
| Crisi: cala Cassa a giugno ma crescono aziende in CIGS |
| Secondo l’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della CGIL sono ancora 500mila i lavoratori coinvolti che hanno subito un taglio del salario da inizio anno di circa 2 miliardi di euro, pari a 4.000 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. Per la Confederazione “il quadro è sempre più drammatico e il taglio della manovra, che picchia sui lavoratori, aumenterà le diseguaglianze sociali scaricando i costi della crisi sulle fasce deboli del paese” » Rapporto CIG giugno 2011 » Causali aziende CIGS, giugno 2011 |
Se l’andamento della Cassa integrazione si conferma altalenante, quanto sia ancora “allarmante e molto grave” la situazione produttiva emerge dal dato delle aziende che ricorrono alla Cassa integrazione straordinaria (CIGS): i ricorsi ai decreti di CIGS crescono nel primo semestre, sullo stesso periodo dello scorso anno, del +9,29% per un totale di 3.883, coinvolgendo 5.778 unità aziendali territoriali. Sono in sintesi i nuovi numeri delle elaborazioni della CGIL, a cura dell’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi, sui dati della Cassa integrazione dell’INPS nel rapporto di giugno. Lo studio del sindacato sottolinea come “le oscillazioni del ricorso alla Cassa non sottintendano un processo di ripresa”. Dopo i forti incrementi messi a segno a maggio, lo scorso mese si è registrata una flessione nel ricorso alla CIG. Le 82.440.006 di ore di giugno calano del -20,05% sul mese precedente coinvolgendo ancora stabilmente 500mila lavoratori (di cui 216.000 in straordinaria e 164.000 in deroga) che hanno subito un taglio del salario da inizio anno di circa 2 miliardi di euro, pari a 4.000 euro in meno per ogni singolo lavoratore. Ma quanto ancora incida la crisi nel settore produttivo, sottolinea l’analisi di corso d’Italia, si rileva dal numero delle aziende che ricorrono ai decreti di CIGS “in continuo aumento”. Secondo il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, infatti, “la flessione della Cassa integrazione non deve trarre in inganno: il quadro rimane allarmante alla luce di quelle crisi industriali che da mesi si trascinano rimanendo insolute. Sono solo la punta dell’iceberg di una crisi – osserva il dirigente sindacale – che si acuisce non trovando risposte da parte del governo assente sul fronte delle politiche economiche così come di quelle industriali”. Causali di CIGS – Forte a giugno la crescita del numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di Cassa integrazione straordinaria. Nel primo semestre i decreti sono stati 3.883 con un aumento del +9,29% sullo stesso periodo del 2010. I decreti investono 5.778 unità aziendali territoriali con un +16,75%, sempre sul primo semestre dello scorso anno, in conseguenza, spiega il rapporto, “di un aumento maggiore di gruppi industriali con insediamenti in più territori piuttosto che di aziende singole”. Nel dettaglio dei decreti si registra un calo dei ricorsi per crisi aziendale (-7,28%) ma che rappresentano ancora la fetta più importante del totale dei decreti, ovvero il 61,68% pari a 2.395. Inoltre continuano ad aumentare le domande di ricorso al fallimento, che sono 242 con un +68,06 sul primo semestre del 2010, così come il ricorso al concordato preventivo, 150 richieste per un +40,19%, e in generale crescono le domande sulle altre causali. In crescita anche le domande per ricorre ai contratti di solidarietà che raggiungono quota 784 per un +68,24%, rappresentando il 20,19% del totale dei decreti (nel 2010 erano il 13,12% del totale). Sempre poche, infine, le domande di ristrutturazione aziendale: solo 118 pari al 3,04% del totale. Così come sono marginali gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende che sono il 6,88% del totale dei decreti. Per quanto riguarda la ripartizione geografica, è il nord del paese dove si concentra la quasi totalità dei decreti anche se si registrano aumenti percentuali significativi nel Mezzogiorno. In Lombardia si contano, nel primo semestre, 1.215 decreti per un +22,23% sullo stesso periodo dello scorso anno, in Emilia Romagna sono 481 per un +2,12% e in Veneto 473 (+0,64%). I maggiori incrementi percentuali si registrano in Toscana (247 decreti per un +84,33%), in Sardegna (52 per +79,31%) e in Trentino (44 per +33,33%). Dati CIG giugno – Entrando nel dettaglio del rapporto di Corso d’Italia il totale delle ore di CIG da inizio anno è di 511.138.767 per un -19,33% sui primi sei mesi del 2010. Nello specifico la Cassa integrazione ordinaria (CIGO) a giugno si attesta a 18.717.361 ore e diminuisce sul mese precedente del -5,90%. Da inizio anno il monte ore è pari a 118.574.570 con una variazione tendenziale del -44,30%. Anche la Cassa integrazione straordinaria, sempre lo scorso mese, cala su maggio per un -34,67% per un totale di 33.743.808 ore. Nei primi sei mesi del 2011 le ore di cigs sono state 223.042.498 per un -9,43% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le ore di CIGS, fa notare il rapporto, rappresentano ormai il 50% del monte ore complessivo. Infine, per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga (CIGD) si registrano cali sia sul versante congiunturale che su quello tendenziale. A giugno conta 29.978.837 di ore richieste segnando così un -5,35% su maggio, mentre da inizio anno le ore sono state 169.521.699 per un -2,82% sul periodo gennaio-giugno del 2010. Regioni – Sono le regioni del nord quelle dove si è registrato il ricorso più alto alla Cassa integrazione da inizio anno. Dal rapporto dell’Osservatorio CIG della CGIL Nazionale emerge che al primo posto per ore di Cassa integrazione autorizzate c’è la Lombardia con 116.602.985 ore registrate lo scorso mese che corrispondono a 112.987 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 89.510.289 ore per 86.735 lavoratori e il Veneto con 44.013.110 ore di cig autorizzate per 42.648 lavoratori. Prima in questa classifica tra le regioni del centro c’è il Lazio con 33.601.044 ore che coinvolgono 32.559 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla CIG con 29.451.899 ore per 28.539 lavoratori. Settori – E’ la meccanica il settore in cui si conta il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). Secondo il rapporto della CGIL, infatti, sul totale delle ore registrate da gennaio a giugno, la meccanica pesa per 188.529.375, coinvolgendo 182.684 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 58.943.946 ore di CIG autorizzate per 57.116 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 46.467.998 ore e 45.027 lavoratori. Occupazione e lavoratori in CIG – Nel mese di giugno, considerando un ricorso medio alla CIG, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (13 settimane), risultano essere 990.000 i lavoratori in CIGO, CIGS e in CIGD. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 26 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 495.000 lavoratori, di cui 216.000 in cigs e 164.000 in CIGD. Dai calcoli dell’Osservatorio CIG si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla CIG abbiano perso nel loro reddito 1.960.020.580 euro, pari a 3.957 euro per ogni singolo lavoratore. “Il quadro è sempre più drammatico – conclude Scudiere – e il taglio della manovra, che picchia sui lavoratori, aumenterà le diseguaglianze sociali scaricando i costi della crisi sulle fasce deboli del paese”. |
Argomenti: CGIL |
Guggiari: “Il nuovo Statuto dell’Università non convince”
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 16, 2011
La formulazione attuale del nuovo Statuto dell’Università degli Studi di Siena ancora non convince, almeno nella parte relativa alla partecipazione degli Enti locali nel CDA. Una regola faraginosa quella dell’art. 32, per quanto migliorata rispetto alla prima formulazione, che fa intendere la volontà di avere un rapporto determinante con gli enti territoriali ma non ne certifica la presenza nell’organo di governo. Sono incomprensibili le reticenze che evidentemente si manifestano all’interno della comunità accademica di fronte alla sacrosanta necessità di mantenere l’Ente in un rapporto costante e diretto con il territorio che ne esprime la sua natura. Gli sforzi che sono stati fatti devono ora poter concretizzare un modello gestionale che sia rispettoso dell’esigenza della nostra collettività di essere responsabilmente artefice del suo futuro. In un equilibrio che non ne comprometta l’essenza scientifica e possa determinare la più ampia partecipazione di genere al suo governo.
Claudio Guggiari, Segretario Generale CGIL Siena
Argomenti: CGIL, università |
Guggiari sul presidio: “La nostra battaglia continuerà”
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 15, 2011
La CGIL e la UIL hanno effettuato stamani un presidio davanti alla Prefettura di Siena, in Piazza del Duomo, per esprimere la loro contrarietà verso le norme contenute nella manovra economica varata dal Governo con il voto di fiducia.
Una foltissima rappresentanza colorata e chiassosa di lavoratori e pensionati con striscioni, cartelli, e fischietti si è soffermata per 2 ore davanti al Palazzo del Governo in attesa dell’incontro, poi effettuato, tra il Prefetto ed i Segretari Generali delle due Organizzazioni Sindacali provinciali. Gli slogan andavano da ‘Giù le mani dalle pensioni!’ a ‘NO ai tickets sanitari!’, ‘NO ai tagli al welfare!’, ‘NO al costo delle cause di lavoro a carico dei lavoratori!’, ‘NO alla liberalizzazione del collocamento!’.
Al presidio sono intervenuti anche il Presidente della Provincia Simone Bezzini con alcuni Assessori e Consiglieri Provinciali, il Segretario del PD comunale Giulio Carli ed il Sindaco di Siena Franco Ceccuzzi.
“Quest’ultimo, in particolare – sottolinea Claudio Guggiari, Segretario Generale della CGIL di Siena – ci ha ribadito la volontà, nonostante le pesanti difficoltà che per gli enti locali scaturiranno dalla manovra, di rispettare il programma elettorale con cui è stato eletto anche nella parte relativa alla gestione dei servizi essenziali del Comune, in particolare quelli dell’infanzia, attraverso strumenti concertativi che già abbiamo avuto modo di apprezzare su altre tematiche”.
“La nostra battaglia continuerà – conclude il Segretario – sia per contrastare le scelte inique del governo, che per ottenere quel confronto che in vista della legge finanziaria del 2012 sia in grado di darci quei segnali di discontinuità che le condizioni dei ceti abbienti e lo sviluppo economico del Paese necessitano”.
CGIL Siena
Siena, 15 luglio 2011
Presidio contro la manovra: ancora foto
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 15, 2011
http://www.flickr.com/photos/12762651@N02/sets/72157627201110520/show/
Presidio contro la manovra: le foto
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 15, 2011
ecco le foto del presidio di oggi contro la manovra del governo: https://www.flickr.com/photos/cgil-siena/sets/72157647999854792/
Argomenti: CGIL, foto, presidio |




