CGIL, CISL e UIL aderisconco al ‘Siena-Firenze day’
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 26, 2011
Le Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL senesi guardano con preoccupazione a voci e dichiarazioni che si susseguono in questi giorni sulla ormai annosa vicenda del pedaggio sull’Autopalio.
Preoccupazione che nasce anche dalle dichiarazioni del Ministro Matteoli che afferma che il progetto di ammodernamento della Siena–Firenze passa attraverso un Project Financing dove prima si applica il pedaggio e poi si finanziano i lavori.
E’ evidente che non possiamo immaginare il pagamento di un pedaggio in un tratto stradale noto per la sua pericolosità dovuta ad una carreggiata troppo stretta, ad un fondo stradale sconnesso e pieno di avvallamenti e dulcis in fundo alla mancanza delle corsie di emergenza e di un congruo numero di piazzole di sosta.
CGIL, CISL e UIL senesi sono preoccupate anche per l’impatto che tale provvedimento avrebbe sulla popolazione residente nella zona e per i pendolari, che vedrebbero un altro balzello andare a colpire – come sempre – le fasce più deboli della popolazione.
Per questi motivi CGIL, CISL e UIL di Siena aderiscono al ‘Siena–Firenze day’ del 12 febbraio promosso dalle Province di Siena e Firenze contro l’ipotesi del pedaggio e per chiedere i finanziamenti promessi in passato e mai arrivati da destinare al rifacimento ed ammodernamento della Siena–Firenze.
CGIL, CISL e UIL, nell’appoggiare questa iniziativa, auspicano e chiedono a tutte le forze attive sul territorio che si lavori per un futuro che veda salvaguardati i diritti e le condizioni di vita dei cittadini ed un territorio che necessita di spinte verso lo sviluppo e non di misure economicamente recessive come il balzello del pedaggio, che diventa quasi un insulto in un momento di crisi come quello che sta attraversando il Paese e per il quale non si vedono politiche governative in grado di traghettarci in una condizione migliore.
Siena, 25 gennaio 2011
Argomenti: CGIL |
Venerdì 28 manifestazione a Massa Carrara
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 25, 2011
Argomenti: CGIL, FIOM, manifestazioni |
Crisi: CGIL, 2010 chiude con 1,2 mld ore CIG, 580mila in Cassa
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 24, 2011
| I lavoratori perdono 4,6 mld in busta paga e il tasso disoccupazione sale all’11,4%. Secondo la Confederzione: “il debole segnale di ripresa sta tutto in queste cifre”, necessario “autorevole intervento del governo sulla politica fiscale e scelte politiche per la ripresa industriale”, senza le quali il paese non uscirà crisi » Rapporto CIG dicembre 2010 |
Poco più di 1,2 miliardi di ore di Cassa integrazione autorizzate, con più di un quarto delle quali in deroga, che tradotte vogliono dire circa 580mila lavoratori coinvolti e un taglio netto del reddito per oltre 4,6 miliardi di euro, pari a più di 8 mila euro per ogni singolo lavoratore. Queste alcune delle cifre contenute nelle nuove elaborazioni delle rilevazioni INPS da parte dell’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale nel rapporto di dicembre. Il rapporto chiude il 2010 tracciandone quindi un bilancio. In termini di ricorso alla Cassa integrazione l’anno passato fa registrare, secondo il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, “il risultato peggiore di sempre, andando oltre il punto più basso della crisi produttiva toccato nel corso del 2009, e che va letto in parallelo al tonfo degli ordinativi nell’industria registrato dall’ISTAT”. Da gennaio dello scorso anno a dicembre, nell’arco quindi dei 12 mesi, l’aumento complessivo delle ore di CIG è stato del +31,7% sul 2009 per un totale di 1.203.638.249 ore di Cassa autorizzate. Il numero di lavoratori in Cassa integrazione delinea, inoltre un’ampia area di “forzata inattività produttiva” che può essere calcolata all’interno della platea dei disoccupati. Sommando quindi i cassintegrati insieme agli ‘scoraggiati’ l’indice di disoccupazione complessivo oscilla tra il 10,7% (prendendo come riferimento il tiraggio presunto di CIG, ovvero 409.283 lavoratori) e l’11,4% (alla luce dei 580mila in CIG a zero ore). Per quanto riguarda la platea di scoraggiati il rapporto di Corso d’Italia ricorda che lo scorso anno 114.562 persone hanno rinunciato ad iscriversi alle liste di collocamento. Secondo il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, “il debole segnale di ripresa sta tutto in queste cifre: senza un autorevole intervento del governo sulla politica fiscale, a vantaggio dei redditi medio bassi, e scelte politiche per la ripresa industriale, il paese non uscirà dalla attuale situazione, dove ormai sta, prepotentemente, aumentando la componente strutturale della crisi”. Nel dettaglio la Cassa integrazione ordinaria (CIGO) ha segnato nel corso dello scorso anno una battuta d’arresto rispetto al 2009, totalizzando 341.810.245 ore con un calo del -40,7% sull’anno precedente. La Cassa integrazione straordinaria (CIGS) nell’intero periodo tra gennaio e dicembre 2010 ha registrato un consistente aumento sul 2009 pari a un +126,4% per un volume di 488.790.424 ore di CIGS. Infine, per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga (CIGD) il 2010 si contraddistingue come l’anno record con 373.037.580 ore autorizzate, con un incremento del +206,5% sull’anno precedente, coinvolgendo circa 180mila lavoratori. Per la CIGD si presenta quindi il problema del rifinanziamento, confermando l’allarme lanciato dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, nella lettera inviata ai Ministri del Lavoro e dell’Economia: “sono ancora molti i lavoratori che continuano a non ricevere il contributo economico nei tempi previsti – si legge nel rapporto – e lo stanziamento preventivato non copre i costi maturati visto che le ore di CIGD sono aumentate di oltre il 200% mentre lo stanziamento riflette la stessa cifra del 2009”. La CIGS segna, sempre a dicembre, un aumento sul mese precedente del +11%, recuperando il calo registrato a novembre, con 43.196.167 ore autorizzate. L’aumento tendenziale è invece del 36,7%. I settori con incrementi maggiori anno su anno sono: il metallurgico +304,1% (che resta quello con l’aumento maggiore), il legno +246,5%, il meccanico +219,8%, l’edilizia +213,8%, carta e poligrafiche +116,2% e il commercio +56,6%. Secondo l’analisi della CGIL “la CIGS presenta un numero crescente di ore e di aziende coinvolte, prima transitate in cigo e ormai stabilmente in CIGS, determinando una situazione che diventa sempre più preoccupante per le prospettive occupazionali”. Infine la CIGD diminuisce a dicembre sul mese precedente del -29,6% per un monte ore complessivo pari a 21.812.163, mentre su dicembre 2009 l’aumento registrato è del +7,4%. I settori con il maggiore ricorso continuano ad essere quelli che non rientrano nella normativa attuale della CIGS. Tra quelli con più occupazione c’è l’edilizia, il cui aumento risulta il più consistente da inizio anno, pari a +794,1% sul 2009. Segue il settore chimico +241,2%, il legno +371%, il commercio +276,6%, carta e poligrafiche +227,2%. La piccola industria meccanica +164,9% ha il volume più alto con 112.569.399 ore. Le regioni maggiormente esposte con la cigd restano la Lombardia con 87.720.997 ore da inizio anno (+131,7% sul 2009) e l’Emilia Romagna con 54.590.976 ore (+486,6%). Causali di CIGS – I ricorsi ai decreti CIGS nel corso dell’intero 2010 sono stati 6.751 con un aumento del 71,8% sul 2009. I decreti riguardano 9.350 unità aziendali e si conferma un aumento delle crisi aziendali (+79,8%), che rappresentano il 70,9% del totale dei decreti. Tra le altre causali significative per numero dei decreti restano le domande di ricorso al fallimento (+57,1%), al ricorso al concordato preventivo (+47,7%), in amministrazione straordinaria (+53,2%). Aumentano i contratti di solidarietà del +74,7%, che rappresentano il 14,4% del totale dei decreti, mentre le domande di ristrutturazione aziendale sono solo 161, appena il 2,4% dei decreti, e le conversioni aziendali 13, lo 0,2% del totale dei decreti. Lo studio della CGIL rileva il fatto che è stata “costante per tutto il 2010 la tendenza negativa all’aumento degli interventi di tipo passivo verso le imprese mentre quelli che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale dell’impresa – spiega il rapporto – non raggiungono una percentuale rilevante”, pari cioè al 5,8% del totale dei decreti. Occupazione e lavoratori in CIG – Il sindacato di Corso d’Italia sottolinea, come sia “presumibile”, che i lavoratori coinvolti nel corso dello scorso anno in processi di cassa integrazione, considerando le medie di esposizione fatte registrare negli anni precedenti, siano stati oltre 2 milioni. Se, al contrario, si fa riferimento ad un livello medio di ricorso alla cig, ovvero il 50% del tempo lavorabile globale (26 settimane), si confermano in questo periodo oltre 1.552.000 lavoratori in CIGO, in CIGS e in CIGD. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il 2010 (52 settimane lavorative) si determina un’assenza completa di attività produttiva per 576.455 lavoratori, di cui 178.658 in CIGD. Il rapporto CGIL denuncia “una situazione economica e sociale sempre più insostenibile per milioni di lavoratori” che ricevono coperture economiche “inconsistenti e irrisorie mentre molti continuano invece a restare senza sostegni”. L’analisi, infine, calcola come, nel corso del 2010, i lavoratori parzialmente tutelati dalla CIG hanno perso nel loro reddito 4.615.489.747 euro netti, mentre ogni singolo lavoratore, che è stato a zero ore in tutto questo periodo, ha avuto una perdita economica certa, anche al netto del consumo effettivo delle ore di CIG autorizzate, di 8.007 euro netti. |
Argomenti: CGIL |
Giovedì 27 la manifestazione dei sindacati per il Campansi
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 21, 2011
Le OO.SS. confederali CGIL, CISL e UIL e dei pensionati SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL di Siena
organizzano
GIOVEDI’ 27 GENNAIO 2011 ore 15.30
MANIFESTAZIONE PUBBLICA davanti al “Campansi”
(via Campansi, 18 – SIENA)
per chiedere:
la SOSPENSIONE della delibera di AUMENTO DELLE RETTE da parte dell’ASP;
l’apertura di un TAVOLO DI CONFRONTO per esaminare la reale consistenza dei tagli e delle disponibilità economiche dell’ASP, per discutere del possibile aumento delle rette e per individuare criteri di equità, che tengano conto del reddito e delle capacità economiche degli assistiti;
il miglioramento della QUALITA’ DEI SERVIZI offerti agli utenti, individuando quali devono restare di assoluta responsabilità dell’ASP e quelli su cui si può procedere ad una eventuale esternalizzazione, con particolare attenzione alla SALVAGUARDIA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI.
Sono invitati a partecipare gli ospiti delle strutture, i familiari e tutti i cittadini.
Argomenti: CGIL, pensionati, presidio, SPI |
Domani Claudio Guggiari al Roncalli
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 21, 2011
Domani, dalle ore 8.45 alle ore 13.15, il Segretario Generale della CGIL di Siena CLAUDIO GUGGIARI sarà al RONCALLI SARROCCHI di Poggibonsi per un incontro con gli studenti dell’istituto superiore tecnico industriale sulle tematiche del mondo del lavoro e del sindacato.
“L’importante occasione di confronto – spiega il Segretario Guggiari – ribadisce la volontà della nostra Camera del Lavoro di rinsaldare i rapporti con il mondo degli studenti e dei giovani. I rapporti del mondo del lavoro con chi andrà ad alimentarlo negli anni avvenire. Un sistema produttivo sempre più globalizzato ci sprona a consegnare alle giovani generazioni quelle informazioni che siano di sostegno a scelte che non mettano mai in discussione il valore determinante del binomio lavoro-diritti, lavoro/diritti-democrazia. Interessante è per noi mantenere viva la nostra capacità di ascoltare le problematiche delle nuove generazioni per poter alimentare la nostra capacità propositiva sul piano contrattuale e sociale”.
Argomenti: CGIL |
Decreto flussi immigrazione: l’Inca chiede la sospensione dei click day
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 19, 2011
Decreto flussi immigrazione: L’Inca, nel denunciare il blocco della procedura telematica, chiede la sospensione dei click day
Il Patronato Inca Cgil denuncia i continui blocchi del sistema informatico delle domande di nulla osta al lavoro per il decreto flussi 2010. A tre giorni dall’avvio della procedura telematica, gli uffici del Patronato si trovano nella impossibilità di supportare quei datori di lavoro che, pur in un momento così difficile sul piano occupazionale, fanno richiesta di assunzione di manodopera straniera. “Questa situazione inaccettabile – spiega Morena Piccinini, presidente Inca – sta creando gravi disagi agli utenti, all’organizzazione del lavoro degli uffici e alla stessa immagine del Patronato”.
“Peraltro – aggiunge il Presidente – il ministero degli interni -, nonostante le preoccupazioni espresse più volte dopo le esperienze passate nelle scorse edizioni, il Patronato non è mai stato coinvolto in nessun confronto che aiutasse l’avvio regolare dell’inoltro telematico delle richieste. Nell’unico incontro, che si è tenuto il 12 gennaio, a 5 giorni dall’avvio della procedura, il ministero degli interni si è limitato a illustrare le modalità tecniche del sistema informatico, senza dare la possibilità ai Patronati di intervenire nel merito”.
“Ancora una volta – sottolinea Piccinini – questo Governo mentre pretende il rispetto delle regole da parte degli immigrati, agisce senza alcun riguardo verso gli immigrati stessi e i patronati, che si sono impegnati ad agevolare e ad aiutare i datori di lavoro nell’inoltro delle domande. Per questa ragione, visti i pochi giorni mancanti per il primo click day (31 gennaio) e il perdurare del disservizio, denunciamo come venga a mancare il tempo indispensabile per poter istruire adeguatamente le domande di gestione dei flussi. Pertanto, diventa indispensabile che il Ministero si faccia carico di questa situazione, sospendendo l’intera procedura, prorogando i termini per i click day, fino a quando non sarà in grado di garantire la ripresa dell’operatività senza alcun blocco”.
Roma, 19 gennaio 2011
Argomenti: CGIL |
Precari non + soli: corsa al ricorso: il 23 Gennaio scadono i tuoi diritti!
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 19, 2011
Ricordiamo che il 23 gennaio scadono i 60 giorni per l’impugnazione di tutti i contratti illegittimi dei lavoratori temporanei.
Questo è quanto previsto dal ‘Collegato Lavoro’ approvato dal governo e in vigore dal 24 novembre.
La norma, definita dalla CGIL ‘sbagliata, ingiusta e con vizi di incostituzionalità’, colpisce i precari, chiamati a decidere se impugnare il contratto irregolare o rischiare di perdere per sempre questo diritto. Si equipara di fatto la conclusione di un contratto temporaneo ad un licenziamento.
La legge si basa sul principio della retroattività e mette le persone, soprattutto giovani, in una condizione di crisi gravissima: si trovano davanti ad una difficile scelta, in solitudine, rischiando, se impugnano i contratti e fanno legittimamente valere un proprio diritto, che quell’azienda non sarà probabilmente più disposta a dar loro alcuna possibilità di lavoro, rimanendo nell’attesa, lunga, del processo e di una decisione in merito.
Una decisione sbagliata presa da questo governo, che si accanisce contro i lavoratori precari, persone che percepiscono salari più bassi e che sono di fronte ad un ricatto continuo nell’incertezza del rinnovo del proprio contratto, persone che la crisi ha colpito profondamente non avendo neanche diritto agli ammortizzatori sociali (tranne l’una tantum del governo che si è rivelata uno specchietto per le allodole). Al danno si è aggiunta la beffa di queste ulteriori norme, che peraltro non sono neanche state pubblicizzate, come la CGIL aveva chiesto affinchè le persone fossero informate.
Chiunque si trovasse nella situazione descritta può rivolgersi agli Uffici Vertenze CGIL presenti in tutta la provincia. La CGIL invita a farlo.
Siena, 19 gennaio 2011
Argomenti: precari |
Democrazia e rappresentanza: CGIL lancia proposta a CISL e UIL
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 18, 2011
| Democrazia e rappresentanza: CGIL lancia proposta a CISL e UIL |
| Una grande campagna di mobilitazione verrà messa in campo dalla Confederazione, perchè “la democrazia sindacale è parte fondamentale e integrante della democrazia del Paese” » Proposta su ‘Democrazia e rappresentanza’ |
La CGIL, come approvato dal Comitato Direttivo Nazionale di sabato scorso (15 gennaio), scrive ai leader di CISL e UIL, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, per proporre un percorso di riflessione sulla democrazia e la rappresentanza sindacale.
Come spiega in una nota la Segreteria, “la CGIL avanza una proposta a tutte le parti sociali, a partire da un confronto con CISL e UIL, per giungere ad un accordo tra i sindacati sulla democrazia e la rappresentanza come prima tappa per una iniziativa legislativa”. “E’ un diritto costituzionale dei lavoratori – prosegue la nota – quello di partecipare a tutte le decisioni che li riguardano nell’iniziativa sindacale e nell’attività di impresa. L’insieme delle forze sociali deve dunque reagire, con uno scatto di responsabilità, che escluda la proliferazione degli accordi separati e porti a norme certe, omogenee ed esigibili”. “Lo strappo, prodottosi con la vertenza FIAT – aggiunge la nota – dimostra e conferma che il tema del consenso delle decisioni democratiche non può risolversi con le esclusioni, con la ratifica delle logiche della rottura e della disparità dei lavoratori e degli iscritti a eleggere i propri rappresentanti. La proposta parte dalla necessità di consolidare le regole del protocollo del 1993 e dal concetto che la libertà sindacale non può divenire una variabile dipendente del processo negoziale e degli accordi contrattuali di nessuna azienda”. Alcuni dei principali obiettivi, secondo la Confederazione di Corso d’Italia, sono: la certificazione della rappresentatività di tutte le associazioni e sindacati; percorsi di consultazione dei lavoratori attraverso il voto certificato o referendario; la verifica del mandato in caso di rilevanti dissensi tra le Organizzazioni Sindacali; la definizione delle materie indisponibili alla contrattazione e al voto e la generalizzazione delle RSU in tutti i posti di lavoro. Proposte che, spiega la nota “fanno riferimento alla piattaforma unitaria del 2008, ma che la sviluppano tenendo conto delle negative novità che da allora si sono prodotte e puntando perciò a risolverle”. “La democrazia sindacale – conclude il documento – è parte fondamentale e integrante della democrazia del Paese, non solo quindi occorre non ridurre gli spazi di coesione ma ampliare democrazia e partecipazione. Per questo la CGIL lancia una grande campagna di mobilitazione che, a partire dalle assemblee dei luoghi di lavoro e nel territorio e dal sostegno alla campagna per l’elezione delle RSU in tutti i settori pubblici, punterà a coinvolgere lavoratori, pensionati e tutta la società per un obiettivo che veda al centro la libertà per i lavoratori di scegliere”. |
Argomenti: CGIL |
Manifestazione dei sindacati contro l’aumento delle rette dell’ASP
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 18, 2011
Le OO.SS. confederali CGIL, CISL e UIL e dei pensionati SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL di Siena, dopo la presa di posizione apparsa sulla stampa della Giunta Comunale di Siena che conferma l’aumento delle rette deciso dall’Asp, ritengono necessario ed opportuno rimettere in ordine le cose:
– il 1 settembre 2010 l’Asp città di Siena decide con propria delibera di aumentare le rette di 3,55 euro al giorno, mentre nella Delibera della Società della Salute senese del 28.12.2010 l’aumento sarebbe addirittura di 4,15 euro al giorno;
– il 13 settembre il sindacato chiede la sospensione della delibera e l’apertura di un confronto di merito, nei giorni successivi il sindacato si incontra con l’Assessore ai Servizi Sociali ribadendo la propria posizione e trovando assicurazione di un intervento della stessa Amministrazione;
– il 23 settembre il Sindaco di Siena invia una lettera a tutti i componenti del C.d.A e al Direttore dell’Asp nella quale chiede di sospendere temporaneamente l’efficacia della delibera;
– il 4 ottobre il C.d.A dell’Asp decide di accogliere la richiesta del Sindaco.
Questa la cronologia dei fatti. Ed allora sono evidenti alcune domande:
– la Giunta Comunale afferma che “dopo mesi di discussione si deve aumentare le rette”. Ma di discussione con chi? Il sindacato non è mai stato chiamato a discutere del possibile aumento delle rette e stupisce che la stessa Giunta, informata della richiesta del sindacato da un comunicato stampa e direttamente all’Assessore competente, non solo non ci abbia mai convocato, ma addirittura faccia pure finta di non ricordare…;
– si porta a giustificazione dell’aumento il fatto “che le rette sono ferme da 8 anni”. Francamente ci pare una giustificazione risibile, perché se non vi era bisogno di aumento era perché evidentemente le risorse erano sufficienti, o qualcuno vuole affermare che gli amministratori del Comune di Siena prima e successivamente quelli dell’Asp hanno fatto volutamente beneficienza con tutti i rischi che ciò avrebbe potuto comportare o perché non si è proceduto ad eventuali aumenti graduali?;
– quanto sopra trova poi giustificazione nell’altra affermazione fatta dalla Giunta Comunale ovvero “sono state effettuate tutte le economie possibili all’interno dell’Azienda”. Allora significa che negli anni scorsi c’era spazio per spendere anche per cose non proprio necessarie e che comunque le risorse c’erano. Allora perché aumentare le rette? Le risorse che c’erano dove sono finite?;
– la Giunta Comunale afferma che tale decisone sarebbe figlia del “consistente taglio ai trasferimenti statali operati dal Governo”. In questo caso diventa comprensibile, ma per condividerlo come sindacato vorremmo conoscere i costi amministrativi e di gestione e se sono state adottate tutte le azioni possibili per razionalizzare, ma pare di tutta evidenza che per condividere bisogna conoscere, discutere e mettersi a sedere ad un tavolo. Cosa, questa, che nè la Direzione dell’Asp nè la Giunta del Comune di Siena hanno mai voluto fare. Forse hanno qualcosa da nascondere?
Le OO.SS. confederali CGIL, CISL e UIL e dei pensionati SPI-CGIL, FNP-CISL e UILP-UIL di Siena ribadiscono le loro richieste:
– sospensione della delibera ed apertura di un tavolo di confronto per discutere del possibile aumento delle rette, per esaminare la reale consistenza dei tagli e delle disponibilità economiche dell’Asp, per individuare possibili meccanismi di equità che tengano conto della diversificazione delle quote in funzione del reddito e delle capacità economiche degli assistiti;
– migliorare la qualità dei servizi offerti agli utenti, individuando quali devono restare di assoluta responsabilità dell’Asp e quelli su cui si può procedere ad una possibile esternalizzazione con particolare attenzione alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
A sostegno di questa richiesta le OO.SS. organizzeranno una MANIFESTAZIONE PUBBLICA per GIOVEDI’ 27 GENNAIO alle ore 15,30 in via Campansi 18, davanti alla sede della RSA.
Siena, 17 gennaio 2011
Argomenti: pensionati, presidio, SPI |
Ddl lavoro: meno 7 giorni a scadenza ‘tagliola’ precari
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Gennaio 17, 2011
| Ddl lavoro: CGIL, meno 7 giorni a scadenza ‘tagliola’ precari |
| Tutte le sedi della confederazione stanno lavorando per dare consulenza e tutela a chi è interessato dalla scadenza. Registrate, secondo stime della CGIL, “già migliaia di richieste di informazione e di soccorso giunte” » Hai tempo fino al 23 gennaio per impugnare i licenziamenti » VIDEO su CGILtv |
Manca una settimana al termine dei 60 giorni, stabiliti dal collegato lavoro, entro i quali i lavoratori, con un contratto a termine scaduto, possono fare ricorso al proprio datore di lavoro prima di perderne definitivamente il diritto. Il 23 gennaio, infatti, è la ‘dead line’ individuata dal collegato lavoro, dopo l’entrata in vigore della legge avvenuta lo scorso 24 novembre, per quei lavoratori con un contratto a termine scaduto, oltre la quale sarà impossibile impugnare l’eventuale licenziamento irregolare, con effetto retroattivo.Una norma “tagliola”, così ha bollato la CGIL il provvedimento che colpisce i precari che attendono un eventuale rinnovo, e contenuta in un legge che la confederazione ha più volte definito “una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro”.Secondo le stime del sindacato di Corso d’Italia, la platea dei lavoratori interessati oscilla tra le 100mila e le 150mila persone coinvolte in quella che è, come osserva il Segretario Confederale Fulvio Fammoni, “una norma sbagliata, ingiusta e con vizi di costituzionalità”, a cui si aggiunge la “gravità” della retroattività. Con l’approvazione del collegato lavoro, spiega il dirigente sindacale, “un lavoratore precario con contratto a termine scaduto viene messo nella condizione di dover decidere se impugnare il contratto irregolare o perdere per sempre quel diritto”. Un fatto, rileva Fammoni, “che crea una disparità fortissima anche perché, in questa maniera, si equipara la conclusione di un contratto temporaneo ad un licenziamento”. Tempi strettissimi, quindi, che per Fammoni determineranno “una sanatoria al rovescio, perché tanti precari non verranno a sapere in tempo che i termini sono cambiati”, ma anche un’impennata del contenzioso, “cioè l’esatto contrario di quanto il governo dichiara di voler perseguire” con l’allargamento del ricorso all’arbitrato. La CGIL è impegnata, con le sue strutture su tutto il territorio nazionale, in un’opera di sensibilizzazione nei confronti dei lavoratori potenzialmente coinvolti e rinnova l’appello agli organi di informazione perché, alla luce dei sette giorni che ci dividono dalla scadenza, si accenda un faro sul tema. “Il governo avrebbe dovuto sentire l’obbligo di informare i lavoratori, anche attraverso l’uso della pubblicità istituzionale, eppure non ha fatto nulla”, denuncia Fammoni, ed è anche per questo che tutte le sedi della confederazione stanno lavorando per dare consulenza e tutela a chi è interessato dalla scadenza, registrando al momento “già migliaia di richieste di informazione e di soccorso giunte”. Alla fine di questa settimana, al termine della scadenza per decidere l’impugnativa, “forniremo i primi dati – annuncia il Segretario Confederale CGIL – sapendo che anche altri sindacati e associazioni stanno predisponendo i ricorsi”. Ma non solo, la Confederazione di Corso d’Italia, su questo punto così come sull’intero collegato lavoro, sta predisponendo una memoria su principali vizi di incostituzionalità della legge. La CGIL ricorda infine, che i contratti di lavoro precari, già conclusi da tempo, se si ritiene siano viziati da irregolarità, devono essere contestati per scritto entro i 60 giorni successivi all’entrata in vigore della Legge. Questo lo si può fare anche con una lettera che interrompa i termini di legge. Successivamente si avranno 270 giorni a disposizione per andare ad un giudice per riaffermare il diritto. |
Argomenti: CGIL |



