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Riforma apprendistato: un risultato importante frutto delle parti sociali

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 29, 2011

Lavoro: CGIL, riforma apprendistato è risultato importante frutto delle parti sociali
Positivo per la Confederazione il testo approvato per la riforma dell’apprendistato. Tuttavia per il sindacato “il lavoro non è finito: entro settembre necessario riformare istituti stage e tirocini e intervenire sui contratti di collaborazione”
28/07/2011 da www.cgil.it

“Si è raggiunto un risultato importante che dimostra quanto conti un ruolo vero e da protagonista delle parti sociali che ha costretto il governo a dover trattare”. E’ quanto afferma il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, dopo il via libera da parte del consiglio dei ministri della riforma dell’apprendistato. “Quando giudicammo non condivisibile il primo testo – ricorda il sindacalista – avanzammo proposte di modifica che molti liquidarono come un modo per non raggiungere l’intesa: il testo definitivo dimostra invece che gran parte di quelle proposte sono state accettate”.

In sintesi, il testo approvato oggi dal Consiglio dei ministri, prevede quattro ipotesi di apprendistato: apprendistato per la qualifica e il diploma professionale per gli under 25 con la possibilità di acquisire un titolo di studio in ambiente di lavoro; apprendistato di mestiere per i giovani tra i 18 e i 29 anni che potranno apprendere un mestiere o una professione in ambiente di lavoro; apprendistato di alta formazione e ricerca per conseguire titoli di studio specialistici, universitari e post-universitari e per la formazione di giovani ricercatori per il settore privato e infine, la quarta tipologia riguarda, l’apprendistato per la riqualificazione di lavoratori in mobilità espulsi da processi produttivi.

Nel merito del provvedimento, secondo Fammoni, la nuova legislazione è “obbiettivamente un positivo avanzamento” rispetto alla normativa in vigore, soprattutto per i lavoratori apprendisti, infatti: la durata massima cala a 3 anni dai 6 attuali; è prevista una durata minima; il contratto nazionale è l’unico titolato ad intervenire sulla materia; la quantità di ore di formazione ritorna congrua; viene ripristinato in modo corretto il repertorio delle professioni e la certificazione pubblica; infine, non si potrà più sommare fra loro forme di decremento del salario dell’apprendista. Fa parte del testo, inoltre, continua il dirigente sindacale, “la possibilità che i contratti prevedano la conferma di una quota di apprendisti come condizione per poter procedere a nuove assunzioni: una norma – sottolinea Fammoni – volta alla stabilizzazione che non è certo usuale con questo Governo”.

Rimangono però punti che la CGIL giudica “non positivi”, e che, avverte il dirigente sindacale “abbiamo evidenziato e cercheremo di recuperare con la contrattazione”, ma non c’è dubbio, prosegue Fammoni “che un accordo che rappresenta sempre un compromesso fra interessi differenti rappresenti un positivo risultato di avanzamento”. Tuttavia il lavoro, annuncia il Segretario Confederale CGIL, “non è finito: tutti concordano sul ruolo anomalo e di sbagliata concorrenza degli attuali stage e tirocini e c’è un impegno per una nuova normazione per questi istituti contestualmente all’avvio del nuovo apprendistato”. Secondo Fammoni “sarebbe incomprensibile e autolesionista non trovare una soluzione entro settembre, così come resta l’esigenza – conclude – di intervenire sui contratti di collaborazione e questo sarà il nostro prossimo impegno”.

Argomenti: CGIL |

DDL caporalato: soddisfatte FLAI e FILLEA

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 29, 2011

Presentato al Senato il DDL sul caporalato
Prevede da 5 a 8 anni di reclusione per gli intermediari che nei campi e nei cantieri vendono e sfruttano in modo illecito l’attività lavorativa di centinaia di migliaia di persone

Le Organizzazioni Sindacali FLAI (lavoratori agricoli) e FILLEA (edili) CGIL Siena esprimono soddisfazione per la presentazione presso il Senato ad opera del gruppo parlamentare del Partito democratico del DDL 2584 sul caporalato.

Il DDL – che è stato già sottoscritto da molti senatori appartenenti a partiti sia di maggioranza che di opposizione – è il frutto di una battaglia sindacale che la FLAI, la FILLEA e la CGIL hanno intrapreso all’inizio dell’anno e che aveva come fine ultimo proprio quello di spingere il Parlamento a formulare una legge che rendesse il caporalato un reato penale.

Ricordiamo infatti che l’agricolo e l’edilizia sono i settori maggiormente colpiti dal fenomeno del caporalato: centinaia di migliaia di lavoratori, soprattutto migranti, privati di ogni diritto e ridotti in schiavitù.

“Riteniamo – spiegano Paola Bittarello e Fabio Seggiani, Segretari Generali rispettivamente della FLAI e della FILLEA senesi – che le iniziative promosse in giro per l’Italia, come quella che si è tenuta a Siena il 14 giugno scorso, siano state un contributo importante affinchè si realizzasse questo primo risultato”.

“La strada affinché il caporalato sia definitivamente sconfitto è ancora lunga – continuano i sindacalisti – perciò ci appelliamo perché anche da Siena arrivi un’ulteriore spinta in questa direzione, auspicando una presa di posizione da parte delle Associazioni di categoria, a partire da quelle agricole e dell’edilizia”.

“Anche a Siena non abbasseremo la guardia – concludono i Segretari – e continueremo a sostenere la battaglia per sconfiggere il caporalato fino all’approvazione definitiva della legge”.
Siena, 28 luglio 2011

Argomenti: caporalato, FILLEA, FLAI |

Il comunicato stampa congiunto di imprese e sindacati sulla crisi

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 28, 2011

Comunicato_Stampa_congiunto_crisi.pdf

Argomenti: CGIL |

Crisi: Camusso, Paese depresso, ora una scossa

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 28, 2011

Crisi: Camusso, Paese depresso, ora una scossa
Imprese e sindacati lanciano un appello comune al governo chiedendo subito un Patto per la crescita, per dare un segnale di discontinuità ed evitare che la dinamica dei mercati finanziari porti a una situazione insostenibile per il paese. Il Segretario Generale della CGIL in una intervista a ‘La Repubblica’ afferma “non c’è unità di vedute sulla possibilità di un esecutivo tecnico, ma siamo tutti d’accordo che la situazione è grave. Il governo non si rende conto della serietà del momento, infatti parla d’altro”
28/07/2011 da www.cgil.it

Tutti insieme perché la situazione è grave, la depressione che offusca il paese è «insopportabile» e la mancanza di credibilità all’interno e all’esterno esige «un’azione immediata, una svolta». Tutti insieme soprattutto perché ora «non c’è più tempo da perdere». Vedere la firma di Susanna Camusso, leader della CGIL sotto un documento che chiede «discontinuità» con l’azione di governo, non stupisce nessuno. Ma questa volta il suo nome è in ampia e variegata compagnia.

Segretario Camusso, che effetto le fa questa marea di firme sotto un documento così critico?
«Mi dà il senso della gravità della situazione, una gravità di cui tutte le parti sociali sono consapevoli, ma di cui il governo non si rende conto, visto che ha ripreso a parlare d’altro. Ma mi fa anche pensare che se ci fossimo mossi assieme prima, se non si fosse subìto, accettato e aspettato tanto, non saremmo arrivati a questo».

Nella nota comune si parla di discontinuità. Cosa s’intende di preciso?
«In generale che le politiche finora seguite non vanno bene»

Tutto qui?
«È chiaro che, fosse stato per noi, saremmo stati più espliciti, non è da ora che chiediamo al governo di andarsene. La nota è frutto di una mediazione, ma dà il segnale di quanto sia grave e generalizzata la preoccupazione per questo quadro economico e sociale. Tutti quelli che hanno firmato il documento chiedono un patto per la crescita che non c’è. Come non c’è occupazione e nemmeno credibilità del paese. C’è solo il vuoto: Tremonti, dopo la manovra, è sparito dalla scena. E il governo che dice, che pensa delle azioni della UE o delle conseguenze della situazione americana?».

D’accordo, ma tutti quelli che hanno firmato la nota pensano o no ad un governo tecnico?
«Su questo punto non c’è unità di vedute, le opinioni sono troppo differenti per fare un discorso collettivo che non è ancora maturato e non so se mai maturerà. Per ora c’è un forte spirito collettivo, la voglia di reagire alla depressione».

Cosa vi aspettate da questa presa di posizione comune?
«Se fossimo un paese normale con un governo normale questo documento aprirebbe un confronto sulle politiche per la crescita e, per quanto ci riguarda, per la ridistribuzione del reddito. Ma temo che paese e governo non siano normali».

E allora?
«Allora riapriremo noi l’agenda. Ci eravamo fermati sugli ammortizzatori sociali, ma riprenderemo il lavoro partendo dalle infrastrutture, dagli investimenti, dalla necessità di evitare la svendita di questo paese. Per quanto ci riguarda partiremo dalla manovra, che oltre a non aver tranquillizzato i mercati, è insopportabilmente depressiva e quindi inaccettabile».

Siete tutti d´accordo su questo giudizio?
«Non è messo nero su bianco, ma è così».

Argomenti: CGIL |

CONTRATTO ARTIGIANI AREA CHIMICA-CERAMICA: SIGLATA L’IPOTESI DI ACCORDO

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 26, 2011

CONTRATTO ARTIGIANI AREA CHIMICA-CERAMICA: SIGLATA L’IPOTESI DI ACCORDO

Erano addirittura scaduti alla fine del 2008 i due contratti nazionali di lavoro dell’artigianato relativi sia alle aziende dei settori della chimica, gomma-plastica e vetro che della ceramica, terracotta, gres e decorazione piastrelle.

Ma alla fine i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil e le associazioni datoriali degli artigiani (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai) sono riusciti a fare il miracolo: da due contratti è scaturita una intesa unica per l’intera area chimica e ceramica, che riguarda quasi 100.000 addetti, impiegati in poco più di 40.000 imprese artigiane sparse in tutto il paese. Il contratto unico – fanno notare i sindacati – valorizza le specificità dei due settori, lasciando in questa fase inalterate le diversità relative ai minimi contrattuali.

Infatti, nella tarda serata di ieri, lunedì 25 luglio a Roma, è stata siglata l’ipotesi di accordo per il contratto triennale che scadrà il 31 dicembre 2012. L’intesa prevede un aumento medio mensile di 89,50 euro per il settore chimico, gomma-plastica e vetro e di 84,50 euro per quello della ceramica, gres, terracotta e decorazione piastrelle (in entrambi i casi le decorrenze partono dal 1 settembre 2011).

Prevista inoltre una “una tantum” di 150 euro per il settore chimico, gomma-plastica e vetro e di 100 euro per quello della ceramica, gres, terracotta e decorazione piastrelle.

Soddisfatti i sindacati per gli importi economici individuati e soprattutto perchè “l’intesa – commentano Delia Nardone, Angelo Colombini, Renato Spelta, rispettivamente Segretari nazionali di Filctem, Femca, Uilcem – rappresenta una concreta, sia pur parziale, risposta a difesa del salario dei lavoratori del settore, messo a dura prova dalla crisi in atto”.

Quattro in particolare le novità per la parte normativa: il potenziamento dell’Osservatorio di settore  che promuoverà e monitorerà, passo dopo passo, la contrattazione regionale di secondo livello e le attività delle rappresentanze territoriali per la sicurezza; la conferma, non scontata in apertura del negoziato, del tetto del 15% relativo ai contratti a tempo determinato proprio per dare un colpo alla precarietà anche in questo difficile comparto; la costituzione – è la prima volta – di un Fondo integrativo sanitario che prevede l’estensione delle sue prestazioni, oltre ai lavoratori “a termine”, anche a quelli a tempo determinato di durata pari a 12 mesi; l’ampliamento del piano formativo settoriale con particolare riferimento ai temi inerenti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo un monte ore retribuito di 28 ore/anno.

26 luglio 2011

Argomenti: contrattazione, FILCTEM |

Statuto dell’Università: “meccanismo ancora poco rassicurante”

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 25, 2011

Il testo del nuovo Statuto dell’Università degli Studi di Siena approvato dal Senato Accademico venerdì scorso riapre le porte alle istituzioni all’interno del Consiglio d’Amministrazione. In linea di principio l’art. 32 va nella giusta direzione, direzione che dovrà essere comunque riconfermata in quanto, a nostro modo di vedere, il meccanismo rimane farraginoso e poco rassicurante sulla propria fattività.
Il legame importante con il territorio, dalle sue origini ad oggi, da noi ribadito più volte come indispensabile, rafforza l’Università e la sostiene non minando l’autonomia dell’Ateneo.
L’approvazione del nuovo Statuto è un momento importante dove si disegna la governance futura; la responsabilità generale, della comunità accademica, delle istituzioni, del territorio, è tale da dover essere impiegata nel mantenimento dell’Ateneo, dalla qualità didattica ai servizi, dal personale alle necessità degli studenti.
La situazione che l’Università sta vivendo la porterà probabilmente a scelte difficili che dovranno necessariamente essere condivise, dovranno essere gestite in sinergia con tutti i soggetti e con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali.

CGIL Siena

Argomenti: CGIL, università |

Genova dieci anni dopo: in piazza per una società diversa

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 25, 2011

Genova dieci anni dopo: in piazza per una società diversa
Al lungo corteo colorato e pacifico, che ha attraversato la città ligure, numerose le bandiere della CGIL. Il sindacato rivendica la necessità di riprendere quel percorso già avviato nel 2001 per costruire una strada economica e sociale alternativa ai modelli neoliberisti e per uscire dall’attuale crisi globale » FOTOVIDEO
» Genova 2011: CGIL, un’altra economia, un’altra società per uscire dalla crisi globale
» Speciale: Genova 2001-2011
23/07/2011 da www.cgil.it

Dieci anni fa le violenze del G8 di Genova, oggi in piazza migliaia di persone per ricordare, ma anche per guardare avanti, al futuro che abbiamo tutti e tutte la responsabilità di costruire. ‘Loro la crisi, noi la speranza’ è questo lo slogan dello striscione dietro al quale i manifestanti hanno sfilato oggi per le vie di Genova a dieci anni da quei terribili fatti che hanno visto nel capoluogo ligure la sospensione della democrazia.

Il lungo corteo pacifico e colorato, ha cominciato a prendere forma, già nel primo pomeriggio, attorno alle quattro piazze tematiche allestite a Sampierdarena. Quattro piazze in cui si è discusso di lavoro, di pace e guerra, di beni comuni e di immigrazione. Partendo poi da Piazza Montano il corteo ha sfilato per via Cantore, via Buozzi, Via Adua, fino a raggiungere piazza Caricamento concludendosi, in tarda serata, con il concerto dei Modena City Ramblers.

A colorare il corteo anche le bandiere rosse della CGIL. La Confederazione, che ha partecipato al lungo percorso del decennale del G8, ha ribadito l’importanza di questa giornata di mobilitazione. Per la CGIL vanno ancora ricercate e denunciate le responsabilità politiche di quelle giornate, e inoltre proprio da Genova si può progettare un mondo diverso, che metta al centro il lavoro e le necessità delle persone.

“Bisogna riprendere le analisi affrontate dal movimento nel 2001 e provare a ricostruire una proposta e un movimento che la sostenga, dalle larghe alleanze, di cui il sindacato ne è una parte importante, per trasformare l’attuale modello di sviluppo” ha dichiarato Leopoldo Tartaglia, coordinatore del dipartimento politiche globali della CGIL Nazionale. Il dirigente sindacale dalla testa del corteo, ha sottolineato ai microfoni della CGILtv come “la critica espressa dal movimento, e portata avanti negli anni dai grandi forum sociali, contro i modelli di sviluppo neoliberisti, si sia verificata ‘magicamente’ vera in questi anni, in cui è esplosa la crisi globale e le disuguaglianze nel mondo sono cresciute”. E’ proprio per uscire dalla profonda crisi economica e sociale che, investe il nostro paese, che secondo la CGIL è importante elaborare una strada alternativa, basata “sulla pace, i diritti, la democrazia, i beni comuni e una società multietnica”.

Argomenti: CGIL |

Manovra: Camusso, costruita per far pagare chi paga già

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 21, 2011

Manovra: Camusso, costruita per far pagare chi paga già
La CGIL continua a contrastare un provvedimento economico e finanziario che, secondo Camusso “accentua tutte le differenze e le difficoltà” e conferma che il Governo “non ha in testa la crescita del Paese”. Ne sono dimostrazione le tante vertenze ancora aperte
» CGIL scrive a Tremonti, non parteciperemo più a tavoli tecnici
21/07/2011 da www.cgil.it

Il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, torna a commentare la manovra economica e finanziaria approvata dal Governo la scorsa settimana. Una manovra costruita ad hoc, secondo la leader del sindacato di Corso d’Italia “per far pagare chi paga già”, ne sarebbero la prova “i tagli agli enti locali e alla sanità”. La situazione drammatica del Paese, come già dichiarato dalla CGIL, testimonia il “fallimento del Governo e delle sue politiche”, e di fronte a questa manovra, ha dichiarato Susanna Camusso, a margine di un’iniziativa organizzata dal sindacato ad Aci Castello in provincia di Catania, si ha la dimostrazione che è stata varata “senza avere un’idea di dove si porta il Paese, se non per mantenere i privilegi di chi si è arricchito con la finanza e il patrimonio immobiliare”.

La CGIL, che già nei giorni scorsi ha avviato la sua mobilitazione con presidi in tutta Italia, continua a contrastare il provvedimento che, secondo quanto dichiarato, rappresenterebbe l’ennesimo colpo all’occupazione e alla crescita del Paese, poiché spiega “vengono ridotti gli investimenti e si rinuncia a qualunque stimolo della domanda. Manca ogni elemento di riforma strutturale del sistema-paese e, in particolare, del sistema economico-produttivo in funzione di una maggior competitività, produttività e crescita potenziale del PIL”. Inoltre, le tante vertenze critiche aperte in tutto il Paese, sono la conferma, secondo Camusso, “di una modalità di governo nazionale e locale che non ha in testa la crescita e lo sviluppo, ma che in fondo, accompagna processi di debolezza e deindustrializzazione del nostro Paese”. Secondo la dirigente sindacale “per far crescere l’Italia bisogna intanto mettere le persone nelle condizioni di stare un po’ meglio, bisogna spostare la tassazione sui redditi più alti e alleggerirla su quelli più bassi”. Inoltre, “è ovvio che una manovra fatta così accentua tutte le differenze e le difficoltà che ci sono – ha proseguito il Segretario Generale della CGIL -. Il Mezzogiorno per molte ragioni ha più disoccupazione e più povertà e quindi sarà maggiormente penalizzato da una manovra che colpisce ceti medi e ceti deboli”.

Riferendosi all’introduzione dei ticket sanitari, così come previsto dalla manovra, Camusso ha dichiarato “è una forma assolutamente ingiusta di prelievo ai cittadini”. “Molte Regioni sono assolutamente indisponibili a questa operazione, mi auguro – ha concluso la leader della CGIL – che costruiscano soluzioni differenti che non siano penalizzanti sul piano del diritto alla sanità per le persone”.

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Crisi: dati Confindustria dimostrano che il governo ha legato l’Italia ad un palo

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 21, 2011

Crisi: CGIL, dati Confindustria dimostrano che il governo ha legato l’Italia ad un palo
Un quadro drammatico emerge dai dati del Centro Studi Confindustria sull’andamento dell’economia italiana nel terzo trimestre: in Italia “la crescita sarà quasi nulla”. Per la Confederazione la cosa più grave è che “la manovra economica del Governo non fa altro che aggravare questa situazione”
21/07/2011 da www.cgil.it

“L’Italia è ferma al palo”. A sostenerlo è Vincenzo Scudiere, Segretario Confederale della CGIL con delega alle politiche industriali, nel commentare i dati economici diffusi oggi (21 luglio) dal Centro Studi Confindustria sull’andamento dell’economia italiana nel terzo trimestre, che “continuano a rendere allarmante la situazione economica e industriale del Paese”. Secondo il dirigente sindacale, il nostro Paese, non paga solo gli effetti della crisi internazionale, ma anche “le mancate scelte di un Governo, che non ci ha voluto ascoltare quando chiedevamo politiche di sostegno alla domanda e all’offerta”.

Il Centro Studi Confindustria fa sapere, infatti, che nel terzo trimestre in Italia “la crescita sarà quasi nulla”, dopo che nel secondo si è avuto un aumento dell’1,6% della produzione industriale, concentrato nella prima parte del periodo, che ha originato una temporanea accelerazione del PIL. Per il nostro Paese, dunque, si legge nell’analisi del CSC, si profilano: debolezza della domanda interna, minor forza di quella estera, ripercussioni dalle violente turbolenze finanziarie globali e stretta sui conti pubblici. In particolare, “gli indicatori puntano a una nuova e prolungata fase di variazioni del PIL che saranno molto difficilmente superiori all’1% annuo”. Per quanto riguarda l’attività industriale, giudizi e attese delle imprese rivelano la “fiacca dinamica produttiva”. Infatti, sempre nel terzo trimestre, ricorda il Centro Studi di Viale dell’Astronomia, essa parte dal -0,3% ereditato dal secondo trimestre. Gli indicatori qualitativi sono in corale arretramento: gli indici PMI hanno rilevato in giugno ordini calanti nel manifatturiero (47,5, minimo da 20 mesi, da 51,1) e nel terziario (47,4, da 50,1).

Scudiere ricorda le richieste, da parte della CGIL, di interventi specifici “per consentire la ripresa dei consumi attraverso interventi mirati alla salvaguardia dei redditi da lavoro e pensione e politiche industriali che non ci facessero trovare impreparati di fronte a crisi di interi settori che oggi – prosegue il dirigente sindacale – anche quando riescono ad acquisire commesse, non sono certi del lavoro futuro”. In questo senso, secondo Scudiere, fanno testo il caso di Fincantieri e di tutte quelle aziende che “pur avendo innovato per tempo i processi e i prodotti, oggi non sono in grado di agganciarsi a quel minimo di ripresa in Europa come invece hanno fatto le imprese tedesche e francesi”.

Ma quello che è più grave in questo contesto, avverte il Segretario confederale della CGIL è che “la manovra economica del Governo non fa altro che aggravare questa situazione. Gli oltre 180 tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo – conclude Scudiere – sono la dimostrazione lampante dell’inerzia del Governo e della fallacia delle sue politiche”.

Argomenti: CGIL |

Industria: dati ISTAT su fatturato e ordinativi sono altalenanti, imprese faticano

By Ufficio Stampa CGIL Siena | Luglio 20, 2011

Industria: CGIL, dati ISTAT su fatturato e ordinativi sono altalenanti, imprese faticano
L’Istituto nazionale di statistica rileva come a maggio cala il fatturato dell’1,7% rispetto ad aprile, mentre aumentano gli ordinativi del 4,1%. Incrementi da ricondurre al mercato estero. Per la Confederazione le imprese continuano a faticare per uscire dalla crisi, “non si intravedono segnali reali di ripresa e la manovra non fa che aggravare questa situazione”
20/07/2011 da www.cgil.it

A maggio in Italia cala il fatturato dell’industria e aumentano gli ordinativi, soprattutto grazie al mercato estero. Il dato caratterizzato dal segno meno è quello che riguarda il fatturato che, rispetto ad aprile, registra un calo dell’1,7%, mentre su base annua la crescita è del 10,8%. Un rialzo tendenziale che risulta trainato dal mercato estero (+15,4%). E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’ISTAT che registrano, invece, un incremento del 4,1% per gli ordinativi a maggio rispetto ad aprile e una crescita del 13,6% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, a trainare l’incremento congiunturale, che arriva dopo il ribasso record del mese precedente, è il mercato estero (+12,2%), mentre sull’interno si registra un calo dello 0,8%.

Dunque, si alternano di mese in mese “dati altalenanti” che dimostrano “quanta fatica facciano le imprese nel fronteggiare una crisi in assenza di politiche di sostegno e di politiche industriali”. E’ il commento del Segretario confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere. A riguardo, denuncia il sindacalista, “la manovra non fa che aggravare questa situazione mentre continuano a restare al palo i problemi irrisolti delle grandi imprese nazionali: i settori dell’auto, della chimica, della cantieristica, del tessile, del salotto e dell’edilizia versano ancora in una grave crisi”.

Nella media degli ultimi tre mesi (marzo-maggio), fa sapere l’ISTAT, l’indice del fatturato dell’industria è cresciuto del 3,8% rispetto ai tre mesi precedenti (dicembre-febbraio), mentre su base annua registra addirittura una crescita a doppia cifra, trainata dalla componente estera (+15,4%), un incremento inferiore (+8,7%) arriva, invece, dal mercato interno. Per quanto riguarda gli ordinativi, nello stesso periodo marzo-maggio, dai dati dell’Istituto nazionale di statistica emerge un aumento del 6,1% rispetto al trimestre precedente.

Se si analizzano i settori dell’attività economica su base annua, il fatturato segna gli aumenti più significativi nei settori delle fabbricazioni di prodotti chimici (+38,3%) e delle attività estrattive (+18%). Mentre gli ordinativi registrano le variazioni positive più forti nelle fabbricazioni di macchinari e attrezzature (+48,5%) e nelle fabbricazioni di prodotti chimici (+42,5%).

Infine, secondo Scudiere “non si intravedono segnali reali di ripresa” e questo avverte “continua a preoccuparci” perché, conclude il dirigente sindacale “senza iniziative da parte del governo il pericolo dell’aumento della disoccupazione è sempre più imminente”.

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