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28 giugno: giornata di mobilitazione per salvare il patrimonio artistico e culturale

di Ufficio Stampa CGIL Siena | Giugno 28, 2013

28 giugno 2013 giornata di mobilitazione per salvare il nostro patrimonio artistico e culturale 

Lettera alle cittadine ai cittadini

 Cara cittadina, caro cittadino,

In tutti gli Istituti del Ministero si rileva una cronica carenza di personale indispensabile per la tutela la valorizzazione e la fruizione di Archivi, Biblioteche, Musei, Aree Archeologiche e Monumenti.

Ma se dobbiamo tutelare il nostro patrimonio culturale, dobbiamo al tempo stesso tutelare i lavoratori del Ministero, che chiedono fra l’altro il pagamento delle prestazioni da loro effettuate  e non ancora corrisposte dall’ottobre 2012 per le turnazioni, la produttività e gli  straordinari.

Non è più rinviabile la riorganizzazione di questo vitale settore del nostro Paese da troppo tempo lasciato alla deriva e oggetto di tagli lineari, che hanno drasticamente tagliato le spese di funzionamento per l’Archivio, la Soprintendenza ed i Musei.

Ma non solo: dobbiamo pretendere adeguate  risorse per la tutela e la manutenzione dei  siti e la re-internalizzazione di servizi oggi oggetto di appalti “selvaggi”.

Anche nel nostro territorio sono molti i patrimoni disponibili che non hanno un’adeguata fruizione per mancanza di risorse. Dalle strutture private, ristrutturate con i fondi messi a disposizione in questi anni dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che in base a specifici accordi potrebbero e dovrebbero essere rese accessibili alla cittadinanza per i tesori e le bellezze che contengono, ma che fino ad oggi sono rimasti tesori nascosti.

L’obiettivo dello stato di agitazione  non è creare quindi un disservizio agli utenti. Anzi. La nostra è una mobilitazione aperta e attenta ai contributi delle persone e dei cittadini. I lavoratori del MiBAC vogliono poter offrire un servizio migliore all’utenza tutelando il loro operato e promuovendo la loro professionalità. 

I lavoratori chiedono tutela e rilancio del nostro patrimonio culturale, che è parte integrante della nostra identità locale e nazionale convinti, tra l’altro, che rappresenti un volano formidabile per il rilancio dell’economia.

Se Siena vuole farsi capitale europea della cultura deve ripartire dalla riscoperta delle sue bellezze artistiche, ma anche farsi promotrice di una “cultura” dei diritti.

FP-CGIL Siena, CISL FP Siena, UIL Pubblica amministrazione

 COMUNICATO STAMPA

Beni culturali, proclamato lo stato di agitazione nazionale dei lavoratori del Ministero dei Beni Culturali. ll ministro Bray, anche se in ritardo, convoca i sindacati

Anche nella Provincia di Siena le lavotratrici e i lavoratori del Ministero Beni Culturali aderiscono alla mobilitazione nazionale indetta dalle Organizzazioni Sindacali, e si rivolgono direttamente alle cittadine e ai cittadini.

In tutti gli Istituti del Ministero si rileva una cronica carenza di personale indispensabile per la tutela la valorizzazione e la fruizione di Archivi, Biblioteche, Musei, Aree Archeologiche e Monumenti.

Ma se dobbiamo tutelare il nostro patrimonio culturale, proseguono le OO.SS., dobbiamo al tempo stesso tutelare i lavoratori del Ministero, che chiedono fra l’altro il pagamento delle prestazioni da loro effettuate  e non ancora corrisposte dall’ottobre 2012 per le turnazioni, la produttività e gli  straordinari.

Non è più rinviabile la riorganizzazione di questo vitale settore del nostro Paese da troppo tempo lasciato alla deriva e oggetto di tagli lineari, che hanno drasticamente tagliato le spese di funzionamento per l’Archivio, la Soprintendenza ed i Musei.

Ma non solo: dobbiamo pretendere adeguate  risorse per la tutela e la manutenzione dei  siti e la re-internalizzazione di servizi oggi oggetto di appalti “selvaggi”.

Anche nel nostro territorio sono molti i patrimoni disponibili che non hanno un’adeguata fruizione per mancanza di risorse. Dalle strutture private, ristrutturate con i fondi messi a disposizione in questi anni dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che in base a specifici accordi potrebbero e dovrebbero essere rese accessibili alla cittadinanza per i tesori e le bellezze che contengono, ma che fino ad oggi sono rimasti tesori nascosti.

L’obiettivo dello stato di agitazione  non è creare quindi un disservizio agli utenti. Anzi. La nostra è una mobilitazione aperta e attenta ai contributi delle persone e dei cittadini. I lavoratori del MiBAC vogliono poter offrire un servizio migliore all’utenza tutelando il loro operato e promuovendo la loro professionalità. 

I lavoratori chiedono tutela e rilancio del nostro patrimonio culturale, che è parte integrante della nostra identità locale e nazionale convinti, tra l’altro, che rappresenti un volano formidabile per il rilancio dell’economia.

Se Siena vuole farsi capitale europea della cultura deve ripartire dalla riscoperta delle sue bellezze artistiche, ma anche farsi promotrice di una “cultura” dei diritti.

 FP-CGIL Siena, CISL FP Siena, UIL Pubblica amministrazione

Argomenti: beni culturali, FP |