Pensioni: il vero problema è la sostenibilità sociale. Troppe pensioni basse nel nostro futuro
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 21, 2011
| Pensioni: CGIL su dati ISTAT, il vero problema è la sostenibilità sociale. Troppe pensioni basse nel nostro futuro |
| L’Istituto nazionale di Statistica diffonde i dati sui trattamenti pensionistici e beneficiari: nel 2009 aumenta l’importo delle prestazioni del 5,1%, ma quasi la metà dei pensionati ha redditi inferiori ai mille euro. Per la Confederazione è necessario “rilanciare lo sviluppo, creare posti di lavoro nuovi e rafforzare i diritti di tutti coloro che oggi sono deboli o non hanno neppure accesso al diritto” |
Nel 2009 cresce l’importo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali in Italia, ma quasi la metà dei pensionati continua ad avere redditi ‘da fame’. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’ISTAT sui trattamenti pensionistici e beneficiari. Secondo il Segretario Confederale della CGIL con delega alla previdenza, Vera Lamonica, sono molte le considerazioni che si possono ricavare dalla lettura dei dati diffusi oggi, ma avverte la dirigente sindacale “una una cosa è chiara prima di tutte: sarebbe assurdo ricavarne un nuovo allarme sulla tenuta del sistema previdenziale italiano” che invece, spiega “come ormai sostengono tutti gli osservatori, è in equilibrio”. Secondo Lamonica “il problema vero”, al contrario, è “la sostenibilità sociale delle pensioni italiane”, che, prosegue il Segretario Confederale CGIL, come conferma l’ISTAT, “sono in maggioranza pensioni povere (quasi il 50% sotto i mille euro) e a maggior ragione stanno diventando sempre più povere soprattutto per tutti quei giovani che avranno carriere di lavoro intermittenti e deboli”. Dall’indagine ISTAT emerge infatti che nel 2009, in Italia, l’importo complessivo annuo delle prestazioni pensionistiche previdenziali e assistenziali erogate, è stato di 253.480 milioni, in aumento del 5,1% rispetto al 2008. Una spesa che per il 2009, corrisponde al 16,68% del prodotto interno lordo (PIL), in crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, alla luce di questi dati, se si volge lo sguardo ai redditi da pensione, l’Istituto nazionale di statistica fa notare come, il 46,5% dei pensionati italiani, ossia 7,7 milioni di persone su un totale di 16,2 milioni, ha un reddito da pensione complessivo inferiore ai 1.000 euro; il 14,7% (2,4 milioni) ha redditi inferiori a 500 euro, mentre il 31,8% (5,3 milioni) ha redditi tra i 500 e i 1.000 euro. Dunque, Lamonica, nel ribadire che la spesa previdenziale “è sotto controllo” mette in luce un “grande problema sociale da risolvere: l’inadeguatezza delle pensioni per tutti quei lavoratori e lavoratrici che hanno carriere fragili”. Inoltre, la dirigente sindacale, sul tema del rapporto tra occupati e pensionati, avverte “non possiamo separarlo dagli effetti pesantissimi di una crisi che ancora non è stata superata e che ha prodotto disoccupati, lavoratori in mobilità e migliaia di ore di Cassa integrazione”. “C’è bisogno – conclude Lamonica – di rilanciare lo sviluppo, creare posti di lavoro nuovi e rafforzare i diritti di tutti coloro che oggi sono deboli o non hanno neppure accesso al diritto”. |
Argomenti: CGIL |
Industria: ISTAT, ad aprile calo record per ordinativi (-6,4%), in aumento il fatturato
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 20, 2011
| Industria: ISTAT, ad aprile calo record per ordinativi (-6,4%), in aumento il fatturato |
| l’Istituto nazionale di statistica fa sapere che il ribasso degli ordinativi dell’industria italiana ad aprile rispetto al mese precedente è il più forte da agosto 2009, mentre per il fatturato la crescita del 14,2% su base annua è la maggiore da giugno 2010. |
Ad aprile 2011 è record in negativo per gli ordinativi, in positivo per il fatturato dell’industria italiana. Calano gli ordinativi dell’industria ad aprile, registrando il ribasso più forte da agosto 2009. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’ISTAT, che rileva un calo del 6,4% degli ordinativi rispetto a marzo, mentre ne registra un aumento del 5,8% (dato grezzo) su base annua. L’Istituto nazionale di statistica sottolinea come a pesare sulla flessione è sopratutto la negativa performance del mercato estero (-12,1%), lo stesso che, su base annua, ha trainato la crescita degli ordinativi (+7,3%), mentre per il mercato interno, la dinamica risulta più moderata (+4,9%). Secondo l’ISTAT si è in presenza di dati tendenziali positivi, ma in rallentamento rispetto ai mesi precedenti, da dicembre 2010 si succedevano infatti rialzi a doppia cifra. Gli ordinativi nei diversi settori economici. Nello specifico, rileva l’istituto di statistica, su base annua le variazioni positive più forti toccano le fabbricazioni di prodotti chimici (+22,0%), la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+9,9%) e le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+7,6%); una variazione negativa si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-19,1%). Per quanto riguarda il fatturato dell’industria italiana, sempre ad aprile, l’ISTAT evidenzia un aumento dell’1,5% (dato destagionalizzato) rispetto a marzo e una crescita del 14,2% (dato corretto effetto per gli effetti di calendario) su base annua, la maggiore da giugno 2010. Un forte rialzo tendenziale che, sottolinea l’Istituto di statistica, risulta trainato dal mercato estero (+15,5%). Tuttavia anche nel mercato interno la dinamica è di forte crescita (+13,7%). Su base mensile il miglior dato è proprio quello nazionale (+1,7% contro +1,3% estero). Guardando ai gruppi principali d’industrie, su base mensile, gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali del 5,0% per i beni strumentali, del 2,3% per l’energia e dell’1,6% per i beni di consumo; all’interno di questi ultimi, i durevoli diminuiscono del 3,0%, mentre i non durevoli aumentano del 2,5%. I beni intermedi registrano una diminuzione dell’1,0%. Nel confronto tendenziale, il contributo più ampio alla crescita del fatturato viene dalla componente estera relativa ai beni intermedi (+14,1). Analizzando i settori d’attività economica, ad aprile, rispetto allo stesso mese del 2010, l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario, segna gli aumenti più significativi nei settori della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+30,1%), delle fabbricazioni di prodotti chimici (+26,1%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+24,6%); una flessione si rileva nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-4,3%). |
Argomenti: CGIL |
Apprendistato: giovani, stagisti e praticanti, la riforma non sia un trucco
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 20, 2011
| Apprendistato: giovani, stagisti e praticanti, la riforma non sia un trucco |
| Giovani NON+ disposti a tutto della CGIL, la testata online Repubblica degli Stagisti e l’associazione Praticanti VI° Piano chiedono “un vero contratto per l’accesso al lavoro”. |
‘Giovani NON+ disposti a tutto’ della CGIL, la testata online ‘Repubblica degli Stagisti’ e l’associazione ‘Praticanti VI° Piano’, prendono parola sulla riforma dell’apprendistato, sulla quale vi sarà un incontro mercoledì 22 giugno al Ministero del Lavoro. “La proposta di riforma dell’apprendistato del Ministro Sacconi rischia di risolversi in un trucco: sono molti gli elementi che inducono a ritenerlo inefficace e contraddittorio”, spiegano in un documento le tre realtà che aggregano il mondo dei giovani, stagisti e praticanti. Inefficace a causa dei concorrenti sleali: ovvero stage, praticantati, collaborazioni, contratti truffa che mascherano lavoro a costo zero. I dati parlano chiaro: nel 2009 il numero di contratti di apprendistato è calato del 8,4%, mentre gli stage sono aumentati del 5,4 % (oltre il 41% dal 2006). “Se non si rendono meno accessibili e meno convenienti questi concorrenti, sarà ben difficile incentivare il ricorso all’apprendistato”, spiega il documento. Come? Le tre realtà lo spiegano nel documento: innanzitutto, chiarendo che stage e tirocini sono esperienze formative e pertanto introducendo nella normativa il vincolo che siano attivati esclusivamente durante o a seguito di un ciclo di studi, al massimo nei sei mesi successivi. Per quanto riguarda la pratica finalizzata all’accesso alle professioni ordinistiche, spiegano “bisogna prevedere che il praticantato possa essere svolto, almeno in parte, durante il corso di studi”. E’ condivisibile la possibilità indicata nel TU di inquadrare i praticanti come apprendisti, ma avvertono “un richiamo generico non basta: serve una soluzione definitiva e prescrittiva”. Oggi, si legge nel documento, i laureati sono solo 5% degli apprendisti, su 200mila laureati solo 30mila accedono a un apprendistato e il resto rimane intrappolato in una giungla senza diritti, né prospettive. Questo è il vero trend che va invertito affinché anche per le alte professionalità ci sia l’opportunità di inserirsi nel lavoro contando sul sistema di tutele che caratterizza un vero contratto. Deve poi essere garantita la finalità formativa: “è del tutto eccessivo il limite massimo di durata di 6 anni” per questo Giovani NON+ disposti a tutto, la Repubblica degli Stagisti e l’associazione Praticanti VI° Piano “chiedono di far scendere la durata massima a tre anni e di normare in maniera chiara l’aspetto della certificazione delle competenze acquisite, anche attraverso il repertorio delle professioni”. “Il problema della precarietà e dell’ingresso al lavoro dei giovani – conclude il documento – deve diventare la priorità dell’agenda politica del Paese: formazione, contratti veri, sostegno al reddito devono essere impegni precisi e non slogan buoni per la retorica di fine stagione”. |
Argomenti: CGIL |
‘Se non ora, quando?’ a Siena
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 20, 2011
a Siena
il 9 e 10 luglio ’11
Ecco lo spot di Cristina Comencini per le due giornate di mobilitazione
“Se non ora, quando un paese per donne?”:
http://www.youtube.com/watch?v=4GqDdEs_V00
Argomenti: CGIL |
TOSCANA: CASSA INTEGRAZIONE, NEI PRIMI 5 MESI CALO DEL 5% MA CRESCE LA STRAORDINARIA
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 17, 2011
CASSA INTEGRAZIONE – I dati preoccupanti elaborati dal Dipartimento Mercato del Lavoro
TOSCANA: CASSA INTEGRAZIONE, NEI PRIMI 5 MESI CALO DEL 5% MA CRESCE LA STRAORDINARIA BENE PRATO, MALE PISTOIA
Daniele QUIRICONI (Segreteria Confederale CGIL Toscana), “DOPO IL RECORD DI 54 MILIONI DI ORE DEL 2010
LE PROIEZIONI DICONO CHE ANCHE NEL 2011 SI SUPERERANNO I 50 MILIONI”
Firenze 14.06.2011 – Un dato ancora preoccupante per la cassa integrazione in Toscana emerge dall’analisi del dipartimento mercato del lavoro della CGIL Regionale. Pur in presenza di un calo di poco più del 5% ( dai 21.100.000 nel Gennaio- Maggio 2010 si è passati ai 19.968.000 dello stesso periodo del 2011) si registra una crescita del 6.6% per la cassa straordinaria relativa a grandi gruppi in difficoltà strutturale o già chiusi o in procedura concorsuale. In controtendenza negativa alcuni settori come l’edilizia che passa dai 4.577.000 ore dei primi 5 mesi 2010 ai 5.207.000 del 2011 con un ulteriore impennata sul già disastroso anno precedente del (+ 13.74%). Andamento molto differenziato tra le provincie: Prato registra la migliore performance passando da 2.759.000 di ore a 1.803.000 ( – 35%); specularmente Pistoia che passa da 1.423.358 a 2.625715 ( +84%) soprattutto per effetto della straordinaria, segna il peggior risultato. Tra le provincie più in difficoltà si segnalano Grosseto e sia pure in misura più ridotta Firenze. Secondo Daniele Quiriconi responsabile Mercato del Lavoro della segreteria regionale della CGIL Toscana, “il dato sia pur in lieve miglioramento, sembra preludere, in termini di proiezione, il superamento delle 50 milioni di ore nel 2011 dopo il record dei 54 milioni dello scorso anno. Preoccupa soprattutto l’andamento della cassa straordinaria, destinata ad accentuarsi a seguito delle gravi crisi aperte sia nell’industria che nell’edilizia, che testimonia di come l’occupazione sia l’emergenza prioritaria per il nostro territorio anche per i prossimi mesi. Per caratteristiche di accessibilità, infatti, la cassa integrazione straordinaria è utilizzata per le crisi non congiunturali delle imprese più grandi che a loro volta finiscono per travolgere un tessuto di centinaia di imprese più piccole e di lavoratori, per i quali spesso non è possibile attivare strumenti di protezione adeguati.”
ven 17 giu, 2011 12:30 pm – da www.tosc.cgil.it
Argomenti: CGIL |
Agevolazioni bolletta acqua 2011
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 16, 2011
AGEVOLAZIONI BOLLETTA ACQUA
Nota sintetica
Per nuclei familiari che si trovano in determinate condizioni relative all’età, al reddito, al numero dei componenti familiari, alle condizioni di salute, i gestori applicano riduzioni percentuali sulla bolletta dell’acqua relativa all’anno successivo alla domanda.
Al fine di dimostrare il possesso del requisito economico i richiedenti dovranno rendere apposita autodichiarazione del loro ISEE.
Utenze condominiali
Le suddette agevolazioni possono essere usufruite anche dai nuclei familiari, in possesso dei requisiti previsti, che si trovino all’interno di una utenza condominiale. In questo caso l’istanza dovrà essere presentata dall’Amministrazione del Condominio e corredata dalla necessaria documentazione.
A.A.T.O. 6
L’A.A.T.O. (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) 6 Ombrone ha modificato il valore dell’indicatore ISEE per il riconoscimento delle agevolazioni tariffarie per la bolletta dell’acqua.
I Comuni della provincia di Siena interessati sono: Abbadia S.Salvatore, Asciano, Buonconvento, Casole d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castiglione d’Orcia, Cetona, Chiusdino, Colle di Val d’Elsa, Gaiole in Chianti, Montalcino, Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Monticiano, Murlo, Piancastagnaio, Pienza, Radda in Chianti, Radicofani, Rapolano Terme, San Casciano dei Bagni, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Sarteano, Siena, Sovicille, Trequanda.
Bolletta ridotta del 70% (compresa la quota fissa)
a) Nuclei familiari con indicatore ISEE fino a 8.052,34 euro
b) Nuclei familiari con indicatore ISEE fino a 11.152 euro, in presenza di:
1) almeno un componente portatore di handicap (certificazione Asl);
2) un componente con un grado di invalidità superiore al 66% (certificazione Asl);
3) nucleo familiare interamente composto da ultrasessantacinquenni;
4) un componente che, a causa di particolari condizioni mediche, necessiti di un significativo maggior utilizzo di acqua (certificazione Asl).
Bolletta ridotta del 50% (compresa la quota fissa)
c) Nuclei familiari composti da 4 o più persone con indicatore ISEE fino a 12.037 euro
I nuclei familiari che rientrano nelle suddette agevolazioni sono esentati dal versamento della cauzione.
La domanda per usufruire delle agevolazioni deve essere presentata al Gestore a partire dal 1° luglio e non oltre il 30 ottobre di ogni anno, a mezzo del modulo predisposto. Le agevolazioni hanno effetto nell’anno successivo.
A.A.T.O. 5
Anche l’A.A.T.O. (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) 5 “Toscana Costa” ha modificato il valore dell’indicatore ISEE per il riconoscimento delle agevolazioni tariffarie per la bolletta dell’acqua.
Il Comune della provincia di Siena interessato è Radicondoli.
Tariffa ridotta del 25% e quota fissa ridotta del 50%
a) Nuclei familiari con indicatore ISEE fino a 8.278 euro
Tariffa ridotta del 25% e quota fissa esente
a) Nuclei familiari con indicatore ISEE fino a 11.037 euro in cui sia presente un soggetto che a causa di particolari condizioni mediche necessiti di un maggior utilizzo di acqua.
La domanda per usufruire delle agevolazioni deve essere presentata al Gestore dal 1° al 30 settembre di ogni anno, a mezzo del modulo predisposto. Le agevolazioni hanno effetto nell’anno successivo.
Per i nuclei familiari facenti parte di complessi condominiali con numero di condomini non superiori a 4, ove non sia presente l’Amministratore, potranno presentare l’istanza direttamente.
A.A.T.O. 4
Ricordiamo che il ‘fondo utenze deboli’ dell’ A.A.T.O. 4 Alto Valdarno prevede un’agevolazione tariffaria dei consumi dell’acqua pari al 50% della tariffa base per tutte le famiglie (utenze domestiche) che presentano un ISEE inferiore a 8.030 euro.
I Comuni della provincia di Siena interessati sono: Chianciano Terme, Chiusi,Montepulciano, Sinalunga e Torrita di Siena.
L’agevolazione decorre dalla data di presentazione della domanda.
Oltre al modello ISEE, in corso di validità, va presentata un’autocertificazione della residenza e della lettura del contatore.
Se si abita in un condominio serve anche l’autocertificazione da parte dell’amministratore condominiale del consumo presunto annuo dell’utente per cui si richiede l’agevolazione.
A.A.T.O. 2
I Comuni della provincia di Siena interessati sono: Poggibonsi e S. Gimignano
I requisiti e la misura del contributo sono stabiliti dal singolo Comune tramite i Servizi Sociali. Occorre pertanto che i cittadini si rivolgano direttamente alle suddette strutture.
Per assistenza alla compilazione della modulistica rivolgersi agli uffici del Ce.Se.S srl presenti nelle sedi della CGIL.
Siena, 16 giugno 2011
Argomenti: bollette, bonus acqua, CAAF, CE.SE.S., CGIL, SPI |
Accordo lavoratori in somministrazione Novartis: approvato a maggioranza
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 15, 2011
Accordo lavoratori in somministrazione Novartis: approvato a maggioranza
Le assemblee dei lavoratori Novartis di Siena e Rosia hanno approvato a maggioranza l’accordo sottoscritto dalle Organizzazioni Sindacali e dalla RSU aziendale riguardante il futuro occupazionale dei lavoratori in somministrazione e a tempo determinato.
La decisa stabilizzazione di questi lavoratori è collegata ad investimenti da parte della multinazionale che traducono la volontà della stessa di considerare il nostro territorio come prioritario nelle scelte di sviluppo produttivo.
L’innovativo accordo ha come principio ispiratore quello di consegnare maggiore stabilità di lavoro ai tanti giovani precari già impiegati nell’azienda – e fra loro tante donne – in una situazione di perdurante crisi economica diffusa ed una prospettiva aziendale che nel tempo possa consegnare livelli occupazionali maggiori.
Oggi occorreva sorreggere queste scelte aziendali in primo luogo non disperdendo le professionalità presenti e costruite con percorsi formativi, che hanno visto un forte investimento da parte della multinazionale ed una grande e responsabile partecipazione dei lavoratori.
La stabilizzazione avverrà con criteri oggettivi e si baserà fondamentalmente sull’anzianità, sull’esperienza acquisita e sui titoli di studio del lavoratore.
CGIL, FILCTEM CGIL e NidiL CGIL di Siena esprimono soddisfazione per il risultato ottenuto e lo considerano come l’inizio di una nuova fase per le relazioni sindacali in Novartis e nelle agenzie di lavoro che dovrà rafforzare il ruolo contrattuale al servizio di una logica di sviluppo produttivo ed occupazionale. Ciò a partire dalla prossima settimana, quando verrà attivato anche un tavolo di confronto nazionale per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori interinali.
Intanto venerdì prossimo è stato convocato un tavolo istituzionale presso l’Amministrazione provinciale di Siena per la firma di un protocollo inerente percorsi formativi a sostegno di nuovi processi occupazionali mirati a coloro che non rientreranno nella stabilizzazione. Un evidente impegno del territorio per un risultato sindacale ed aziendale di estrema rilevanza.
CGIL, FILCTEM CGIL e NIdiL CGIL Siena
Siena, 14 giugno 2011
Argomenti: aziende, CGIL, FILCTEM, NIdiL, somministrazione |
Referendum: Camusso, il nostro è un Paese meraviglioso, che non fallisce gli appuntamenti importanti
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 14, 2011
| Referendum: Camusso, il nostro è un Paese meraviglioso, che non fallisce gli appuntamenti importanti |
| In una intervista al quotidiano ‘l’Unità’, la leader della CGIL durante i festeggiamenti a Roma, afferma che con il raggiungimento del quorum e la vittoria dei ‘sì’ al referendum, l’Italia “si è riappropriata della democrazia” » Referendum: grande vittoria dei ‘sì’, quorum al 57% » VIDEO su CGILtv |
da www.cgil.it La CGIL in piazza per festeggiare la vittoria dei ‘sì’ al referendum. Il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso presente ieri (13 giugno) in Piazza Bocca della Verità a Roma ha partecipato alla grande festa organizzata dai comitati promotori dei referendum su acqua, energia e giustizia. Come commenta il risultato? I soci? La CGIL è promotore del referendum, non le altre organizzazioni. In che modo i referendum riguardano il lavoro? Il governo ha subito una sconfitta politica? È cambiato il vento? Il governo se ne deve andare? |
Argomenti: CGIL |
Fisco: Camusso, un errore colpire i consumi meglio una tassa sui grandi patrimoni
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 14, 2011
| Fisco: Camusso, un errore colpire i consumi meglio una tassa sui grandi patrimoni |
| La leader della CGIL in un’intervista al quotidiano ‘la Repubblica’ sottolinea che “tagliando l’IRPEF e aumentando l’IVA il vantaggio è di soli 15 euro al mese” ed aggiunge “è inaccettabile lo scambio: meno precariato più contrattazione aziendale” |
«Il ministro cerca risorse? Le può trovare nelle rendite finanziarie, nelle transazioni speculative, nei grandi patrimoni. Non certo deprimendo i consumi. Questa non è la riforma fiscale di cui il Paese ha bisogno. Di più: è uno specchietto per le allodole per non discutere i contenuti della manovra». E’ quanto sostenuto dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso in una intervista al quotidiano ‘la Repubblica’. Tremonti dice di avere le idee chiare. Per la crescita. Non le piace l’idea di spostare la tassazione dalle persone alle cose, ovvero meno IRPEF più IVA? Ieri il ministro sembrava frenare sull’ipotesi IVA e rilanciare sulle detrazioni. Tassare le rendite finanziarie, invece, sembra incontrare il favore di tutti, da Tremonti alla Marcegaglia. Il risparmio delle famiglie e la prima casa sembrano salve. Meno precariato, più contrattazione aziendale. La proposta, fatta da Tremonti e Marcegaglia a Santa Margherita Ligure, chiama in causa la CGIL. Vi convince? Rimanda al mittente lo scambio? |
Argomenti: CGIL |
Crisi: a maggio riparte CIG, 500mila in Cassa
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 13, 2011
| Crisi: CGIL, a maggio riparte CIG, 500mila in Cassa |
| L’Osservatorio CIG della CGIL Nazionale fa sapere che, da inizio anno il taglio del salario è di circa 1 miliardo e 650 milioni pari a 3.300 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. La Cassa in deroga e straordinaria sono 80% del totale ore. CGIL, una maturazione evidente della crisi verso una dimensione strutturale che, nel nostro paese, investe ormai centinaia di aziende che non sono in grado di agganciare da sole una possibile ripresa » CGIL: oggi convegno su politiche industriali e innovazione » Rapporto CIG maggio 2011 |
Riprende a maggio la corsa della Cassa integrazione (+12,06% su aprile) e cresce il numero di lavoratori parcheggiati in CIG che supera il mezzo milione. Pesanti i riflessi in busta paga: da inizio anno il taglio del salario è di circa 1 miliardo e 650 milioni pari a 3.300 euro in meno per ogni singolo lavoratore. L’Osservatorio CIG del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale aggiorna i dati sul ricorso e sugli effetti della Cassa integrazione, rielaborando le rilevazioni dell’INPS, nel rapporto di maggio. Lo studio del sindacato sottolinea come nel totale del monte ore di Cassa integrazione registrate a maggio, pari a 103.215.824, l’incidenza della straordinaria e di quella in deroga tocchi l’80% relegando così ad un 20% l’utilizzo dello strumento ordinario. Un dato che la CGIL, attraverso il Segretario Confederale, Vincenzo Scudiere, legge come “una maturazione evidente della crisi verso una dimensione strutturale che, nel nostro paese, investe ormai centinaia di aziende che non sono in grado di agganciare da sole una possibile ripresa”. Dei 500mila lavoratori in CIG, infatti, 384mila sono colpiti dalla Cassa stroardinaria e da quella in deroga. Un’ulteriore conferma di questa ‘strutturale incidenza della crisi’ si ritrova nelle causali di Cassa integrazione straordinaria (CIGS). Si registra, infatti, una sostenuta tendenza all’aumento delle aziende che fanno ricorso ai decreti di CIGS: da inizio anno sono stati 3.277 con una crescita sui primi cinque mesi del 2010 del +11,54% e riguardano 4.858 unità aziendali territoriali (+17,47%). Nel dettaglio delle causali i ricorsi per crisi aziendale, anche se flettono del -4,51%, costituiscono comunque il 63,26% del totale dei decreti. Crescono invece le domande di ricorso al fallimento (+88,50%) mentre quelle che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende sono appena il 6,56% del totale dei decreti. Dati CIG maggio – Entrando nel dettaglio del rapporto di Corso d’Italia il totale delle ore di cig da inizio anno è di 428.698.761 per un -19,19% sui primi cinque mesi del 2010. Nello specifico la Cassa integrazione ordinaria (CIGO) a maggio si attesta a 19.890.738 ore con un aumento sul mese precedente del +3,34%. Da inizio anno il monte ore è pari a 99.857.209 con una variazione tendenziale del -46,20%. La CIGS, sempre lo scorso mese, segna una consistente crescita su aprile pari ad un +21,96% per un totale di 51.650.239 ore. Da gennaio a maggio del 2011 le ore di CIGS sono state 189.298.690 per un -10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le ore di CIGS, fa notare il rapporto, rappresentano ormai il 50% del monte ore complessivo. Infine, per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga (CIGD) si registrano aumenti sia sul versante congiunturale che su quello tendenziale. A maggio conta 31.674.847 di ore richieste segnando così un +3,81% su aprile, mentre da inizio anno le ore sono state 139.542.286 per un +3,71% sul periodo gennaio-maggio del 2010. Questi dati testimoniano, afferma Scudiere, “che negli ultimi dodici mesi la richiesta media viaggia costantemente intorno alle 100 milioni di ore mentre le aziende che ricorrono ai decreti di cigs sono oltre 600 ogni mese. La crisi ha raggiunto una dimensione strutturale che va contrastata attraverso un’inversione di marcia possibile agendo definitivamente con politiche economiche mirate”. L’industria, prosegue, “ristagna e non solo non siamo usciti dalla crisi ma questi due anni non sono passati ‘indenni’: settori strategici soffrono e hanno bisogno di strategie politiche perché l’industria possa avere ancora un futuro nel nostro paese”. Regioni – Sono ancora una volta le regioni del nord quelle dove si è registrato il ricorso più alto alla Cassa integrazione da inizio anno. Dal rapporto dell’Osservatorio CIG della CGIL Nazionale emerge che al primo posto per ore di Cassa integrazione autorizzate c’è la Lombardia con 99.801.343 ore registrate lo scorso mese che corrispondono a 116.590 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 75.730.320 ore per 88.470 lavoratori e il Veneto con 37.311.154 ore di CIG autorizzate per 43.588 lavoratori. Prima in questa classifica tra le regioni del centro c’è il Lazio con 24.855.567 ore che coinvolgono 29.037 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla CIG con 25.507.188 ore per 29.798 lavoratori. Settori – Anche qui si confermano i trend registrati nei passati mesi. E’ la meccanica il settore in cui si è registrato il ricorso più alto allo strumento della Cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). Secondo il rapporto della CGIL, infatti, sul totale delle ore registrate da gennaio a maggio, la meccanica pesa per 160.286.264, coinvolgendo 187.250 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 48.338.913 ore di CIG autorizzate per 56.471 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 38.446.936 ore e 44.915 lavoratori. Occupazione e lavoratori in CIG – Nel mese di maggio, considerando un ricorso medio alla CIG, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (11 settimane), risultano essere 1.001.633 i lavoratori in CIGO, CIGS e in CIGD. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 21 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 500.816 lavoratori, di cui 221.000 in CIGS e 163.000 in CIGD. Dai calcoli dell’Osservatorio CIG si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla CIG abbiano perso nel loro reddito 1.643.894.864 euro, pari a 3.282 euro per ogni singolo lavoratore. Vista la crescita di lavoratori in Cassa in deroga il rapporto precisa che questo dato medio si riferisce ad un lavoratore in CIGS per il primo anno ma in realtà per quelli in CIGD da oltre un anno la percentuale dell’80% di calcolo dell’assegno dell’INPS sul loro salario si abbassa: scende del -10% dopo la prima proroga, del -30% dopo la seconda e del -40% dopo la terza. “Si delinea sempre di più un quadro drammatico per questi lavoratori mentre il governo continua a non prevedere strumenti di sostegno verso i redditi che continuano ad essere sistematicamente ignorati – conclude Scudiere – dalle scelte economiche e sociali del governo”. |
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