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Pensioni: il vero problema è la sostenibilità sociale. Troppe pensioni basse nel nostro futuro

di Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 21, 2011

Pensioni: CGIL su dati ISTAT, il vero problema è la sostenibilità sociale. Troppe pensioni basse nel nostro futuro
L’Istituto nazionale di Statistica diffonde i dati sui trattamenti pensionistici e beneficiari: nel 2009 aumenta l’importo delle prestazioni del 5,1%, ma quasi la metà dei pensionati ha redditi inferiori ai mille euro. Per la Confederazione è necessario “rilanciare lo sviluppo, creare posti di lavoro nuovi e rafforzare i diritti di tutti coloro che oggi sono deboli o non hanno neppure accesso al diritto”
21/06/2011 da www.cgil.it

Nel 2009 cresce l’importo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali in Italia, ma quasi la metà dei pensionati continua ad avere redditi ‘da fame’. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’ISTAT sui trattamenti pensionistici e beneficiari.

Secondo il Segretario Confederale della CGIL con delega alla previdenza, Vera Lamonica, sono molte le considerazioni che si possono ricavare dalla lettura dei dati diffusi oggi, ma avverte la dirigente sindacale “una una cosa è chiara prima di tutte: sarebbe assurdo ricavarne un nuovo allarme sulla tenuta del sistema previdenziale italiano” che invece, spiega “come ormai sostengono tutti gli osservatori, è in equilibrio”. Secondo Lamonica “il problema vero”, al contrario, è “la sostenibilità sociale delle pensioni italiane”, che, prosegue il  Segretario Confederale CGIL, come conferma l’ISTAT, “sono in maggioranza pensioni povere (quasi il 50% sotto i mille euro) e a maggior ragione stanno diventando sempre più povere soprattutto per tutti quei giovani che avranno carriere di lavoro intermittenti e deboli”.

Dall’indagine ISTAT emerge infatti che nel 2009, in Italia, l’importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate, è stato di 253.480 milioni, in aumento del 5,1% rispetto al 2008. Una spesa che per il 2009, corrisponde al 16,68% del prodotto interno lordo (PIL), in crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, alla luce di questi dati, se si volge lo sguardo ai redditi da pensione, l’Istituto nazionale di statistica fa notare come, il 46,5% dei pensionati italiani, ossia 7,7 milioni di persone su un totale di 16,2 milioni, ha un reddito da pensione complessivo inferiore ai 1.000 euro; il 14,7% (2,4 milioni) ha redditi inferiori a 500 euro, mentre il 31,8% (5,3 milioni) ha redditi tra i 500 e i 1.000 euro.

Dunque, Lamonica, nel ribadire che la spesa previdenziale “è sotto controllo” mette in luce un “grande problema sociale da risolvere: l’inadeguatezza delle pensioni per tutti quei lavoratori e lavoratrici che hanno carriere fragili”. Inoltre, la dirigente sindacale, sul tema del rapporto tra occupati e pensionati, avverte “non possiamo separarlo dagli effetti pesantissimi di una crisi che ancora non è stata superata e che ha prodotto disoccupati, lavoratori in mobilità e migliaia di ore di Cassa integrazione”. “C’è bisogno – conclude Lamonica – di rilanciare lo sviluppo, creare posti di lavoro nuovi e rafforzare i diritti di tutti coloro che oggi sono deboli o non hanno neppure accesso al diritto”.

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