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Documento dei dipendenti dell’Enoteca Italiana

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 6, 2014

qui di seguito il documento dei dipendenti dell’Enoteca Italiana consegnato oggi all’Assemblea dei soci

I dipendenti dell’Ente Vini – Enoteca italiana, in cassa integrazione in deroga dallo scorso marzo e senza stipendio dallo scorso febbraio (4 mesi), esprimono formalmente all’Assemblea dei Soci il loro profondo disagio e l’altrettanto profonda preoccupazione per lo stato in cui si ritrova a versare l’Azienda.

Precisano che la loro preoccupazione era già stata manifestata chiaramente e ripetutamente agli amministratori nel corso degli ultimi anni con la richiesta, mai soddisfatta, di un confronto leale e costruttivo che impedisse proprio di giungere ad una situazione quale è quella odierna.

Si ritrovano, invece, oggi a confrontarsi con un bilancio che, inspiegabilmente, nel giro di un solo anno, ha assunto caratteri catastrofici, un bilancio che non lascia spazio a prospettive e questo nonostante i sacrifici già in atto da tempo (nessuna retribuzione per trasferte e ore di straordinario dal 2012, in deroga al contratto di lavoro).

Si ritrovano inoltre, altrettanto inspiegabilmente, a non conoscere il reale stato di quello che veniva presentato come il “gioiello di famiglia”, ovvero l’asset cinese, e temono che esso versi in uno stato fortemente compromesso e non possa quindi più rappresentare una possibile base di ripartenza per il futuro.

A fronte dunque di quanto sopra e di una quotidianità diventata insostenibile e che non ha ragione di essere, i dipendenti chiedono all’Assemblea dei Soci risposte immediate chiare, efficaci e credibili per la vita dell’Ente – Enoteca e per le loro prospettive lavorative e si riservano, in mancanza di un riscontro serio e sollecito, il diritto di agire a propria tutela e a salvaguardia dell’immagine di una istituzione storica in tutte le sedi che riterranno opportune.

Siena, 6 giugno 2014

Argomenti: FILCAMS |

Nuova tragedia sul lavoro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 5, 2014

Siena, 5 giugno 2014 – La cronaca odierna purtroppo si apre con una nuova tragedia sul lavoro. Un operaio 46enne di Chianciano è morto mentre installava un ascensore all’interno di un liceo viterbese.

Davanti a drammi di tale portata ci rendiamo conto di quanto ancora debba essere fatto a proposito di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Vi sono regole precise in questo ambito che spesso vengono disattese.

Crediamo che l’attenzione sulla sicurezza debba essere sempre tenuta alta, cercando di sensibilizzare con tutti i mezzi possibili coloro che sono quotidianamente impegnati nei cantieri, sia come datori di lavoro, che come lavoratori. In questo senso l’impegno dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza è fondamentale, così come l’opera degli enti bilaterali costituiti anche sul nostroo territorio, nonché la destinazione delle necessarie risorse agli enti preposti al controllo. In questo senso rafforzare una presenza preventiva a partire dal servizio svolto dalle ASL ed un efficace coordinamento dei soggetti controllanti sono obbiettivi da perseguire costantemente.

Auspichiamo che la cultura della sicurezza diventi un “modus operandi” e non una semplice procedura burocratica o peggio ancora un costo da comprimere, perchè crediamo che in una società civile il lavoro sia lo strumento per vivere e partecipare e non la causa di un infortunio troppo spesso anche mortale.

In ultimo, anche indipendentemente dall’episodio accaduto, la questione della sicurezza può subire, come presumibilmente subisce, forti riduzioni in termini di attenzione di fronte ad appalti con la pratica del massimo ribasso, appalti in cui l’abbattimento dei costi si scarica appunto sul costo del lavoro e sulla prevenzione infortunistica.

CGIL Siena

Argomenti: CGIL, sicurezza |

Camusso, solo tagli e precarietà, così l’Italia non riparte

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 5, 2014

Camusso_17Camusso, solo tagli e precarietà, così l’Italia non riparte

05/06/2014 da www.cgil.it

Intervistata dal Secolo XIX il segretario della Cgil torna sui provvedimenti del governo Renzi: il decreto Irpef va nella giusta direzione, ma non può essere che l’inizio di una politica di ridistribuzione fiscale. E sul Jobs Act c’è “troppa confusione”

Giudizio «positivo» sugli 80 euro in più in busta paga, purché diventi una misura strutturale e non un bonus una tantum. Più severa, invece, la valutazione sul decreto Poletti, un provvedimento «sbagliato» e che si contraddice con gli annunci dello stesso governo che, almeno a parole, intende promuovere un lavoro «stabile e di qualità». E’ una pagella farcita di luci e ombre quella che Susanna Camusso, Segretario della Cgil dà al governo targato Matteo Renzi.

Segretario Camusso, il Parlamento si appresta ad approvare il “famoso” decreto degli 80 euro in più in busta paga. Quella di Renzi è stata una mossa azzeccata? «Il giudizio è positivo visto che si tratta di una restituzione fiscale ai lavoratori per cui noi ci siamo battuti. È una nostra rivendicazione che salutiamo positivamente, in attesa che la misura diventi strutturale. Detto questo, non si può pensare che il dl Irpef risolva il problema dell’impoverimento e del carico fiscale sul lavoro. C’è infatti il tema dei pensionati, sul quale abbiamo registrato una dichiarazione del presidente del Consiglio che si è impegnato a prendere provvedimenti nella legge di stabilità. E poi non bisogna dimenticare gli incampienti, quei lavoratori che percepiscono meno di 8 mila euro l’anno e che non rientrano in questa operazione. Quindi bene gli 80 euro, ma sappiamo che è solo l’inizio di una traiettoria di diversa redistribuzione del carico fiscale che è fatta da una riduzione del costo del lavoro ma anche dal riequilibrio sul fronte della tassazione dei grandi patrimoni».

Da un lato l’impoverimento, dall’altro la disoccupazione schizzata al 13,6%. La Cgil ha però bocciato il decreto Poletti. Perché? «Il decreto Poletti è sbagliato. Il sistema produttivo italiano ha bisogno di know how, di competenze e qualità. Questo si traduce nell’investire in capitale umano. Abbiamo trovato quella scelta sulla liberalizzazione dei contratti a termine una soluzione contraddittoria con le stesse dichiarazioni di questo governo che aveva parlato di contratto unico e di diminuzione della precarietà. Purtroppo nell’azione del governo vediamo sempre più sparire l’idea del contratto a tutele crescenti e un moltiplicarsi del precariato». Continua a leggere questo articolo »

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Camusso ricorda Patto di Roma, sfida oggi è rappresentare intero mondo del lavoro

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 5, 2014

Camusso ricorda Patto di Roma, sfida oggi è rappresentare intero mondo del lavoro

04/06/2014 da www.cgil.it

4maggioA settant’anni dall’intesa che ricostituì il sindacato libero e unitario, il Segretario Generale della CGIL riflette sul ruolo che oggi ricoprono le organizzazioni sindacali » ASCOLTA

Democrazia e lavoro, un legame indissolubile sul quale è stata costruita la storia del sindacato italiano”. Così il Segreatario Generale della CGIL, Susanna Camusso ha aperto il suo intervento all’iniziativa ‘4 giugno 1944: il Patto di Roma, un sindacato libero in un’Italia liberata’, che si è tenuta quest’oggi a Roma. Un’iniziativa promossa dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio insieme alla Fondazione Giulio Pastore e alla Fondazione Bruno Buozzi a settant’anni dalla firma del Patto di Roma che decretava la rinascita del sindacato libero e la ricostituzione della CGIL unitaria.

All’iniziativa, presieduta dal segretario della Fondazione Di Vittorio, Carlo Ghezzi, sono intervenuti: il presidente della Fondazione Buozzi, Giorgio Benvenuto, il presidente della Fondazione Pastore, Aldo Carera, Pietro Craveri, storico dell’Università La Sapienza di Roma, il giornalista Emanuele Macaluso, il direttore del Censis, Giuseppe De Rita e i leader di CGIL, CISL e UIL, Camusso, Bonanni e Angeletti.

Nel corso del suo intervento il Segretario Generale della CGIL ha ripercorso le trasformazioni del rapporto sindacato-politica dal secondo dopoguerra ad oggi. Dopo la Liberazione, ha sottolineato Camusso, il sindacato è rinato in un contesto in cui “la politica determinava le condizioni economiche del Paese, c’era un rapporto diretto tra governo dell’economia e le condizioni dei lavoratori”. Quello che manca, ormai da tempo “è un nuovo progetto per il Paese”. L’idea della ricostruzione dell’Italia, attraversata sempre più dalle disuguaglianze dovute a 6 anni di crisi, deve essere affidata al Paese stesso e non unicamente al mondo della finanza e delle imprese: “bisogna creare lavoro e decidere quali sono gli investimenti da fare utilizzando le risorse che si hanno a disposizione, solo così sarà possibile rinnovare il Paese”.

Oggi è cambiato il rapporto tra Governo e parti sociali, secondo Camusso “c’è un nuovo tema di autonomia” perché, se per le politiche non è più scontato che il mondo del lavoro sia “un blocco sociale di riferimento, il sindacato deve avere nei confronti del governo un atteggiamento diverso da quello delle stagioni precedenti: bisogna attuare una straordinaria risindacalizzazione delle politiche di rappresentanza del mondo del lavoro. Se il governo diventa imprenditore oltre che soggetto politico (es: privatizzazioni), allora il confronto diventa una vertenza sindacale, non un problema di giudizio politico”.

“Se nel ’44 il punto fondamentale era determinare l’unità delle organizzazioni sindacali per ricostruire il sindacato e la rappresentanza dei lavoratori dopo il fascismo, oggi la sfida per i sindacati – ha concluso Camusso – è quella di riuscire a rappresentare tutte le differenti condizioni dei lavoratori”.

Argomenti: CGIL |

Camusso, il sindacato e la politica

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 3, 2014

Camusso_13Camusso, il sindacato e la politica

03/06/2014 da www.cgil.it

In una intervista al ‘Corriere della sera’ il Segretario generale della CGIL rilancia la sfida del cambiamento. “Bisogna parlare meno di tagli e più di come migliorare i servizi per i cittadini”. E sul lavoro: disponibili a estendere il sistema contrattuale privato

Susanna Camusso, Renzi ha fatto la campagna elettorale anche contro la Rai e contro la Cgil. Perché, secondo lei?
«Un po’ per la ricerca del voto moderato; anche se non è affatto vero che tutti i moderati siano contro il sindacato…».
Ha detto proprio: «Chi vota Pd non vota Cgil».
«Fin qui siamo a monsieur de La Patisse: un’ovvietà. E vero però che molti iscritti Cgil hanno votato Pd. Questa volta più di altre».
Al Nord non hanno votato anche Lega?
«Meno che in passato. L’avanzata nelle zone industriali in Lombardia e in Veneto è segno che gran parte del mondo del lavoro si è riconosciuto nel Pd. Dentro il voto europeo ci sono molte cose. Anche una nuova voglia di partito. Una voglia di partecipare che non si esaurisce nel voto».
Cosa intende per «nuova voglia di partito»?
«Io credo che sia il momento di pensare a un grande partito unico della sinistra che abbia come blocco sociale di riferimento il lavoro, al di là della distinzione tra ceto operaio e ceti medi che non ha più ragione di esistere. E il momento di chiudere la diaspora infinita dello 0,1%. A maggior ragione adesso che il centro, nonostante i vari tentativi di rifondarlo, non esiste più».
Intende dire che il Pd deve fondersi con Sel?

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Argomenti: CGIL |

Tabelle paga meccanici Confapi giugno 2014

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 1, 2014

Meccanici Confapi_06_14

Argomenti: CGIL, FIOM, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Tabelle paga impiegati agricoli giugno 2014

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 1, 2014

Impiegati Agricoli_06_14

Argomenti: CGIL, FLAI, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Tabelle paga grafici artigiani giugno 2014

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 1, 2014

Grafici Artigiani_06_14

Argomenti: CGIL, servizi, SLC, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Graduatorie d’istituto docenti: assemblee per la compilazione delle domande

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Maggio 30, 2014

flcGraduatorie d’istituto docenti: ASSEMBLEE FLC-CGIL in tutta la provincia PER LA COMPILAZIONE DELLE DOMANDE

Siena, 30 maggio 2014 – La FLC CGIL di Siena ha indetto 5 assemblee territoriali per aiutare i docenti interessati all’aggiornamento delle graduatorie d’istituto al fine dell’ottenimento delle supplenze; alcune novità rispetto al precedente decreto implicano la necessità di portare a conoscenza delle diverse modalità.

Le assemblee illustrative saranno affiancate anche dalle consulenze individuali su appuntamento che potranno essere prenotate chiamando il numero 0577-254807

Questo è il calendario delle assemblee: 4 giugno ore 15,00 a Poggibonsi presso la Camera del Lavoro (Piazza Matteotti, 8), 5 giugno ore 15,00 a Siena presso il Circolo ARCI Fontebecci (Strada Statale Chiantigiana, 222), 5 giugno ore 15,00 ad Abbadia San Salvatore presso la Camera del Lavoro (Via Gorizia, 28), 6 giugno ore 15,00 a Montepulciano presso la Camera del Lavoro (Via Fiorita, 12), 9 giugno ore 15,00 a Sinalunga presso la Camera del Lavoro (Via Luciano Lama, 5).

Argomenti: FLC, scuola |

Istat: Cgil, su lavoro indica direzione da seguire

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Maggio 29, 2014

CGILluci28/05/2014 da www.cgil.it

“Sul tema lavoro la fotografia che lancia oggi il rapporto Istat indica la traccia che il governo dovrebbe seguire, al contrario di quanto fatto ad oggi con il recente decreto lavoro. Un provvedimento che rischia di aggravare la situazione aumentando la precarietà e la breve durata dei contratti a termine, con i rinnovi illimitati e l’alto numero di proroghe senza causali”. E’ quanto afferma la Cgil in una nota.

“I problemi evidenziati, infatti, – prosegue – ricalcano esattamente le priorità indicate dalla Cgil nel corso degli ultimi mesi: crescita della precarizzazione dei rapporti di lavoro negli ultimi 5 anni per l’incertezza dovuta alla crisi; difficoltà di collocazione dei lavoratori over 50 e delle lavoratrici madri; ripresa dell’emigrazione giovanile in particolare qualificata; crescita dei lavoratori poveri, in particolare donne”. Per questo la Cgil ribadisce che “occorre una riforma universale degli ammortizzatori sociali, la sperimentazione di un contratto a tutele progressive che cancelli quasi tutte le 46 tipologie atipiche di lavoro esistenti, un cambiamento profondo della riforma Fornero sulle pensioni e una norma vera che contrasti le dimissioni in bianco”. Continua a leggere questo articolo »

Argomenti: CGIL |

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