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Referendum 12 e 13 giugno: io vado a votare

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 7, 2011

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Argomenti: acqua, CGIL, referendum |

La CGIL propone una pensione contributiva di garanzia

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 6, 2011

La CGIL propone una Pensione contributiva di garanzia
Si rende necessario, per la Confederazione, un intervento sul sistema previdenziale pubblico per garantire a tutti i lavoratori una pensione pari al 60% del salario medio nazionale » Camusso, basta con le pensioni da fame
03/06/2011

da www.cgil.it

Troppi lavoratori (soprattutto giovani) sono oggi a rischio pensione. Si tratta dei precari, ma anche di tanti altri lavoratori con carriere intermittenti o deboli che non riescono a costruirsi una pensione pubblica adeguata a causa delle frequenti interruzioni della loro attività e in mancanza di un sistema efficiente e universale di ammortizzatori sociali e di contribuzione figurativa, o in presenza di una situazione di basse retribuzioni. La platea dei potenziali pensionati poveri non riguarda quindi solo gli attuali “cococo” , ma si sta estendendo a macchia d’olio e rischia di determinare a lungo andare un problema di sostenibilità sociale del sistema previdenziale che invece – dal punto di vista finanziario – anche alla luce dei tanti interventi effettuati negli ultimi venti anni è oggi in equilibrio.

Un problema – quello della sostenibilità sociale del sistema pubblico – che viene confermato anche dall’ultimo rapporto Inps che parla di svariate posizioni previdenziali già oggi inadeguate.

Per la CGIL è arrivato dunque il momento di intervenire sul sistema previdenziale pubblico per evitare appunto il dramma di schiere di pensionati poveri nei prossimi anni e uno squilibrio generale che avrebbe effetti a catena. La confederazione sta studiando quindi una proposta e delle linee di intervento che saranno sottoposte al giudizio delle strutture e delle categorie e saranno presentate in un convegno da realizzarsi entro il mese di giugno.

L’idea su cui si sta lavorando è quella di una Pensione contributiva di garanzia (Pcg) che avrebbe un importo proporzionale agli anni di contributi versati (effettivi e figurativi) e sarebbe comunque funzione dell’età del ritiro (tramite l’applicazione di un fattore di correzione legato ai coefficienti di trasformazione). In pratica, al momento del ritiro qualora la pensione fosse inferiore, si avrebbe diritto ad un’integrazione fino al livello della Pensione contributiva di garanzia.

Raggiunti i 65 anni di età (anagrafica) e i 40 di contribuzione, l’importo della Pcg sarebbe pari al 60% del salario medio nazionale (circa 900 euro netti al mese). Per età o anzianità minori (o maggiori) la pensione di garanzia verrebbe ridotta (incrementata) proporzionalmente. La Pensione contributiva di garanzia è stata quindi pensata in base ai principi ispiratori del Protocollo unitario del 2007 che fissavano appunto intorno al 60% del precedente salario il tenore di vita adeguato nel pensionamento. La Pcg è prevista per tutti i lavoratori, di qualsiasi settore, ed è una proposta che allo stato attuale delle cose è pensata per tutelare soprattutto i giovani e le donne che sono ancora oggi i soggetti più fragili e i più esposti alle dinamiche negative del mercato del lavoro.

Si deve anche chiarire che la proposta di una pensione di “garanzia” non c’entra nulla con gli interventi (anch’essi necessari) contro la povertà. Si tratta di una proposta specificamente previdenziale. Si tratta cioè di evitare squilibri e discriminazioni e in particolare di tratta di evitare che persone presenti a lungo nel mercato del lavoro (come occupati o disoccupati) possano alla fine trovarsi a ricevere da anziani pensioni molto basse, ovvero di importo molto vicino a quello dell’assegno sociale. Con questa proposta la CGIL conferma la scelta del sistema contributivo (che come è noto ha sostituito il retributivo), ma al tempo stesso propone un correttivo per evitare gravi effetti sulle prestazioni pensionistiche derivanti dalle distorsioni del mercato del lavoro.

L’altro elemento da chiarire riguarda la fonte del finanziamento. La pensione contributiva di garanzia (come dice la parola stessa) rimane saldamente ancorata nella sua logica al sistema contributivo. La garanzia scatta però, integrandone l’importo,al momento di una pensione insufficiente. E sarà a quel punto lo Stato il soggetto preposto a intervenire attraverso il ricorso alla fiscalitàgenerale, visto che la misura è pensata per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi a prescindere dalla loro collocazione. Da questo punto di vista si propone un nuovo patto sociale per garantire pensioni adeguate a tutti, soprattutto ai giovani di oggi che rischiano di avere pensioni intorno al 30%-40% dell’ultima retribuzione.

Argomenti: CGIL |

Martedì 7 giugno: presentazione del ‘Progetto memoria’ a Poggibonsi

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 1, 2011

SPI CGIL, FLC CGIL,

1° circolo didattico Poggibonsi e la scuola secondaria di 1° grado L. Da Vinci

presentano

Incontriamoci a scuola…  dialogo fra generazioni

PROGETTO MEMORIA 2010/2011

 “Il ricordo: Poggibonsi e la seconda guerra mondiale”

Martedì 7 Giugno 2011 ore 16,30

Scuola Primaria V.Veneto – Viale Garibaldi – Poggibonsi

Coordinamento progetto: Vanna Belardi, Rossana Bottari, Fiorella Cilemmi

Con il patrocinio del Comune di POGGIBONSI

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

ore 16,30 – presentazione di foto d’epoca e di elaborati prodotti dalle classi

Interventi:

Rossana Bottari – Segr. SPI CGIL Poggibonsi

Franco Baroni – Segr. Gen. SPI CGIL Siena

Lorenzo Micheli – Segr. Gen. FLC CGIL Siena

I Dirigenti scolastici del I Circolo Didattico e della Scuola Sec. di I grado di Poggibonsi

I ragazzi di alcune classi leggeranno testi letterari e pensieri sulla guerra e sulla pace, mentre altri si esibiranno in canti e girotondi.

 Al termine della serata sarà offerto un piccolo rinfresco.

Argomenti: FLC, pensionati, scuola, SPI |

Sottoscritto il Contratto provinciale degli Istituti di Vigilanza Privata

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 1, 2011

Sottoscritto il Contratto provinciale degli Istituti di Vigilanza Privata

La FILCAMS CGIL e la FISASCAT CISL di Siena informano che il 24 maggio scorso è stato sottoscritto, a distanza di 18 anni dall’ultimo accordo, il rinnovo del Contratto degli Istituti di Vigilanza per la provincia di Siena.

Nell’esprimere soddisfazione per la conclusione di una lunga trattativa, a cui hanno contribuito la Prefettura e la Direzione Provinciale del Lavoro di Siena, le Organizzazioni sindacali evidenziano come l’accordo raggiunto costituisca “in realtà” un contratto integrativo completo sia nella forma che nella sostanza. In particolare sono stati definiti i criteri di erogazione del salario variabile, l’erogazione di un ticket mensa, oltre ad altri aspetti legati all’aggiornamento professionale e all’aggiunta di permessi legati a necessità familiari.

FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL ritengono che l’accordo sottoscritto, in un momento di difficile congiuntura economica, rappresenti un punto di partenza per tentare di dare risposte ad un settore particolare come quello della vigilanza privata.

Nei prossimi giorni si terranno le assemblee dei lavoratori che dovranno ratificare l’accordo raggiunto.

Tiziano Lazzarelli, FILCAMS CGIL Siena
Gianfranco Mazza, FISASCAT CISL Siena

Siena, 1 giugno 2011

Argomenti: FILCAMS, vigilanza privata |

Tabelle paga pulizie Confapi giugno 2011

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 1, 2011

Pulizie Confapi Coop_06_11

Argomenti: CGIL |

Tabelle paga pulizie industria giugno 2011

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 1, 2011

Pulizie industria_06_11

Argomenti: CGIL, FILCAMS, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Lavoro: dati ISTAT, calo occupazione vera e propria voragine

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 1, 2011

Lavoro: CGIL su dati ISTAT, calo occupazione vera e propria voragine
L’Istituto nazionale di statistica rileva come a fronte di un leggero calo della disoccupazione diminuisce anche l’occupazione ed aumenta l’inattività. Secondo la Confederazione per invertire il trend sono necessarie “scelte di merito ed un messaggio chiaro: meno precariato, tutele per chi non ne ha e per chi rischia di perderle, politiche industriali e di sviluppo, riforma fiscale a favore del lavoro dipendente e dei pensionati per far ripartire consumi e produzione”
31/05/2011

da www.cgil.it

Ad aprile 2011 cala l’occupazione e aumenta l’inattività, a fronte di una leggera flessione della disoccupazione. E’ quanto emerge dalle stime provvisorie dell’ISTAT, diffuse oggi, su ‘Occupati e disoccupati’ di aprile. L’Istituto nazionale di statistica fa sapere che il tasso di occupazione ad aprile è pari al 56,9%, in calo dello 0,2% su base mensile ed annua. Sono 71mila, infatti, gli occupati in meno (-0,3%) rispetto a marzo, mentre a confronto con aprile 2010, secondo l’Istituto di statistica, l’occupazione resta “sostanzialmente stazionaria” (-0,1%, pari a -30 mila unità).

“Una vera e propria voragine che invece di attenuarsi tende ad assumere carattere di strutturalità”, così il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, commenta i dati ISTAT. Dati che, per il dirigente sindacale, evidenziano come “l’occupazione cali ancora, mentre la distanza con gli occupati del primo semestre del 2008, cioè prima della crisi, ritorni a circa 650mila lavoratori in meno”. Fammoni fa notare, inoltre, come il tasso di occupazione scende sotto il 57% e “la nostra distanza con l’Europa, spesso citata a sproposito, si acuisce”, e questo, prosegue il dirigente sindacale “nonostante il bacino degli ammortizzatori sociali, che però, è sempre più precario e a rischio”.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, l’ISTAT rileva un leggero calo di 0,2 punti percentuali, passando così all’8,1% dall’8,3% di marzo, mentre su base annua si registra una diminuzione dello 0,6%. Dunque, il numero dei disoccupati, risulta pari a 2,005 milioni, diminuendo del 2,9% rispetto al mese precedente (-60mila unità) e del 7,6% (-164 mila unità) su base annua. Tuttavia, aumenta il tasso di inattività che sale al 38,1%, aumentando dello 0,6% rispetto ad aprile 2010 e dello 0,4% su base mensile. Dai dati ISTAT emerge infatti come gli inattivi, ossia, coloro che non hanno un lavoro e che non lo cercano o non sono disponibili ad iniziarlo subito, tra i 15 e i 64 anni, aumentano ad aprile dell’1% (+152mila unità) rispetto a marzo, e del 2% (+302 mila unità) rispetto all’anno precedente.

“Se qualcuno invece volesse strumentalmente usare il calo solo nominale della disoccupazione a scopo di propaganda, almeno per pudore, si fermi prima” avverte Fammoni, che denuncia come ormai sia chiara a tutti, meno che al governo, “l’anomalia del mercato del lavoro italiano basata sul binomio disoccupazione-inattività e scoraggiamento che porta il dato reale dei disoccupati a superare la media europea”. Infatti, spiega il dirigente sindacale “quando scende la disoccupazione sale il bacino degli scoraggiati, questa volta addirittura del doppio, e il risultato è ancora più negativo”. Quindi, secondo Fammoni, “non solo manca lavoro, ma si smette anche di cercarlo”. Una sfiducia che, sottolinea il Segretario Confederale CGIL “deve essere superata anzitutto contrastando questo proliferare di lavoro precario, insicuro, mal pagato e senza prospettive previdenziali che fa refluire nel sommerso”.

Per invertire questo trend, osserva Fammoni, “servirebbero scelte di merito e un messaggio chiaro: meno precariato, tutele per chi non ne ha e per chi rischia di perderle, politiche industriali e di sviluppo, riforma fiscale a favore del lavoro dipendente e dei pensionati per far ripartire consumi e produzione. Tutto questo però – lamenta il dirigente sindacale – non c’è nell’agenda di un governo, non solo inadeguato ma che con le sue scelte, e non scelte, acuisce i problemi della crisi e del lavoro creando danni al paese” conclude Fammoni.

Argomenti: CGIL |

Gianna Coppini è la nuova responsabile del coordinamento donne dello SPI CGIL di Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Maggio 31, 2011

Il Coordinamento donne del Sindacato pensionati della CGIL senese ha eletto oggi come sua responsabile Gianna Coppini, in sostituzione di Anna Pianigiani. Lo SPI CGIL di Siena augura buon lavoro alla nuova responsabile e ringrazia Anna per l’importante lavoro svolto in questi anni.

Argomenti: donne, pensionati, SPI |

Elezioni amministrative: la CGIL esprime grande soddisfazione e augura buon lavoro ai nuovi sindaci

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Maggio 31, 2011

Elezioni amministrative: la CGIL esprime grande soddisfazione e augura buon lavoro ai nuovi sindaci
Per la Confederazione i risultati di oggi indicano chiaramente che “il vento sta cambiando decisamente” e che i temi del lavoro, dell’occupazione, dei diritti “possono ritornare ad essere scritti nell’agenda del nostro Paese per trovare quelle risposte troppo a lungo negate”
30/05/2011

da www.cgil.it

La Segreteria nazionale della CGIL esprime la propria grande soddisfazione per l’esito dei ballottaggi nelle elezioni amministrative. Il risultato del primo turno e quello dei ballottaggi, fa sapere la Segreteria nazionale in una nota “indicano chiaramente che in questo Paese il vento sta cambiando decisamente e che si può e si deve cambiare”.

La vittoria di tanti candidati del centro sinistra, con risultati straordinari in città come Milano, Napoli e Cagliari, prosegue la nota “ci dice che i temi del lavoro, dell’occupazione, dei diritti possono ritornare ad essere scritti nell’agenda del nostro Paese per trovare quelle risposte troppo a lungo negate”. La vittoria che si concretizza oggi, spiega la CGIL “nasce da lontano e di quel risultato, nella nostra autonomia, noi ci sentiamo grande parte grazie alla nostra azione”. Essa nasce con la straordinaria manifestazione delle donne del 13 febbraio, ha un suo punto alto con le piazze piene di giovani del 9 aprile, si afferma con la straordinaria riuscita dello sciopero generale della CGIL, che il 6 maggio ha visto oltre sette milioni di lavoratori aderire alla mobilitazione.

La Segreteria nazionale formula ai nuovi sindaci i migliori auguri di buon lavoro.

Argomenti: CGIL |

Camusso, basta con le pensioni da fame, garantire almeno il 60% dell’ultima retribuzione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Maggio 30, 2011

Camusso, basta con le pensioni da fame, garantire almeno il 60% dell’ultima retribuzione
Il Segretario Generale della CGIL, in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica’, accusa Governo e Confindustria: “pensano di privatizzare lo stato sociale come hanno fatto con l’acqua”, “questo esecutivo ha dimostrato di non avere alcuna idea di politica assistenziale se non quella dei tagli” » Pensioni: INPS, oltre il 50% non arriva a 500 euro mensili
30/05/2011

da www.cgil.it

Il Rapporto annuale dell’INPS per il 2010 fa emergere un quadro delle pensioni italiane con fortissime disparità. Dai 3.800 euro mensili dei dirigenti si precipita ai cento euro dei co. co.co. Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, va all’attacco del governo e chiede di mettere mano al sistema: basta con le pensioni da fame. “Ai futuri pensionati si deve garantire almeno il 60 per cento dell’ultima retribuzione”.
“Devo dire che da questo governo mi aspetto qualunque cosa, ma non credo che ci siano le condizioni per altri tagli allo stato sociale oltre quelli che già si sono fatti. Piuttosto penso che si stia facendo strada, esplicitamente nella Confindustria, più nascosta in alcuni settori del governo, un’idea di privatizzazione dello stato sociale. È la stessa logica che porta l´acqua pubblica nelle mani dei privati. C´è da essere preoccupati”. Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, risponde così alla domanda se ritenga che il cantiere della previdenza possa riaprirsi. Di fronte ai dati dell’ultimo Rapporto dell’INPS, il leader della CGIL pensa che si debba tornare al progetto “di garantire ai futuri pensionati almeno il 60 per cento dell’ultima retribuzione”. Per evitare di “costruire un paese di poveri”, aggiunge.

Ma questo aumenterebbe la spesa pubblica, mentre tutti i governi europei sono impegnati a ridurla per rientrare nei nuovi vincoli comunitari. “Nel biennio 2008-2009 abbiamo perso sei punti di Pil. Che avranno un effetto secco sulle future pensioni calcolate con il metodo contributivo. Un effetto aggravato dall’inasprimento dei coefficienti di trasformazione voluti dal governo. Sulle pensioni peserà anche il basso livello delle retribuzioni, che si accentua proprio nei settori dove sono più presenti i giovani, penso al commercio, all’area della grande distribuzione a quella dell’assistenza. Aggiungo, poi, che è l’ISTAT ad avere segnalato la crescita del part time involontario. Infine la discontinuità dei rapporti di lavoro avrà conseguenze significative sulle pensioni calcolate con il metodo contributivo”.

Bisognerebbe abbandonare il sistema contributivo? “No, non dico questo. Dico che non possiamo immaginare un paese con un terzo della popolazione, cioè i pensionati, che sia a rischio di povertà. Già oggi otto pensioni su dieci non arrivano a mille euro. Questo è un paese che sta rinunciando a progettare il suo futuro”.

Che l’importo della pensione pubblica fosse destinato a scendere era chiaro fin quando venne varata, con il totale consenso dei sindacati, la riforma Dini. Per questo sono stati poi costituiti i fondi per la previdenza complementare. La realtà è che solo il 23 per cento della popolazione potenziale vi ha aderito. Perché, secondo lei? “Il dato medio è quello. Il punto, però, è che nei settori dove è maggiore la frantumazione del lavoro l´adesione crolla vertiginosamente. Penso all´artigianato. Le piccole imprese continuano a utilizzare il trattamento di fine rapporto (il Tfr) per autofinanziarsi, come fosse roba loro e non retribuzione differita. Scoraggiano i lavoratori ad aderire ai fondi e, come è noto, per i sindacalisti non è facile entrare in quelle aziende. Morale: su quattro milioni di addetti del settore, hanno aderito al fondo solo in 11 mila. Per garantire la prestazione della pensione complementare abbiamo dovuto far confluire il fondo artigiani in quello del commercio. È questa una delle tante contraddizioni dei nostri imprenditori: da una parte dicono che serve la previdenza integrativa, dall´altra continuano a usare il Tfr al posto del credito bancario. Ma anche per questa via si affaccia l´idea di privatizzare un pezzo di stato sociale: al posto dei fondi negoziali, le assicurazioni”.

Di certo abbiamo un welfare sbilanciato sulla spesa pensionistica. Come può pensare che funzioni quando quasi il 70 per cento della spesa sociale va sotto la voce pensioni? “Mi limito a ricordarle che le pensioni, per quanto basse, sono quelle che hanno garantito la coesione sociale in questo paese. Perché sono i pensionati nelle famiglie a integrare i redditi dei giovani precari, a offrire loro una casa, a fare da baby sitter”.

Questo è anche lo stato sociale informale che vede protagoniste le donne. Dove sono finiti secondo lei i miliardi di risparmi dovuti all´innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego? Non dovevano servire per costruire più asili? “Ho un sospetto: sono finiti nella spesa corrente. A conferma che questo governo non ha alcuna idea di politica sociale se non quella dei tagli”.

Perché sostenete che dopo il contratto del commercio, che la CGIL non ha firmato, all’INPS mancheranno due miliardi? “Perché è così. L´indennità di malattia non sarà più pagata attraverso il fondo malattia dell’INPS, il commerciante la darà direttamente al lavoratore. Ma c’è di più: siamo sicuri che il piccolo commerciante potrà pagare l´indennità per periodi lunghi di malattia? La rottura dei meccanismi di solidarietà espone sempre i più deboli, lavoratori e imprenditori”.

Argomenti: CGIL |

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