Lavoro: ISTAT, in calo l’occupazione nelle grandi imprese
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 29, 2010
| Lavoro: ISTAT, in calo l’occupazione nelle grandi imprese |
| Nel mese di luglio, secondo dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica, continua a scendere l’occupazione, registrando -1,6% rispetto 2009. CGIL, il pericoloso calo continua in tutti i settori nell’industria, prosegue da anni, e descrive ormai una contrazione della base produttiva oltre a quella occupazionale |
Cala l’occupazione nelle grandi imprese nel mese di luglio. Secondo i dati pubblicati questa mattina dall’ISTAT, infatti, l’indice dell’occupazione nelle grandi imprese, depurato dagli effetti della stagionalità, ha registrato un calo congiunturale dello 0,1% al lordo della Cassa integrazione e una variazione nulla al netto dei dipendenti in Cassa integrazione.
Nel confronto tra la media degli ultimi tre mesi (maggio – luglio) e quella dei tre mesi precedenti (febbraio – aprile) si è registrato un calo dello 0,3% al lordo della CIG e dello 0,2% al netto della CIG. In termini tendenziali (luglio 2010 rispetto a luglio 2009) sono state registrate variazioni negative dell’1,6% al lordo della cassintegrazione e dello 0,7% al netto della cassintegrazione. Complessivamente, nei primi sette mesi del 2010 la variazione media dell’occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2009, è stata di meno 1,9% al lordo della CIG e di meno 1% al netto della CIG. In calo anche le retribuzioni. Come registrato dall’Istituto Nazionale di Statistica, la retribuzione lorda per ora lavorata nel totale delle grandi imprese ha presentato a luglio una riduzione (al netto della stagionalità) dello 0,9% rispetto al mese precedente. L’occupazione delle grandi imprese è stata paragonata dal Segretario Confederale Fulvio Fammonio ad “un piano sempre più inclinato di cui ancora non si vede il fondo”, che ha aggiunto “il pericoloso calo continua in tutti i settori nell’industria, prosegue da anni, e descrive ormai una contrazione della base produttiva oltre a quella occupazionale”. Nel dettaglio, sottolinea il dirigente sindacale, “anche nelle imprese e nei servizi, per anni elementi di tenuta e di controtendenza, la caduta dell’ultimo periodo è verticale. Una ulteriore conferma della gravità e della pervasività della crisi e del protrarsi nel tempo delle gravissime tendenze sull’occupazione”. Per Fammoni, “di fronte a questo, alle centinaia di vertenze in coda al ministero ‘vacante’ dello Sviluppo economico, il governo oggi chiede la fiducia presentandosi alla Camera con un programma che non prende assolutamente in considerazione questi temi mentre al Senato approva un provvedimento che diminuisce i diritti dei lavoratori. Non ci siamo – conclude – occorre cambiare e questi sono i punti al centro della piattaforma della manifestazione europea del sindacato di oggi. Questa è la realtà che la propaganda ‘stiamo meglio di altri’ non può nascondere”. |
Argomenti: CGIL |
Agevolazioni bolletta acqua 2010
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 29, 2010
AGEVOLAZIONI BOLLETTA ACQUA
A.A.T.O. 6
L’A.A.T.O. (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) 6 Ombrone ha modificato il valore dell’indicatore ISEE ed i criteri utili per il riconoscimento delle agevolazioni tariffarie per la bolletta dell’acqua.
I Comuni della provincia di Siena interessati sono: Abbadia S.Salvatore, Asciano, Buonconvento, Casole d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castiglione d’Orcia, Cetona, Chiusdino, Colle di Val d’Elsa, Gaiole in Chianti, Montalcino, Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Monticiano, Murlo, Piancastagnaio, Pienza, Radda in Chianti, Radicofani, Rapolano Terme, San Casciano dei Bagni, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Sarteano, Siena, Sovicille, Trequanda.
Nota sintetica
Per nuclei familiari che si trovano in determinate condizioni relative all’età, al reddito, al numero dei componenti familiari, alle condizioni di salute, il gestore applica riduzioni percentuali sulla bolletta dell’acqua relativa all’anno successivo alla domanda.
Bolletta ridotta del 70% (compresa la quota fissa)
a) Nuclei familiari con indicatore ISEE fino a 7.879 euro
b) Nuclei familiari con indicatore ISEE fino a 10.912 euro, in presenza di:
1) almeno un componente portatore di handicap (certificazione Asl);
2) un componente con un grado di invalidità superiore al 66% (certificazione Asl);
3) nucleo familiare interamente composto da ultrasessantacinquenni;
4) un componente che, a causa di particolari condizioni mediche, necessiti di un significativo maggior utilizzo di acqua (certificazione Asl).
Bolletta ridotta del 50% (compresa la quota fissa)
c) Nuclei familiari composti da 4 o più persone con indicatore ISEE fino a 11.778 euro
I nuclei familiari che rientrano nelle suddette agevolazioni sono esentati dal versamento della cauzione.
Utenze condominiali
Le suddette agevolazioni possono essere usufruite anche dai nuclei familiari, in possesso dei requisiti previsti, che si trovino all’interno di una utenza condominiale. In questo caso l’istanza dovrà essere presentata dall’Amministrazione del Condominio e corredata dalla necessaria documentazione.
Al fine di dimostrare il possesso del requisito economico i richiedenti dovranno rendere apposita autodichiarazione del loro ISEE.
La domanda per usufruire delle agevolazioni deve essere presentata al Gestore a partire dal 1° luglio e non oltre il 31 ottobre di ogni anno, a mezzo del modulo predisposto. Le agevolazioni hanno effetto nell’anno successivo.
A.A.T.O. 4
Ricordiamo che il ‘fondo utenze deboli’ dell’ A.A.T.O. 4 Alto Valdarno prevede un’agevolazione tariffaria dei consumi dell’acqua pari al 50% della tariffa base per tutte le famiglie (utenze domestiche) che presentano un ISEE inferiore a 8.030 euro.
I Comuni della provincia di Siena interessati sono: Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, Sinalunga e Torrita di Siena.
L’agevolazione decorre dalla data di presentazione della domanda.
Oltre al modello ISEE, in corso di validità, va presentata un’autocertificazione della residenza e della lettura del contatore.
Se si abita in un condominio serve anche l’autocertificazione da parte dell’amministratore condominiale del consumo presunto annuo dell’utente per cui si richiede l’agevolazione.
Nelle Camere del Lavoro CGIL troverete l’assistenza necessaria per il disbrigo delle pratiche.
Argomenti: bollette, bonus acqua, CAAF, CE.SE.S., CGIL, SPI |
TASSAZIONE AGEVOLATA PER LAVORO NOTTURNO_CHIARIMENTI – 2010
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 28, 2010
TASSAZIONE AGEVOLATA PER LAVORO NOTTURNO_CHIARIMENTI
In data 27 settembre 2010 l’Agenzia delle Entrate ha emanato due nuove Circolari ad ulteriore chiarimento della tassazione agevolata del 10%. Ciò si era reso necessario dopo l’uscita della Risoluzione 83/E del 2010 la quale chiariva la possibilità di assoggettamento all’imposta sostitutiva del 10% (anziché a tassazione ordinaria) anche l’intero compenso erogato per lavoro notturno (e non solo la maggiorazione) e le somme erogate per lavoro straordinario.
La Circolare 47 chiarisce definitivamente che il lavoro straordinario agevolabile è esclusivamente quello correlato a parametri di produttività. Le prestazioni lavorative rese oltre l’ordinario orario di lavoro sono state agevolabili senza ulteriori condizioni soltanto per l’anno 2008. Negli anni 2009 e 2010 le disposizioni che prevedevano la detassazione degli straordinari non sono state prorogate e, pertanto, l’imposta sostitutiva non può applicarsi alle ipotesi di straordinario che non sia riconducibile tra i premi di produttività.
E’ necessario quindi che il nesso tra lavoro straordinario e gli incrementi di produttività trovi riscontro in una documentazione proveniente dall’impresa stessa che attesti che la prestazione lavorativa abbia determinato un risultato utile per il conseguimento di elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa.
Anche l’agevolazione delle retribuzioni relative alle prestazioni di lavoro notturno e di lavoro organizzato su turni è subordinata al perseguimento di un incremento di produttività che trovi riscontro in una dichiarazione dell’impresa.
Con la Circolare 48 l’Agenzia delle Entrate, raccogliendo le difficoltà dei datori di lavoro a rilasciare in tempo utile detta certificazione e dei Sindacati e dei CAAF nel dare risposte ai contribuenti interessati, adotta la possibilità di recuperare le maggiori imposte pagate su dette somme tramite i modelli di dichiarazione del prossimo anno (730 o modello UNICO).
Alla luce di questo anche tutti quei contribuenti esonerati dal presentare la dichiarazione dei redditi, se hanno percepito somme per lavoro straordinario o notturno indicati nel CUD/2011, avranno l’interesse a presentare il modello 730.
Ricordiamo infine che gli uffici del CE.SE.S. S.r.l. e della CGIL sono a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti in materia.
Argomenti: CAAF, CE.SE.S., CGIL, lavoro notturno |
Chiusura redazioni Toscana e Emilia Romagna de L’Unità
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 28, 2010
Sull’annuncio di chiusura – dal 15 ottobre – delle due edizioni locali dell’Emilia Romagna e della Toscana del quotidiano L’Unità, interviene anche la CGIL di Siena.
Claudio Vigni, Segretario Generale, commenta così la notizia: “Oltre ad esprimere solidarieta’ e vicinanza ai giornalisti delle redazioni di Bologna e Firenze, chiediamo di rivedere il piano di ridimensionamento del quotidiano. Il progetto dell’editore non solo minaccia l’occupazione di molti giornalisti e collaboratori e il futuro di numerose professionalità, ma anche l’opportunità di tenere aperta un’importante finestra sulle provincie toscane che consente di tenere alta l’attenzione sulle criticità dei territori”.
Argomenti: CGIL |
Le criticità della scuola senese
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 27, 2010
In merito alle notizie apparse negli ultimi giorni sui mezzi di informazione locale relativamente al superamento delle “criticità della scuola senese”, mi sento in dovere di fare alcune osservazioni.
Siamo reduci come Flc Cgil da una lunga serie di assemblee che hanno coinvolto le scuole della provincia ed il quadro che ne è uscito è tutt’altro che roseo o tendente alla normalizzazione.
Probabilmente era necessario, da parte delle istituzioni presenti, chiarire che cosa si intendesse per criticità, se essa era riferita al singolare o al plurale: un conto è la soluzione che attraverso l’impegno di tutti si è riusciti a dare ai problemi recentemente emersi rispetto all’accorpamento di alcune classi della secondaria (superati appunto con l’attribuzione da parte del mpi di ulteriori 11 posti); un conto e’ dire che ora nelle scuole c’è aria di normalità e che praticamente le criticità rientrano nella normale routine.
Come organizzazione sindacale ci chiediamo:
– L’Usp ha fatto un monitoraggio sulle scuole per sapere quante siano le classi con 30 alunni, quante con 27/30 e quante con un numero di alunni inferiore a 25?
– Si conosce il reale rapporto docenti di sostegno/alunni diversamente abili? Quanti alunni frequen-tano le classi dove sono inseriti alunni diversamente abili?
– Come se la cavano le scuole con il personale Ata in fatto di sorveglianza, pulizia e apertura dei plessi dal momento che, come si è appreso dai mezzi di informazione, in alcune realtà particolar-mente difficili qualcuno sta pensando all’ipotesi inaccettabile di far tenere aperte le scuole da volon-tari?
– Quante sono le pluriclassi presenti nella nostra provincia?
– Come è la situazione finanziaria delle scuole senesi?
– E’ accertata la possibilità di sostituire il personale assente per uno o più giorni?
Tante domande a cui, se vogliamo davvero superare le criticità, le tante criticità della scuola pubbli-ca, occorre dare una risposta vera. Tante domande da porre direttamente alle scuole, prese invece da una continua emergenza che vanifica presupposti di qualità e tenuta dell’offerta formativa, di ade-guato sviluppo degli apprendimenti per tutti, di inserimento e integrazione di tutti quei ragazzi per i quali il compito costituzionale della scuola è rimuovere gli ostacoli che pregiudicano le possibilita’di sviluppo delle loro potenzialità.
Ad oggi sembrano mancare i presupposti per il buon funzionamento di una istituzione fra le più im-portanti perché’ rappresenta il futuro di questo “strano bel paese” ed il progetto che sta alla base della qualità della vita e della democrazia per le future generazioni.
Sarebbe opportuno che quanto prima si incontrassero tutte le scuole della provincia, dirigenti, do-centi e personale Ata insieme alle autorità ed alle parti sociali per costruire un disegno chiaro sulla situazione reale dell’istruzione e formazione della nostra provincia affinché si progetti insieme l’u-scita definitiva dall’emergenza.
Nella speranza di aver dato un contributo al dibattito in corso sui problemi aperti della scuola pub-blica, dichiaro la disponibilità al confronto dell’Organizzazione Sindacale che rappresento.
Lorenzo Micheli, Segretario Generale FLC CGIL Siena
Siena, 27 settembre 2010
Salari: IRES CGIL, potere acquisto perde 5.500 euro in dieci anni
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 27, 2010
| Salari: IRES CGIL, potere acquisto perde 5.500 euro in dieci anni |
| Presentato il V rapporto sui redditi dei lavoratori dipendenti. Epifani, “necessario un intervento urgente, che sposti la tassazione dai salari dei lavoratori dipendenti e dalle pensioni alle grandi ricchezze e ai grandi patrimoni” |
da www.cgil.it ‘Salari in Italia 2000-2010: un decennio perduto’ I lavoratori dipendenti italiani hanno perso in dieci anni circa 5.500 euro di potere d’acquisto. E’ questo il dato che emerge dal V rapporto IRES CGIL ‘Salari in Italia – 2000-2010: un decennio perduto’ presentato oggi dal Segretario Generale della confederazione di Corso d’Italia, Guglielmo Epifani, e dal presidente dell’IRES, Agostino Megale. Secondo l’analisi dell’istituto di ricerche economiche e sociali della CGIL le retribuzioni, nel corso degli ultimi dieci anni, hanno avuto a causa dell’inflazione effettiva più alta di quella prevista, una perdita cumulata del potere di acquisto di 3.384 euro ai quali si aggiungono oltre 2 mila euro di mancata restituzione del fiscal drag, che porta la perdita nel complesso a 5.453 euro.
La perdita cumulata calcolata sulle retribuzioni equivale a circa 44 miliardi di maggiori entrate complessivamente sottratte al potere d’acquisto dei salari. Questo spiega perché, nel decennio 2000-2010, le entrate da lavoro dipendente abbiano registrato una crescita reale (quindi al netto dell’inflazione) del 13,1% a fronte di una flessione reale di tutte le altre entrate del -7,1%. “Una tendenza sconfortante”, quella relativa all’andamento della produttività, dei salari e della redistribuzione dei redditi, “che anno dopo anno si fa sempre più pesante” ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, intervenendo nel corso della presentazione. Il rapporto IRES, fotografa una situazione salariale allarmante: “il quadro che emerge – ha precisato Epifani – genera preoccupazioni, soprattutto in una situazione politica economica che vede il nostro Paese in continuo affanno”. La crisi dei salari, secondo Epifani, è la conseguenza di una forte pressione fiscale sulle retribuzione di lavoro dipendente e sulle pensioni “non è più accettabile che il bene più scarso, il lavoro, sia oggi più tassato di altre forme di reddito”, è necessario quindi “un intervento urgente che sgravi il lavoro dipendente, e che sposti la tassazione dai salari e dalle pensioni alle grandi ricchezze e ai grandi patrimoni”. L’importanza di un ‘fisco giusto’, di una riforma fiscale è stata ribadita anche dal presidente dell’IRES, Agostino Megale “da dieci anni, il nostro istituto di studi della CGIL, ha acceso i riflettori sulla questione salariale in Italia”. I salari nel 2010 ha dichiarato Megale alla CGILtv (guarda il video) “chiuderanno con un 0,3% sopra l’inflazione”. “Anche nella crisi – ha proseguito – sono aumentate le tasse e questo aumento lordo viene mangiato da una tassazione ulteriore sul lavoro”.
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Argomenti: CGIL |
Crisi: Epifani, l’azione di governo rallenta la ripresa in Italia
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 26, 2010
| Crisi: Epifani, l’azione di governo rallenta la ripresa in Italia |
| La fase che stiamo attraversando impone una svolta radicale nelle politiche economiche e sociali del paese. Con la crescita all’1% necessari 7 anni per recuperare il terreno perso. |
E’ il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, a prendere la parola durante la seconda festa della CGIL Campania, nella splendida cornice degli ex Molini Marzoli, un complesso industriale dismesso, ed ora in via di recupero, sul porto della città di Torre del Greco, a pochi passi da Napoli, sede che negli anni aveva già ospitato la locale festa del sindacato. Nell’intervenire il Segretario Generale della CGIL, rispondendo alle domande di Antonio Troise, giornalista del quotidiano ‘Il Mattino’, ha posto l’accento sui temi della crisi e della lenta ripresa che sta caratterizzando l’Italia, a differenza di altri stati Europei come la Germania. “Mentre noi cresciamo dell’1% la Germania viaggia sul 3-4% – ha spiegato Epifani – con questo ritmo in 12 mesi si troverà, la Germania, a recuperare il terreno perso durante la crisi, mentre noi per compiere lo stesso percorso dovremo aspettare, se le cose non cambiamo, 7 anni”. Secondo il leader della CGIL questi sono i problemi di cui dovrebbe occuparsi il paese e la politica, mentre ormai da tre mesi sembra che l’unico tema ad “ossessionare” l’agenda mediatica ed il dibattito sia solo la vicenda dei rapporti tra la proprietà della ‘casa di Montecarlo’, patrimonio della ex Allenza Nazionale, ed il resto del mondo. Secondo il numero uno di Corso d’Italia, nel nostro paese, si sta verificando esattamente quello che la CGIL aveva previsto, “se si affronta la crisi – ha sottolineato il sindacalista – soltanto difendendo i conti pubblici, e non si mettono in campo politiche di sviluppo e sostegno ai consumi, è inevitabile perdere il vento della ripresa”, come sta anche sostenendo il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. In questo momento, prosegue Epifani, “il governo, che ci aveva detto che noi stavamo meglio degli altri, non sa più che dire”, perché affrontare la questione significherebbe ammettere che le politiche messe in campo hanno prodotto una situazione in cui, mentre un 20% della nostra economia cresce, rappresentando la quota di esportazione e ‘prodotto manifatturiero’ che sta reggendo bene la prova dei mercati internazionali, l’altro 80% non fa altrettanto. Proprio a causa dei tagli indiscriminati messi in campo dal governo che hanno generato mancanze nelle infrastrutture e negli investimenti in ricerca. Gli stessi numeri ricordati dal Segretario Generale della CGIL non fanno che confermare la gravità della situazione: nell’ultimo mese, in Italia, si sono persi 170mila posti di lavoro rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, 700mila persone sono in cassa integrazione e sono andati persi quasi un milione di posti di lavoro nei due anni e mezzo precedenti. A tutto questo vanno aggiunti i 100mila precari dei settori pubblici senza più occupazione e il dramma giovanile che ne consegue. Il tutto, ha ricordato Epifani, senza un ministro dello sviluppo economico ed un vera idea di politiche industriali. Il leader della CGIL ha poi sottolineato che fino ad ora il sindacato ha governato il conflitto sociale con grande intelligenza, ma non si può pensare che, di fronte alle chiusure degli stabilimenti come quelle annunciate per la cantieristica navale, in luoghi dove non c’è alternativa occupazionale, i lavoratori non si esasperino. “Davanti a problemi come questi – ha concluso Epifani – ci vuole, come abbiamo detto anche nel comitato direttivo, una svolta radicale nella politica economica e sociale del governo”. |
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La Flai sostiene la lotta dei lavoratori del Pubblico impiego e della scuola
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 24, 2010
Dichiarazioni del Segretario generale della Flai-Cgil Stefania Crogi
La Flai-Cgil esprime la propria solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del Pubblico impiego e della scuola per la lotta che stanno portando avanti contro la decisione del governo di bloccare le elezioni delle Rsu e i rinnovi dei contratti.
Tale decisione si inserisce nel solco già tracciato da tempo dall’esecutivo, basato sulla riforma del modello contrattuale, sulla manovra correttiva e sul collegato lavoro, e che ora si compie anche attraverso il blocco della contrattazione in questi settori e l’attacco al diritto di rappresentanza.
Il governo ha dimostrato così di voler relegare il mondo del lavoro in un angolo e di non voler fare alcuna distinzione tra i lavoratori del pubblico e quelli del privato.
Semplicemente li colpisce entrambi, con decreti approvati in gran fretta e con il voto di fiducia che hanno l’unico scopo di privare la Cgil della sua azione negoziale e di indebolire la rappresentanza dei lavoratori.
Sta ad ognuno di noi sovvertire questa logica ed è per questo che la Flai sosterrà le iniziative che la Fp e la Flc intenderanno mettere in campo per difendere i diritti dei lavoratori che rappresentano.
Roma, 23.9.2010
Argomenti: FLAI |
Abolizione canone Rai ultra 75: ora è realtà
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 23, 2010
Abolizione canone Rai ultra 75: ora è realtà
L’Agenzia delle Entrate comunica che finalmente si può applicare la disposizione, prevista nella Finanziaria 2008, che elimina il pagamento della tassa di possesso del televisore (CANONE RAI) a chi ha più di 75 anni.
La CIRCOLARE N. 46/E del 20 settembre 2010 spiega come precedere per ottenere l’esenzione.
I requisiti per non pagare il canone Rai sono:
a) aver compiuto 75 anni di età entro il termine per il pagamento del canone di abbonamento RAI (attualmente il 31 gennaio e il 31 luglio di ciascun anno);
b) non convivere con altri soggetti diversi dal coniuge;
c) possedere un reddito che, unitamente a quello del proprio coniuge convivente, non sia superiore complessivamente ad euro 516,46 per tredici mensilità.
Inoltre:
– per avere diritto all’esenzione occorre inviare un apposito modulo entro il 30 aprile di ogni anno. Se non cambiano i requisiti non è necessario ripetere l’invio del modulo ogni anno;
– per l’esenzione dell’anno in corso occorre inviare il modulo entro il prossimo 30 novembre;
– anche chi, negli anni passati, non ha pagato o deve chiedere il rimborso, deve compilare ed inviare il modulo entro il 30 novembre. Chi ha già fatto domanda di esenzione otterrà il rimborso richiesto.
Argomenti: CAAF, canone RAI, CE.SE.S., servizi |
Crisi: ISTAT, oltre 2milioni senza lavoro, è record
By Ufficio Stampa CGIL Siena | Settembre 23, 2010
| Crisi: ISTAT, oltre 2milioni senza lavoro, è record |
| Il tasso di disoccupazione raggiunge l’8,5% nel secondo trimestre 2010, è il livello più alto dal 2003. CGIL, i dati più gravi degli ultimi dieci anni per la disoccupazione, l’occupazione giovanile, il Mezzogiorno e per il fenomeno dell’inattività |
La disoccupazione in Italia continua a crescere, raggiungendo l’8,5% nel secondo trimestre del 2010, si tratta del livello più alto dal 2003. Il numero di persone in cerca di lavoro sale così a 2,136 milioni, mentre il tasso di disoccupazione giovanile schizza al 27,9%. E’ quanto riferito questa mattina dall’ISTAT, nel suo rapporto occupati e disoccupati nei mesi di aprile, maggio, giugno 2010. Disoccupazione a livelli record, a conferma delle parole del Segretario Generale CGIL, Guglielmo Epifani, pronunciate qualche giorno fa in occasione del centenario della nascita di Vittorio Foa “c’è un allarme occupazione, altro che tutto finito”. Il numero degli occupati (in termini destagionalizzati), infatti risulta pari a 22.915.000 unità, segnalando rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente una riduzione pari allo 0,8% (-195.000 unità), a sintesi di una sostenuta riduzione della componente italiana (-366.000 unità) e di una significativa crescita di quella straniera (+171.000 unità).
I disoccupati sono 2,136 milioni e non erano così tanti da quasi dieci anni, con un aumento dell’1,1% rispetto al primo trimestre 2010 (+24.000 unità) e del 13,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello territoriale, l’incremento tendenziale della disoccupazione si concentra soprattutto nel Nord tra gli ex-occupati, con una diminuzione dell’occupazione pari a 114mila unità; nel Centro e nel Mezzogiorno tra gli altri gruppi dei disoccupati. Al Sud si registrano -88mila unità lavorative.
Altro dato drammatico, diffuso dall’Istituto Nazionale di Statistica, è il tasso della disoccupazione giovanile, che si attesta al 27,9%, il livello più alto mai raggiunto dal secondo trimestre del 1999. In pratica uno su tre è senza lavoro.
“I dati più gravi degli ultimi dieci anni per la disoccupazione, l’occupazione giovanile, il Mezzogiorno e per il fenomeno dell’inattività” così ha commentato le rilevazioni ISTAT, Fulvio Fammoni, Segretario Confederale CGIL, aggiungendo “si conferma il dato gravissimo dell’occupazione, cha arriva a colpire prevalentemente il lavoro a tempo indeterminato, e al quale va aggiunto il vasto bacino della cassa integrazione e del lavoro nero”.Il rapporto trimestrale, continua Fammoni, “offre anche qualche elemento di lettura qualitativa in più: l’ISTAT evidenzia che dopo la prevalente espulsione di lavoro temporaneo adesso i più colpiti sono i lavoratori a tempo indeterminato, che l’occupazione di lavoratori migranti è soprattutto sanatoria di lavoro esistente e che l’occupazione a tempo parziale ha caratteristiche prevalenti di non volontarietà da parte delle persone”. “Tutto quello che si sta facendo – ha concluso Fammoni – è deprimere lo sviluppo, aumentare i disoccupati, a partire dalla pubblica amministrazione, non dare certezza per le tutele, cancellare i diritti con il collegato lavoro, ovvero l’opposto di quelle che sono le necessità del paese che rivendicheremo nell’ambito della manifestazione europea del 29 settembre”. |
Argomenti: CGIL |



