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L’esito del referendum della FLC sull’accordo PEO dell’Università

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 15, 2010

Lunedi 13 settembre si è svolto il referendum sull’Accordo PEO dell’Università degli Studi di Siena. Alla domanda “siete disponibili a sottoscrivere l’accordo sulle PEO nonostante la decurtazione del fondo complessivo dell’accessorio fino al 2013?”, le risposte dei lavoratori hanno visto prevalere i SI con il 57,9% sui NO (40,9%).
La FLC CGIL sottoscriverà quindi l’accordo sulle PEO con due note a verbale: la prima che ribadisce l’esigenza in questo momento di non dare maggior danno economico al personale tecnico e amministrativo e la seconda che richiede un riconteggio del fondo complessivo dell’accessorio.
Il referendum non solo ha rappresentato un’importante prova di democrazia, che la FLC è stata l’unica a praticare realmente e coerentemente, ma ha anche acquisito un forte significato politico e sindacale.
Sebbene abbiano prevalso i SI, il risultato evidenzia tutte le contraddizioni dell’accordo fra l’atteggiamento negativo dell’Amministrazione e le scelte delle altre OO.SS. Non sempre condivise.
Lunedì pomeriggio si sarebbe dovuto approvare l’accordo in C.d.A., ma ciò non è avvenuto.
Si è cercato invece di far approvare comunque la riduzione del fondo complessivo sull’accessorio, contravvenendo alla parola data in base alla quale le progressioni economiche si sarebbero svolte per tutto il personale entro i tempi stabiliti.
A ciò ci siamo opposti duramente riuscendo a far spostare la votazione della delibera ad altra data. La riduzione del fondo è stata ritirata grazie all’azione costante della FLC CGIL che è riuscita a difendere il fondo destinato al personale tecnico e amministrativo.
Siamo però convinti che questa azione potrà essere portata avanti d’ora in poi solo attraverso l’azione coordinata di tutte le OO.SS. Per essere più forti nel difendere i diritti dei lavoratori.
La FLC di Siena esprime grosse preoccupazioni per il futuro in considerazione di quanto sta avvenendo in questi giorni.
Destano preoccupazione le dichiarazioni del Ministro Tremonti circa il fallimento dell’Università senese (come se un’università potesse fallire come un’azienda qualunque) e perplessità l’assenza di risposte da parte dell’Amministrazione, se non a difesa di chi vi lavora con professionalità e competenza, che lo meriterebbe, almeno a difesa dell’immagine stessa dell’ATENEO DI SIENA proprio mentre sono in corso le immatricolazioni per il nuovo A.A. 20010/2011 ed alcune migliaia di studenti stanno scegliendo se iscriversi e trasferirsi a Siena o meno.
La FLC esprime altresì proccupazione per la decisione presa dal Rettore Focardi di non nominare un nuovo Direttore amministrativo, decisione che genera un vuoto nella gestione economica ed amministrativa e nelle responsabilità ad essa ascrivibili che non ha eguali in nessuna istituzione e che non trova fondamento nelle pretestuose e non sufficienti motivazioni di natura formale.
Scelte che invece rischiano di portare un danno economico per l’eventuale ricorso dell’interessato al ruolo e difficoltà di funzionamento della macchina amministrativa, visto che molti atti hanno necessità della doppia firma – del Rettore e del Direttore Amministrativo – per la loro validità.
Tali scelte, inoltre, alimentano quel clima di indeterminatezza e di incertezza sul futuro della nostra Università che non fa sicuramente bene a coloro che ci lavorano e ci studiano e all’intero territorio.
Concludendo, chiediamo all’Amministrazione uscente, ispirandosi ai criteri democratici che contraddistinguono l’università italiana, di dare speranza e certezza al divenire quotidiano del nostro Ateneo e sicurezza del fatto gestionale ed amministrativo nella difesa stessa dell’Università e della sua immagine prima ancora che di interessi particolari.

FLC-CGIL Siena

Siena, 15 settembre 2010

Argomenti: FLC, università |

Metalmeccanici: Epifani, dialogo solo senza accordi separati

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 15, 2010

Metalmeccanici: Epifani, dialogo solo senza accordi separati
Se la Federazione dell’Industria Metalmeccanica vuole ristabilire un confronto equo con la CGIL non può andare avanti a trattare senza la FIOM. Il più grande sindacato metalmeccanico non deve essere lasciato fuori
15/09/2010 da www.cgil.it 

Se Federmeccanica vuole aprire un dialogo con la CGIL e con la FIOM “l’unica cosa che non può fare è un accordo separato con FIM e UILM e contemporaneamente dire alla FIOM di voler trattare”. E’ quanto il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, ha dichiarato ieri sera (14 settembre) a Bologna in occasione della festa del PD.

Federmeccanica, ha spiegato Epifani “se vuole affrontare il tema delle regole non può andare avanti a trattare senza la FIOM”. Per ristabilire un confronto equo è necessario, secondo il leader della CGIL, che la Federazione dell’Industria metalmeccanica “si fermi un attimo rispetto a quello che sta facendo, di verificare cosa dice la categoria dei metalmeccanici della CGIL e, a quel punto, fare una valutazione delle posizioni”.

Poi rivolgendosi alla FIOM e riferendosi ai tavoli negoziali, Epifani ha sottolineato “la FIOM è il più grande sindacato metalmeccanico, non può essere lasciato fuori”. Le tute blu della CGIL “devono fare di tutto per provare a chiudere i contratti, perchè senza di loro si fanno i contratti peggiori. Noi non possiamo permetterci questo”. E ha aggiunto “non è facile poichè il padronato del settore meccanico è anche il più duro. Non è vero che i padroni sono tutti uguali, è anche tra i meccanici ci sono i falchi e le colombe. Con le colombe abbiamo bisogno di dialogare e con i falchi dobbiamo dire che lungo la strada dello scontro non c’è nessuna convenienza, neanche per l’impresa”. “Ma – ha concluso Epifani – dobbiamo sapere uscire dall’angolo in cui gli altri ci vogliono mettere”.

Inoltre, Epifani ha ricordato l’importanza della manifestazione nazionale del 16 ottobre a Roma, promossa dalla FIOM CGIL, le cui parole d’ordine sono: Diritti, Democrazia, Legalità, Lavoro, Contratto.

Argomenti: CGIL |

Sicurezza sul lavoro: CGIL, con ddl semplificazione si elude sicurezza

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 14, 2010

Sicurezza sul lavoro: CGIL, con ddl semplificazione si elude sicurezza
Per il sindacato le modifiche “rappresentano un peggioramento evidente poiché introducono un meccanismo farraginoso ed elusivo nei confronti della denuncia degli infortuni più gravi”
14/09/2010

Sarà obbligatorio segnalare solo quegli infortuni sul lavoro che comportino lesioni con prognosi maggiore ai 14 giorni, mentre erano 3 nella vecchia normativa, creando “un meccanismo elusivo nei confronti della denuncia degli infortuni più gravi”. Questa una delle norme contenute nel disegno di legge 2243 (semplificazione) che la CGIL ha denunciato oggi nel corso della convocazione presso l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali del Senato sul ddl in questione.

Secondo la CGIL, infatti, nel ddl ci sarebbero aspetti ‘pericolosi’ legati al tema ‘salute e sicurezza nei luoghi di lavoro’: “Si prevede – spiega in una nota il sindacato – all’articolo 12, che si dovranno segnalare solo quegli infortuni sul lavoro che comportino lesioni con prognosi maggiore di 14 giorni, mentre nella vecchia normativa erano tre. Inoltre, le lesioni con prognosi superiore ai trenta giorni non verranno più segnalate all’autorità giudiziaria ma all’INAIL che provvederà ad inoltrarle alla direzione provinciale del lavoro”. Secondo il sindacato queste modifiche “rappresentano un peggioramento evidente poiché introducono un meccanismo farraginoso ed elusivo nei confronti della denuncia degli infortuni più gravi”.

Inoltre, accusa la CGIL, l’articolo 14 del ddl al comma due “abolisce tout court e senza norme di salvaguardia il ‘registro infortuni’ che doveva essere tenuto dall’imprenditore, così come al comma 1 si introduce un’ulteriore deroga per l’emanazione dei decreti ministeriali per individuare criteri e modalità per la tenuta semplificata della documentazione relativa a ‘Salute e Sicurezza’. Il termine è scaduto nel 2009 e adesso viene rinviato al 31 dicembre del 2010”. A parere della CGIL con queste norme “da una parte, attraverso la scusa della ‘semplificazione’, si rendono più difficoltosi i controlli e l’applicazione delle normative e dall’altra – conclude la nota – si effettuano operazioni che tendono a smontare l’efficacia reale delle normative in materia”.

da www.cgil.it

Argomenti: CGIL |

Lo SPI: “L’ASP ha aumentato le rette del 7,82%”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 13, 2010

Lo SPI CGIL di Siena è venuto a conoscenza che in data 25 agosto 2010 l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP) Città di Siena ha aumentato – a partire dal 1° settembre c.a. – le rette del Campansi e del Butini Bourke per non autosufficienti di 3,55 euro al giorno, pari ad un incremento del 7,82%.

Ricordiamo che il 1° luglio la Lega Comunale SPI CGIL di Siena, dopo indiscrezioni di stampa che parlavano di un possibile aumento delle rette, aveva avanzato una formale richiesta di incontro al Sindaco di Siena. Analoga richiesta era stata formulata nel corso di un incontro che si era tenuto con il Presidente dell’Asp l’8 giugno.

Ad oggi a queste nostre richieste non è stata data nessuna risposta.

Comprendiamo le difficoltà economiche e non solo che comportano la gestione di strutture complesse come il Campansi e l’importanza che questa istituzione riveste per la cittadinanza senese, tanto che ci risulta che la Fondazione del Monte dei Paschi ha messo a disposizione nel corso degli anni importanti risorse finanziarie, tra le altre anche sotto la voce “A sostegno di una politica di solidarietà per gli anziani e le loro famiglie”.

Come si può evincere da quanto sopra esposto le scelte effettuate sono state fatte senza che il Comune di Siena e la direzione dell’Asp sentissero il bisogno di un confronto con le parti sociali.
Lo SPI CGIL provinciale e la Lega Comunale SPI CGIL di Siena ribadiscono la loro contrarietà agli aumenti decisi, perché a loro avviso ingiustificati ed immotivati. Se poi le rette, da alcuni anni, erano ferme, ciò non può automaticamente giustificare la decisone di queste settimane.

Infine condanniamo anche un metodo che, in una situazione di crisi generale che colpisce anche la nostra provincia, tende a scaricare – come nella migliore tradizione italiana – i costi, le difficoltà e le indecisioni che sono di altri sulle fasce più deboli della popolazione, mentre andrebbero verificate responsabilità ed opportunità per rafforzare i servizi e garantire una prospettiva di qualità.

In conclusione come SPI CGIL chiediamo la sospensione della Deliberazione n° 61 del 25.08.2010 del CdA dell’ASP di Siena e l’apertura di un confronto di merito per ricercare le soluzioni migliori nell’interesse della comunità.

SPI CGIL Siena e Lega Comunale SPI CGIL Siena

Siena, 13 settembre 2010

Argomenti: ASP, pensionati, SPI |

Sindacati: Epifani, Governo non punti a dividerli

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 13, 2010

Sindacati: Epifani, Governo non punti a dividerli
L’imprenditoria non pensi di poter fare a meno del sindacato più rappresentativo. Condividiamo con FIAT l’esigenza di saturare gli impianti
13/09/2010 da www.cgil.it

“Abbassare i toni”. E’ questa la frase ripetuta più volte dal Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani durante l’intervento alla festa del PD a Torino. Epifani è stato accolto calorosamente alla festa, sabato scorso (11 settembre), ed il suo intervento è stato più volte interrotto da applausi. Numerose le questioni che il leader della CGIL ha affrontato nel suo discorso: l’invito a recuperare il confronto nelle relazioni industriali si è unito alla fermezza nell’attribuire le responsabilità delle attuali rotture al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che “punta a dividere i sindacati”, e al mondo dell’imprenditoria che “pensa di poter fare a meno del sindacato più rappresentativo”.

Non è mancato un riferimento al padronato metalmeccano che, secondo il dirigente sindacale è “troppo rigido”, e se la CGIL o la FIOM hanno commesso errori, spiega Epifani  “ciò è avvenuto perchè hanno dovuto difendersi”. Dunque il numero uno di corso d’Italia punta il dito contro il ministro Sacconi: “quando mai abbiamo avuto nella storia del Paese – ha detto tra gli applausi – un ministro che dice ‘viva la divisione dei sindacati’”. A questa scelta del governo si accompagna una miopia degli imprenditori meccanici e della FIAT in particolare, come dimostra il fatto che a dicembre la CGIL ha siglato assieme agli altri sindacati il Contratto Nazionale dei chimici, ha ricordato Epifani chiedendo in tono ironico “forse gli imprenditori di Federchimica sono più buoni di quelli di Federmeccanica?”.
  
Un messaggio chiaro, proprio da Torino, è stato mandato dal Segretario Generale a Marchionne. Epifani ha infatti affermato che la CGIL condivide con la FIAT “l’esigenza di saturare gli impianti”, quella di avere una “maggiore efficienza”, nonchè quella di combattere “l’assenteismo anomalo” che premia solo i furbi. “Ma questo – ha domandato – che c’entra con il diritto alla salute dei lavoratori?”. “La CGIL – ha proseguito Epifani – ritiene che la difesa degli investimenti in Italia sia un proprio obbiettivo. Però lo vogliamo fare con le regole giuste”.

Argomenti: CGIL |

Crisi: CGIL, ad agosto 650 mila in cig, da gennaio -3,1mld in busta paga

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 11, 2010

Roma, 11 settembre – Sono circa 650 mila i lavoratori coinvolti nei processi di cassa integrazione da inizio anno, con riflessi pesanti in busta paga pari a una taglio netto del reddito per oltre 3,1 miliardi di euro, più di 4.900 euro per ogni singolo lavoratore. Sono questi alcuni dei numeri che emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della CGIL Nazionale nel rapporto di agosto.

Dall’analisi della CGIL il ricorso alle ore di Cassa integrazione conferma il trend ‘fisiologico’ al ribasso relativo al mese di agosto sul mese precedente, sia per quella ordinaria che per quella straordinaria, ma registra il “continuo e pericoloso” aumento della cassa integrazione in deroga (Cigd), ovvero lo strumento che estende gli ammortizzatori sociali ai lavoratori che finora non erano tutelati. Le ore di Cigd ad agosto, infatti, pari a 35.499.955 ore, aumentano su luglio del +5,77%, attestandosi al valore più alto degli ultimi 12 mesi, e del +195% sullo stesso mese dello scorso anno. Inoltre va sottolineato che da gennaio 2009 ad agosto 2010 sono state autorizzate 344.740.008 ore di Cigd, di queste 244.561.888 soltanto da inizio anno. Un monte ore che coinvolge 175.439 lavoratori dei 645.682 coinvolti dai processi di Cig.

“I dati – commenta il segretario confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere – sono ogni mese sempre più significativi e confermano le preoccupazioni che abbiamo espresso dall’inizio della crisi: il governo deve urgentemente porre al centro della sua agenda, partendo  dalla nomina di un ministro per lo sviluppo economico, il lavoro e il rilancio del sistema industriale”. Secondo il dirigente sindacale, inoltre, “la mancanza di risposte emerge con chiarezza dai dati del nostro osservatorio: il paese versa in una situazione nella quale la fuoriuscita dalla crisi, nonostante i timidi segnali legati a poche imprese legate a meccanismi di esportazione, non è ancora vicina”.

Dati Cig – L’Osservatorio della CGIL sottolinea come il ricorso alla Cig nel mese di agosto segni, come ogni anno, una diminuzione delle ore di cassa rispetto al mese di luglio pari a -32,67% per un volume complessivo di 76.588.362 ore, mentre su agosto 2009, dove pure la crisi era già pesante, c’è stato un aumento del +40,11%. I primi otto mesi dell’anno registrano un aumento tendenziale del +60,54%, per un volume di ore di Cig  autorizzate di 826.472.611.

Nel dettaglio la Cassa integrazione ordinaria (Cigo) ad agosto evidenzia un calo notevole su luglio del -67,52%, così come su agosto del 2009 la riduzione è sensibile, pari a meno -66% segnando il valore più basso degli ultimi 30 mesi. Per quanto riguarda il periodo gennaio-agosto, la riduzione sullo stesso periodo dello scorso anno è del -28,59%, per un volume di 249.802.726 ore di Cigo. Secondo Scudiere “questa riduzione è solo in parte sintomo di una piccola ripresa produttiva, perché il grosso della crisi, e della contestuale richiesta della Cig, si è spostato verso la Cassa integrazione straordinaria e in deroga, sia per effetto delle modifiche introdotte sull’uso della Cigo oltre le 52 settimane, sia perché probabilmente sono maturati i tetti previsti dei 36 mesi massimi nel quinquennio”. Per il segretario confederale CGIL “l’evoluzione si potrà vedere meglio nei prossimi mesi, già a partire da settembre”.

La Cassa integrazione straordinaria (Cigs) fa segnare, sempre ad agosto, una riduzione sul mese di luglio del -38,82%  mentre sull’anno registra un aumento consistente del +121%. Anche nell’intero periodo gennaio-agosto l’aumento è rilevante con un +203,45%, per un volume di 352.107.997 ore di Cigs. I settori che registrano da inizio gli aumenti maggiori sono in parte gli stessi che registrano una riduzione delle ore di Cigo, ovvero quello metallurgico (+578,75%), dell’edilizia (+460,67%), del legno (+449,25%), la meccanica (+338,28%) e il settore del commercio (+218,39%).

Per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga (Cigd), le ore, pari a 35.499.955 ore, aumentano su luglio del +5,77%, attestandosi al valore più alto degli ultimi 12 mesi, e del 195% sullo stesso mese dello scorso anno. Inoltre va sottolineato che da gennaio 2009 ad agosto 2010 sono state autorizzate 344.740.008 ore di Cigd, di queste 244.561.888 soltanto da inizio anno. Un monte ore che coinvolge 175.439 lavoratori dei 645.682 coinvolti dai processi di Cig. I settori che da inizio anno segnano il maggiore ricorso alla strumento continuano ad essere quelli che non rientrano nella normativa attuale della Cigs. Tra i settori con più occupazione si segnala il settore dell’edilizia con un aumento sui primi otto mesi del 2009 del +1.589,93%, segue il Commercio (+526,37%) con 55.892.609 ore, il settore dei servizi (+427,08%). La piccola industria meccanica, con un incremento del +340,99%, ha in assoluto il volume più alto di ore pari a 69.549.460.

Causali di Cigs – I ricorsi alla Cigs, nel corso dell’anno e fino al 31 agosto, registrano oltre 4.451 decreti, con un aumento sui primi otto mesi dello scorso anno del +37,12%. I decreti riguardano oltre 6.100 unità aziendali e nello specifico segnalano un aumento delle crisi aziendali (+55,43%), che rappresentano ormai il 72,39% del totale dei decreti. Tra le altre causali significative per numero di decreti ci sono le domande di ricorso al fallimento (+15,63%), al ricorso al concordato preventivo (+16,67%) e in amministrazione straordinaria (22,86%). Aumentano i contratti di solidarietà (+5,25%), i quali rappresentano il 13,05% del totale dei decreti, mentre calano le domande di ristrutturazione aziendale (‐18,18%) e le conversioni aziendali (‐23,08%). Resta cioè, come segnala Scudiere, “ancora costante la tendenza negativa dell’aumento degli interventi di tipo passivo verso le imprese, mentre calano e continuano a restare pochi, con appena il 6% del totale dei decreti, gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale dell’impresa”.

Occupazione e lavoratori in Cig – Nel periodo che va da gennaio ad agosto di quest’anno, considerando un livello medio di ricorso alla Cig pari al 50% del tempo lavorabile globale, ovvero 16 settimane, si confermano in questo essere oltre un milione e duecentonovantamila i lavoratori in Cigo, in Cigs e in Cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il periodo 2010, pari a 32 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 645.682 lavoratori di cui 175.439 in Cigd. Il rapporto denuncia “una situazione economica e sociale sempre più insostenibile per milioni di lavoratori” calcolando come nel corso del 2010 i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig abbiano perso già oltre 3.169.204.589 euro, pari a oltre 4.900 euro per singolo lavoratore a zero ore.

Ma è Scudiere, in conclusione, a lanciare l’allarme: “Con gli aumenti costanti della cassa in deroga e di quella straordinaria – afferma – aumentano contestualmente le preoccupazioni per la totale insufficienza dei fondi per la mobilità e del necessario e urgente finanziamento degli ammortizzatori sociali. Il ministro dell’Economia farebbe bene, invece di annunciare un autunno tranquillo, a spiegare al paese con quali fondi intende finanziare gli ammortizzatori e prevenire – conclude Scudiere – l’incremento della disoccupazione che senza questi ultimi sarà certa”.

Link Rapporto CIG Agosto 2010
http://host.ufficiostampa.CGIL.it//Documenti//private/CGIL_OsservatorioCIG_RapportoAgosto2010.pdf

U.S. CGIL Nazionale

Argomenti: CGIL |

Epifani: no al principio della derogabilità del contratto. Necessaria per il nostro Paese maggiore equità

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 10, 2010

 
La situazione economica e politica dell’Italia, ha dichiarato il Segretario Generale CGIL, “ci impone di scendere in piazzail 29 settembre in occasione della Giornata europea di mobilitazione, il 16 ottobre con la FIOM, per poi proseguire con la definizione di una manifestazione nazionale » Video su CGIL.TV
10/09/2010 da www.cgil.it

La CGIL è pronta “a discutere di quale deve essere il profilo di un contratto nazionale più largo e più generale” ma “restiamo e resteremo contrari al principio della derogabilità al contratto nazionale”. E’ quanto ha affermato il leader di Corso d’Italia, Guglielmo Epifani, durante il suo intervento alla festa organizzata dalla CGIL Roma e Lazio. “Una bellissima festa” come la ha definita Epifani “partecipata e plurale” il segno di un’organizzazione “che vuole dialogare con tutti, coerente con le cose che dice”. Il tema della derogabilità è stato toccato più volte da Epifani nel suo intervento spiegando che è un percorso che non va bene “perché se ogni azienda fa la sua richiesta che cosa rimane del contratto nazionale?”.

Nonostante tutti i tentativi in atto, spiega Epifani, commentanto la situazione politica del nostro Paese, “la CGIL non si farà mettere sull’aventino”, perchè le nostre battaglie sono il “frutto di una straordinaria coerenza”. In Italia, ha proseguito Epifani “c’è necessità di equità, se c’è bisogno di fare sacrifici siano chiamati tutti a farli, in proporzione ai redditi e ai patrimoni”, soprattutto perché la crisi che è in atto “anche quando ci sarà una ripresa non produrrà più occupazione”, soprattutto se non si investirà in sviluppo, “il nostro Paese ha bisogno di politiche industriali”.

“Appartengo a coloro che non ne possono più”. Ha proseguito Epifani. “Non siamo un Paese figlio di un Dio minore. Non meritiamo questa classe dirigente, questo spettacolo. Dobbiamo uscire da questa situazione”. “Non sta a noi chiedere elezioni, vedo che anche il presidente di Confindustria si è esercitato nel dire ‘no’, ma così non si puo’ andare avanti. Dobbiamo cambiare – ha insistito -. Il Paese ha bisogno di riforme vere, di processi di rinnovamento che tengano unito il Paese”.

Tutto questo, ha ricordato Epifani, produrrà il bisogno di scendere in piazza. Il 29 settembre la mobilitazione nazionale Europea e il 16 ottobre la manifestazione della FIOM. Poi proseguiremo con una grande mobilitazione nazionale di cui stiamo definendo la piattaforma “perchè noi – ha concluso – vogliamo stare in campo”.

Argomenti: CGIL |

“Assistenti familiari e badanti: diritti, doveri, aspetti previdenziali, fiscali e contrattuali”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 10, 2010

Si svolgerà domani alle ore 16.00 presso la Sala della Cultura di Via S. Giovanni a San Gimignano l’iniziativa del sindacato pensionati SPI CGIL dal titolo “Assistenti familiari e badanti: diritti, doveri, aspetti previdenziali, fiscali e contrattuali”.

Introdurrà i lavori Aldo Macchi dello SPI CGIL di San Gimignano. Interverranno: Manuela Bucalossi del Patronato INCA CGIL, Serena De Lillo del CAF CGIL, Claudia Savini della FILCAMS CGIL e Lucia Travagli dell’Ufficio Vertenze CGIL.

Lo SPI CGIL invita tutta la cittadinanza a partecipare.

 Siena, 10 settembre 2010

Argomenti: badanti, SPI, valdelsa |

Il contratto di solidarietà per i 350 dipendenti della TRIGANO

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 10, 2010

Con questo accordo salgono a circa 800 i lavoratori metalmeccanici della provincia di Siena per i quali la FIOM CGIL ha convenuto con alcune aziende rappresentative dell’intero territorio la soluzione del Contratto di Solidarietà, dimostrando così la piena praticabilità di questo strumento come valida alternativa alla cassa integrazione o ai licenziamenti di massa.
L’accordo raggiunto nel tardo pomeriggio di ieri, con il determinante ausilio dell’Amministrazione Provinciale, prevede che tutti i 350 dipendenti dell’azienda leader nella produzione di autocaravans riducano per 12 mesi le loro ore di lavoro settimanali – in maniera diversificata per reparto o tipologia di lavorazione – mantenendo comunque una retribuzione che non potrà scendere indicativamente al di sotto del 90% di quanto percepito in piena attività.
Questa soluzione, qualora alla prima scadenza annuale se ne ravvedesse la necessità, potrà essere prorogata per un ulteriore anno, ma con la speranza che in questo lasso di tempo la grave crisi che ha colpito già dal 2008 il settore possa essere superata.
Ciò dimostra che quando le aziende abbandonano le sempre più frequenti posizioni pretestuose è possibile raggiungere risultati di tutto rispetto, all’insegna della collaborazione e della responsabilità comune, finalizzati alla salvaguardia del nostro sistema produttivo e dei livelli occupazionali.
Non a caso la trattativa ha registrato un’accelerazione negli ultimi giorni, a seguito della rimozione da parte aziendale di alcune pregiudiziali sollevate nei confronti della vertenza promossa dalla FIOM di Siena, risolta brillantemente con l’accettazione da parte della Trigano del riconoscimento dell’ultimo Contratto Nazionale firmato dalla FIOM e del fatto che eventuali deroghe – argomento che ha tenuto banco nelle cronache nazionali degli ultimi giorni – non troveranno applicazione all’interno dell’azienda.

Patetiche le reazioni della Fim Cisl la quale, mal celando un evidente nervosismo e nel ridicolo tentativo di salvare la faccia dopo questa sonora sconfitta, ha il coraggio di sostenere che per loro nulla è cambiato; bene, se così è, si uniscano pure alla Fiom per promuovere lo stesso tipo di soluzione in tutte le altre aziende del territorio.

Saranno i lavoratori, ai quali nei prossimi giorni sarà illustrato l’insieme degli accordi raggiunti, a decidere la bontà di quanto ottenuto dal Sindacato in questa difficilissima trattativa.

Marco Goracci, Segretario Provinciale FIOM CGIL Siena

Siena, 10 settembre 2010

Argomenti: aziende, FIOM, metalmeccanici, valdelsa |

Pil: CGIL, dati OCSE confermano che non c’è ripresa

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 9, 2010

Pil: CGIL, dati OCSE confermano che non c’è ripresa
Secondo l’Organizzazione una lenta crescita caratterizza la ripresa economica a livello mondiale. Il nostro paese è l’unico a registrare un Pil in retrocessione rispetto agli stati aderenti al G7
» Imprese: ISTAT, nel 2009 crollo natalità -15%
09/09/2010 da www.cgil.it

Tra i paesi del G7 l’Italia è l’unico paese a registrare un Pil in retrocessione per il periodo luglio-settembre 2010. L’Italia, infatti, nel terzo trimestre di quest’anno potrebbe registrare un calo del prodotto interno lordo dello 0,3% su base trimestrale annualizzata. E’ quanto stima l’OCSE nell’Interim Assessment diffuso oggi a Parigi.

Nel quarto trimestre l’OCSE prevede per l’Italia, sempre su base trimestrale annualizzata, un ritorno alla crescita dello 0,1%: il Paese rimane però in coda rispetto agli altri sei grandi, che continueranno a crescere: del 2,3% il Canada; dell’ 1,5% il Regno Unito e dell’1,1% la Germania.

A livello mondiale “il rallentamento della ripresa economica sarà un po’ più pronunciato del previsto” ha annunciato il capo economista dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), Pier Carlo Padoan. “E’ ancora difficile capire – ha spiegato Padoan – se l’indebolimento della ripresa sia temporaneo o se sia il segnale di debolezze sottostanti più profonde della spesa privata in un momento in cui le misure di rilancio stanno giungendo al termine”.

Sono comunque le incertezze sull’occupazione a pesare sul futuro dei consumi e conseguentemente della ripresa economica mondiale e come sottolineato dall’OCSE “le incertezze circa la disoccupazione potrebbero mettere un freno all’espansione dei consumi privati” i quali, potrebbero essere frenati da “ulteriori aggiustamenti nelle spese delle famiglie in seguito al peggioramento dei bilanci che c’è stato nel corso del periodo di recessione”.

Secondo il Segretario Confederale CGIL Danilo Barbi, l’OCSE, come il Fondo Monetario Internazionale conferma alcune cose che la CGIL sostiene da tempo “non c’è ancora una vera ripresa e in Italia, a differenza di quanto sostiene il Governo, la bassa crescita è ancor più bassa degli altri grandi paesi europei” e che siamo in presenza di “una crescita globalmente bassa e a rischio di ulteriori ricadute. E questo perché – continua Barbi -, come sostiene il sindacato europeo, non c’è ancora una risposta strutturale alla crisi in termini di nuove politiche di investimento e di redistribuzione e di scelte che mettano sotto controllo la finanza”.

Argomenti: CGIL |

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