cgil siena

Lavoratori in protesta alla FANTACCI INDUSTRIE di Poggibonsi

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 2, 2010

Lavoratori in protesta alla FANTACCI INDUSTRIE di Poggibonsi

I lavoratori della Fantacci Industrie di Poggibonsi hanno proclamato lo stato di agitazione a seguito della preannunciata decisione aziendale di non voler riconoscere ulteriormente, a partire dal prossimo anno, alcuni trattamenti retributivi stabiliti dalla contrattazione integrativa aziendale.

Con i suoi circa 30 dipendenti l’azienda valdelsana, affermatasi nella lavorazione di utensili per serramenti in legno, è una delle poche realtà toccata marginalmente dalla crisi che ha interessato la nostra provincia, tanto da aver utilizzato la cassa integrazione solo per un breve periodo nel corso del 2009.

Anche per queste ragioni le intenzioni dichiarate hanno suscitato una decisa contrarietà tra i lavoratori, che, riunitisi immediatamente in assemblea, hanno deciso una prima parte delle azioni di lotta, consistenti nel blocco totale del lavoro straordinario e in un pacchetto di 20 ore di sciopero.

Mentre a livello nazionale una minoranza delle organizzazioni sindacali (Cisl e Uil) sta portando avanti un modello sindacale di moderazione salariale, teso a depotenziare il CCNL a favore – sostengono – di un miglioramento della contrattazione aziendale, quello che sta accadendo alla Fantacci Industrie è la dimostrazione di quanto sbagliata sia l’idea che rinunciando a rivendicazioni più cospicue a livello nazionale si possa poi aumentare il salario tramite accordi aziendali.

FIOM CGIL e RSU richiamano l’Azienda ad una maggiore responsabilità, facendo sì che le questioni poste siano affrontate con fare costruttivo, rimuovendo in primo luogo da parte della stessa Fantacci Industrie i motivi che hanno dato vita alle rimostranze dei lavoratori.

FIOM CGIL Siena

2 novembre 2010

Argomenti: aziende, FIOM, metalmeccanici, valdelsa |

Epifani, lascio la guida, ma non la CGIL. Oggi la nostra trincea è quella più importante

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 2, 2010

Epifani, lascio la guida, ma non la CGIL. Oggi la nostra trincea è quella più importante
In un’intervista a ‘l’Unità’ il leader della CGIL fa un bilancio di questi suoi otto anni come Segretario Generale: i risultati più importanti, i compiti più ardui fino a parlare dei difficili rapporti con CISL e UIL
02/11/2010 da www.cgil.it

Dopo otto anni Guglielmo Epifani lascia. Non sarà più Segretario della CGIL. Domani sarà il giorno del direttivo, che valuterà l’esito delle consultazioni e poi ci sarà il voto. Che eleggerà Susanna Camusso, una donna per la prima volta alla guida del sindacato. Il giorno dopo, a Roma, al Teatro Quirino, il doppio saluto: quello del vecchio Segretario e quello del nuovo. Un rito: fu così nel settembre 2002, tra Cofferati ed Epifani, al Palasport. Otto anni tempestosi, tra due governi Berlusconi e, in mezzo, il secondo governo Prodi.

“Sempre in campo – dice a questo punto Guglielmo Epifani – senza mai abbassare la guardia”. Molti lo vedono già in politica. Ma non è così, spiegherà. Continuerà a lavorare per la CGIL, dove arrivò trentacinque anni fa (venti dei quali trascorsi in Segreteria). Cominciò in una paese molto diverso, di grandi fabbriche, di radicata cultura operaia, “quando s’avvertivano – ricorda Epifani – passione politica e senso profondo di solidarietà”. Tutto il contrario del presente, lacerato, diviso, in una società dove primeggia l’individualismo, condizionata dalla precarietà, impoverita e incerta, in un paese dove il sindacato è ancora uno degli anelli forti della sopravvivenza democratica, malgrado anche per il sindacato sia tempo di lacerazioni.

Otto anni, Epifani, che si chiudono mostrando quanto non avremmo mai voluto vedere: rottura tra CISL, UIL e CGIL. Di chi la colpa?
“È un problema aperto e l’obiettivo resterà quello di riannodare il filo con CISL e UIL, un rapporto che si è logorato non per colpa nostra, perché non è una colpa difendere le nostre posizioni di merito, mentre abbiamo visto gli altri cambiare faccia spesso e troppo rapidamente. Sono stati anni complessi. E’ esplosa la globalizzazione, ci si è cullati nell’ideologia liberista che ha concesso piena libertà alle logiche di mercato, si è precipitati nella più grave crisi finanziaria dal dopoguerra, una crisi che continua a colpire l’economia reale. Ancora ieri il presidente del Fondo monetario internazionale ci ha ricordato che nel mondo si sono persi trenta milioni di posti di lavoro. Sottolineo: senza responsabilità del mondo del lavoro. Per quanto ci riguarda, otto anni che sono cominciati ritrovando il rapporto unitario. I problemi sono venuti con la caduta del governo Prodi. La divisione è figlia del fatto che CISL e UIL hanno scommesso sulla forza di questo governo e ne hanno pagato la determinazione a spaccare il sindacato. Siamo arrivati così all’accordo separato sul modello contrattuale e alla manifestazione di CISL e UIL sul fisco, mandando a vuoto il lungo lavoro che proprio sul fisco i tre sindacati insieme avevano realizzato”.

Confermando molti nell’idea che CISL e UIL siano solo governativi…
“Costruendo appunto una rappresentazione grottesca del sindacato, una rappresentazione che non fa onore alla loro stessa storia. Malgrado questo si sono firmati unitariamente 50 contratti e unitariamente si continua a lavorare in molte zone, là dove più si avvertono il declino del paese e l’impotenza del governo distratto da ben altre storie. Credo che il primo passaggio per tornare all’unità stia nello stabilire le regole della nostra democrazia”.

Lei sostiene che la CGIL non ha colpe…Sull’altro fronte si sostiene che la colpa sia tutta della CGIL.
“Ho parlato di fisco. C’era una piattaforma, loro hanno scelto di scendere in piazza da soli. Ho parlato di democrazia e rappresentanza e una piattaforma comune era stata disegnata. Se poi ci si riferisce alla questione delle deroghe contrattuali per i metalmeccanici e al caso Pomigliano, non credo proprio che la CGIL abbia torto. Perché una deroga contrattuale apre un varco pericoloso per tutti i contratti e perché a Pomigliano abbiamo sbagliato andando a discutere come lavorare, in assenza di un piano, che dicesse che cosa produrre. Non si fa così. Prima si discute di investimenti e di prodotti, poi di organizzazione del lavoro”.

Marchionne ha rincarato la dose.
“Gli ultimi dati del mercato dell’auto dicono di una caduta delle vendite e dicono che la FIAT soffre più degli altri. Sono numeri che ci confermano nell’idea che la FIAT paga la mancanza di modelli: sul piano della ricerca e dell’innovazione non è all’altezza degli altri. Marchionne ci ha distratti: invece di parlare di qualità del prodotto, ci ha fatto intendere che tutto dipende dall’organizzazione del lavoro”.

Si è spiegata l’esternazione di Marchionne come una chiamata in causa del governo.
“Certo, se ci fosse stato un governo degno di questo nome non saremmo a questo punto. Di fronte alle scelte del più grande gruppo manifatturiero nazionale, un governo serio avrebbe imposto un tavolo di trattativa e costruito una proposta per difendere investimenti e occupazione. Che Marchionne insegua il governo è giusto, ma in questo inseguimento non si rafforza spaccando con la FIOM”.

Il risultato più bello di questi otto anni ?
“La battaglia per la difesa della Costituzione e la vittoria nel referendum”.

Il compito più arduo che toccherà al suo successore?
“La questione del lavoro precario. Ma è anche un cruccio mio per il passato: non aver fatto abbastanza contro la precarietà. Ma ci siamo trovati di fronte governi, con l’eccezione del governo Prodi, che hanno sempre perseguito politiche tese ad accentuare la precarietà”.

Un errore?
“Diciamo che ci lasciamo alle spalle decisioni condivise sulle quali abbiamo sempre tanto riflettuto insieme. Un errore? Forse quando si era al tavolo con Montezemolo e mi sono alzato. Ma avevo capito che si voleva andare a un confronto sul modello contrattuale quando non esisteva ancora una piattaforma sindacale. Una scelta la mia giusta nella sostanza, anche se troppo dura nella forma”.

E la politica? Niente, per ora. Epifani resterà al sindacato a capo dell’Istituto Bruno Trentin, che coordinerà l’attività di studio, di ricerca e di formazione di altri istituti come l’IRES e la Fondazione Di Vittorio: “con il proposito di contribuire alla formazione di un programma, che abbia al centro i temi del lavoro, per un governo all’altezza dei problemi che ha di fronte il paese”. Ma su candidature e altro Epifani non risponde. Orgogliosamente ci ripete: “Oggi la nostra trincea è quella più importante”.

Argomenti: CGIL |

Tabelle paga grafici artigiani novembre 2010

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Novembre 1, 2010

Grafici Artigiani_11_10

Argomenti: CGIL, servizi, SLC, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Roma 27 novembre manifestazione nazionale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 29, 2010

 COMIZIO CONCLUSIVO A PIAZZA SAN GIOVANNI

Cortei da Piazza della Repubblica e da Piazzale dei Partigiani

CONTINUA LA MOBILITAZIONE

LA CGIL IN PIAZZA PER

 Serve una svolta radicale nella politica economica e sociale del Governo per contrastare la crisi e realizzare la crescita.

Esigiamo risposte all’emergenza occupazionale; al rilancio del sistema produttivo; alla difesa dei redditi da lavoro e pensioni; ai bisogni dei giovani, dei precari e dei bassi redditi.

Cambiamo le politiche economiche del Governo che sono sbagliate: crescono le differenze fra le persone; si chiedono ancora sacrifici a chi ha poco e non si interviene su chi ha molto; si tolgono risorse ai comuni ed alle regioni; si tagliano le politiche sociali.

Contro le politiche del Governo che continua nel sistematico attacco ai diritti; nega il contratto nazionale e la contrattazione nei settori pubblici; produce tagli che cancellano centinaia di migliaia di posti di lavoro; impoverisce il sistema d’istruzione e formazione; sostiene le scelte di rottura di Federmeccanica; impedisce il voto per le RSU.

 Per la CGIL è intollerabile che, a fronte di un aumento della disoccupazione, della povertà e della cassa integrazione, si colpiscano ulteriormente lavoratori e pensionati e non si tocchino le rendite e le transazioni finanziarie.

 Rivendichiamo una politica di redistribuzione in favore dei lavoratori e dei pensionati.

Contatta le Camere del Lavoro per prenotare il tuo posto in pullman!

Argomenti: CGIL, manifestazioni |

Comune di Sinalunga: i lavoratori in stato di agitazione bloccano gli straordinari

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 29, 2010

STATO DI AGITAZIONE E BLOCCO DEGLI STRAORDINARI DEI LAVORATORI DEL COMUNE DI SINALUNGA

Le OO.SS. FP CGIL, CISL FP e SULPM denunciano con forza l’incomprensibile atteggiamento di rigidità dell’Amministrazione Comunale di Sinalunga sulla contrattazione integrativa aziendale dei dipendenti e si scusano con la cittadinanza per gli eventuali disagi che potrebbero verificarsi a causa delle azioni di protesta sempre più incisive che verranno intraprese.
Dopo un lungo e travagliato periodo di contrattazione in merito al salario accessorio dei dipendenti relativo agli anni 2009/2010 (fondo che si autofinanzia anche con le risorse degli stessi dipendenti andati in pensione), nonostante un responsabile e costruttivo atteggiamento delle OO.SS. in occasione del trasferimento della Farmacia Comunale – e con essa dei 5 dipendenti – ad altra Azienda (operazione questa che avrebbe permesso all’Amministrazione Comunale di rientrare nei tetti di spesa sul personale come richiesto dalla Finanziaria), il Comune di Sinalunga ha perseverato nel suo atteggiamento ostile al tavolo di confronto, in primo luogo non presentando correttamente i dati di bilancio da noi richiesti relativi alla spesa per il personale e poi giustificando indecorosamente il proprio comportamento con il D.Lgs. 150 (‘Brunetta’).
Per i prossimi tre anni le norme governative hanno bloccato i rinnovi contrattuali ma non l’aumento delle tariffe dei servizi, della luce, del gas e dei prezzi al consumo dei beni di prima necessità. Quindi riteniamo il comportamento dell’Amministrazione Comunale di Sinalunga incomprensibile e dannoso sia nei confronti dei cittadini che degli stessi dipendenti, anche in considerazione della sua connotazione politica. Molti dei servizi che eroga il Comune di Sinalunga sono finanziati con i fondi dello stesso personale, mentre si continua a disperdere risorse pubbliche in consulenze esterne ed aumenti ai Dirigenti sia in termini di stipendio che ‘di risultato’ (vedi incarichi ‘pro tempore’ rinnovati per anni e liquidazioni ‘di risultato’ a 30.000 euro, oltre ad uno stipendio mensile che non è ovviamente di 1.000 euro medi come quello degli altri dipendenti).
I cittadini di Sinalunga devono sapere che le OO.SS. hanno avuto incontri anche presso il Prefetto di Siena nel tentativo di trovare una conciliazione per non creare un immediato disagio. Purtroppo, anche in quella sede, l’Amministrazione Comunale ha continuato nel suo atteggiamento negativo.
Pertanto, dopo l’assemblea di tutto il personale dipendente di ieri, ci siamo visti constretti a dichiarare il blocco immediato di qualsiasi attività lavorativa straordinaria garantendo, almeno per il momento, il normale orario di servizio.
Chiediamo all’Amministrazione Comunale di Sinalunga di ripristinare un alto senso di responsabilità nella vertenza rivedendo la propria posizione di chiusura.
In assenza di risposte positive saremo costretti ad indire un’assemblea pubblica e proclamare lo sciopero generale di tutti i dipendenti del Comune.

FP CGIL, CISL FP e SULPM Siena

Sinalunga, 28 ottobre 2010

Argomenti: Comuni, FP |

Contributi “Infanzia e conciliazione”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 28, 2010

CONTRIBUTI “INFANZIA E CONCILIAZIONE”

Ricordiamo che per il quarto anno consecutivo le OO.SS. CGIL CISL UIL e l’Amministrazione Provinciale di Siena hanno raggiunto un accordo che prevede l’istituzione di un contributo “Infanzia e conciliazione” a sostegno delle donne e delle famiglie per l’utilizzo di quei servizi che favoriscono la conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa.

La scadenza del bando è il 19 DICEMBRE 2010.

Possono presentare domanda coloro che si trovano nelle seguenti condizioni:
1. Residenti nella Provincia di Siena;
2. Presenza nel nucleo familiare di un/a o più bambini/e di età compresa tra i 3 e i 36 mesi che abbiano frequentato per almeno 3 mesi servizi educativi per la prima infanzia di cui alla L.R. 32/2002 (nido d’infanzia, centro dei bambini e dei genitori, centro gioco educativo, servizi domiciliari) pubblici o privati autorizzati al funzionamento, nel periodo da agosto 2009 a luglio 2010;
3. Nuclei familiari (oppure famiglie monogenitoriali) nei quali la madre sia impegnata in attività lavorativa, anche a tempo determinato;
4. Non aver ottenuto alcun contributo per la frequenza del/la figlio/a ai servizi educativi per la prima infanzia di cui alla L.R. 32/2002 (da Regione Toscana, Camera di Commercio, Università, etc.);
5. In considerazione della attuale situazione di crisi, potranno partecipare all’avviso anche le famiglie che abbiano ottenuto un finanziamento per la frequenza ai servizi educativi da parte dei Comuni di residenza del territorio provinciale per il periodo agosto 2009 – luglio 2010.

I documenti necessari ai fini della compilazione e presentazione della domanda sono sinteticamente i seguenti:
– documento di identità;
– modello ISEE 2010 relativo ai redditi 2009;
– documentazione attestante gli avvenuti pagamenti dei servizi educativi.

La graduatoria per l’assegnazione del contributo sarà redatta sulla base di punteggi attribuiti a criteri reddituali e non (già nel bando).

I contributi saranno erogati fino ad esaurimento delle risorse disponibili messe a disposizione dalla Fondazione MPS.

L’approvazione della graduatoria avverrà entro 90 giorni lavorativi dalla scadenza dell’avviso (19 dicembre 2010).

Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a presentarsi presso gli Uffici del Patronato INCA CGIL presenti sul territorio della provincia per ricevere ulteriori informazioni e per la presentazione delle domande.

Argomenti: CGIL, conciliazione, donne, INCA, infanzia, maternità, patronato, servizi |

Elezioni RSU Trigano: la FIOM ottiene la maggioranza assoluta

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 27, 2010

ELEZIONI RSU TRIGANO: LA FIOM MANTIENE LA MAGGIORANZA ASSOLUTA.

Ancora una volta i lavoratori della Trigano SpA, hanno confermato il loro deciso apprezzamento nei confronti della FIOM CGIL, esprimendo in occasione delle elezioni di rinnovo della RSU avvenute oggi, il 73% dei consensi in favore di questo Sindacato. 

Su un totale di 9 seggi disponibili, ben 7 sono stati attribuiti a candidati della lista FIOM CGIL, incrementando così di un delegato il già ottimo risultato ottenuto nelle precedenti elezioni.

Un risultato che consolida il sostegno in favore della FIOM CGIL di Siena di tanti lavoratori, memori dei notevoli avanzamenti di tutela generale ottenuti proprio grazie alla perseveranza, serietà ed affidabilità dimostrate nel tempo da questa organizzazione sindacale di categoria; caratteristiche fra l’altro riconosciute in più di un’occasione anche dalle controparti datoriali.

Chi pensava di far leva sulle menzogne, diffondendo infamie a discredito della FIOM e dei suoi delegati, dovrà purtroppo ricredersi e al contempo riflettere sul fatto che i lavoratori non si fanno incantare facilmente dalle vane parole di chi veste impropriamente i panni della vittima, ma, come nel caso della Trigano, valutano in base ai risultati ottenuti.

La FIOM ringrazia tutti i lavoratori e le lavoratrici  che hanno voluto riconfermare la loro fiducia, condivisione e sostegno, nei confronti dell’azione sindacale che in questa azienda i delegati FIOM hanno saputo condurre con responsabilità e fermezza.

                                                                       La Segreteria della FIOM CGIL di Siena

Siena, 27 ottobre 2010

Argomenti: aziende, FIOM, RSU |

Pulizie delle scuole: 25mila lavoratori degli appalti rischiano il posto di lavoro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 25, 2010

Pulizie delle scuole: 25mila lavoratori degli appalti di pulizia degli istituti scolastici rischiano il posto di lavoro (LSU stabilizzati e lavoratori c.d. “appalti storici”)

Drammatica la situazione per circa 25mila lavoratrici e lavoratori degli appalti di pulizia degli istituti scolastici (LSU stabilizzati e lavoratori operanti nei cd “appalti storici”), a causa della mancanza di fondi di finanziamento e dei tagli previsti dal Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università.
Per gli LSU (ex lavoratori socialmente utili) sono già 22 le ditte che hanno inviato alle organizzazioni sindacali la comunicazione dell’apertura delle procedure di mobilità, corrispondenti alla totalità della mano d’opera impiegata – quasi 14mila addetti – nelle pulizie delle scuole di ogni ordine e grado.
Nonostante siano già stati messi a bilancio, mancano i fondi per la copertura economica del secondo semestre del 2010; non c’è traccia di discussione per il proseguo degli appalti per il 2011 e in alcuni casi gli appalti sono in scadenza; come in Molise e Campania – 30 novembre 2010 – dove esiste il nucleo più numeroso con oltre 5.500 lavoratori, che rischiano di tornare nello stato di precarietà da cui provengono.

Stanno vivendo la stessa situazione altri 12.000 lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti servizi di pulizia e attività ausiliarie (sorveglianza, custodia) cd “appalti storici” impiegati anche nei nidi d’infanzia e scuole materne. Sono giunte in questi giorni le aperture delle prime procedure di mobilità. Per gli “appalti storici” la condizione è resa ancora più grave perché già nel dicembre 2009 avevano subito dei tagli da parte del Ministro dell’università e della Ricerca pari ad una riduzione del 25% sui contratti di appalto, tagli per i quali durante tutto il corso della primavera si sono tenute manifestazioni e scioperi territoriali e nazionali che avevano portato come risultato le proroghe dei contratti fino al 31.12.2010 e l’impegno da parte del Miur di attivare fin da luglio incontri per discutere le nuove gare di appalto che garantissero la continuità lavorativa e l’occupazione.

Al pari degli appalti ove operano gli LSU stabilizzati, ad oggi, non si hanno notizie di eventuali proroghe o l’avvio delle gare.
La Filcams Cgil lancia l’allarme: “Siamo fortemente preoccupati per questa mancanza di attenzione e comunicazione; e l’attuale situazione non fa presagire nulla di positivo”.

“Tanti, troppi, i lavoratori che rischiano il posto di lavoro” spiega la Filcams Cgil “con forti ripercussioni anche sulla salubrità e la sicurezza degli ambienti scolastici.”
“Il momento è veramente grave” afferma la Filcams Cgil “soprattutto perché tali tagli vanno a colpire lavoratrici e lavoratori precari e già in difficoltà economiche. Un settore quello delle pulizie, costituito, tra l’altro, per la maggior parte da donne”.
La Filcams Cgil sta seguendo la trattativa e si sta attivando per cercare di avere delle risposte più concrete dall’Amministrazione competente.

FILCAMS CGIL Nazionale

Argomenti: FILCAMS |

Oggi manifestazione dei lavoratori dell’Università degli Studi di Siena

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 25, 2010

LA MOBILITAZIONE CONTINUA

Lunedì 25 ottobre 2010  MANIFESTAZIONE PER LE VIE DI SIENA

Invitiamo a partecipare al corteo e alla manifestazione tutte le componenti della comunità universitaria e i cittadini. Estendiamo l’invito anche ai rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche.

Partenza ore 13,30 ingresso del Rettorato (via Banchi di Sotto, 55)

Il corteo toccherà tutte le sedi istituzionali presenti in città

Un’unica voce per gridare l’assoluta esigenza di uscire di dalla crisi e il diritto a un futuro fatto di stabilità.

Come lavoratori RIVENDICHIAMO:

– il rispetto dei nostri diritti sindacali, a partire dal rispetto delle norme contrattuali
– il rispetto del nostro ruolo di dipendenti pubblici
– il diritto ad un futuro all’interno di una istituzione pubblica
– il rispetto della nostra dignità e del nostro lavoro
– il rispetto della nostra Università come istituzione pubblica da parte delle forze politiche         nazionali e locali
– il diritto a conoscere il nostro futuro

 AD OGGI HANNO PAGATO:

– le lavoratrici ed i lavoratori della cooperativa solidarietà
– le colleghe e i colleghi a tempo determinato
– gli ex-stabilizzandi
– i collaboratori esperti linguistici, CEL
– i precari della didattica e della ricerca

Ora cominciano a farla pagare alle persone con un contratto a tempo indeterminato

L’UNIVERSITA’ E’ DI TUTTI

PER QUESTO CHIEDIAMO

– rapidità nell’avvio nello svolgimento dei processi, durante i quali ci dichiareremo parte civile, per conoscere finalmente chi dovrà pagare al posto nostro per questa situazione

– il ritiro immediato dei tagli ai fondi di finanziamento alle Università che, oltre a mettere in difficoltà l’Ateneo di Siena, metteranno in seria difficoltà altri Atenei italiani

– il ritiro immediato della proposta di legge n.1905, riforma dell’Università/riforma Gelmini

– l’avvio di una politica reale di finanziamento delle Università e della Ricerca

– il ritiro della legge 150, riforma Brunetta, che attacca i lavoratori pubblici nel loro ruolo e che, in questa situazione di crisi, unita al blocco contrattuale derivante dalla finanziaria causeranno perdite stipendiali pesanti per i dipendenti pubblici nei prossimi tre anni

– far continuare a vivere la qualità nel nostro Ateneo

DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI SIENA E IL FUTURO DELLA CITTA’

RSU d’Ateneo – CISAL – CISL – CISAPUNI – FLC-CGIL – RdB/USB P.I. – UGL – UIL-PA-UR

Argomenti: FLC, manifestazioni, università |

Fisco: Epifani, per riforma necessario colpire evasione e grandi patrimoni

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Ottobre 21, 2010

Fisco: Epifani, per riforma necessario colpire evasione e grandi patrimoni
Avviato ieri il primo confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma fiscale. “Vogliamo i fatti, adesso siamo ancora alle parole”, così il Segretario Generale della CGIL al termine dell’incontro. La posizione della Confederazione riprende la piattaforma ‘Per un fisco giusto’: colpire evasione e rendite, alleggerire il carico su lavoratori dipendenti e pensionati » Verbale dell’incontro
21/10/2010 da www.cgil.it

Ridurre il carico fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni, scaricando su altre fonti di reddito la ricerca di risorse necessarie e al tempo stesso lavorare seriamente per contrastare l’evasione fiscale. E’ attorno a questi punti, che secondo il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, è necessario lavorare per una riforma fiscale equa e giusta. “Chiediamo di colpire i grandi patrimoni” ha ribadito il leader della CGIL, in occasione del primo confronto, avvenuto ieri (20 ottobre), tra Governo e parti sociali sulla riforma fiscale. Quando si hanno poche risorse a disposizione è necessario fare una scelta “devi dare a qualcuno e prendere da qualche altra parte. Se non si fa così – ha spiegato Epifani – non si va avanti”.

Avviato ieri al Ministero dell’Economia, il processo per arrivare alla revisione del sistema tributario. Le parti sociali, torneranno ad incontrare il Governo tra tre, quattro giorni. Per ora sono stati delineati i contorni di tale riforma, che prevedrebbe “un’attenzione prioritaria alla famiglia, senza impegnare il potenziale gettito che potrebbe arrivare dall’evasione fiscale, prima di averlo incassato, e non toccando la tassazione dei bot”, una riforma che passerà attraverso tre fasi: la raccolta di dati e la loro analisi; una legge delega in Parlamento e infine, una serie organica di decreti allegati.

“Vogliamo i fatti. Adesso siamo ancora alle parole”. Ha commentato al termine del tavolo il Segretario Generale della CGIL,  che ha aggiunto “è necessario guardare ad un intervento sulle rendite finanziarie, la cui difesa finirebbe per reiterare una logica di ‘vecchie gerarchie’ mentre serve, invece, liberare ‘nuove energie’”. “Bisogna fare in fretta – ha concluso Epifani – perchè una parte delle risposte non può andare troppo in là. Da qui a due, tre anni c’è una parte del Paese che paga più tasse di tutti, una parte che non ce la fa”.

Argomenti: CGIL |

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