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Manovra: Camusso, colpite famiglie e pensionati. Sacrifici per un futuro peggiore

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 5, 2011

Manovra: Camusso, colpite famiglie e pensionati. Sacrifici per un futuro peggiore
Per il Segretario Generale della CGIL, come dichiarato al quotidiano ‘l’Unità’, la manovra presentata dal Governo “avrà un effetto recessivo, come quella dell’anno scorso”, inoltre, avverte “c’è una parte del Paese che finora non ha pagato mai e continua a non essere toccata. La nostra battaglia non si fermerà”
05/07/2011 da www.cgil.it

“C’è un vulnus democratico in questa vicenda. Siamo per la terza volta davanti allo stesso schema: decreto legge, maxi emendamento, voto di fiducia, con Parlamento e parti sociali completamente espropriati dai luoghi di discussione. Un vulnus reso più grave dal fatto che si approfitta di una manovra per mettere in campo misure come il cosiddetto Lodo Mondadori e il blocco dei contratti pubblici fino al 2018”. Duro il giudizio del Segretario Generale della CGIL Susanna Camusso, al documento arrivato solo qualche ora prima sul suo tavolo. “Non sappiamo neanche se il documento che abbiamo è quello giusto – aggiunge -, considerato che i ministri dicono cose contrarie a quanto è scritto nella manovra”.

Si riferisce al giallo dei tagli sulle energie rinnovabili? “Nella versione che ho sul mio tavolo c’è scritto che il taglio è del 30%. Sarà quella giusta o nel frattempo ne hanno scritta un’altra?”.

E questa è una delle misure più contestate. “Ovvio, perché c’è una totale sproporzione tra il vantaggio minimo per i consumatori, che risparmierebbero in bolletta pochi centesimi, e il danno che determina la caduta degli investimenti sui posti di lavoro. Se davvero vogliono aiutare le famiglie taglino le accise della benzina,non gli incentivi alle rinnovabili. Ancora una volta questo governo dimostra che non ha una idea del piano energetico che vuole fare, neanche dopo il referendum e neanche di fronte alla necessità di far ripartire la crescita. Si continua con un taglio qui e un taglio lì, senza sapere dove portare il Paese”.

Una manovra che rischia di avere pesanti ripercussioni sulle famiglie a basso e medio reddito. “Proviamo a vedere cosa si scarica sulle famiglie, che oggi sono una catena lunga, fatta molto spesso di un nucleo famigliare di pensionati che aiuta un nipote o un figlio che non ha un lavoro. C’è un parziale stop della rivalutazione delle pensioni che percepiscono le persone normali, siano lavoratori del Nord con 40 anni di contributi o impiegati, già fortemente penalizzati in questo periodo. Ci sono i ticket di cui dovranno farsi carico le famiglie e nei Comuni normali, alla luce dei nuovi tagli annunciati, arriveranno nuove tasse. Se poi nella famiglia c’è un lavoratore pubblico lo stipendio subirà un blocco totale fino al 2014. Basta questo elenco per rendere il quadro? Volendo si potrebbe andare avanti, parlando della mancanza di prospettiva di investimenti, di occupazione, dei tagli al sostegno per i bambini con handicap, alla scuola…”.

In sostanza lei sta dicendo che questa manovra non aiuta a uscire dalla recessione? “Questa è una manovra che avrà un effetto recessivo sul Paese, esattamente come quella dello scorso anno. Siamo di nuovo di fronte a una logica di tagli e di apparente rigore, che nella realtà si tradurrà in un blocco del Paese e dello sviluppo. I conti non tornano, malgrado le loro dichiarazioni. Questa è una manovra che produce una ulteriore fatica per raggiungere gli obiettivi europei. Più si abbassa la crescita più il rapporto con il debito diventa complicato”.

Quali sono le misure che vi sareste aspettati di trovare nella manovra? “Erano necessarie misure per far ripartire l’economia, a cominciare dal piano energetico. C’era bisogno, poi, di un allentamento vero del patto di stabilità per i Comuni virtuosi che avrebbero potuto fare gli investimenti, rendendo operabili i piccoli cantieri e quindi creando lavoro. C’è, infine, una parte del paese che in tutta questa fase non ha pagato pegno, mi riferisco alle grandi rendite, alle transizioni finanziarie, alle grandi ricchezze, che continua ad essere risparmiata. Il governo ha scelto di fare piccole operazioni, che penalizzano nello stesso modo un’anziana signora che ha risparmiato 10 Bot nella sua vita e una ditta che decide di investire tutti i suoi capitali in Bot”.

C’è anche la norma che è stata già definita il ‘Lodo Mondadori’. “Ci sono diverse chiavi di lettura al riguardo. Si può interpretare come il punto di mediazione all’interno del governo con una norma ad personam o come una scelta mirata a non toccare in maniera significativa l’evasione. Inseriscono, infatti, una norma sul collocamento che non si capisce cosa ci faccia in un decreto, ma nulla sul lavoro sommerso. Non c’è ridistribuzione in un momento in cui si registra una contrazione dei consumi e non c’è alcuna considerazione per alcune proposte minime che avevamo fatto, come quella di rendere il caporalato reato penale. Avevamo chiesto anche nuove norme su appalti, per determinare legalità e aumento dei contributo e la tracciabilità sopra i 500 euro, per combattere il doppio mercato della fatturazione”.

Dall’opposizione commentano che è un rimandare il problema a chi verrà dopo. “Non mi basta quel giudizio. Lo capisco politicamente, ma va aggiunto che nel frattempo continua una politica di recessione con ripercussioni pesanti su pensioni, sanità e enti locali. È una manovra che oltre a scaricare sul futuro peggiora il presente. Paradossalmente questo governo potrebbe cavarsela nel giudizio degli osservatori internazionali, perché promette tutto e rimanda nel tempo, ma so che quando arriveremo ai prossimi appuntamenti il nostro Paese non riuscirà a rispondere ai parametri che l’Europa ci impone”.

In questa manovra ci sono alcuni dei tagli sui costi della politica. Come le giudica? “Il testo che ho davanti prevede dei tagli, ma non c’è traccia di misure di qualità destinate a incidere profondamente. Perché non riportare la pensione dei parlamentari a una condizione pensionistica normale e non vitalizia? Sarebbe necessario, inoltre, agire sulle società per ridurle, non ci si può limitare soltanto ad alimentare l’antipolitica, né a far diventare la politica un mestiere per ricchi. Serve una vera operazione di equità che in questo documento non è prevista. Serve un messaggio di fiducia della politica nella sua funzione, inseguire queste logiche un po’ barbare e populiste non serve”.

Quale sarà la risposta della CGIL? “La mobilitazione non finirà con il percorso parlamentare, noi già dalla prossima settimana faremo una capillare operazione sui territori per spiegare ciò che è già evidente e ciò che sarà dopo questa manovra. Non finisce qui la battaglia”.

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Lavoro: ok calo CIG ma si restringe occupazione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 5, 2011

Lavoro: CGIL, ok calo CIG ma si restringe occupazione
In merito ai dati diffusi dall’INPS che registrano una forte diminuzione delle richieste di Cassa integrazione a giugno, la Confederazione avverte “a fine anno per la terza volta consecutiva avremo 1 mld di ore di Cassa”
05/07/2011 da www.cgil.it

“La CIG cala, e questo è un bene, ma siamo davvero certi che questo significa reimpiego per tutti quei lavoratori?”. Così il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, commenta i dati sulla Cassa integrazione a giugno diffusi oggi dall’INPS, sottolineando che “dai segnali che ci arrivano la fine della CIG significa anche restrizione della base occupazionale come conferma anche la ripresa della disoccupazione”.

Una forte frenata per le richieste di Cassa integrazione (CIG) nel mese di giugno. E’ quanto rilevato dall’INPS che, con 82,4 milioni di ore autorizzate, registra una diminuzione del 20,1% rispetto al mese di maggio 2011 (quando furono 103,2 milioni) e un calo analogo del 20% rispetto al mese di giugno 2010 (103,1 milioni). Per quanto riguarda le diverse categorie, risultano tutte in netta flessione: nel dettaglio, a giugno, sono state autorizzate 18,7 milioni di ore di Cassa integrazione ordinaria (CIGO); 33,7 milioni di Cassa integrazione straordinaria (CIGS) e 30 milioni di Cassa integrazione in deroga (CIGD). Rispettivamente il calo congiunturale (base mensile) è stato del 5,9% (per la CIGO), del 34,7 (CIGS) e del 5,4% (CIGD). Anche la diminuzione tendenziale (base annua) riguarda tutte le tipologie di Cassa: -31,4% per la CIGO, -6,1% per la CIGS, -24,9% per la CIGD. Nel periodo la CIGO è calata del 44,3%. Le richieste di CIGS sono scese del 9,4%. Le domande di CIGD sono diminuite del 2,8%.

Tuttavia Fammoni, fa notare come “aumentano, come dice l’INPS, i contributi e questo significa una parziale ripresa dell’attività produttiva, ma in tante aziende la fine della Cassa integrazione sottolinea una restrizione della base occupazionale”. In ogni caso, prosegue il dirigente sindacale, “è il dato stesso che dice che il sistema produttivo italiano è ancora gravemente malato: il dato di giugno conferma che a fine anno saremo, per la terza volta consecutiva, attorno al miliardo di ore di Cassa autorizzata, un dato un po’ inferiore al 2010, ma ancora più alto del 2009”.

Dati per cui, osserva il sindacalista, “non c’è niente di cui rallegrarsi dunque. E’ su questo che bisogna intervenire”. Ma la manovra del governo, ricorda il dirigente sindacale “non ha niente a che vedere con lo sviluppo, anzi deprimerà ulteriormente l’economia e i diritti delle persone. La manovra è ingiusta e sbagliata e per cambiarla – conclude Fammoni – la CGIL organizzerà una grande mobilitazione nel paese”.

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Guggiari su manovra finanziaria ed accordo nazionale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 4, 2011

La disoccupazione in Italia non si arresta, soprattutto fra i giovani, anzi aumenta su base annua. Nel frattempo le retribuzioni dei lavoratori dipendenti crescono meno dell’inflazione ed aumenta il debito pubblico. L’Italia è sottoposta a verifiche sempre più stringenti in relazione al rating da assegnarle.

Si profila una manovra finanziaria da 47 miliardi di euro in 4 anni che prevede tagli al sociale (sanità e pensioni in primis), agli enti locali ed alla scuola, impone nuovi costi per l’accesso a servizi e beni di primaria necessità.

Le tasse non diminuiscono e la manovra fiscale è tutta da verificare, anche se sembra voler privilegiare, con le 3 aliquote, un’altra volta i redditi più alti. Una manovra recessiva che non può aiutare il nostro Paese a risollevarsi dalla crisi economica e finanziaria.

Non c’è traccia di un’idea di crescita da condividere ed aiutare. Tutto rimane concentrato sul pareggio di bilancio nel 2014 (obbiettivo ambizioso), peraltro basato su scelte che peseranno sul nuovo assetto governativo.

In tutto ciò si inserisce la bontà dell’ipotesi di accordo sulla rappresentanza e sulla contrattazione firmata da CGIL, CISL, UIL e Confindustria martedì scorso. Il testo contiene infatti molte positività: conferma il valore unitario del contratto nazionale, introduce un sostenibile sistema di certificazione della rappresentanza, consegna alle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) una nuova sostanziale responsabilità nella contrattazione ed inserisce un soddisfacente meccanismo di verifica democratica in presenza di accordi firmati dalle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA). Inoltre non pregiudica il diritto di sciopero come garantito dalla Costituzione, rafforza le possibilità di intervento sulle condizioni di lavoro e di sviluppo di impresa e non penalizza la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici.

L’accordo ridetermina poi, dopo una stagione di accordi separati, una fondamentale attenzione verso la contrattazione che può sostenere la necessaria spinta al superamento di questa crisi economica con il sostegno di tutti i soggetti, a partire da quello più rappresentativo (la CGIL) e soprattutto segna una profonda sconfitta di coloro che a partire dal Governo stavano operando per l’esclusione della CGIL e la divisione sindacale, atteggiamento miope e sciocco in una fase in cui, come la storia ci insegna, tutti devono essere chiamati a fare la loro parte per un obbiettivo comune: salvare il nostro Paese da una crisi ancora più profonda e drammatica.

Oggi rappresentare gli interessi dei lavoratori partendo dalle condizioni di lavoro con le regole che ogni categoria sindacale declinerà in applicazione dell’accordo è più facile. La CGIL, dopo 4 anni di dure lotte, è ancora di più la Confederazione con cui tutti devono fare i conti, anche perchè in grado di anteporre la proposta alla protesta. Una grande vittoria per i milioni di italiani che continuano giustamente a darle fiducia.

Claudio Guggiari, Segretario Generale CGIL Siena

Siena, 4 luglio 2011

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Manovra: CGIL, inaccettabile la stretta sulle pensioni

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 4, 2011

Manovra: CGIL, inaccettabile la stretta sulle pensioni
La Confederazione, nel bocciare la manovra economica che “scarica su lavoratori e pensionati il costo del risanamento e non colpisce la ricchezza” avverte: “ci opporremo anche con la mobilitazione”
03/07/2011 da www.cgil.it

La stretta sulle pensioni contenuta in manovra “è inaccettabile” e “ci opporremo anche con la mobilitazione”. Il Segretario Confederale della CGIL, Vera Lamonica, boccia così la norma che blocca al 45% la rivalutazione per gli assegni di valore compreso tra 3 e 5 volte il minimo, quelli superiori ai 1.428 Euro.

Pensioni
“Siamo assolutamente contrari – ha dichiarato Vera Lamonica – e ci opporremo con tutti gli strumenti della mobilitazione. E’ una misura inaccettabile, iniqua e vessatoria che ancora una volta colpisce gli stessi e non le grandi ricchezze. E’ il segno di una manovra che scarica su lavoratori e pensionati il costo del risanamento e non colpisce la ricchezza”.

Nel decreto per risanare i conti pubblici, è stata infatti inserita la mancata rivalutazione delle pensioni oltre i 2300 euro mensili per il 2012 e il 2013 e il tetto per quelle di fascia inferiore che sarà bloccato al 45 per cento di quanto dovuto. Inoltre è previsto l’aumento di almeno tre mesi dell’età minima pensionabile.

Fisco: misure solo per i redditi alti
Nel frattempo la Delega in materia fiscale predisposta dal Consiglio dei ministri ha prefigurato, come era facile prevedere, il tentativo evanescente, quanto pericoloso, di dare credibilità alle promesse elettorali del Governo. Si rende esplicito, infatti, ciò che avevamo da tempo sospettato: il governo intende finanziare la cosiddetta “riforma fiscale” prendendo le risorse dall’assistenza.

La CGIL, con una nota del Dipartimento Politiche economiche ha espresso un giudizio di fondo sulla Delega fiscale, un giudizio che non può che essere estremamente negativo poiché non assume la necessità di riorganizzare il nuovo fisco su diverse platee di reddito, rendendo più efficace ed equa l’azione redistributiva; si predispone un aumento generalizzato dell’imposizione indiretta; non si rompe il legame tra profitti e ricchezze improduttive e “parassitarie”; non si avvia una politica di sostegno al reddito degli incapienti e, in generale, di contrasto alla povertà; non si produce un riequilibrio, a favore del lavoro e delle pensioni, della crescita e dello sviluppo. Oltre il danno, la beffa. Il Presidente del Consiglio ha avuto perfino il coraggio di dichiarare: “Abbiamo creduto di agire con il buon senso da padre di famiglia”.

Tagli agli Enti Locali e all’assistenza
Ma non basta. Dopo aver drasticamente ridotto i finanziamenti destinati ai Comuni e alle Regioni per fare i servizi e aver praticamente cancellato il fondo nazionale per le politiche sociali, quello per i nidi, quello per la famiglia, ora si passa a colpire i diritti soggettivi. Non solo, infatti, in una legge delega che dovrebbe occuparsi di assistenza non si fa cenno ai Livelli essenziali delle prestazioni sociali, ma, dietro termini come “riqualificazione” e “riordino” si sottraggono risorse da tutte le forme di sostegno socio assistenziale, sanitario o previdenziale quali ad esempio l’indennità di accompagnamento il sostegno all’invalidità o i trattamenti pensionistici di reversibilità. Così, per fare una riforma fiscale che finisce con il premiare i redditi alti, quelli da 75.000 euro in su, si colpiscono i diritti delle persone più fragili.

Netto dunque il giudizio negativo della CGIL sulla manovra economica e sulla delega fiscale, come ha detto in più di una occasione il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso.

Nuovi tagli al Welfare, sanità compresa
La manovra si prospetta così come un ennesimo attacco al welfare: dalle pensioni, ai tagli e alla stretta sugli Enti locali, alle inique misure fiscali. Neppure la sanità viene risparmiata. “E’ inaccettabile che a pagare i costi della crisi vengano chiamati sempre i cittadini più deboli, tanto più che la spesa sanitaria in Italia è già più bassa della media UE e dei paesi OCSE”. Così hanno dichiarato Vera Lamonica, e il responsabile Politiche della salute, Stefano Cecconi, commentando i provvedimenti emersi dalla bozza di manovra economica che annunciano ancora tagli alla sanità: “oltre 5 miliardi – ricordano – con un finanziamento per il 2013 e 2014 che verrebbe incrementato al di sotto del PIL nominale e che quindi non coprirebbe nemmeno l’inflazione”.

Oltre alla stangata sul personale, questa volta si annunciano ‘costi standard’ per ottenere risparmi, ma è solo un trucco, perché la manovra ha già stabilito che comunque il finanziamento viene ridotto. Come se non bastasse – spiegano Lamonica e Cecconi – dal 2012 tornano i ‘super ticket’ da 10 euro per ogni ricetta sulle visite specialistiche e dal 2014 sono previsti nuovi ticket sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie, compresi i ricoveri”.

Alla luce di questi provvedimenti la CGIL sostiene che “insistere con i tagli, invece che riqualificare la spesa, vuol dire ‘programmare’ il disavanzo delle regioni, compromettendo il difficile percorso di risanamento di quelle  impegnate nei piani di rientro. Bisogna rovesciare questa impostazione regressiva – concludono Lamonica e Cecconi – che considera il welfare un peso invece che un grande investimento contro la crisi e per lo sviluppo

Una manovra a rate. Siamo all’inizio
E siamo solo all’inizio perché il grosso della manovra, per rimanere nei parametri europei, sarà spostato nei prossimi anni, cercando di rimandare magari i problemi alla prossima legislatura. E già in questa la manovra invece di guardare alle fasce più deboli e ai lavoratori si concentra ancora una volta sui tagli alla spesa sociale e ora perfino alle pensioni. Le tasse, nel frattempo, potrebbero essere ridotte solo per i redditi più alti, mentre per tutti gli altri con la manovra sull’IVA e con gli aumenti delle accise sulla benzina e su tutte le tariffe energetiche si profilano solo nuovi sacrifici.

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Lavoro: CGIL, dati ISTAT evidenziano pericolosissima recessione occupazionale

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 1, 2011

Lavoro: CGIL, dati ISTAT evidenziano pericolosissima recessione occupazionale
Secondo quanto diffuso oggi dall’ISTAT i disoccupati a maggio tornano a superare i 2milioni, mentre la disoccupazione giovanile, nel primo trimentre 2011, registra un nuovo record: 29,6%. Per la Confederazione “serve invertire questo trend, ma la manovra è inadeguata”
» NON+ disposti a tutto, giovani colpiti da crisi e da manovra del governo
01/07/2011 da www.cgil.it

A maggio i disoccupati in Italia tornano a superare la soglia dei due milioni, registrando, secondo quanto diffuso oggi dall’ISTAT, un aumento rispetto ad aprile dello 0,8%, che equivale ad un incremento di 17mila unità raggiungendo, quindi l’8,1%. Su base annua, invece, il numero di disoccupati diminuisce del 6,5%, -139mila unità. Ma è la disoccupazione giovanile a conquistare un nuovo record negativo. Nel primo trimestre del 2011, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, la quota dei ragazzi disoccupati, tra i 15 e i 24 anni, sale al 29,6%, dal 28,8% dello stesso periodo del 2010, con un picco del 46,1% per le donne del Mezzogiorno.

Secondo la CGIL, i dati rilevati dall’ISTAT, evidenziano “una pericolosissima recessione occupazionale” che, senza interventi concreti, potrebbe assumere “veri e propri caratteri di allarme”. Il Segretario Confederale CGIL, Fulvio Fammoni sottolinea come rispetto al mese precedente ci siano più occupati e più disoccupati quasi nella stessa dimensione, è un dato spiega che “riflette l’evoluzione dell’enorme bacino di inattivi e scoraggiati che ogni tanto emerge per piccole quote per poi inabissarsi, e che la propaganda del governo non solo non prende mai in considerazione ma tenta di nascondere”.

Positivo, secondo il dirigente sindacale, l’aumento dell’occupazione rispetto al primo trimestre dello scorso anno, ma l’incremento, avverte Fammoni, deve far riflettere: “con questo trend ci vorranno ancora anni per recuperare il divario con il 2008, cioè prima della crisi”. Inoltre, il nuovo lavoro prodotto, aggiunge Fammoni “è a grande maggioranza precario o a part time involontario” e questo conferma “le difficoltà della produzione, la sua scarsa qualità e una quantità oraria di lavoro che non cresce. Testimonia anche – afferma – un fortissimo calo di diritti delle persone che deve essere arrestato superando il proliferare di lavoro precario. Per questo, non basta certo il nuovo apprendistato, bisogna togliere le tante forme di precariato che si usa e di cui si abusa”. Serve quindi “invertire questo trend e se qualcuno affermerà che la manovra approvata va in questa direzione è evidente che bara perché – conclude Fammoni – è insieme ingiusta, inadeguata e sbagliata”.

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Tabelle paga meccanici artigiani luglio 2011

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 1, 2011

Meccanici Artigiani_07_11

Argomenti: CGIL, FIOM, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Tabelle paga lapidei artigiani febbraio 2011 – premio

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 1, 2011

Lapidei artigiani 02_11

Argomenti: CGIL, FILLEA, servizi, tabelle paga, Ufficio vertenze |

Tabelle paga lavorazioni meccaniche agricole luglio 2011

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 1, 2011

Lavorazioni agricole 07_11

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Camusso, con accordo fermata la destrutturazione del contratto nazionale e definite regole per l’esercizio della democrazia

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 30, 2011

Camusso, con accordo fermata la destrutturazione del contratto nazionale e definite regole per l’esercizio della democrazia
Un’intesa, quella raggiunta tra Sindacati e Confindustria, che secondo il Segretario Generale della CGIL: ristabilisce la centralità dei Contratti Nazionali, ricostruisce un terreno di regole comuni e porterà alla certificazione della rappresentanza sindacale nel settore privato Testo accordo
» VIDEO: Conferenza stampa Camusso su CGILtv
30/06/2011 da www.cgil.it

A chiusura della riunione dei Segretari Generali della CGIL, tenuta oggi, per discutere dell’ipotesi di accordo su contratti e rappresentanza, siglato nella serata di ieri con CISL, UIL e Confindustria, è il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, a prendere la parola. Lo fa con una conferenza stampa, ricordando, nell’aprire il suo intervento, che anche in un fase così complessa di confronto, il sindacato non ha spostato la sua attenzione da quello che succede nel paese, avvertendo dei gravi effetti che la manovra economica, annunciata dal governo, potrebbe avere.

“Siamo molto preoccupati – ha affermato Camusso – dell’impatto che può causare sul paese una manovra dal carattere ancora recessivo”, i cui effetti, ha spiegato “potrebbero generare un duplice impatto: rendere difficile la ripresa delle attività e dell’occupazione e generare una bassa crescita che porterebbe ad un continuo inseguimento del debito”. Di fronte agli annunci del Ministro Tremonti la CGIL, per voce di Susanna Camusso, rafforza le sue preoccupazioni circa il probabile spostamento del peso del risanamento su assistenza e fisco, senza però modificarne “la logica del prelievo”. Sulla base di questo giudizio, Camusso ha confermato le assemblee e le mobilitazioni annunciate, per poi introdurre il tema al centro della giornata: l’intesa su contratti e rappresentanza.

Nello spiegare le ragioni che hanno portato la CGIL ha siglare l’accordo, Camusso ha voluto sottolineare che, sul piano delle relazioni tra CGIL, CISL e UIL, “si era in assenza di qualunque regola”, una condizione che non permetteva, alle organizzazioni sindacali, di portare avanti, unitariamente, discussioni sulle piattaforme, sugli accordi e verificare con i lavoratori l’esito delle eventuali contrattazioni. Tutto ciò, ha proseguito la dirigente sindacale, “a causa degli strappi verificati con l’accordo separato del 2009” che “prevedeva la possibilità di rapporto con i lavoratori solo in presenza di un’opinione comune tra le organizzazioni sindacali”, mentre, con l’accordo raggiunto ieri, sarà possibile consultare i lavoratori “anche a fronte di opinioni diverse tra i sindacati”. Un metodo di democrazia che dovrà essere declinato “nei regolamenti delle singole categorie”.

Secondo Camusso l’unico modo per ricostruire un percorso comune, superando le distanze accumulate nel tempo con CISL e UIL, è quello di “ripartire dalle regole e dal rapporto tra le organizzazioni e i lavoratori”. “Se qualcuno ci chiedesse – ha proseguito Camusso – qual è il modello migliore, probabilmente ne avremmo pensato un altro”, ma adesso “siamo nelle condizioni di poter dire che abbiamo delle regole che ci permettono di esercitare la democrazia nel rapporto con i lavoratori”. Questa è la prima ragione, spiega la leader della CGIL che “smentisce tutti coloro che in queste ore stanno dicendo che nell’accordo non c’è democrazia e consultazione, né rapporto con i lavoratori”.

Adesso, ha proseguito Camusso, “chiederemo a CISL e UIL di consultare con il voto i lavoratori sull’ipotesi di accordo raggiunta ieri sera” sulla rappresentanza e la contrattazione. “Ad oggi non abbiamo certezza sulla loro risposta”, ha avvertito la dirigente sindacale, “se non ci fosse la loro disponibilità” per una consultazione unitaria “applicheremo le nostre regole che prevedono la consultazione dei nostri iscritti”, secondo i modi che, eventualmente, deciderà il Direttivo della Confederazione, già convocato per l’11 e il 12 luglio.

Ulteriore elemento di soddisfazione per il Segretario Generale della CGIL, pur consapevole di non essere di fronte ad un nuovo modello contrattuale complessivo, è la battuta d’arresto che che si è data al processo di destrutturazione del valore del ‘contratto nazionale’, ristabilendo con chiarezza la “gerarchia delle fonti”, ossia: “è il contratto nazionale a determinare cosa può succedere negli altri livelli di contrattazione”. Con queste ragioni la leader della CGIL smentisce chi continua ad affermare che la FIAT trarrà benefici da questo accordo, “perché la fonte diviene il CCNL che la FIAT ha chiesto invece di cancellare”.

Inoltre, viene introdotto dall’accordo raggiunto, il principio che la rappresentanza nel settore privato sarà determinata, come già accade nel pubblico impiego, dalla certificazione degli iscritti e dal voto delle RSU, “ora bisognerà passare, in tempi brevi, alla fase applicativa” ha affermato Camusso.

Un accordo, ha sottolinea la leader della CGIL, che trova una soluzione anche “rispetto a quei luoghi dove non ci sono RSU”, ma che è chiaramente finalizzato alla loro implementazione, perché “sono proprio le RSU che danno la misura della rappresentanza insieme agli iscritti”. “Tutto l’accordo – ha concluso Camusso – è costruito sul fatto che c’è una relazione tra rappresentanza e voto, e non esclusivamente una relazione tra rappresentanza e organizzazioni sindacali”.

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Guggiari sul Consiglio Provinciale di ieri: importante il richiamo ad una nuova governance per la programmazione

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 28, 2011

Il Segretario Generale della CGIL di Siena commenta così le novità emerse dal Consiglio Provinciale di ieri.
“Giudico molto interessante la conclusione dei lavori di ieri – spiega Claudio Guggiari – perché il mix di interventi che sono stati indicati disegna un ambito in cui si evidenziano attenzioni nuove, sia sul fronte delle principali caratteristiche economiche, produttive ed occupazionali della provincia, sia verso necessarie scelte innovative, a partire dai settori manifatturieri. In un contesto dove la sostenibilità ed il rispetto del futuro ambientale del territorio costituiscono un trait d’union inscindibile, pur nella consapevolezza che ciò non può condurci all’immobilismo”.
“Particolarmente importante – continua il Segretario – mi sembra il richiamo alla necessità di definire una nuova governance in materia di programmazione. Sono consapevole che la situazione generale spinge ancor più fortemente a ricercare inclusione, partecipazione e consenso, anche se è pur vero che gli esempi nazionali e non solo spesso insegnano il contrario. Ritengo invece opportuno che tutti si collabori, concorrendo apertamente, responsabilmente, in un quadro condiviso di sistema, alla costruzione del futuro di questa comunità. Ogni attore sociale che comprende di dover mettere al servizio dello sviluppo materiale della collettività il proprio lavoro sa quanto questo è necessario”.
“In questa provincia – conclude Guggiari – a partire dall’azione della stessa Amministrazione Provinciale si avverte questo richiamo, a cui tutti è necessario debbano conformarsi. Il confronto è una pratica a volte difficile ed impegnativa, ma non ci sono scorciatoie che possono sostituirlo senza rischiare di minare la coesione sociale. Questo territorio è in grado di esprimere un livello di concertazione apprezzabile e per quanto ci riguarda, quando abbiamo dovuto decidere per il futuro, come nel caso dell’ultimo accordo in Novartis, l’abbiamo fatto assumendoci le nostre responsabilità. E’ con questo fare che vogliamo concorrere a costruire un domani meno incerto per tanti giovani, donne, lavoratori, precari e pensionati”.

Siena, 28 giugno 2011

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